Non vedo mai l'alba,
ma somiglierà
a un languido cielo
coi lunghi colli
dei lampioni
e il loro ventre
affamato
affondato.
E il rosa sarà il colore
della freddezza
diventata un pianeta disabitato,
il disco solare
dei grattacieli
sulla groppa
delle lucertole.
Nelle giornate di neve
poco prima che scenda la notte
a passeggiare tra quelle imitazioni.
Luccicano di latta come spade
e il bosco che resta è fitto di laghi.
Tu impegnata in un sogno da veggente
pieghi il capo
i calici rovesciati
da dove mi sento cadere
ormai senza occhi.
La decisione delle bacche sembra presa,
si scioglie,
ed io allora ti gelo
in sposa.
Il dolore è pena, fa male
duole, mangia la carne
la strappa a brandelli
ma prima l’afferra e stringe
con forza attorce e comprime
finche' il dolore e' insopportabile
ed è a questo punto che lacera
squarta e dilania potentemente
se prima ti sembrava di morir
dal dolor disumano che sentivi
ora di fronte a te vedi la morte
E' come essere ad un bivio
muori o ti rialzi, ti rialzi o muori
sfiancato ed inerme
è lì, in quel preciso istante che
fai la tua scelta di vita.
E se così forte ti amo
tanto che il mio grido arriva al cielo
sciogliendosi in stelle di neve
ad imbiancare il tuo cuore
nascosto nel buio
è perchè sei l'altra parte di me
senza la quale una donna a metà sarei
ed a metà non si vive
Non scivolare nell'ombroso antro
dalla vita posto sul nostro cammino
non chiuderlo con un masso
scordato ho la formula magica di Aladino,
lontani siamo ombre vaganti
nel fumo delle ceneri
di un incendio ormai soffocato
uniti siamo la fiamma di un camino ardente
Mi farò raggio di luna nelle notti
sarò il bagliore del sole di giorno
ti amerò come da sempre
ed ancora per sempre
e se mille porte chiuderai
le aprirò una ad una invecchiando con te
Lo sento amore
anche tu vuoi tutto questo
è la paura che ora guida le tue parole
l'incertezza che ispira la negatività
prendi la mia mano
ti porterò nel viaggio dei ricordi
che iniziò con le parole
“ti amo”
ed oltre l'eternità continuerà
a sussurrare
queste due piccole immense parole
che domina la signoria sottostante
ascoltando urla fertili e disgustosi
che ti accompagnano di notte
e sfamano il tuo egoismo folle
tu, respiro povero e insignificante.
Spettacolo da circo ansimante
la natura non ti fu amica ma codarda
rubò da te anche la dolcezza mite
che sopportava il tuo sguardo
mentre matriarcale il destino
ti spogliò della luce così ambita.
Taciturno osservavi il mio verso
mentre condoglianze sussurrava
la tua bocca fredda e contorta
ma tu, sfamavi solo la cattiveria
assai innata
pensando a quel desiderio baciato.
Arrivavi da lontano sulle ali
del vento che soffiava tra le dune
e capii che sei deserto arido e morto
ascoltando le tue putride parole
tu, uomo misero con grande stima
di poeta hai preso solo il profumo
derivato organico , null’altro
di te rimane solo l’ombra.
Ti sento
ci sei
copri le mie spalle
righi il mio volto
penetri nel mio corpo
ti ascolto
ci sono
sussurri il tempo
pulisci i ricordi
soffi i sogni
ti sfioro
ti trovo
tieni il mio fuoco
alimenti la mia aria
sferzi la mia acqua
ti avverto
ti accarezzo
stringi il pugno
riscaldi la mano
immergi gli occhi
sei forte
sei sincero
non solo un capriccio
trattiene
aspergi
non solo gocce di desiderio
mi siedo accanto a te
sei il mio sguardo
non solo capriccio
cammino al tuo fianco
sei il mio passo
non solo impronta erosa dal mare
mi vesto di te
mi dipingo dei tuoi colori
sei il mio tono
ti apro
ti leggo
sei il mio libero
cado di pagina in pagina
scivolando di respiro in respiro
senza mai fermarmi
Ho avvolto le braccia
intorno a me stesso,
ed ho stretto la presa;
la schiena costretta
come dentro l’armatura
di un armadillo.
E mi struggo
per l’amore lontano,
mi struggo
per aver tenuto
le tue fragili ossa
fra le mie fragili dita.
Due amanti, due complici
arricciati su di un fianco,
come le due metà
di un unico cuore.
Ho capito che l'amore
era quello che mi era vicino,
ed ho toccato la tua clavicola
con la punta delle mie dita
solo per trovare aria,
il respiro del tuo cuore.
Ho pensato che l'amore
fosse quello che mi era vicino,
ma oggi, a tremila miglia di distanza,
nel mio peggiore incubo,
tu, la mia compagna,
sei l'unica a sorreggere te stessa.
Ti vedo traballare sui tuoi tacchi
mentre pensi al concetto di distanza,
tremila miglia troppo lontana
perché io ti possa soccorrere.
