in quale fallimento
in quale trappola del tempo
è scivolata la mia vita.
L’ho lasciato fuori dal frastuono
da questo mio tormento
perso come sono
tra l’illusione e l’appagamento.
Volevo che ricordasse
solo il mio sorriso
e quel libero cammino
di un bimbo ormai canuto
che non perde il filo
dell’insegnamento.
E quella notte che ho capito
l’ho baciato sulla fronte
pensando “ti ho mentito”
però domani torno
domani te lo dico.
Ma mio padre era un cocciuto
testa dura più di me
ha slacciato le sue vele
e se n’è andato
mi ha lasciato con il fardello
di un uomo senza più orientamento
ha preferito non sapere
di questo mio inferno
guadagnandosi il paradiso
che io già rinnego.
la doccia rinfrescante.
Sorridendo, mi passasti
l'asciugamano.
Di soppiatto
seguivo con gli occhi
la goccia che scorreva
nell'incavo dei tuoi seni.
Ne uscì veloce,
puntando con decisione
al nodo profondo
disegnato dall'ombelico.
In quel gorgo ebbe una esitazione,
quasi si frantumò,
poi riprese il cammino
con rinnovato piglio.
Ora il passaggio
era più complicato,
una foresta di neri steli
l'intrico da superare.
Vidi la goccia esausta
arrivare ai bordi di una voragine
che non v'era modo d'oltrepassare,
se non facendosene assorbire.
Lì, nel profondo, scomparve.
Io decifrai l'occulto messaggio!
Perciò nemmeno mi asciugai
e immantinente, danzante,
dentro di te mi ritrovai!


Mani che ti cercano
ma non sei vicina.
Sfuggi sempre
anche se lui cerca di fermarti
stringendoti forte,
tu sfuggi sempre.
Sei come la pioggia
quando scroscia a catinelle
e la terra non riesce ad assorbirla,
o come il vento
che quando sbuffa impietoso
porta via tutto quanto
anche le cose più belle
come i ricordi, ed erano tanti.
Quelle mani...
Che ti cercano ancora
e tu che sei così diversa,
sembri smarrita...
Lontana dal mondo
distante da tutto
mentre lui ti cerca sempre
anche adesso...
Perché l'amore c'è
lo vuole confessare.
Senza troppe parole.
in ogni nostro passato,
in ogni nostro frammento,
nella remota memoria
di una vecchia cartolina
sbiadita dal tempo.
C'è sempre il mare
nelle lontane estati
nei miei giorni insieme a te
quando curiosi e impavidi
ci offrivamo alla vita,
con gioiosa follia.
C'è sempre il mare
nei giorni d'inverno
dove malconci gabbiani,
sorvolano onde furenti
e desolate spiagge
di sabbia e ricordi.
il rumore dei pensieri
e ascolto il loro grido impaziente
di sfiorarti l'anima
attraverso quel mondo
in cui mi perdo
abissandomi nei tuoi occhi sognanti
Cercherò il tuo sorriso
tenendolo stretto come un dono
restando a guardare
immobile
la tua solarità coinvolgente
senza parlare
respirando la tua scia
trattenendo la fragranza
del tuo essere
ad occhi chiusi
fino a colmare il cuore di palpiti
e urlare il tuo nome
nella testa
senza fiato
ingoiando le parole a fatica
Avrò cura di riflettermi nei tuoi sguardi
e solo allora
avrò un'infinitesima certezza
che le mie parole d'amore
non resteranno solo mie
ma saranno come le tue
ad accarezzare il mio volto
e si scioglieranno in gocce dorate
che colmeranno il tuo cuore
Ti parlerò dei miei respiri
portando la tua mano sul mio petto
e sentirai gridare il mio nome
nella tua mente
e porterai la mia mano sul tuo petto
lasciando che le anime si sussurrino
melodie d'amore
assaporandole dalle labbra
tra i battiti e il volo
vorrei poter complicare le parole
invece di complicarmi la vita e il cuore
mettere un punto dove incomincia a far male
solo una virgola, per respirare e ricominciare
sarebbe tutto davvero più semplice
anche un errore si potrebbe correggere
cancellare tutto con la gomma della biro
e riempire gli spazi vuoti con l'inchiostro nero
vorrei poter complicare le parole
scriverle senza alcuna punteggiatura
come quando mi batte così forte il cuore
da doverti dire tutto, di corsa, per paura
sarebbe tutto più facile
strappare il foglio dove è inutile
spendere altre parole e pagine
perchè l' amore, alle volte, è futile
vorrei poter complicare le parole
invece di cancellarmi il cuore
scrivere senza problemi la parola fine
senza dover poi... sentirmi… morire.
con gli occhiali della vita
mi accorgo
che ognuno
ha una propria ferita.
Una donna
che apparentemente
può sembrare
allegra ed appariscente
in realtà,
se vogliamo dir la verità
può nasconder
dentro di sé
una depressione
sorprendente.
Un uomo
che sembra
non aver nessuna ferita,
può nasconder
dentro al cuor
un reprimente dolor.
