Adoro le tue labbra così morbide e invitanti
Ogni volta che le guardo
schizza quella voglia irrefrenabile
di tuffarmi dentro, sprofondando
e il tuo respiro, adorato e garbato
quasi sussurrato, mi prende la carne
ammaliatore, istiga e induce
a tuffarmi per poi, annegare
Ed eccola arrivare
non ci vuole mai molto con te
è immediata quella voglia folle
irrefrenabile nel sentire il tuo diletto
per riempirmi per poi volare
Con la mia carne
annega anche la mia anima
che vive l'emozione come stregata
E' un vulcano esplosivo - visivo
sempre pronto ad esplodere al sol guardarti
sfiorarti è un artificio magico
profusione la passione, non annoia
inebria e profuma come lo sbocciar di rose
frizzante, pura esaltazione del mio essere.

Come l’ombra del cielo
ma non lontano, il fondo
riempiva la stanza di alluvioni
suoni nei suoni, voci di antenati
le pareti inchiodate al buio
finivano come eventi mai accaduti
i quadri, inverni muti
per un letargo d’acque
mani, idee addormentate
sui cristalli, nel cercare l’uscita
-appena una forbice in un lampo d’aria
Il cilindro vuoto della notte
scendeva sulla testa
senza una sorpresa, che so
un coniglio
a rianimare la fantasia
A saper porre rimedio al cattivo tempo
con un punto e virgola e al seguito una voragine,
non starei a giocare con il linguaggio
dipanare emozioni -darle crude
in bocca agli umori del momento
Cave di roccia per innalzare fumi
crolli annunciati e carte veline
[si volta pagina
o traccia di lettura a dirsi,
per un’ermetica in controcanto
-non fraudolenta-
voce per cartongesso]
E la parola succede che mi sfianca
mi lascio parlare, scegliere
disturbare
c’è un punto che mi divide in due
uno che mi riunisce
(com’era il mondo prima dei contrari?)
Non c’è una chiave, una toppa, una
zampa di grimaldello
Forse è semplice penetrare la vita,
respirandoci
senza paura delle tossine
Invano il mio richiamo giunge a te
così...
rimettendo le redini
di un dolce sentire per un dolce desiderio
Mi perdo nella notte in solitario eremitaggio
dissiparsi...
dove ancor sconosciuto evo
Voli notturni, in veglia
rivoltandomi…
turbandomi
in queste lenzuola non più miei
dove s’impregnò l'odore
di quella ormai amica veglia.
tutto ciò che fa apparire
chiaro e limpido il mistero,
tutto ciò di cui
non dobbiamo preoccuparci
di risolvere e pensare,
ma è lì pronta
a sfamarci o ad accecarci.
Per caso a volte è capitato
di spazzare la mia anima,
da tutto ciò che non lo è,
attimi solo attimi
bagliori accecanti
in mezzo a molta nebbia,
piccoli attimi di pace
in mezzo a confusione e indecisioni,
e lì capire che ogni mistero
non è altro che un po
di polvere su di essa,
la nostra anima è amore
solo e soltanto amore
cibo e luce
per ogni passo che cammini
calma quite e appagamento
ad ogni tua domanda
Chiamiamo fede dunque
tutto ciò che è già in noi
basta spolverarla un pò
e potrà sfamare tutta la tua vita
E se dio è amore e solo amore
come detto da dottrina
allor vuol dire
che sono fatto anch'io
un po di dio,
e la mia fede non è altro
che pigrizia
…E scesero le stelle
dal cielo…
a illuminare il cuore...
...E dentro ad ogni bene
volò un aquilone
fatto di sogni che
spezzan catene...
E andarono e vanno…
Io vorrei
che il sole chiamasse per nome
la tua infinita tristezza
e che il tuo pianto poi fosse canzone
per lui,
d'incommensurabile tenerezza.
E vorrei
che il destino sfiorasse la pelle
e l’anima non abbia a graffiarsi di più...
e che il cielo esplodesse di stelle…
quaggiù.
Io lo so,
la mia è vicinanza vuota
perché è lontananza infinita,
ma dietro questa distanza
c’è umana vita…
E i temporali dell’anima
son parte di noi
e io lo so che tu pensi
che la vita, la tua
è vita normale
e non è vita d' eroi.
E io penso che
il senso della vita
forse è anche questo,
Lei,
passa da ogni tua strada
riempiendo ogni tuo gesto
Lei,
ti porta in alto e
per sempre con se.
perché,
l'Amore tuo per lui
e l'Amore suo per te
è...
E' Amore di sempre e per sempre
con il cielo stellato di agosto
a col freddo nel cuore,
di un freddo novembre...
E altro non c'è
per un Amore per sempre...
Da dove arriva il vento
e da dove le sue carezze al mio viso?
Chi legge nei miei occhi e li lucida
salutandoli con sottili veli
di cirri nell'alto?
E dove trasporterà i miei pensieri quest'oggi?
