la voglia che ho di te
amore…. amore mio
Le mani mie tremanti
come il sorriso per gli amanti
e la neve scende piano.
Il sole non s’accorge
del pianto disperato
di un cuore abbandonato.
Nel scendere della pioggia
Il mare è già deserto
la spiaggia senza il vento.
Ed io che sono stanco
soffro senza di te
amore mio ti amo.
Le mie paure
come un sogno sono svanite
ora guardo lontano.
Mentre la neve cade piano
e lentamente
scalda la vita.
Nei giorni miei oscuri
una musica si sente
i tuoi passi nel presente.
Ed ecco nasce il sole
in un uomo
con la voglia di amare.
Amore ….amore
ascolta questo cuore
che aspetta questo sole….
A farmi compagnia
amore…amore mio
apri le ali al cuore.
Al nostro grande amore che
in questa notte
scende in noi….
Amore….amore mio...
il silenzio tace
le pene di un amore.
E mentre nasce il sole
sarà sempre amore
amore….amore mio….
In questo silenzio senza amare
non basta il suono di una viola
ma cerco te….
Sul foglietto
non devo dimenticare di
segnare un'oretta
fra le rose di Bamberga,
di quelle screziate d'arancione,
e mentre piove sull'Impero
tutti se ne vanno scontenti,
così io
sto lì a respirare
finalmente solo
con l'anatra del mio ombrello.
Poi, vediamo, direi
dieci minuti di barca a motore
nell'immensa nuvola tra i due mari
che sotto la maglietta
più del cuore
mi faccia da scudo al vento.
Se i sogni son colori
movenze e curve dei tratti
sublimi profumi
che seguon il desiderio
molteplici accavallamenti
danno il senso del sogno
s'inchinano ad ogni passaggio
fermandosi per poi ripartire
sfogliando la terra
calpestata dal sogno
se pur colorato ha bisogno di vita.

Credevo,
che la mia tristezza
fosse nel tuo pianto,
in tutte quelle lacrime
che io non sò fermare,
in quei singhiozzi trattenuti
a stento delicatamente
per non disturbare,
in quell’angoscia che
ti avvolge e ti stravolge
senza un valido motivo,
In quel tuo piccolo male di vivere,
che mi fa sentire
come foglia ballerina al vento,
leggera,tremula e incapace.
Credevo,
ma non è così amore mio,
e non penare anche per me,
perchè la mia tristezza,
non è il tuo pianto,
la mia tristezza
è il non saper fermare il vento.
sbiadita....
Come un foglio
cancellato dalla pioggia.
Ricordo di parole
ormai perse nel vento
e quel suo squardo
sempre così triste.
Un immagine che resta
impressa nella mente
come un quadro
attaccato alla parete
tu l'osservi ogni giorno
pulendolo accuratamente
per non lasciare alone
che potrebbe sbiadirlo
col tempo.....
Mattina e sera sono uguali
falciano i rami
la palude
alcuni lampi di sirene blu
sterminate
occhiaie
di nebbia.
E ora è la volta
di un soffio
a separarci.
Il ceppo brucia sottomesso
con due ferri arricciati
e scoppietta di cenere;
mi è sembrato di vederti
in un logoro sparire
ventaglio di struzzo.
Non andare dove tira il vento
potresti sbattere la faccia
contro un muro
sarà difficile raccoglierne i pezzi.
Sarai così un uomo tutto nuovo
che sa domare il cuore quando serve,
ritroverai la pace dentro l'anima
le cose più difficili diverranno semplici.
Quindi attento ai minimi particolari
e questa vita non va disprezzata
anche se tante volte pari s'allontani.
Tranquillo uomo non essere superbo
non sperperare l'energia che hai dentro
in stupide sciocchezze,
che la volgarità di questo mondo
t'ha messo in testa sin da bimbo.
ferma ed intenta ad ascoltare
il mondo degli altri.
Ogni giorno
lo guarda silenziosa
ed anche un po’ distratta,
dal piedistallo di bronzo
dal quale svetta
e ne disprezza
i tempi e i modi con durezza
senza rendersi conto
che dal mondo
è stata scolpita
essa stessa.
Poi si trucca gli occhi finti
con ombretti celesti
e sottolinea le labbra semichiuse
con contorni sanguigni
per sembrare più donna
di come mai sarà.
E si crede
più viva di ieri
e non s’avvede
del levigare del tempo
che ne sfina la forma
e ne sfuma la linea
facendone sabbia
e rabbia.
E inveisce contro gli ometti
che le stanno accanto
solo per il suo seno sostenuto
ma poi vive per chi ne incensa
il culo ed apprezza solo quello.
E, in questa giostra d’ipocrisia,
io che non l’ho accarezzata
con lo sguardo,
appaio ai suoi occhi
come un vecchio giudice avvizzito
nella sua miserabile toga.
Mi è sempre piaciuto lo scontro
ma stavolta la ignoro
mandando uno scalpellino
a guisa di bacetto
ai suoi pensieri di marmo.
E’ come una stilettata
per la Regina di Roccia.
E, difatti, la donna di pietra
ci resta di sasso.
Peccato!
Sembrava quasi calda
nel momento del trapasso!
Le case sono cubi
le lenzuola libri
gli angoli del cuscino missili
puntati verso i pianeti
di polvere
dal colore succo di limone
sotto le ali
dei passerotti
vorrei trovare il sole.
Frastuono discontinuo della polizia
ai quattro lati sbatte
della metropoli che piove.
squarcia porte saldate
da ruggini di tempo,
scardina finestre incollate
da paure e moralismi,
spiana montagne
di timori e titubanze.
Corre senza freni
su prati verdi
e danza nei roseti.
Apre strade
e sentieri.
Rende possibile l’assurdo,
facile l’arduo,
semplice il complicato,
glabro il ruvido.
E smussa l’acuminato:
l’Amore.
non mi lascia mai sola
le ferite non guariscono,
dolore sempre vivo.
Come il primo giorno
più passa il tempo
più il dolore si fa sentire.
Ferite aperte....Che sanguinano.
Troppe cose
il tempo non può cancellare.
Pianti
ricordi,
ancora,dopo tanti anni
tutto parla di lei
tutto fa pensare a lei....
Sento la tua voce mamma.
Ferite aperte,dolore insopportabile,
tutti questi anni....Ho camminato con te!
Tenevi la mia mano
per non farmi inciampare.
Quante volte mi son detta
"non c'è più,se ne andata."
Ma poi nei sogni sentivo una voce,
arrivava da lontano,
Mi diceva... "Sono qua figlia mia
tengo la tua mano ti stò vicina."
Mi sveglio,
sono sempre più sola.
Pianti
ricordi,
continuerò a combattere le mie paure
sarò consapevole
tu sarai sempre con me mamma
mi terrai la mano
sorridendomi,consigliandomi......
che fossi tu,
mentre la morte
già masticava i nostri incontri.
L'inganno di un pianto
ti plasmò orbite crepate
per un futuro avido di senza,
il realismo a volte fugge
l'unica mia paura
era perdere il tuo sguardo
Rinnego me stesso
amore mio,
non esiste un'altra vita
e poi saremo un pò di tutto
senza essere niente