Ci troviamo su un fianco
in questo inferno,
come un mezzo cuore
che di fronte ad uno specchio
diventa un cuore intero.
Mi trovo ad est; mentre tu,
guardando ad ovest,
in un turbine di vertigini,
speri per un po’ di sonno,
preghi perché la trottola si fermi.
I tuoi occhi in gabbia
guardano nello specchio,
cercano un cambiamento,
bramano una lontana speranza.
Come la terra, quando il mare
ci ruba le gambe e il sonno,
io oggi sono senza braccia
e perdonami
se non ti posso guidare.
ti chiederò di essere te stessa
e raccoglierò ogni attimo di attesa
come se fosse festa
...o resa.
Ma tu,
prima di sbattere di nuovo quella porta
ti volterai a guardarmi un'altra volta
poi correrai nel tuo infinito vuoto
per un amore mai capito
o verso un altro cuore,
inquieto...
Fallire,
è la certezza che mi dava la tua "scuola"
quella che non ha mai saputo dirmi una parola
almeno, una volta sola...
Ma
per una volta sola
non lasciarmi al mio dolore,
e alla tua triste e fredda
immagine d'Amore.
...Mentre io,
vado oltre
calpestando la mia stessa anima.
nostalgie
torturano la notte
uscite
da stordite veglie
accatastate
in derive alcoliche,
espresse
in grevi lacrime
opache
scivolate
lungo la strada
dove ogni
pietra delinea
svanite
redenzioni
come versi
compongono
la ballata triste
delle parole
non dette
sussurrate
da sguardi
strozzate
nell’oscurità
di un’inerzia
disillusa
che riposa
senza sogni.
raccogliendo le acque dai suoi affluenti
corre verso il mare,
così l’amore raccoglie dai sentimenti
l’essenza dai cui trae nutrimento.
Molteplici sono le forme:
l’amore per l’amata,
l’amore fraterno,
l’amore per un amico,
l’amore materno,
l’amore per la vita ,
l’amore per la patria,
l’amore per la poesia,
l’importante che sia Amore.
Spettabile Signora,
del mio ultimo rintocco
non le chiedo sconti o rate
per dividermi il destino
Ma le chiedo solamente,
non com'ultimo capriccio,
di non farmi trovar coda
alla fine del cammino.
N.R.
il cielo cupo
s’incurva sul monte Crocella
in uno scintillio di stelle,
basse come nuvole bianche.
Nel silenzio delle tenebre
odo il fruscio
delle frasche d’ulivi,
profondo e complesso
come il brusio ansioso
di una folla.
La felicità si riverbera
nello scorrere lento del tempo
e nei voli liberi della fantasia.
E il nitore sublime
di un’evasiva elegia
sopravvive spavaldo,
tra ombre sfuggenti,
nel contegno aspro
di povera gente.
Devo scoprire ancora
il punto esatto dove ci incontrammo
e dove, giorno per giorno,
quel rito si ripete.
Tu ombra, io luce e viceversa,
tu vento, io vela che si gonfia,
io ancora, tu nave che riposa,
Io fiume, tu mare che si apre
e mi riceve.
Tu parola, io suono,
io notte, tu luna e sogno.
Io vita che scorre e che ti sceglie,
tu tempo e desiderio che mi vuole.
Sempre insieme, sempre in movimento
nel punto di fusione di un amore.
in un groviglio di sentimenti
Forse son sentimenti o solo emozioni
Ancora non si sa.
È un groviglio semplice semplice
Ma al contempo complicato
Ci si sente stranamente esausti
Elettrici come a dar luce
Euforici per un nonnulla
Ci si sente anche malinconici
Senza una vera motivazione
Si riscopre la solitudine
che viene ricercata come un rifugio
Si riscopre la paura, quella folle senza senso
Non vi è un motivo apparente
E neppure una vera giustificazione
Manca persino l’aria
e s'annaspa ricercandola
Poi, ecco aprirsi un cielo
Non è ne azzurro e neppur grigio
È un cielo infinito, dove l’aria abbonda
E le nuvole fanno a gara per abbracciare
Ci si sente leggeri leggeri
Ci si guarda attorno e cosa si vede?
Un unico e spontaneo sorriso
ed era quello desiderato
Era un sogno antico probabilmente
dimenticato come si dice “in un cassetto”
Passa tutto, il groviglio svanisce lasciando posto
Ad un'unica cosa….l’AMORE.
Nel silenzio adirato fece una mossa
che tutto dice, certamente a te che
non sei sordo, e a te garbata d'altri tempi
che tempo perdi a civettare tra i tasti
Certo che sarebbe il civettare tra i tasti
se non l'intenzione?
Ahi illusa
sentir le sue labbra sulle tue
e sentire volare nell'aria l'amore
d'un tratto cadi in un volo assordante
che sconvolge il tuo sentimento
Lacrime amare segnano quel cuore riaperto
e fan da collante cercando di richiuderlo
Da lontano odi ticchettii, ti piacevano
ma ora sono odiati
Cosa importa la distanza quando c'è l'intenzione?









