Guardi quel viso
segnato dal tempo
crudele che scorre.
Osservi pian piano
una ruga che scende
non disperare
sono i segni del tempo.
Resta a guardare
e posa un sorriso
è solo un viaggio
vicino o lontano
è il viaggio del tempo
che a volte fa scendere
alla prima fermata
senza sfiorare
la ruga del tempo.


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Profilo Autore: Tiziana Rosella  

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Come un abito stretto

la stanchezza mi avvolge,

non perchè di peso

il corpo e cresciuto,

è il cuore che è gonfio ...

quando il sentirsi amata

e usata nello stesso tempo

confonde i sentimenti

e la chiarezza

si fa buio

L'essere disponibili

agli altrui bisogni

è spontaneità che nasce

dal cuore, come un ruscello

sgorga dalle rocce

allegramente

ma di allegro nell'esagerazione

non vedo nulla

e vesto la maschera

di Pierrot

pagliaccio si, ma con la lacrima

e falsa sono quando sorrido

mentre i miei occhi all'interno piangono

quando vivo un'allegria

teatralmente tragica

e voci stolte intorno

dicono, finalmente sorridi,

che ne sapete voi

non esiste sordo più sordo

di chi non vuol sentire

non solo le parole,

ma i battiti del cuore....


 

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Profilo Autore: Cristina Biga  

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Rivolgerai
supplica, al chiarore delle stelle
che imposero segno, al tuo grembo
con il sorriso, sempre verde
di lacrime d’amore.
Pregherai
per le piaghe del cuore,
con spine, che inaridiscono il pianto
consolate, dalla tua beatitudine
d’Immacolata Concezione.
Implorerai
per le colpe, degli uomini
che hanno perduto gli angeli,
tra la croci dei pensieri,
affinché, ritrovino la via maestra.
Pregherò con Te…
…per il mondo.



 
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Profilo Autore: CALOGERO PETTINEO  

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Ovunque sei
non sei più qui.
Ovunque cammini
non cammini più qui.
Ovunque sorridi, piangi, urli, gioisci, parli
è certo, non è qui.

Allora cala il sipario dove le strade, da te attraversate, rimangono vuote.
Giunge da lontano l'eco della voce tua
va diradandosi nel tempo
sfila, quasi, in mezzo ad altre voci vaganti e noncuranti di ascoltarne l'eco.

Ovunque sei
è certo, non sei più qui
Musica suona e si diffonde nella notte
quasi miscelandosi con gli echi dei passi 
Uomini che vagano ma non amano
che crescono ma non vivono
che guardano ma non vedono l'altro uomo che cerca la mano

E lì, in quell'angolo, dov'eri un tempo
solo un ombra
solo un profumo
solo un segno del tuo passaggio
perché ora, ovunque tu sei
è certo, non sei più qui!


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Profilo Autore: Antonella Soddu  

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 Zante chiama Venezia
Soffia il Maestrale
Cerco di fotografarlo
Sfugge
Entra nella mia anima
Mi porta Lei
Perpetua Signora Morte
Ora disperdete le mie ceneri
Affidatele al maestrale

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Profilo Autore: fgl  

Questo autore ha pubblicato 269 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Fu così...
Che il cuore
morì in un giorno,
perché le sue parole
non furono capite.
Lenta scese una lacrima
quella sera,
Segnò per sempre la sua vita.
Vide in un attimo
sparire i sogni,
tante volte scritte
in splendidi versi.
Non potrò mai essere capita!
Fu così....
Che disse lei
prima di chiudere
una pagina di vita.


 
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Profilo Autore: RAFFAELLO CONCA  

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Angoli di strade nelle sere avvolte dal nulla.
Notti rotte da tacchi in marciapiedi freddi
carni bianche, nere, gialle
sfoggiano come carni in banconi di macellerie umane.

Silenziose grida provengono da sguardi teatralmente seducenti.
Labbra di rosso disegnate
in cuori e anime nere di solitudine.
Rosea fresca pelle, convertita in luogo di incontro
per voglie perverse
cantici di amori finti, perversi
lasciati di volta in volta scolpiti nell'anima.
Penetrano lasciando indelebile segno nelle donne usate.

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Profilo Autore: Antonella Soddu  

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Ho inghiottito una lacrima
divenuta tempesta
annegando la dignità
ne accarezzo il dolore.


