quando ancor nell’aurora del pensiero
d’onirica follia son prigioniero,
i sogni si frammentano in lapilli
fragili come bolle di sapone
che carpire vorrei vividi e intatti,
prima ancor che sian spenti e liquefatti
nel composto rigor della ragione,
per tentar di tradurli in poësia,
ondeggi immaginifici in un mare
ove sento ch'è dolce navigare,
non sol follia ma onirica magia
che sfugge nell’inconscio e mi disdegna,
qualcosa che m’ispira, ch’è precluso
all’io che indosserò non più confuso
e neppure un ricordo mi consegna.
Così dai sogni emerge la poesia,
poeta chi con loro s’intrattiene
come pudìche timide sirene
da vestir di parole o fuggon via.
non comprende appieno
quale privilegio
abbiano gli ultimi...
ed io...voglio essere
l'ultima pagina di un
bel libro di favole:
quella su cui c'è scritto
"...e vissero felici e contenti."
Voglio essere l'epilogo
di un rapporto d'amore:
il momento in cui
si raggiunge
l'apice del piacere.
Voglio essere
l'ultimo mese
di gestazione:
quando la donna
dà alla luce il suo bambino.
Voglio essere la ciliegina
sulla torta,
l'orchidea
che spicca sulla vetta.
Di un cane
voglio essere la coda,
delle gambe i piedi,
delle braccia le mani,
dell'abete il puntale
e di un carro
la quarta e ultima ruota.
Di una chiesa
voglio essere il tetto
e di una campana
il batacchio.
Del nido
voglio essere
l'ultimo ramoscello,
di una casa
l'ultima pietra
e della vita...
l'ultimo respiro.
Ottava di settenari, schema rime abababcc.
Manca l'ammorbidente:
non so dov'è il cestello
per il solo ingrediente
ch'avrebbe reso bello
restar sempre presente
nell'umido castello
che par esser la vita,
delusione infinita.
30/07/2024
341 - Così pieni di cosi
Ottava di ottonari rimati in schema abababcc istigata dalla troppo diffusa pigrizia nel gestire correttamente gli accenti.
Siam così pieni di cosi
perché per troppi l'accento
è cosa per gli studiosi
che invece porta sgomento
a chi per colpa d'artrosi
fatica nel movimento
per accentar necessario
pensando sia arbitrario.
30/07/2024
Quartine di endecasillabi canonici a rime incrociate.
Vorrei poterti dar tutto me stesso
ma son sicuro che non basterebbe:
sarei regalo che non servirebbe
al pari d'uno stronzo dentro un cesso.
Non posso certo illudermi d'avere
in me qualcosa ch'abbia alcun valore:
persino il mio scassato vecchio cuore
non vale quanto un solido sfintere.
Che poi non posso fare certo imbrogli
giacché basta una sola passeggiata
a render senza scuse palesata
la vacuità di questo portafogli.
Magari in qualche modo so parlare,
difficilmente sbaglio un congiuntivo
ma non ho nulla di sbalorditivo
che mi consenta di poterti amare.
25/07/2024
339 - L'intralcio non si smuove
Sonetto minore: son quartine a rime incrociate e terzine a rime alternate in schema abba abba cdc dcd, ma invece che endecasillabi son settenari.
Saracinesca grigia
che mi sbarra la vista
mentre ritmato pigia
il sangue in vecchia pista.
Scorre con ingordigia
rosso, da comunista,
con misera valigia
dal capillar che smista.
La retina accecata
lo sguardo volge altrove
ma par perseguitata:
invano fa le prove
anche al buio abbagliata…
l'intralcio non si smuove!
27/07/2024
Dolce nuvoletta sfili in strada,
filo delle fate ti rigiri al luna park,
soffice filamento giri sul bastoncino
sciolto tra le labbra di un bambino
cotone delizioso, candido batuffolo,
silente magia fra allegre bancarelle,
soffio attorcigliato dall’aria baciato,
cristallo di zucchero nel cielo rinato
il filatelico assapora lo zucchero filato,
il filantropo recita una poesia a perdifiato,
sfila nelle vie la parata musicale
si infila fra i denti un filo zuccherato.
le ombre della sera,
chiudono, e la voce
del vento beccheggia
sul cuore.
Distogli dalla mente arsa
di pace, i funerei pensieri,
interrompi l'agonia,
di un giorno senza sbocchi
e rischiara orizzonti per
far nascere ancora speranze.
Vita...sorprendi,
tra i tuoi respiri io vivo.
Non fu una vera vacanza,
forse eravamo fuori stagione,
e neppure una storia sincera.
.
A quei tempi si era geometrici
su lati opposti oscillando
tra la canzone popolare
e qualche baratto di corpi.
.
Ricordo più il tuo mascara
sulla camicia che la tua voce
ricca di latitudini mistiche
e di colori commerciabili
sulle bancarelle del 68.
.
Mi sono serviti secoli
per dimenticare quella stagione
quella storia e quel tuo culo
falsamente rivoluzionario.
pare nu quadro pittato 'a nu grann'artista.
Ogni stagione fa na mostra 'e cose bbelle,
te fa mmirà paisagge c'allereano 'a vista.
'Int'a nniente te culora na stradulella:
'a regne cu ttanta foglie ggialle e rrosse.
Mponta â via nce mette na vulpella
ca zumpettea mmiez'ê ffoglie smosse.
