Recido i rami secchi della mia vita
quelli morti e anche quelli senza speranza
Il rumore delle cesoie alleggerisce i ricordi
ormai sfocati, senza forma, senza più un nome
son morti
 
M’inginocchio davanti a quei resti
nessun richiamo e nessuna preghiera
son morti senza speranza di rinascita
 
Son morte anche le ombre che d’intanto
m’accorgevo d’aver dentro la testa
Non ricordo più neppur le voci e neppur i tocchi
son morti tutti
 
Accendo un fiammifero e la fiamma viva
li brucia lasciando quella polvere grigia
anch’essa senza profumo e senza nome
son davvero morti
 
Seppellisco quelle sagome nella terra d’inverno
saranno concime per quei bulbi selvatici
che sbucheranno in primavera
 
Loro avranno un nome
ma certo non il nome di chi è stato da concime.
 
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Profilo Autore: Ambra PILTI  

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In quel volo d’amore risiedono vive le nostre risate
echeggiano baci infiniti dentro ai nostri sguardi complici
i miei di timorosa fiducia, i tuoi pieni d’amore e di presenza 
T’incontrai in una domenica di settembre
mamma spossata, timidamente ti sorrise
tu, non avevi occhi per il mondo ma sol per me
e in quell’istante il primo volo d’amore 
Legati come in simbiosi, ci lasciavamo al mattino
per ritrovarci d’incanto all’improvviso
ed ogni volta mi regalavi un volo d’amore 
Nei ricordi vive un infinito campo di papaveri
tanti papaveri, alcuni più alti di me
Correvo, gioiosa correvo, sentendo
dietro di me i tuoi passi e le tue risa pulite
squillante e possente la tua impronta 
Ci sdraiammo al sole sul tappeto fatto di papaveri
ed io sul tuo dorso nudo rannicchiata
respiravo il tuo profumo e il tuo respiro
Tra i miei riccioli biondi la carezza delle tue mani
una carezza ed un bacio,  m’addormentai 
Mi risvegliai in una giornata uggiosa d’ottobre
il volto di mamma era marmoreo
i suoi occhi vitrei senza più vita, il vuoto dentro
un silenzio tombale, nessuna lacrima
 
Sento ancora quei voli d’amore
Mi regalasti pochi anni che furono, si intensi
ma sempre esiguamente troppo pochi
E' un ricordo,  colmo di melanconia.



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Aspettavi in silenzio trattenendo il fiato
le lancette del tempo scandivano
i secondi, secondi secolari d’attesa
Ti copriva una minuta sottoveste di seta rosa
la tua pelle profumava di menta selvatica
riccioli sciolti facevano da corona
al tuo viso bianco come la luna
bella, splendente come levigata
da mani sapienti la tua pelle
la tua bocca, richiamava baci
perdersi era un attimo
sconosciuta trappola
 
Oh dolce fanciulla
attendesti a lungo quel momento
rapita e composta dietro ai vetri cattedrali
Il tempo della verginità è ormai finito
t’aspetta l’amore, forse, oppure l’orrore
Fremi e tremi tra le lenzuola sontuose
 preziose, pronte per ricevere il tuo urlo
 
Quell’uomo che t’ha acquisita com’è
Bello, amabile e possente?
Oppure
Brutto, corvo e irriverente?

Non sai. Tutto è sconosciuto
fuorche' il tuo profumo di menta selvatica.



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Nel solitario vicolo incorniciato da pietre ed alte mura
t’inoltrasti silenzioso e lemme senz’apparir la fretta
Odor di legna bruciata nell’aria brinata
regolarità di vapore ad ogni tuo fiato
 
L’oscurità della notte s’accosta alla bramosità vostra
altalena di intenti promiscui sibillini, profetici unì
“Non temer mia adorata, giungo a te osando”
di quell’amore sognato e bramato che porta un sol prezioso nome
 
E come quella preziosa resina che avvolge la viva natura
così ti sentisti avvolto da quel suo alone sincrone al tuo
Visione onirica così t’apparve, li sulla soglia muta e fausta
dama d’altri tempi dal portamento regale
 
Al suo cospetto t’inchini offrendo il cuor tuo
timor che lo possa posar in un cassetto invece di foggiarlo al suo
Nessun dubbio or appare, il suo canto d’amor
ti fece all’istante eternamente suo 


