Sonetto di endecasillabi canonici a maiore a rima alternata ABAB ABAB CDC DCD.


Duemilaventiquattro è bisestile,
aggiungo ancora quindi un contenuto
banale tanto quanto questo stile,
soltanto scusa per fare un saluto:

l’estate ormai finita fu febbrile,
in tutto il globo il caldo par cresciuto
ma, senza scivolar nello scurrile
o trincerarmi in un anacoluto,

a me personalmente frega poco
che tutto quanto in fondo brucerei
per terminare questo brutto gioco

condotto in solitaria, senza lei
che corre e m’ha lasciato in fuorigioco
perché son troppo cionchi¹ i passi miei.

¹: zoppicanti, insicuri, stanchi.

23/08/2024

1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: ioffa  

Questo autore ha pubblicato 817 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Ultimi scampoli di settembre :
  il mare che fa il buffone a casa sua
  con la risacca meretrice.
 
Ultimi scampoli di me :
 plastica, metalli , organico e indifferenziata.

 Il vetro no :
 i frantumi li ha già mendicati la noia.

 
1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: Frida  

Questo autore ha pubblicato 34 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Nulla mai fu più erotico dell'incontro tra Eros e Psiche


Demone d’Eros che sei mio custode,
brama d’aver conoscenza carnale
di donna amata, mio spirto animale
che un’anima ricerca e si corrode

non potendo in suo volto contemplare
quell’idolo enigmatico ch’è Psiche,
che vo sfiorando in fantasie impudiche
sirene che mi fanno naufragare,

ché insidie sono i nostri conversari,
gli ingannevoli racconti dell’Io
ch’eludono, tra menzogna ed oblio,
del vissuto gli autentici scenari.

Nel mito Psiche t’amò fiduciosa
accettando di non veder tuo volto
per voler superiore, gretto e stolto,
finché le fu fatal l’esser curiosa.

Ma il mio mito è l’opposto del narrato:
a te fu il volto di Psiche precluso
e del sol corpo il mistero dischiuso,
sicché amavi restando inappagato

finché tu non vedesti sue sembianze
nella notte accendendo una lanterna,
così ti condannasti a noia eterna
ché Psiche avea finito le sue danze.

Anch’io pria che il rovello mi distrugga
vorrei vedere nella notte oscura,
quel volto che m’attira e mi spaura,
ma pur volendolo spero mi sfugga.


1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: Sisifo Gioioso  

Questo autore ha pubblicato 133 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Alberi in corsa
Nella nebbia del dubbio
Le foglie annuiscono 
Sirene ruggiscono 
Le anatre si perdono 
Sulla riva del giorno 
Cani sciolti ovunque 
Sono solo il contorno
Sulle foglie d'autunno.
1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

Questo autore ha pubblicato 643 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Cosa ci fa
lì a terra un secchio di mimose?
A rattoppare un altro autunno
inciampato sui veli delle spose.

Con la tua testa perfetta
fra le sue cianfrusaglie insicure;
una spada sguainata che aspetta:
cavaliera delle sue paure.

Quante volte m'avrai fatto i contorni,
mi sembro il vuoto in una xerografia.
Sulla faccia si passa solo una volta,
non ci torni a tumefarla di malinconia.

Cosa ci fai appesa ovunque,
coccarda di feste piangenti?
Vorrei arrivare prima o poi al dunque
dove dunque diventi quel che prendi.

Ma quanto sono fotogenici e slavati
i musi rabbiosi degli slogan del canile?
Perlomeno si spoglia dei cenni colorati
-e tanto mi basta-
la donna girata in mezzo al pontile.
1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: Nicola Matteucci  

Questo autore ha pubblicato 544 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Reciprocità

è un bene diverso:

accoglie i colori

restaura livelli

aggrega etnie

e sventola

tutte le bandiere.


Quale amore, invece

nel dare per avere?

Il tarlo così cresce

del se conviene


e ci si convince

sia astratto il rispetto

che le clausole

segua da contratto

in concreto

… incatenato


non più libero

di esser dato

nel piacere

di un sorriso.


1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: Bowil da Wilobi  

Questo autore ha pubblicato 197 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Esondano a ondate

torrenti, fiumi e canali,

bombe d’acqua da cielo,

da mare e da terra


strade e vie cancellate,

supercelle temporalesche,

l’acqua spazza via,

il clima impazza


nel fango garage e cantine,

nella melma un parafango,

salta la corrente nella notte

il fango inghiotte un ponte


stivali, guanti e secchi

immersi nell’umidità

spruzzi di terra sulle labbra,

sprazzi di sole nell’ombra.