Cu cciento e cchiù pennielle variopinte,
appripara na tavolozza fatta a mmestiere:
ncoppa nce mette tanta bbelli ttinte,
pe ppittà viale, bosche, sciardine, sentiere.
Ncielo disegna na nuvula nera e una janca,
ca salutano nu stormo d'aucielle migrante.
Nterra ce mette nu tappeto 'e foglie secche,
ca scrocchiano sott'ê piede d' 'e passante.
'Stu brav'artista a ogni ccagno 'e stagione,
nun tene chissà quale granna ambizione:
vo' sulamente culurà frutta, fiore 'e sciure
e ccunzignà ll'opera d'arte mman'â natura.
Pe ffa' quadre d'autore accussì pperfette,
nce vonno tanta passione e ll'aiuto 'e Ddio.
'Stu paraviso è 'a terra...e nun se maldratta:
i' 'a porto rispetto...pecché è 'a casa mia.
Sonetto, endecasillabi a minore, quartine a rime incrociate e terzine a rime alternate.
Sinceramente non mi fa paura
la tetra falce dell’eterna morte
ché del futuro chiuse ho già le porte
d’una malnata illusoria avventura.
Non serve neanche un’altra bocciatura,
dei sogni ho già terminato le scorte
mentre m’urlavan contro troppo forte
nel palesarmi ch’è una fregatura.
Lacrima forse verserà qualcuno
che nel tragitto è stato più vicino
poi svaniranno i ricordi e nessuno
cambierà pile ad un rosso lumino
(che poi per ateo non pare opportuno)
ed il ricordo avrà breve destino.
22/07/2024
337 - Accompagnarti
Sonetto, schema classico con quartine a rime incrociate e terzine a rime alternate, tutti endecasillabi canonici scansionabili sia a maiore sia a minore.
Lunedì sogno di vederti ancora
senza programma, senza appuntamento
per qualche oretta o sol per un momento
in cui la vita arride e si colora!
Quest'è l'effetto che dentro m'affiora,
il tuo sorriso m'offre acchetamento
da qualsivoglia mogio turbamento
e un'emozione calda il cuore sfiora.
M'affido al caso per non parer stalker¹,
andrò laddove penso d'incontrarti
e con maniere un po' troppo bifolche²
m'accosterò felice a salutarti
con quella speme di tue gesta dolche
ch'invito sìän ad accompagnarti.
¹: per rima e metrica, leggasi “stolche”;
²: almeno relativamente alla sua soave raffinatezza e vivida bellezza… vedendoci affiancati immagino sembriamo “la bella e la bestia”.
25/07/2024
al primo albeggiare della cognizione,
sotto i suoi occhi smeraldi, assetati.
Un velo enigmatico che si disperde
tra le correnti eterne,
lo rendono schiavo del suo nudo
una volta andato
non è più possibile riacquistarlo.
Perle di fortuna evanescenti
nella brezza imprevedibile
dell'incauto imprudente
cadono dalle scale della perdita,
nell'aria l'ira del leone sconfitto.
Ogni avere, cangiante e caduco, lanciato al suolo risuonando
elogi di autocompiacimento
si manifesta come un sauro
che scivola via in un battito di ciglia, emblema di un ricordo
ormai disperso nell'arroganza.
Un forziere vuoto di sogni brilla
nel suo nulla, in quelle promesse
mai onorate per qualcuno,
ma dissipate con frivolezza!
La speranza si esilia in ogni volto,
volti che un tempo
risplendevano con convinzione.
Ora metamorfosati in ombre,
riccioli di ricordi effimeri,
dove ogni raggio di luce
diventa un'eco di rammarico, lasciando l'abisso vuoto
assorbendo all'anima la pace.
L'angoscia si insidia
tra le pieghe del cuore,
e il dolore si fa compagno veleno muto e incisivo!
Un inchiostro indelebile
su pagine ormai ingiallite
sul quale piangere disperato.
In questo scenario desolante
di perdite e tormento,
il tempo si arresta e osserva
con occhio critico, l'egoismo punito,
mentre le storie
di colori festivi e opulenti
vivi di lussureggiante armonia,
acquistati con fiamma dorata
si estinguono nel baratro.
E i sogni, un tempo vibranti,
ora giacciono come foglie
morte sul terreno sterile.
Così il ricordo di ciò
che era apprezzato
per la sua carnalità,
si trasmuta in un soffio fetido annegato in un oceano di ombre,
di nostalgiche riflessioni
senza zattera salvifica
di salvezza mai coltivata
per eccessiva superbia,
e il fango nel suo latte
è letto perpetuo nel dimenticatoio
del rimorso nel suo ineluttabile
dissidio imperituro.
Potrei, di te, elencare ogni vibrazione
ed il velluto dei tuoi sguardi
sarebbe una distesa di ondulati verdi
colline moquette
sotto vivide aurore
dove tutto si mischia
ed il frangente della notte
rimane il brivido di uno Spirito
Potresti, per me, corrompere anche Dio
- potente presente
- ossimoro “perdente”
- claudicante eufemismo
quando si perde la vita troppo presto
… anche se era tutto scritto
ed ormai l’ho accettato
resta il dolore per chi resta
Tu sai, che io so
che la verità è una sola:
"Ti aspetto
per i baci sotto l'Indaco Perfetto