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Soffio di vita
nelle ore travagliate
per esplodere poi
in un ricamo di vita
Nell’immaginario mescolato
al desiderio si crea un quadro 
fatto di pelle, il suo colore
fatto di peluria , i suoi capelli
fatto di iride, i suoi occhi
fatto d’intelletto, la sua laurea
fatto di suono, la sua risata
fatto di melodia, la sua voce
fatto d’impronta, la sua camminata
fatto di somiglianze, l’albero genealogico
tutto per una nuova vita in arrivo
E arriva, strillante dal color non definito
con movenze quasi robotiche
da far sorridere se non ridere tutti
è gioia, spensieratezza con un futuro sempre
Poi, in un attimo ecco apparir la signora in nero
E’ signora? O signore?
Nessun sesso ma han lo stesso intento
di portar via quella bella gioia
dai riccioli biondi in un paffuto bianco e roseo bel visino
E’ un attimo, dove non esiste la ragione, disperazione
Strappata da mani sicure che tentan di ridar quel soffio di vita
per risentire il pianto, o un lamento
Niente, non è servito a nulla
Disperazione sui volti senza esclusione di alcun
silenzio e sconcerto
Pochi anni han goduto
Un risveglio, tremendo
l’urlo d’una madre.

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Cibo
succo
libidine
accoglienza
condivisione
Matura e succosa
quest’acino ramato
brillante e invogliante
Lo porgi alle mie labbra
i miei occhi persi nei tuoi
La mia lingua l’accoglie dolcemente
ma è la tua che vuole
Scivola sopra…aspettando la tua
che non tarda, fa la dispettosa
Masturbazioni dei piccoli muscoli
umidi e invitanti
Non son brividi
sono movimenti elettrici del sentire
Volta e rivolta la scena s’alterna
prendi e rapisci nella tua
rubo e succhio nella mia
Sfregamenti delle guance
scivolamenti fino al collo
per risalire e riprendersi voracemente
Quell’acino ramato
spremuto
succhiato
spalmato
Non è un attimo
è quell’eterno desiderio
che ogni volta ci prende
ci strapazza con ingordigia
spremendoci fino all’ultima goccia
ogni volta.
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Son giovane
e son spietata, dovrei esserlo
perchè 
ho fame e non ho nulla nelle tasche

Strade tortuose, dolgono i piedi
s'apre la carne, sanguinanti lamenti
le lacrime si fan ghiaccio e vapore
nessuno ode tranne l’odore
del marcio della carne putrefatta
che avanza nella mia carcassa
Son giovane, lo fui, dovrei esserlo
perché
mi avete ucciso prima d'esordir alla vita
un sogno cresciuto sui libri
diventato grande grande per poi
Mi dolgono i piedi
non c’è più nulla di sano
calzini bucati inzuppati di putredine
Chi sono io, chi sono io ora?
Dimmelo tu. O tu…tu!
 

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Profilo Autore: Ambra PILTI  

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E un giorno bussò alla porta
non aveva nome e neppur suono
busso ed entrò anzi
entrò senza chiedere permesso
pronta o non pronta
vestita o nuda, così ti trovò
profumata in sottoveste nera
i seni morbidi di pelle bianca
abbracciati da quel tessuto non tessuto
ascoltasti, parlasti, ci furono silenzi parlati
attimi persi nei pensieri nei desideri
forse solo tuoi, oppure anche suoi
salternan immagini mentali
freddi, caldi oppur da scaldar
respiro lievemente, lentamente
come in un sonno desiderato
è ora. o forse è, l'ora del risveglio
per ritrovarmi avvinghiata al tuo corpo
non nel sogno ma nel reale che fu desiderato.




 
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E poi restai ad aspettare
fermo immobile, che le braccia, 
le mie e le tue, loro da sole...
mentre dagli occhi un'altra goccia...

E poi, 
la vita mi insegnò
tante cose, caffè amaro
ho spesso bevuto e berrò,
e per il cuore: nessun riparo...

E l'incontrai sai un giorno 
nella mia vita, i tuoi ricordi
ma con loro io ci girai attorno
così come fanno, gli uomini assenti.

Io,
io che accusai la notte
di non farmi vedere
la verità che l'anima,
mi dava a bere.

Ed aggiunsi un "celere" ritardo 
alla mia testa vuota
io, nell'attesa che un tuo sguardo 
mi desse poi, una buona nota.

E poi,
poi ti abbracciai
e mi fermai sulle tue spalle
per un tempo d'interminabili
brividi di freddo, sulla mia pelle.

Eri mio figlio allora
e sei mio figlio adesso
ed io, ormai, ho stemperato 
il gelo in tutto me stesso.

E poi,
scaraventai nelle carezze 
di un Amore profondo,
tutto il bene che si esprime
come fosse il centro del mondo...

E poi,
t'abbracciai sciogliendomi 
nell'attimo del mio tepore umano,
figlio unico mio, sangue del cuore 
gruppo a me uguale, 
ed occhi tuoi che sono i miei
di ieri...

Io, 
sempre t'amai e ti amo ancora 
domani...
Noi:
braccia intorno al collo e,
mani strette nelle mani...



