Non piangere” mi dici “non serve”

mentre le lacrime scivolano

dagli occhi miei

come zampillo leggero

da una fonte

Lascia che il pianto

ripulisca il cuore

abitato dal tormento

pesante come un macigno

insieme di sentimenti

controversi

per un figlio ormai uomo,

scelto ha una via

che lontano da noi lo conduce

la sua assenza una cavità senza fondo

Lasciami sciogliere le lacrime

nel percepire una vita

che piano si spegne

ciclo vitale naturale

difficile da accettare

impossibile da trattenere,

quasi impensabile lasciarla andare

Lascia che le mie lacrime

gocciolino sempre più lente

fino a portare siccità agli occhi,

solo allora l'anima mia

potrà mutare in versi

il mio vivere, il nostro amore

se pur cieca ancora dalla

coltre di nebbia

partorita dal pianto,

dalla mano guidata da

un' entità inconscia

rinascerà poesia

 

 




 
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Profilo Autore: Cristina Biga  

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Gridi
Gridi ai Palazzi
a coloro che siedono
in comode poltrone
non comprendono
sono impegnati
nel manovrare
le leve del comando.

Gridi
Gridi ai Palazzi
uomo senza dignità
non ti comprende nessuno
non sei ascoltato
abbandonato
come uno straccio vecchio
bruciato dal sole
che attende di dissolversi
nel tempo
senza battito d'amore.

Gridi
Gridi ai Palazzi
vuoti
come spettri
insignificanti
vi aggirate
nel mondo della morte.



 
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Profilo Autore: Franco  

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Ho girato nella mia esistenza
come chi gira con la macchina
per trovare parcheggio
al centro, in una grande citta,
mille giri intorno
per un intero giorno:
nulla

Però, ora io so che...
un giorno lo puoi considerare vissuto
solo se
ti ha trasportato nel vortice della vita
da quando apri gli occhi fino a quando
ti addormenti.
Sogni compresi...
e sogni sospesi...

 



 

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Profilo Autore: bruno leopardi  

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Fisciano-università-ascensore.
Io e un tizio alto con gli occhiali da sole
entriamo nell'ascensore, io guardavo il vuoto e tacevo,
lui non lo so, per via degli occhiali.
Per non comunicare con me e chiedermi: "A che piano ti fermi?"
preme tutti e 3 i pulsanti dell'ascensore (erano tre piani).
Ce ne stiamo fermi, indifferenti nell'ascensore
finchè la porta del primo piano si apre.
Io penso, lui pensa: "chissà se scende li...".
Nessuno scende e restiamo fissi nelle nostre posizioni.
Secondo piano. Pensiamo le stesse cose del primo.
nessuno scende e restiamo esattamente fermi.
Entrambi pensiamo: "Ah allora anche lui scende al terzo,
che cazzo li ho/ha premuti a fare tutti i tasti"
Terzo piano. Si apre la porta, lui commette un movimento e l'attraversa.
Io resto immobile. Il tizio fa qualche passo avanti,
poi resta fermo e gira un'occhiata indifferente all'indietro,
non capendo le mie intenzioni.
Io resto fermo nel vuoto come se nulla fosse accaduto
e lascio che le porte si chiudano.

Ho vinto io.
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Profilo Autore: Kenji  

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Mostrare il cuore è come una caramellina polo
puoi vederci attraverso
iniziano dalla circonferenza esterna
consumandoti con leccate illusorie
senza immaginare che arriveranno al buco
quel vuoto che non riflette
parole calore ed occhi ingenui
sono ruzzolati nelle gole amare
dei dispensatori di verità
con parole che leccano in privato
si scostano dagli argini i non-vedenti
quando risorgono tappano il buco del cuore
all'interno
l'acqua è profonda
nella dolcezza circolare
di un cesso sporcato
inutile tirare la cordicella
puoi lavarti le mani come Ponzio Pilato
Barabba vincerà sempre
continueranno a trascinare croci

i creduloni come me.



 
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Profilo Autore: fabio brogini  

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Quanto Amore, quanto Amore che ho dato
a tutti, sempre, anche non richiesto
anche non corrisposto...

E a te, ora dico
lasciami in quell'angolo nascosto
del cuore tuo
ancora.

E quante lacrime nella notte che ho versato
nel buio della mia stanza grande e vuota
guscio di conchiglia ad avvolgermi il cuore...

E a te ora domando
qualcosa che forse più non c'è
nel cuore tuo
adesso.


Però se ripercorro il tempo della vita
e riavvolgo la pellicola della mente
io ti trovo
sempre presente.


E questa nostra esistenza
chissà, forse sarà l'essenza
per scavalcare il muro
e ritrovarci insieme nel futuro.




