Vorrei aver la mente così vuota
da non saper che cosa condividere.
Invece nei pensier confusa nuota
che sono cento tra cui non decidere
inframezzati a mille e più timori
che ispirazione corrono ad uccidere
in questo pomeriggio di bollori
nei quali non rilevo gerarchia
per stabilire i giusti direttori
su cosa batter dopo e cosa pria
con questa vecchia e lurida tastiera.
M’anche se programmassi esatta scia
con la sua direzione cavaliera¹,
scorron le dita lente su quei tasti
che prima che una riga² venga intera
già mille dubbi portano nefasti
a cancellarla per narrar dell’altro
con orizzonti a volte anche più vasti.
Magari per riuscire un po’ più scaltro
dovrei puntar veloce su un vocale
ma credo che in tal caso poi peraltro
la frase finirebbe pure male
che l’interromperei per distrazione
pensando a una trovata più banale.
Inconcludenza storica affannata
che tutta la mia vita ha dirottato
fino a trovarla adesso incespicata.
Intanto in quest’agosto smisurato
sudore che continua a sgocciolare
come da un rubinetto logorato
ciò che riman continua a maciullare
di lettere su plastica stampata
rendendole ogni giorno meno chiare;
la maggior parte ormai s’è cancellata
ma digito a memoria, a dire il vero,
e quindi neanche vista ch’è appannata
dietro l’occhiale stanco bigio³ e nero
può più fornire un alibi agli errori
che vengon fuori per strano mistero.
Forse sbaglio perché con i calori
scivolan malamente sul sudore
neuroni che son preda dei bollori
e le sinapsi vanno con dolore
a perder giusto punto di contatto
d’un logico pensiero attivatore
spingendomi al delirio come un matto.
¹: precisa, come tracciata su un’assonometria da ingegneri militari;
²: un verso;
³: grigie le lenti, nera la montatura.
17/08/2024
Abbraccio impenitente
Deprecabile tormento
Consuma un tradimento
Urla controverse
Nel cielo delle stelle
Strade abbandonate
Da melodie stonate
Nulla del mio essere
Nel buio delle ombre
Corpi schivi
Intirizziti
Avvolti da miserie
La storia si ripete
La vita si diverte
Timori irriverenti
Sogni incandescenti
Nella cieca oscurità
Dell’amore senza nome.
Ho ricamato un pianto di stelle
su infiniti d’anima mia,
come spiccioli d’agapanto
feriti d’azzurro sentire
e mi ritrovo ad albergare
un tramonto di parole
in questo furto di dolore
come vernissage d’autunno
posato su di un pianoforte.
Labbra di luce
corteggiano le mie malinconie
ed un apostrofo di vita
si scioglie nel mio sguardo
come aritmetica del silenzio:
è qui che nascondo
il mio tempo più bello.
C'è una fine a tutto
è come quando
il sole non splende più
e le stelle non brillano
la pioggia si placa
smette di battere
il cuore si ferma.
C'è una fine a tutto
anche per i sogni e le belle storie
d'improvviso
tutto diventa difficile
il mondo non ti guarda più
con i soliti occhi
come se dicesse vai via
che ci fai qui!
E allora tocca staccare la spina
ed arrendersi...
Perché la vita
è così difficile da capire,da frequentare
e quando te ne accorgi
è troppo tardi
ed allora vai via
senza sorprendere...
Sì perché questo è tutto.
CIAO TOTO'
Indifferenza questo è il tuo nome,
silenzio il tuo cognome.
Sei figlio di finzioni
e muta ignoranza.
La mano
che mai ti ha sorretto
la apprezzi
più di chi nonostante tutto ti ama.
E perpetui la legge del distacco
sotterrando il capo nell'ignavia.
Non ci sarà pentimento grande abbastanza
a lenire la tua improvvisa consapevolezza.
Terzine di settenari a rima incatenata aba bcb cdcd.
Se ho deluso qualcuno
‘sì tanto quanto in tanti
han deluso me ognuno,
allora con bagnanti
lacrime chiedo venia,
con verbi doloranti
crëando questa nenia:
di ferir chicchessia
mai mira primigenia
fu certamente mia.
17/08/2024
353 - Ieri farò
Due quartine di settenari a rime alternate abab cdcd.
Ieri farò di tutto
per farcela e riuscire,
chiuder momento brutto
e tornare a gioïre.
Ieri… però che errore…
diamine, è già finito
mentre nel mio torpore
rimasto son detrito.
17/08/2024
Il sorriso della luna
mi disegna dentro,
scuce gli indirizzi
dell’ultimo orizzonte,
tesse romanzi di rugiada
e compleanni d’anima
nel dolce capriccio della sera.
Il sorriso della luna
nevica fra i miei capelli
come luce d’autunno,
sparecchia i vocaboli del silenzio,
s’accoccola sul mio petto
come un bimbo indifeso.
Il sorriso della luna
mi sorride dentro
come il bacio incerto
d’un pizzico d’immenso.
Rughe del mare portate dal vento,
tartarughe riflesse in acque ondulate
creste appuntite in specchi marini,
crespelle in padella dolci e squisite
su dune di sabbia onde soavi
create da un soffio di soffice brezza
nuvole bianche increspano il cielo
in un crepuscolo sfumato dal sole
tra una risata ed una lacrima amara
sul viso l’impronta di un’increspatura.
Quel me delle foto
se la cava con poco:
un sorriso d’occasione
come se fosse felice.
la speranza di fermare un’epoca
mettendosi al centro.
.
E lascia me contorto
per i pesi delle tempeste,
Incerto sul necessario
per rinnovarti la convinzione
che salendo le scale di casa
io sia ancora quello di ieri
e non quel pessimo attore
fallito da tanto tempo
e che tu, buona all’infinito,
fingi d’apprezzare
mentre vai.
Ottava di endecasillabi a maiore.
Errando per la serra poi m’afferra
pensiero che correla tanti errori
di cui discorro mentre il cuore sferra
insinuazioni e dubbi corruttori,
lo sguardo arreso rovesciato in terra
ripenso alle ricette dei dottori
invano vaneggiando querimonia
su sanità carente qui in Terronia.
16/08/2024
351 - Delegando, scaricando, inventando, bestemmiando
Sonetto di endecasillabi canonici, quartine a rime incrociate e terzine a rime alternate ABBA ABBA CDC DCD.
Ci sopravvalutiamo certamente
da su per giù trecentomila anni
e continuiamo sempre a fare danni
per dimostrar quant'è l'uomo potente.
L'uomo, che non capisce quasi niente
e nell'agir da grullo dongiovanni
popoli o donne riempie dei suoi inganni
ma anche se stesso e il circostante ambiente.
Pensiamo d'esser quelli più arguti
ma a scaricar le colpe dei problemi
o per cercar esterni e grossi aiuti
creiamo dèi, destini o maghi scemi
cui rivolgiam preghiere e gran saluti
o ci sfoghiam facendoci blasfemi.
16/08/2024
Sì crostacei ...
ché abbiamo perso le radici
che ci crescevano
anche umani
poeti capaci
di affrontare la vita
con l'armonia della poesia
e di raccogliere gli istanti
per farne tesoro, non soldi.
Invece viviamo di saldi
e attesa che il pescatore
ci accolga in rete
senza che possa
chiamarsi più gol.
Un ricominciare crostacei
per scendere nei fondali
a ricercare le iniziali tracce.
Forse
un ripartire da zero
nelle difficoltà
di dividerlo equamente!







