Il giallo era giallo
Con il bianco invece
Intravedevo soltanto
L'apparenza
Della mia voglia
Ma quando lei
Indossava il nero
Il mondo cambiava
L'amore si spandeva
Tra le falde
Di un luogo senza tempo
Finché non giungeva
L’ineluttabile desiderio
Il mistero che induce
Un'anima fragile
A cedere
A ogni millesimo
Di assurdo piacere
Così
Mi frantumavo
Perdendo l’equilibrio
Un bacio
Un abbraccio
Un amplesso
Mentre nei suoi occhi
Scorreva il cielo eterno
La vita ansimava
Tra mani instancabili
E chiudendo gli occhi
Il nero
Ancora
Ottenebrava
Malevoli ricordi.
Questo roseto d’onde
accoltella anche la luna
nell’inferno nero della notte
mentre la tua ombra scompare
con la tua valigia di speranze
sul fondo insanguinato dell’oblio.
Il bacio del dolore
graffierà d’orrore le coscienze,
chi eri, indifeso straniero,
che hai venduto la tua disperata vita
al romanzo atroce della morte?
Resta di te soltanto
un vecchio scampolo di dignità
sepolto col tuo nobile cuore
in un sacrosanto desiderio
d’uguaglianza e rispetto.
Per la giornata nazionale della memoria e dell’accoglienza
Raccatto le tessere,
è la cosa giusta.
Ma la tempesta,
la sua mano dai fili d'argento
le sottrae ancora
al mio sordo volere.
Mi trascino lungo la riva
orme esitanti vorticano inquiete
alla ricerca d' un ardire primordiale.
C'è più angoscia in un lento morire
o nel sapere la vera essenza?
Di là il rosso ammalia
ma non dice del suo vergere,
m' inchino cercando un' altra prospettiva,
poi chiudo gli occhi.
è solo un sentire
solo un sentire
sento i tuoi sensi arresi al mio possesso
che accolgo consonante nell’amplesso,
tra fantasmi dall’anima riemersi
che allontanar vorrei del tuo vissuto,
ch’esorcizzo con goffi tentativi
di sottrarre i miei lemuri lascivi
alla passion di te in cui son caduto,
quell’eros combustibile segreto
ch’arder mi fa e mi tiene prigioniero
che m’avvolge in un’aura di mistero
l’amar o il non amar d’un cotto Amleto,
qual demone maldestro in cupa ebbrezza
che ti vorrebbe l’anima afferrare
ma annaspando la può solo sfiorare
con una vaga timida carezza.
Chiusa nel tuo mondo
Tra i salti nel vuoto
Ed il bianco di coca
Ne coglievo i resti
spiegazione: la poesia tratta di una ragazza con il disturbo di personalità borderline genetico. Non ha mai conosciuto suo padre e sua madre non sa prendersi cura di lei. La ragazza prende molte scelte sbagliate: rapporti con delinquenti, droga, autolesionismo e tentato suicidio.
Come sempre quotidiano
il tre di ottobre
… ci accogliamo.
Ah già … la legge!
Quando non sa la destra
cosa fa la mano sinistra
le case si aprono
come un tempo
quelle chiuse
di memoria avvolta
nella liquidità capace
di manto alle menti
per coprire vizi
e poter giocare
con le virtù.
Ottave composte da 3 settenari più 3 endecasillabi chiuse da 2 quinari, rimate abcABCdd, da leggersi con gli accenti tonici in 1ª, 4ª, 6ª e 10ª.
Eccoti qui, Settembre.
Tu lungamente fosti
mia rappresentazione;
ora più affine sento sia Dicembre
con le speranze e i sogni già scomposti
dentro una lunga eterna ibernazione,
senza risveglio
per viver meglio.
Mentre solenne accedi,
più corte le giornate
che neanche più rincorro.
Crepitan foglie secche sotto i piedi:
tre mesi ancor, saran polverizzate,
sgombro sarà sentiero che percorro
verso il mio nulla
tra terra brulla.