 
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Profilo Autore: bruno leopardi  

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Ho conosciuto il limbo

in altra mia vita

parallela

il buio era padrone

ma come i gatti

i miei occhi vedevano

Camminavo nella melma

putrida e fetida

ma il lezzo che emanava

veniva dall'anima mia

putrefatta dalla sofferenza

Ferite sulle braccia da

stalattiti anomale

pendevano non dalla volta

nascevano in orizzontale

appuntite come aghi ,

perchè volta non esisteva

sul capo il vuoto immenso

L'arsura mi seccava le fauci

mi dissetavo del sangue

che colava dalla pelle lesa

attingendone la forza

per sopravvivere in quel luogo

antemorte

Godevo di quella situazione

nel contempo volevo fuggire

rivedere il sole

assaporare l'aria fresca

tuffarmi nell'acqua azzurra del mare

L'inconscio riportò alla mente

ricordi dell'altra mia vita

attimi sereni, visi conosciuti

ed amati

Uscii dal limbo

ritrovai la mia vera vita,

un sogno non è stato

sulla pelle porto cicatrice eterne

delle stalattiti anomale




 

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Profilo Autore: Cristina Biga  

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Cammino senza una meta,
busso
alla porta del tuo cuore,
ma non mi dai risposta,
vago solitario nella nebbia
solo l’ombra mi conforta,
finirà questa attesa ?

Mi incammino in questo viale
che conduce verso il tramonto,
poi arrivo fino al mare,
da solo,
provo un senso di pace,
che mi pervade e mi rincuora.

Miro l’orizzonte
e il mio sguardo si perde nell’azzurro mare,
certamente escogiterò un modo
per disinnamorarmi,
però già so che sarà dura.

Il corpo ha desideri contrari
quando l’impeto d’amore ti prende,
la ragione non l’ha mai vinta.

Cammino
tra le pozzanghere del tempo,
dove affondando i miei pensieri,
sono conscio che con la tenacia
riuscirò a venir fuori da questo pantano.

Scruto l’orizzonte,
ecco l’alba
il nuovo giorno mi appare
regalandomi un po’ di pace.

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Profilo Autore: giuseppe@buro  

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Mi lasciasti tu senza un motivo,
qui, tra le tenebre notturne,
ove più nessuno è vivo.
Tante antiche ombre taciturne
 
Adesso a me vengono incontro,
indicando una via deserta.
Di vita non c’è più riscontro
Sopra questa solitaria erta!
 
Percorro allora l’unica via
Indicata dalle ombre antiche,
ove so che regna la follia
del giusto. Essa ha per nemiche
 
tutte le vicende dell’amor.

 25/5/2012
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Profilo Autore: Paolo Coscione  

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Pensieri come tarli
rosicchiano, scarnificano
e avviluppano la mente...

serpenti con viscido avanzare
avvolgono e stringono
come camicia di forza
il mio corpo,
fino a togliermi il respiro...

Intanto, nell'assordante silenzio...
cerco di non pensare.


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Profilo Autore: oscis*   Socio ordinario del Club Poetico dal 21-03-2011

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Qualcuno nella notte forse si alzerà
nudo dalla terra
abbracciando pallido i papaveri
che sazi di sole
e del vento di quel giorno
a loro modo
mi hanno amato.

Siamo ancora in alto, 
ma piano la riva trascina lontano
anche l'ultimo nostro mondo,
gli sguardi di carta velina
che ci siamo scambiati
come una pietà dolce
e fedele.




 
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Profilo Autore: Alberto Automa  

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Donna dove corri?
Fermati un solo istante
disse quel vecchietto
seduto all'ombra
di un maestoso tiglio.
Aspetta,ascolta
un pò le mie parole.
Lo so!
Sono parole di un uomo
stanco, vecchio
ma possono illuminarti
in questa triste corsa.
Donna il tempo
può attendere
regalami un sorriso
ed io lo porterò con me
quando di questo mondo
non farò più parte.
I tuoi occhi sono così belli
e li voglio conservare
nel mio cuore.
Donna fermati!
Il tempo può attendere!

 



(un fatto accaduto veramente qualche giorno fa)


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Profilo Autore: Tiziana Rosella  

Questo autore ha pubblicato 461 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Che caldo faceva
quel giorno
mi sentivo fiacca
le strade erano larghe
ci mettevo tanto ad attraversarle
in una splendida città
con piazze bellissime
Piazza di Spagna
Piazza Navona
frequentate da barboni
fotografati sul pavimento
che guardavo incuriosita
lasciandoli
per visitare il magico colosseo
di grosse pietre
deludenti

 
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Profilo Autore: poesie profonde  

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Scurdarme
pe’ nun suffrì,
Scurdarme?, ma’ comme ?
che aggiù chiagnute
e’ sufferto assaje.

Chesta lacrima,
o’ sape
ca senza e te,
nun ce stà
a felicità,
che senza di te
vicina ,
nun esiste o’ bene.

O’ ssai,
che aggiù chiagnute
quanno arrivaste tu,
e’ mo o’ faccio
perchè
nun staie chiù cu me.

Voglio sulo,
nun penzà a niente,
e nun farme piglià
da malincunia,
cierti vote e penzieri,
m’assillano
o’ core soffre.

Ossaie ca o’ munno
è a felicità
e tu si o’ munno pe me.

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Profilo Autore: giuseppe@buro  

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Quando sarò ricordo
non avrai di me nemmeno
un volto

sparirò dalle tue mani
come una sigaretta che si
spegne lenta e che lascerà

per sempre il tepore fra le
dita...

Quando sarò ricordo
ti resterà solo un fioco invocare
e un nome perdersi lontano

e forse potrai sentire ancora
il sapore delle mie labbra e il
loro ultimo e muto rifiuto...

Quando sarò lontana vedrai
solo un esile fantasma fuggire
dai tuoi sogni!


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Profilo Autore: Antonietta Mennitti  

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