a farsi più forte,
ti urla dentro e scuote
quella povera anima, che
ha perso il colore.
Risveglia i sensi, i moti,
le fragili giunture, le tenui
dolcezze.
Ti rende più forte allo
sferzare del vento potente.
Ti reclama e aggiunge dimensione.
Balia di una voce che non ha senso
né vergogne, ti lasci trasportare,
e sai che lei ha ragione.
Ti sussurra insistente...non temere,
e respira il giorno, senza più esitare.
Sonetto classico, endecasillabi canonici (a minore e a maiore), quartine a rime incrociate e terzine a rime alternate.
Ma forse avrei bisogno d'un'aiuto
oppure un'auto per fuggire via…
L'auto o l'aiuto? Questo è il crocevia
davanti al quale resto ormai perduto.
L'aiuto, sì, del pubblico seduto…
quello da casa… che mi manda via…
Mi gioco il jolly e allungo l'agonia…
giro la ruota, insisto, son cocciuto.
Scaduto è il tempo, voltano le carte,
c'ho il due di picche, forse non è male!
Niente fortuna, tanto meno un'arte:
dicon che nulla la mia carta vale!
Resto in silenzio, messo già in disparte
vago nel nulla con dolore anale.
15/09/2024
col pensiero della tua risata
ammutolii
membrandoti alla luna
la codardia mi strappò via
lontano da ciò che volevamo
ed ora che voglio tornare da te
hai trovato altre labbra
la ferita al cuore non si cura più
passato l'anno, resterà per sempre
anche in futuri amori suonerai
le corde sottili della mia voce
tra speranze e fantasie
dei progetti uno particolare
ne ricordo il nome
Juliette, perdonami
spiegazione: questa poesia tratta di un rapporto d'amore terminato, durante il quale si stava covando il desiderio di una figlia femmina, che si sarebbe chiamata Juliette.
Terzine di endecasillabi canonici (accento tonico secondario in 4ª e/o 6ª sillaba) con rime incatenate ad anello ABA BCB CDC DED EFE FGF GHG HIH IJI JKJ KAK.
Se mai potessi scegliere la forma
per trasmutare questo corpo stanco,
del mare credo forse nella torma
dell’onde che s’inseguon come branco
allegre, bianche in cima spumeggiante,
vorrei tra quelle che sono al tuo fianco
per te mostrarmi quella più importante
che t’accarezza, ti sostiene e culla,
t’accoglie e ti sostiene in ogni istante,
sirena mia, bellissima fanciulla
che ancora induci a battere il mio cuore
che, stanco, fuor di te non vede nulla,
restando tuo fedele adoratore;
un’onda che furtiva a volte s’alza
ma dolcemente, senz’alcun fragore
e sulle labbra un bacio lieve incalza,
teneramente sfiora le tue guance
col petto che di battiti sobbalza
e senza perdersi in inutil ciance
portarti in ogni dove tu abbia voglia
sfidando il vento senza voler mance;
fatica non saria ragion di doglia:
portarti tra le braccia senza sosta
mi peseresti meno d’una foglia;
poi ritornando piano sotto costa
sfiorandoti così come può l’onda
sognando che tu me ne dia risposta
insieme resterem sotto gioconda
e bianca luna in due lasciando un’orma
che di passione e amore vero gronda.
13/09/2024
Come petali nel vento
hai scordato il tuo nome
sulla mia bocca
ed ho cenato col tuo addio
senza la casa dei tuoi sguardi,
ho sperperato la tua nostalgia
in bozzoli di cielo capovolti
ma la punteggiatura della notte
disegnava assaggi di luna
inchiodati al tuo petto:
ripenso a te,
fra queste virgole d’inverno.
ma le profondità sono sfuggenti
nelle tante indulgenti narrazioni,
sicché il nostro recondito remoto
esser può sol reciproca carezza
finché non ci soccorre il desiderio
che cancella le nostre ritrosie,
finché non silenziamo le parole
per affidarci ad altri conversari.
Così mi avvolgo nelle tue fattezze
accolto nella tua corporeità
pur conscio che dell’anima tua schiva
tanto ancora vorrei poter svelare,
e tanto ancor mi fingo possedere
almeno per il tempo di un amplesso.
E tu mi accogli pur e in me ti avvolgi
sapendo che di me tanto non sai
e tu forse non vuoi neppur sapere
né io comunicare ti vorrei
se non coi soli cinque sensi ignudi
e coi loro linguaggi reticenti.
Così le alterità nostre sovrane
divengono reciproche custodi
di questa fantasmatica passione,
contemplazione in tremula penombra
di tutto ciò che in cuore immaginiamo,
mentre ciò ch’è più autentico di noi
sfuggir deve alle luci della mente.
Venti settenari sdruccioli monorima.
Preso da un dubbio amletico
provo con gesto atletico
a farmi anche il solletico
ma da vecchio bisbetico
mi trattengo e farnetico
che non mi par sia etico
rider con ritmo tetico
d'un mondo metatetico
che con un far frenetico
ha perso già il pöètico
e di fasci¹ è poietico
con fascino magnetico
che in ordine alfabetico
l'umano rende eretico.
Un razzo segnaletico
sull'orbe gëodetico
induca a un energetico
rimedio esegetico
tipo qualche antiemetico,
non solo l'anestetico.
¹: fascisti.
11/09/2024
Mano nella mano
ti cucio ad un raggio di luna
come apostrofo di un bacio
che parla di te soltanto.
E sei in tutte le cose,
negli sguardi del mio cuore,
nei segreti dei miei battiti,
perché sei partitura d’eterno
che scivola sul mio petto,
come diagonale di una stella
sul letto dei nostri sbagli.
Mano nella mano
ti stringo ai miei domani
e ci sfioriamo l’anima
come timidi bambini
a parlar di sé sull’uscio dell’estate,
come un gioco a non ferirsi,
a rincasar dagli spazi vuoti di noi stessi,
mano nella mano,
col diario dei nostri sentimenti.
spiegazione: la poesia tratta del rapporto che l'autore ha con un suo amico, il quale è tanto intelligente quanto spericolato. Descrive la preoccupazione dell'autore verso l'amico.
I bambini vestiti tutti uguali,
Le divise dai colori sgargianti,
Solo i portieri hanno i guanti.
Prima di iniziare un po' di riscaldamento,
Corrono tutti con lo stesso andamento,
L' allenatore che raccomanda di non dir parolacce,
Un dirigente porta il kit delle borracce.
Ecco le squadre andare a metà campo,
Per i genitori ogni figlio è il loro vanto,
C' è il biondo il bruno ognuno di varia statura,
Poi ce n'è uno che pare me in miniatura.
Inizia la partita e corre a destra e manca,
Di rincorrere il pallone non si stanca,
Ad un certo punto gonfia la rete,
E del mio orgoglio sazia finalmente la sete.