( E poi... ritornare ad ieri con lui tuo figlio e sciogliersi in un abbraccio...)
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Profilo Autore: bruno leopardi  

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A volte parte quel moto di gambe
e intanto si dorme
 
va ovunque mentre io resto
col respiro  che da regolare si ondeggia
 
strani fatti
s’avvitano al letto,
la schiena alla porta
non vede se sono gatti o maltempo
 
è d’aria spostata -un verso o zampata
lo spio dalle spalle
si ferma, poi sguscia nell’oltre
 
non si apre un accesso
una feritoia
 
una foce piuttosto
 
imbuto di fumo
nell’anticamera
della prossima scena

 
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Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitrice del Club Poetico dal 18-07-2015

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Ti
ho trovata in una piega di dolore
dove l'anima si raggomitola
e si avvicina al cuore
e lì,  
lui la coccola.


Sai,
ogni attimo che scioglie un po' di neve
è calore che serve all'esistenza
e di questo che a me dai, per quanto breve
io,  non posso  ormai farne più senza...

Allora,
 lasciami  contare
ad uno ad uno i tuoi neri capelli
e se sbaglio il conto, fammi ricominciare:

ci passerei la vita, 
con i tuoi fili tra le dita
a contare e ricontare.

Non cambiare mai,
i tuoi gesti, il tuo essere, sono latte caldo
che bevo quando rimango solo
per  cancellare il freddo ed il suo brivido ...

Restami accanto
e sarai  per me foglio e inchiostro,
per scrivere i  versi   migliori 

di quest'Amore nostro.

Adesso...



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Profilo Autore: bruno leopardi  

Questo autore ha pubblicato 72 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
 Una voce corre lontano
gli abbaglianti illuminano il cuore
per poi svanire
passando nel tempo
sopra il gelo
attraverso i profumi
di una strana primavera
cadono le nuvole
in domino veloce
è stato speciale
fermarsi ed ascoltare
lasciare un po' di se stessi
anche dove nessuno sa
impronte da sciogliere
nel segreto della notte
 
note di un sax  distante
chissà per chi riempiono
l'aria di questa notte
camminando su seta e raso
di sogni incartati
da fotogrammi precisi
scattati forse per caso
scivolano le paure
in vuoti senza fine
è stato speciale
fermarsi ed ascoltare
lasciare un po' di se stessi
anche dove nessuno sa
impronte da sciogliere
nel segreto della notte

è stato speciale
guardare la notte muoversi
lasciando respirare il corpo
senza fremiti e costrizioni
in assolo perfetto
nel segreto della notte
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Profilo Autore: Giuseppe Casazza  

Questo autore ha pubblicato 425 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.


In quel lento cercarti
fra i ricordi
dalla finestra appannata
guardo il tempo,
appeso
all'ultimo spicchio di luna.
 
Le luci dei lampioni,
confuse nella nebbia,
mandano qualche tenue
bagliore,
e la fuliggine
s'infiltra nelle crepe.
 
La mano, fredda,
stringe piano
una foto
congelando il sangue,
si ferma il battito 
per un secondo,
ancora
si muore.
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Profilo Autore: Paola Pittalis  

Questo autore ha pubblicato 241 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Una parola dura
o una mano pesante
non è il modo di sgridarmi,
io sono solo un fiore delicato
che ha bisogno di nutrimento.
Una parola dolce
non ferirà i miei petali,
i tuoi baci e i tuoi abbracci
non arresteranno la mia crescita.
Io sono solo un bambino
desideroso di imparare cose nuove.
Prendi tempo con me,
e insegnami.
Abbi pazienza con me,
e non mi maltrattare.
Io sono un bambino che ti risponderà,
io sono solo un bambino che si ricorderà
quello che tu hai fatto per lui.
E non dimenticare,
non sarò un bambino per sempre.
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Profilo Autore: Charlie  

Questo autore ha pubblicato 664 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Maledizione ai tuoi occhi
e a tutto il resto!
Ai tuoi abbracci alle mie spalle
e ai tuoi baci sul mio viso.
Maledizione ai tuoi sguardi
di Medusa
che rapiscono ed annullano
e ai quali neppure cerco
di sottrarmi.
Maledizione ai tuoi capelli
che aggrovigliano i pensieri
confondendomi.
Alle tue mani che sfiorano le mie
e mi fanno sobbalzare vibrando,
alle tue labbra di russelia
tanto dolci da desiderare…
Maledizione a tutto!
A questo mare
che ti cinge i fianchi
come Itaca irraggiungibile,
a questo cielo che ti è corona
e non m’appartiene
ma che è su me costantemente,
a questa terra che calpesto e vivo
come un cavallo in vasti prati
e che mi ricorda quanto
debba camminare ancora per essa
disperandomi
in cerca di qualcosa
che lacera le mie notti
e mi ricuce
solo quando i miei occhi
baciano i tuoi!
 
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Profilo Autore: Emanuele Borsati  

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