Parte da qui la fine
d’un altro inutil anno,
gli occhi ch’ancor aperti
restan e vedon solo nuove spine
lungo la strada fatta in pieno affanno
nell’illusione vana di vederti…
ma sei miraggio
perso già a maggio.
Inutilmente scrivo,
inutilmente rimo,
inutilmente raspo¹
mentre in silenzio guardo ma non vivo
e l’esistenza al solito mia stimo:
vale all’incirca quanto un vuoto raspo²
d’acini vuoto…
riprendo il moto.
Scivola invano il tempo
senza nessun controllo,
fugge da me, va via
mentre sbiadendo il cerebro m’attempo;
futili idee tra cui vago barcollo,
sogni, presenti ancora, di lei mia
come mai fu
né sarà più.
¹: nel senso di levigare la lunghezza dei versi;
²: raspo/raspo: è “rima equivoca”, tra due parole omofone, la prima è un verbo mentre la seconda è un sostantivo.
01/09/2024
il tuo stomaco da una certa fame attanagliato,
ti fermi per un attimo e ragioni da scaltro,
se non mangi potresti svenir da un momento all'altro.
Ti trovi a batter però una zona a te ignota,
in una parte della città molto remota,
tavola calda recita una luminosa insegna,
in tutta la via la sua solinga luce regna.
Su tripadvisor di questa attività nessuna traccia,
ma un panino al salame che mal vuoi che faccia,
entri sicuro della tua sofferta decisione,
fino a quando non arrivi al cospetto del bancone.
Lo spettacolo ai tuoi occhi è alquanto aberrante,
affettati qui e lì di ogni forma d' igien sprezzante,
cosa chiederai ora al suo poco aitante gestore:
' Scusi per favore mi sa dire le ore?'
Esci dal locale con la fame addosso,
di una bistecca non lasceresti neanche l'osso,
ma una certezza in più accompagna quel momento,
che sei anche in ritardo al tuo appuntamento!
i suoi occhi indigo
sprigiona in me ardente ardore.
Ha dimenticato il mio sole caldo
nel suo vascello come astro d'amore
in quei fluttui delle sue tribolazioni.
Ero al suo fianco
come ancora di salvezza
per non farla annegare,
conficcata nella sabbia
della sua velata indifferenza.
Ignara sei tu, segreta rosa
della mia imperitura passione.
Nel tramonto, il rogo imponente
di ogni stagione del cuore
in queste mie rughe,
parla di lei e del suo profumo.
Segnato io, dalle ali spezzate,
mi trascino sul tappeto del tormento
come una condanna senza respiro
tra aculei sanguinanti
che per te m'infliggo
ogniqualvolta scelgo d'amarti.
I nonni
stringono fra le mani
gli aquiloni del tempo,
le chiavi del passato,
il silenzio delle stelle,
le parole del cielo.
I nonni
lacrimano sulla Terra
come angeli feriti
quando il loro tenero cuore
è umiliato dal dolore,
da scampoli di nostalgia,
dal respiro amaro
del triste gioco della solitudine.
I nonni
scartano il regalo
della loro ultima stagione
accoccolati nel vuoto
di una tremula panchina.
Pien di letizia
Specchiandomi nei tuoi occhiali
spiegazione: la poesia tratta di un momento preciso che l'autore ricorda circa un importante amore passato, ormai finito.
Alternanza di quinari ed ottonari senza rime.
Primo settembre:
mese dolce che introduce
l'idea di morte…
Un'assenza tra altre assenze.
Fossi credente
saluterei mio fratello…
ma nella bara
da tant'anni tumulata…
sordo cadavere
che possiamo solo piangere.
ioffa, 01/09/2024
I nonni
disegnano alla finestra
vecchie nenie lontane,
ritagliano la luna
in favole d’argento,
si commuovono per l’estate
di un fragile fiore,
il loro cuore
è scrigno fecondo
di saggi consigli
e dolci memorie.
I nonni
stringono piccole mani
come pennellate di cielo
una risacca di farfalle
ed ogni loro sorriso
è un piccolo bacio
posato sulle spalle indifese
da un tenero angelo.