Una ragazza
che si comporta malamente
da pensar tra te e te
" guarda che
che impertinente!"
ha una famiglia
che di lei
non si è mai curata
perciò
non giudichiamo
e gli occhiali della vita
ogni tanto indossiamo
così comprendiamo
che in ogni vita
c'è una salita
da fare
per poi la gioia conquistare!
ha il viso nostalgico e marchiato
accenna quel sorriso insoddisfatto
che si è perso negli anni novanta,
chi ha vissuto quegli anni di furore
di passione politica e canzoni
di cortei e convinte occupazioni
non crede a nuovi palpiti del cuore.
Gli amori giovanili spensierati
e fioriti su di una mattonella
o spentisi al pari di una stella
coperta dai pianti disperati;
chi ha vissuto quegli anni favolosi
non può vantarsi ora di un presente
che sa di vuoto amaro inconcludente
avaro dei gioielli più preziosi:
chi ha vissuto quegli anni si abbandona
stritolato dalla sua malinconia
perché vecchio si ritrova nella via
senza musica o qualcuno che la suona.
Io sono il vento
forte e possente
quel giorno c'ero
quando nascosta
sotto il tuo letto
piangevi chiamando la mamma.
Ma lei non sentiva
giaceva in cucina
col cuore squarciato
e con cento ferite.
Eri da sola
sotto quel letto
quando l'ombra cattiva
scappò dalla porta.
Io sono il vento bambina
e fuori piove
sono forte e possente
il tuo lamento
ora lo porterò lontano
così qualcuno lo potrà udire....
che mettono malumore
ti senti solo
la tua principessa
è partita.... lontano....
ma è sempre con il cuore da te
ti manca già
è da poco che è partita
ma già ti senti solo
io ci sono sempre
ma nessuno può sostituire
la tua stella brillante
posso capire cosa provi
conosco bene
la sensazione di solitudine che provi
i pensieri che ti affliggono
trovarsi soli è molto brutto
ma sei sempre stato
un padre esemplare
lo sai presto tornerà da te
anche se per poco
oppure per sempre
chi lo sa' ......
tu sei stato la persona più importante per lei
e lo sarai sempre
ti penserà ogni minuto
io ti starò sempre accanto
sempre vicina
non ti lascerò mai
io sono con te
perchè tu
sei importante.
DEDICA AD UN CARO AMICO CHE LA SUA STELLA CHE BRILLA GLI MANCA TANTISSIMO.
come un lamento
inascoltato.
Ancora, stagnante
e famelica dietro
un angolo, tra le incertezze
e le stagioni senza
tregua, un'ombra.
Arroccata, dal primo giorno
sul riflesso del mio credere
e ancora
sperare, oltre il confine
dove al suolo,
inerme, si congeda
ogni domanda.
Ma fuori dal conflitto
anche la morte,
si fa lontana
così come un'ombra
si dissolve
nell'inaudito, allo svanire
dell'ultimo bagliore.
Buon anno alla terra
siamo come candele, sulla torta della vita
con le teste accese, ma un pò di vento, la farà finita
e questa luna se la ride, per come ci sciogliamo
senza nemmeno apprezzare, una fetta, di quel che abbiamo
buona anno alla terra, madre esemplare
che ci lascia fare la guerra, ma poi saprà punire
quando non potrà più assecondare, i nostri sporchi vizi
ci farà vedere, che abbiamo, distrutto i nostri spazi
buona anno alla terra, che non fa debiti con nessuno
anzi applica gli interessi che ricadranno su di ognuno
perchè l'affitto è giusto, noi glielo dobbiamo pagare
facciamo sprechi, buttiamo tutto, nel nostro amico mare
buona anno alla terra, dice chi viene dallo spazio
che si vede una frase c'è scritto "fine a questo strazio"
è la mano di Dio che ci chiede di cambiare
lui la casa c'è l'ha data, ora lo dobbiamo, ringraziare
siamo come candele, sulla torta della terra
ma ci stiamo decimando per l'effetto serra
tra un pò questo mondo sarà di nuovo morto
poi comparirà una nuova candela, l'uomo risorto
una piazza raccoglie
dei corpi tumefatti.
Il cadavere di Benito
con un gagliardetto in mano;
ultimo dileggio di ignoto avversario;
E la giovine Claretta
ha condiviso la sua disgrazia;
giace insieme al dittatore
tra una calca
che non riesce a reprimere
il piu' flebile furore;
Una pompa di benzina
contiene numerosi crocifissi;
da cui non esce piu' sangue,
ma invocazione di pieta'.
Chi esplode tanti colpi
e chi sputa su quei corpi...
Un calcio di fucile
si abbatte sul cranio gia' fracassato.
Urla di giubilo
si levano osannanti in cielo,
in un frenetico boato.
Ma la cheta sera
sorprende gli animi in tumulto;
spira un vento di burrasca,
ma non e' in grado di liquefare
quell'acre odor di morte.










