Mi alzo e vado a fare la spesa
in un negozietto a due passi da casa.
La signora che lo governa, quando ero bambino,
mi riempiva di complimenti.
Sembrava ammirare la mia precoce educazione (formalità)
troppo slegata dalla mia pelle chiara e pulita da bambino qu alunque.
La sua meraviglia cessò nel momento in cui iniziai
ad avere i primi accenni di acne e baffi.
Insomma, una faccia degna della mia inalterata educazione di base.
Quest'oggi la signora, per qualche ignoto motivo personale,
non mi saluta mentre esco dal negozietto.
Probabilmente la rabbia l'avrà condotta
a un discorso negativo poco ponderato
sulla vita e sul mondo,
magari sul modo sbagliato di pensare e comportarsi della gente
e, sono certo,
in quel discorso, vero per un giorno al massimo,
avrà incluso anche me.
Ne sono più che sicuro.
Torno a casa con una busta della spesa nella mano sinistra
usando la destra per mangiare un Tronky.
Proprio mentre sto per dare l'ultimo morso,
quello su cui avevo puntato tutto il mio piacere,
il Tronky mi cade sull'asfalto polveroso.
Il primo pensiero che mi salta in mente e che mi atterra come
una spada nel fianco è:
"Quel pezzo di Tronky valeva più della vita della signora che me
lo ha venduto?
Più di tutti i suoi sospiri, i suoi inganni, i suoi sogni, i suoi
discorsi apocalittici..."
Mi guardo dall'alto come un insetto...
Vorrei tornare indietro ed abbracciarla
perché non posso pensare le cose che sputo,
devo per forza donare un paio d'ali a quell'insetto...
Ma tanto domani sarà come sempre
pago
resto
grazie
prego
arrivederci
arrivederci
in un negozietto a due passi da casa.
La signora che lo governa, quando ero bambino,
mi riempiva di complimenti.
Sembrava ammirare la mia precoce educazione (formalità)
troppo slegata dalla mia pelle chiara e pulita da bambino qu alunque.
La sua meraviglia cessò nel momento in cui iniziai
ad avere i primi accenni di acne e baffi.
Insomma, una faccia degna della mia inalterata educazione di base.
Quest'oggi la signora, per qualche ignoto motivo personale,
non mi saluta mentre esco dal negozietto.
Probabilmente la rabbia l'avrà condotta
a un discorso negativo poco ponderato
sulla vita e sul mondo,
magari sul modo sbagliato di pensare e comportarsi della gente
e, sono certo,
in quel discorso, vero per un giorno al massimo,
avrà incluso anche me.
Ne sono più che sicuro.
Torno a casa con una busta della spesa nella mano sinistra
usando la destra per mangiare un Tronky.
Proprio mentre sto per dare l'ultimo morso,
quello su cui avevo puntato tutto il mio piacere,
il Tronky mi cade sull'asfalto polveroso.
Il primo pensiero che mi salta in mente e che mi atterra come
una spada nel fianco è:
"Quel pezzo di Tronky valeva più della vita della signora che me
lo ha venduto?
Più di tutti i suoi sospiri, i suoi inganni, i suoi sogni, i suoi
discorsi apocalittici..."
Mi guardo dall'alto come un insetto...
Vorrei tornare indietro ed abbracciarla
perché non posso pensare le cose che sputo,
devo per forza donare un paio d'ali a quell'insetto...
Ma tanto domani sarà come sempre
pago
resto
grazie
prego
arrivederci
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