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Profilo Autore: Rosaria Chiariello  

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E dall'infinito sguardo del cielo
mi sento custodita
mi sento protetta
E dalle nuvole cullata. 
Mi perdo oltre le nuvole in un’indescrivibile sensazione di benessere dell'anima
accolgo l'aria fresca dentro di me
ascolto il parlare del leggero soffio del vento
mi descrive infiniti mondi e spettacoli di vita
Allargo le braccia ad abbracciare il mondo
stringo la voce del creato che mi parla del dono
Grido il nome, Dio, lo grido in gioia...
e ti accolgo in me.


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Profilo Autore: Antonella Soddu  

Questo autore ha pubblicato 51 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

 
Considerazione come sabbia
Presa in pugno per sentirla
Dita contratte per rabbia
Consapevolezza nel trattenerla
 
Presenza nell’assenza
Vanifica ogni certezza
Di continua indifferenza
Perde ogni sicurezza
 
Sabbia inesorabile defluisce
Sempre meno anelate attenzioni
Come granello finisce
Lievitano negative considerazioni
 
Trovano sfuggevoli pertugi
Di voluta assenza
Denigrando indugi
Di paziente attesa della mancanza
 
Permane granello solo a se stesso
Unica volontà nel credere
Desiderio che era e sarà, è adesso
Rimane solo voler essere





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N.d.A  ... Nel dare e ricevere considerazione, come pugno di sabbia ne rimane solo uno, quello di se stessi che non si dovrebbe mai perdere...
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Profilo Autore: Piccolo Guerriero della Luce  

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Se ponessi,
per influsso dei sogni
o in virtù d’inumane allucinazioni

al di là delle religioni
al di là dei templi e dei fari
al di là delle lettere e delle parole
al di là dei tuoni e delle saette
delle crocifissioni in tuo nome
al di là dei naufragi e delle prigioni
al di là di asceti e profezie
oltre il grido stonato di mille maledizioni
al di là di una preghiera
e una risposta posata dentro

I tuoi occhi innanzi ai miei,
senza spezzarmi il collo per saperti più in alto,
ti chiederei...

Perché adesso ho voglia di rugiada di prato,
e sento amore per le capre,
quelle con le corna,
che pascolano lontane da ogni metafora...

E perché il fango,
perché l’abisso e i sogni?
Perché li hai resi polvere?
Per te le tenebre e ogni lacrima?
Per te il male ed ogni passo?
Fino a qui...
E perché tutto il resto...
E perché sono qui...
Per te!?



"Per me!? Per me...
Hai eretto statue per adularti
scolpendo in pietra la tua immagine
e la mia somiglianza.

Per me hai acceso fuochi eterni,
spenti al primo soffio di una notte gelida,
hai sprecato il sudore più puro, la tua angoscia più santa,
quando cercasti una mano che ti strappasse dall’abisso.

Fui io a possedere il ferro della spada,
sempre io a sussurrare l’ultimo cenno di pietà,
ancora io a colare col sangue dei colpevoli
spargendo porpora sul rosso di una croce?

Sono stato io a farvi innamorare della porta chiusa
e senza chiave,
del calcolo irrisolvibile,
dell’enigma della stanza infinita e sempre stretta?

Io a farvi innamorare di me...

Amore,
la parola più grossa a voi concessa,
è pari all’odio che vi sgretola le labbra,
e in esso prospera,
e con esso cresce,
e per esso si limita, si rassegna,
si accontenta...
È con il cuore in alto che v’incolla i piedi a terra.

Ho visto attentamente
la scimmia crescere e chiamarsi uomo,
e chiamarsi Dio...
È il silenzio di questo Dio che vi ha fatto impazzire...
Il nostro amore vi trafigge
pari alla storia più mediocre tra due amanti,
pari alla freccia di Cupido che accarezzò Didone
ai piedi di una rupe.
Questo silenzio di chi non sa formulare la domanda,
di chi non osa spingersi,
di chi non sa che chiedere,
e infine, sopra tutti, il mio Silenzio
mi ha reso eterno e onnipotente,
mi ha offeso e reso DIO al di sopra di ogni stella.

Non sopportate il giudizio,
non la libertà che troppe volte ho visto
da un cappio penzolare,
non sopportate il senso del destino,
non i fili del caos da voi creato,
non sopportate il vero amore...