1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: Paolo Delladio*   Socio sostenitore del Club Poetico dal 12-05-2024

Questo autore ha pubblicato 125 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Del mio precedente “Questo odierno trasumanar per verba” in sestine ABBACC, ripropongo con altro titolo una versione in terzine incatenate, più congrua con la fonte cui ho indegnamente attinto la mia ispirazione. Dedicato a tutti gli Autori di Club Poetico.


“Trasumanar significar per verba (1)
non si porìa…” però chi poëtando
con anima ignuda e favella acerba

va alla fioca lucerna camminando,
trasumanar persegue non in cielo
ma in questo mondo angoscioso e nefando

ove la Bibbia val, non il Vangelo.
Senza quel Dio qual il Poeta intende,
che di non riconoscer non fo velo,

speme illusoria tra miti e leggende,
trasumanar è quest’imo desio
di trasfigurar pensieri e vicende

vive ancor o evocate dall’oblio
che l’anima c’impregnan vagabonde,
cui non abbiamo ancora detto addio,

che il cuore nutre ancor e in sé nasconde.
E di parole far sgarbi o carezze,
lazzi, canzoni o sinfonie profonde

tra poeti di complici prodezze
frequentatori d’un mondo virtuale
in cerca di stranezze o di certezze,

dimensione terrena o siderale
ove sperdersi e chiamare altre voci,
consonanza poetica amicale,

tra arcani percorsi e fatali incroci,
a far fitto reticolo tessuto
d’orditi e trame di delizie e croci

del breve tempo che abbiamo vissuto,
in questa irripetibil vita umana,
solo umana che abbiamo conosciuto

gentildonna talor, talor puttana.

(1): La Divina Commedia. Paradiso, Canto I, v.70


1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: Sisifo Gioioso  

Questo autore ha pubblicato 133 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Come un’onda 
Ti infrangi
Dulla mia anima
Lasciando il segno
Con la tua bocca
Il respiro
Le dolci parole
Dentro il mio cuore 
Poi mi lasci 
Con la vivida speranza 
Di poterti rivedere
Ancora
Nella mia solitudine.
1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

Questo autore ha pubblicato 643 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
'A tant'anne ogni mmatina
pe 'stu viale mme ncammino.
Sott'â pioggia, sole e vviento,
quanti passe tenco 'a mmente.

Quant'aggio accumminciato,
nu canciello aggio arraputo:
nu sciardino chino 'e ggemme,
cu ppacienzia aggio arreccuto.

Pe ngannà 'o tiempo che ffuje
n'angolo 'e paraviso aggio criato:
tutte ll'anne mieje aggio perzo,
'int'a 'stu sciardino ncantato.

'O tiempo lemme lemme
poco â vota ll'ha arreccuto,
'e nu chiarore lieve lieve,
ch'e bbagliore ll'ha tignuto.

C' 'o tiempo aggio piantato
tanta seme e ttanta sciure:
quanta cante aggio ntunato,
nnammurata 'e 'sti culure.

P' 'o fa' paré cchiù bbello
c'aggio miso tant'aucielle,
ca cantavano 'a matina,
canzuncine e rriturnelle.

Pe ddà luce a cchesta serra,
tanta stelle aggio appuntato:
splenne ancora tutte 'e nnotte...
'o tenco sempe illumminato.

'A ggiuvinezza se n'è gghiuta,
chianu chiano m'ha lassato,
mo tenco 'e capille janche:
'a luna 'e argiento ll'ha pittate.

Quacche ruga ncoppa 'a faccia,
po' c' 'o tiempo s'è ffurmata:
songhe 'e ppieghe 'e ll'età,
tutte nuje stammo signate.

Cchiù ca nu sciardino
mme pare na tela pittata:
c'aggio miso tutto chello
che ogni nnotte aggio sunnato.

È nu dipinto semplice,
nun è nu quatro d'autore,
c'ammancano tant'ati ccose,
ma tene nu granne valore.

Nun me mporta comme vene,
per mme è na granna beltà:
aggi' 'a faticà ancora e ancora,
notte e gghiuorno aggi' 'a pittà.

M'aspetta 'int'a n'angulillo
nu bbell'orto 'a coltivà:
continuo a ffa' 'a cuntadina,
tenco ancora 'a semmenà.
1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: Giovanna Balsamo  

Questo autore ha pubblicato 302 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
362 - Torna a casa, Lesso!