Tra bianchi rami di betulle
annoderò i miei silenzi.
Asterischi da rivelare
quando verrà il mattino.
e dura terra di dolore
alle radici del tuo albero,
che è cresciuto con te
irrorando i suoi rami
con stille d’amore
e arrivando a dare vita
alle radici più profonde.
L’albero della vita
è una pianta sempreverde
e non teme alcuna bufera,
è forte e tenace
e nasconde fra i suoi rami
nuova vita.
Regala ombra e ristoro
a chi è stanco
e affronta le stagioni
che passano e tornano
con la pioggia e con il sole.
Intreccia con amore
le tue radici alle sue,
nutrite dalla stessa linfa,
e dileguerà ogni ombra di tormento
tornerai a sognare,
a sussurrare parole nuove,
…e non sarà mai sera.
Amo la luce del giorno
e tutto quello che gira intorno.
Adoro sentire la pioggia
che cade leggera.
Ispira vedere quegli occhi
così pieni di luce.
Amo sognare di lei
anche se poi non dormo,
piace sentire l'odore della sua pelle.
Vedo che sta già arrivando
una nuova stagione
che fa rinverdire la terra
di ciclamini e viole.
Sento il mio cuore ormai pronto
vuole sfogare
rinascere con nuove parole d'amore
come solo lui sa fare.
Amo sentirmi osservato,cercato,
mi piace la voglia che ho dentro,
questo sole che scalda il mattino,
i suoi occhi curiosi
mentre leggono le cose che scrivo.
Lei solo lei può ispirare la mente di un uomo
dopo giorni di freddo
ed il vento sbatte forte la porta
che ho lasciato socchiusa
sapendo che l'ira del tempo
sarebbe presto finita.....
Questa notte sono sola con te
la tua luce ha la forma di una culla
dove le mie lacrime possono riposare
Tu non sei sola, vibrano le stelle amiche
che riposano su seta nera
Io ho te immensa, lontanissima, misteriosa
Ammaliata da questo incanto
i pensieri si sciolgono, scorrono nelle vene
raggiungono il cuore che li trasforma in pezzi di cielo
Vanitosa nel tuo tondo completo
sei visibile a tutti e mi addolora
non avere l’esclusiva del tuo candore
Il giorno ti lusinga e con garbo ti rapisce
in una sinfonia di accordi mai suonati
attimo infinito di stupore incantato
Il nuovo giorno arriva in silenzio
rimane solo il suono impercettibile della mia solitudine.
Doppi anemoni
tumefatti scuri lamponi
sottovetro
sott'acqua,
sollevati occhi
di morti e di luminarie,
e nemmeno
una vera nebbia.
Dal ponte tedioso
le tediose poesie,
fossile tranquillo che ripassa,
una mula si abbevera al canestro
dove l'hanno dimenticata.
Mi perdo nella triste
bellezza di un tramonto
epilogo di un soleggiato
giorno d'inverno
Mentre sul tuo capo ormai
vive costante una nuvola nera,
un temporale perenne
lancia fulmini
che fanno saltare
il circuito elettrico del tuo corpo
ogni giorno un po ….
Il mondo intorno a noi
seguita la sua vita normale,
per noi la normalità è
un concetto inesistente
prendiamo ciò che ogni alba
ci fa sperare o ci toglie
ed ogni sera mi perdo
nella bellezza triste del tramonto
Quel tramonto che sognavamo
di vivere dove l'acqua
è più blu del blu,
la sabbia è oro triturato in piccoli granelli
dove stendersi e perdersi
nei profumi tropicali
Sento che alla tua vita
vorresti dire addio
ma non ora, non ancora
il nostro tramonto lo viviamo qui ed ora,
la vita ti deve ancora molto
cogli tutto come fiori
a primavera
l'amore mio, l'abbraccio di un figlio
l'affetto di un amico,
per me resti sempre unico
se finisse la tua vita la mia
la seguirebbe a ruota
sperduta in qualche angolo di me inesplorato
impaurita
come gli occhi di un cane appena abbandonato
colpevole soltanto di aver amato troppo
stanca
di troppe urla di dolore spesso inascoltate
regalate a un vento freddo che ha scompigliato solo i miei capelli
fà,
che un giorno io possa sedermi accanto a te
magari sopra un prato
invasi dal profumo di timo appena colto e bacche di ginepro
oppure in una notte sconsolata
all'ombra di un bicchiere vuoto forse mai riempito per davvero
o solo davanti ad un foglio,
bianco ormai da troppo tempo sotto una penna stanca e un pò indecisa
permettimi,
di unirmi nel tuo sguardo e accarezzarti
come feci con mio padre in quel letto d'ospedale, dolcemente, sorridendo, col mio amore
e di ascoltare la tua voce finalmente da tanto e troppo tempo ricercata
Permettimi
perchè adesso ti sento appena
e ne ho paura









