riverbererò dentro il tuo fiato
sarà forza del destino
che leviga rocce dell’anima
sarà vento del destino
che porta meraviglia
fino alle porte del viso
sfilacciando gocce di passato
sotto cielo ardimentoso
zittirò il lamento nelle tue labbra
sferzerò dentro la tua mente
sarà forza dell’amore
che trascina onde di piena
sarà vento dell’amore
che porta luce nel buio
fino a raggiungere l’interminabile
allineando stelle
a corpi in fuga
L’assenza di te
la realtà si smaglia, come una calza
quando lasci cadere, brividi su di me
ed un fumo riempie questa mia stanza
sta bruciando, brucia l'essenza di te...
o amore perchè sei fuggita, in vacanza
è un treno, questo mio cuore, un locomotore
sento che arranca, fa sbuffi ed avanza
butto dentro le mie voglie ed esce vapore
le tende son chiuse, il cielo si scanza
i tuoi ricordi, fanno volteggi, come una danza
e lo stomaco è chiuso ora è sazio abbastanza
e solo ai tuoi baci, lo so, non farà resistenza...
la realtà si smaglia, come una calza
quando lasci cadere, brividi su di me
ed un fumo riempie questa mia stanza
sta bruciando, si brucia, l'essenza di te...
l'assenza di te...
Vorrei prenderti per mano
e correre con te
per giorni e giorni
fino al tramontare del sole
e quando nelle sere
il cielo regalerà stelle
noi faremo l’amore….
Amore – amore mio
il sole sta nascendo
la luna è già nel sogno
il mare ci sta cullando
con la brezza che sa di sale.
Nel buio tante storie
di amanti sopra gli scogli
come gabbiani appassionati
e mentre l’alba tutto colora
noi saremo ancora insieme.
Amore mio
un aereo sorvola
e alzando gli occhi al cielo
il sogno muore lentamente
e un muro senza sogno m’appare.
Mi rigiro lievemente
ricercandoti nel sogno
mentre fischia un treno
che sui binari della vita mia
cerca la meta!!!
Ombre brulicanti nella piazza e nella via;
obbligatoriamente festanti,
vietato il mugugno e la malinconia;
la consegna:
una forsennata corsa
verso un unico destino
che echeggia di morte.
Ombre:ebbre di insalubre gaudio;
sclerotizzate nelle insane follie,
si fanno beffe di te,
sagome spettrali.
Non sanno distinguere il fulgore dal buio;
eternamente rannicchiate in un angolo ,
avvolte in colpevole torpore.
Ti appartengo
Fiera
Come queste pietre
Poste una sull’altra
Appartengono al suolo
Mentre ora sono una colonna
Che si erge in modo sublime
Retto orgoglio di creazione
Esibita al cielo.
Ti appartengo
Dolce
Come l’eco che nasce da un suono d’amore
E ripete con la vibrazione del vento
Ogni parola, anche nel sussurro
Di una carezza.
Ti appartengo
Sognante
Come il respiro sulle tue labbra ardenti
come la mano dove poggi il volto di notte
come la luce che ti sfiora all’alba
invidiosa della mia presenza
rimasta lì, a vegliare il tuo sorriso.
Ti appartengo anche nella mia assenza
Malinconica
Come il ricordo di una lettera inaspettata
Come il racconto di un viandante fermo sul molo
Come questa onda
Si infrange con forza contro lo scoglio di vita
E mai sarà uguale
Come me, unica e diversa
Come lei
Che ora ritorna nel mare.
la stanchezza delle membra
sa di buono
come le violacciocche
nei prati dei miei pensieri.
Nell’autunno dei miei giorni
ricordi,
speranze,
emozioni,
vaghi desideri,
risalgono lentamente
l’erta della coscienza
come confusi escursionisti
sul crinale ventoso
della montagna.
Tra sensazioni indefinibili
le scelte irreversibili
scivolano nel gorgo,
silenziose come pensieri.
E le mie volontà
riposano quietamente
in un vetusto canterano
dell’anima…
nell’autunno dei miei giorni.
Fine Novembre
domenica uggiosa triste
il tempo rende lo scorrere
delle ore lente, colme di riflessioni
un vaso che quasi trabocca
manca solo la famosa “goccia”
Esco a far due passi
sperando di trovare nei volti
che incontri un sorriso
uno stimolo che solletichi
il vivere generale
Delusione ... la gente va di fretta
non c'è più comunicazione e pochi sorrisi
presi ognuno dalle proprie ansie ...
ricordo i capannelli di uomini
al mercato di anni ormai svaniti
visi rosati dal buon vino
e le risate aperte sonanti
Tutto e più soffuso oggi
permea una sensazione di paura
che quasi si può accarezzare
ti si appiccica addosso
come la resina degli alberi
Si sta avvicinando Il Natale
le luce si accendono per le vie
a rallegrare i cuori
canti escono da altoparlanti sterili
nulla hanno di angelico
Tutto è fittizio, fiacco,
possiamo riporre speranza
in una cosa sola
nel ricordare la nascita del Salvatore
in lui confidare
questo è per me il Natale ….
Una domenica mattina
Testa mento, spalla collo
Sul letto sembro proprio un pollo
Tra le onde della tv a mollo
dormo in pace sul mio atollo
Poi ad un tratto canta il gallo
Io mi sveglio, sul più bello
sognavo di avere un gran castello
Un bastone ed un mantello
Poi già suona il campanello
Mi alzo inciampo nell’ombrello
E alla finestra rispondo all’appello
Di carità di un poverello
Dice di non avere né questo, nè quello
Ma ha un diamante per anello
mi chiama di continuo "fratello"
ma io lo guardo e non favello
Torno a letto e prego al dio Apollo
Gli dico che della notte non sono satollo
Ma lui irrompe con il carro e il cavallo
E mi dice su in piedi…ma io ho ancora sonno.
intensamente
senza parlare
non c’era bisogno
di parole
già sapevamo
ci siamo sempre capiti
bastava uno sguardo
per sapere che
sarebbe stata
l’ultima volta
che ci vedevamo
l’ultima volta a capirsi
senza parlare
gli occhi pieni di lacrime
un addio
arrivato
dopo tantissimo tempo
un dolore straziante
mentre ci allontaniamo
l’uno dall'altra
si sentono le lacrime
che solcano il viso
addio.......
Scrivo poche parole
e dentro ci troverai l'amore
quello che non sa morire
che prende il cuore
e poi con lo sguardo fisso
mi fermo nell'incanto di te
e resto li dove il mare
si confonde con il cielo
e poi senza nuvole
in un giorno di sole
mi appoggio instancambile
negli anni a venire.
E non c'è fine, non c'è tramonto!
Raggi di sole,neri di livore,
non baciano piu' una pelle sempre
piu' bianca;
e quel ruscello limpido,cui mi dissetavo,
non scorre piu';
croste di ghiaccio impediscono di bere
alla fonte della speranza;
e quell'armadio pieno di vestiti consunti,
aggrediti dalle tarme,con impietosa ferocia,
non concede di abbellire con fugaci fronzoli,
il mio appassito perbenismo.
Un'anima in pena
che non riesce a levitare,
imprigionata senza scampo
in un corpo mortale.