Tre "sestine" di settenari con rime replicate abcabc, le rime delle prime due sono anche tra loro consonanti (cambio di una vocale). Sull’inutilità del sognare e necessità di riaffacciarsi alla realtà.


Risuona già la sveglia
col sole che si scaglia
sul letto senza voglia;
osservo quella teglia:
la fame m’attanaglia…
Che mangerò? La foglia!

Frattanto, caldo in Puglia
e non è meraviglia.
L’immagine m’abbaglia
e il senso s’ingarbuglia…
Cos’è ch’ora mi piglia?
La mente non si sbaglia:

È stupido sognare
chimerico orizzonte
da parte d’un gran fesso
dal lento camminare;
asciugati la fronte
e torna a casa, lesso!

23/08/2024



363 - Gola rinsecchita

Terzine di settenari a rime incatenate aba bcb cdc dede.


Rinsecchita la gola
sotto i raggi del sole
non emette parola

per spiegar cosa vuole
questo vecchio relitto
senza dindi né prole

che si sente sconfitto
e pianifica un viaggio
osservando il soffitto

e vedendo un miraggio
ma poterlo seguire
servirebbe coraggio…
meglio andare a dormire.

23/08/2024

1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: ioffa  

Questo autore ha pubblicato 817 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Ho paura dei tuoni
chi mi prende le mani?
dove l’ombra sillaba un respirare
segreto, di stanze sloggiate
e non siamo lì ad accadere
cinti noi di veli marmorei
noi corpo unico
atemporale
che ha dato alla luce l’autunno
- dov’è il dolore? non c’è dolore
ma mi spaventa
che ieri diventi memoria
un lutto da spartiacque
la nicchia dello stabat mater.
Tuona rituona, in quei pertugi
si passa solo in un senso
una misura di cielo che abissa la terra.
Pur senza trovarmi
mi trovi nell’altro modo
d’esistere.





1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitrice del Club Poetico dal 18-07-2015

Questo autore ha pubblicato 786 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Respiri di luce

curvano le messi stanche,

si mescolano ai confini del giorno,

sfocano i fiori del tempo,

si regalano al silenzio

in un dividendo d’anima mia

inciso in tutte le cose.

E mi riverso, solitaria,

in un romanzo d’autunno,

disegno i miei pensieri,

sboccio in spiccioli di mondo,

intreccio ai miei occhi

profonde pagine di cielo,

febbricito come una stagione sconosciuta

fra i miei intimi equilibri,

baciando respiri di luce

che porto con me soltanto.

1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: rosa dei venti  

Questo autore ha pubblicato 1059 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Passano le acque, che il fiume limoso
Carican di fluide e mosse alghe
E rivedo al rivo verde
Gravido grembo di ricordi 
Dei giochi delle ninfe e suoni 
Delle candide oceanine 
Tempi ormai morti nelle sabbie 

Ivi passarono epoche ed echeggiarono 
Fantasie costruite nei racconti 
E negli accordi di vecchie canzoni 
Ora, finiti i tempi e incisi
Nelle scorie impotenti 
Passano i giorni 
E un sole annubilante infrange 
Colori e forme in un unico bagliore 

E nessuna voce esce dalle selve
Se non delle cicale
1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: Ealain  

Questo autore ha pubblicato 116 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Se ne sta tacito e composto,
Aspettando che tutto prenda posto,
Per tanti anni li' a far da spia,
In attesa di un pò di compagnia.

Ma lui è tranquillo e assai paziente,
Prima o poi arriverà della gente,
Che supina lo occuperà sicuramente,
Ponendo fine alla sua solitudine latente.

Una foto finalmente un nome gli darà,
Dopo tanti hanno avrà la sua dignità,
Qualcuno piangera' al suo cospetto,
Un fiore vedrà posarsi con affetto.

Di qualcun che fu custodira' le spoglia,
A raccontare il tutto ti passa la voglia,
Ma il suo destino è gia' segnato,
Esser custode di un caro mancato.
1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: Stornello Meneghino  

Questo autore ha pubblicato 517 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.
Per maggiori informazioni sui cookie e per gestire le preferenze sui cookie (di prima e/o terza parte) si invitano gli utenti a visitare anche la piattaforma www.youronlinechoices.com. Si ricorda però che la disabilitazione dei cookie di navigazione o quelli funzionali può causare il malfunzionamento del Sito e/o limitare il servizio.