Quello che provate solo col fango nei polmoni,
con le ali strappate o con la lancia dentro il petto.
È proprio lì, soltanto lì,
con l’ultimo riflesso di luna,
che in quella pozza di sangue,
l’uomo specchiandosi
vede Dio...

Scendi pure da questa cima alta,
scendi dal muretto del tuo giardino,
dal primo gradino
della scalata estrema.
Stacca gli occhi dal cielo
e senza mai scordare il viaggio,
guarda tra i tuoi piedi.

Di formiche ne hai calpestate tante per la strada,
senza rimorso, dall’alto del tuo arrogante trono,
non pensasti ad un dio simile a te, uomo,
un dio che avanza e calpesta e non si cura dei grovigli umani.
Ma tu... dai vertici supremi della tua ragione immacolata,
delle tue alchimie filosofiche,
non ti sei curato di raggiungere il Dio che tanto accusi,
che offendi senza sosta perché troppo uguale a te,
stanco di guardare attentamente, di placare il suo incedere,
per accorgersi di calpestare e di continuare a farlo...

Quando capirai,
quando darai senso ed amerai più di te stesso
tutto quello che da sempre hai calpestato

Noi potremo vederci

Solo capendo la formica che non temi
potrai intuire un paradiso...
Trovare la chiave
per ogni porta aperta.

E solo allora potrai guardarmi
e sentirmi
e toccarmi
e Amarmi
e ricevere risposta
senza più domande."

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Profilo Autore: Kenji  

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Sognano,
volano,
sfumano l'immenso di luminose stelle;

sfiorano,
accarezzano,
nutrono di puro sentimento;

amano,
emozionano,
lentamente assaporano brividi d'amore;

si fidano,
si fondono,
toccano l'anima nel suo profondo;

tremano,
stringono,
sorridono d'una forza ch'annulla il tempo.

Mani,
mani ch’incessantemente s'intrecciano.

 
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Profilo Autore: Suky Kaur  

Questo autore ha pubblicato 2 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Apro gli occhi:
mi trovo rintanato a forza
in un logorante bosco di flussi
a braccia consorte
in segno di passività consolidate...

Scarni orologi
come banche parassite
assorbono nutrimenti
dalle sciolte radici...

Radici di valore
della squallida pianta
del vil denaro,
spiragli d'ossigeno
tolti dalla tetra foresta...

I rami più ricchi
baciano il sole
a tradimento
e io, piccolo elemento,
resto inesorabilmente tradito...

Brillano di luce propria
solitarie rose rosse
portatrici di petali d'incanto
che diffondono un lieve aroma
di rivoluzione...

Gattonando
tra le oscure creature,
finisco per correre
verso un fiore di luce...

Cadono adirate
le foglie di carta straccia;
con vento d'inflazione
sbattono sui falsi segnatempo
che calpesto con disdegno...

Freddo,
mi copro
sotto
le stremate cellule
dell'arbusto,
mi nutro
di gustosa linfa:
ho trovato il posto migliore
per il mio lungo letargo...

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Profilo Autore: Diego Crozzolin  

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Un cuore di bambina
in un corpo di donna.

Il volo
di un gabbiano
su un lago di cristallo.

Sogno
di orizzonti sconosciuti
in un mondo circoscritto
tra paure ataviche.

Scalpitio
di emozioni tenere
che si creano e si allungano
con la fragilità
di un fiocco di neve.

Tristezza
di lacrime amare
che segnano come saetta
un cielo azzurro.

Mutilazioni dell'anima.

Fantasie
nella forma di una nuvola.

Mano incerta
come carezza rubata
fra i lunghi capelli.

Fiore di cotone
da sfiorare lievemente,
non lo si può stringere
per non trasformarne
la candida semplicità.


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Profilo Autore: Fiorella Gennari  

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E' complicato innamorarsi
è difficile avvertire qualcosa
che arriva da dentro
capita una volta
e a volte mai più
quanti esseri invece provano
brividi frequenti
ricascano nella convinzione
di imbattersi nell'autentico amore
che li porta all'altare
dinanzi a una croce
giurando di legarsi
a un solo unico cuore
nella malattia e nel dolore
affinchè la fine imminente non è
scavata sottoterra
con le lacrime agli occhi
in un lungo straziante addio


 
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Profilo Autore: poesie profonde  

Questo autore ha pubblicato 734 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
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