che dividono i sogni dalla realtà
un fine confine che senza pietà
porge giochi carnali ai cuori vili
e c'è freddo tutto intorno
un freddo che soffoca l'amore
intrecciando il dolore
con utopici timori di non ritorno
tutto forma attimi senza prole
come il divenir pane e amanti
sotto un diverso sole
e nei cuori in gita sull'estro che duole
viver quell'esser uguali ma distanti
pari solo al di là delle nuvole
tra gli alberi,
una rosa spande
indefinita melodia.
Chiaro di luna
nelle strade
e strani brividi
su verdi foglie.
Porpore distanti,
ombre fugaci,
come in un sogno
incompleto.
Il futuro è una nebbia
che cinge il mio cuore
e il domani sa di oggi
appena intravisto.
fatto di vetri
su cui scivolare
fuori è natura
silenziosa
pace che contrasta
con a mia inquietudine
corro avanti ed indietro
senza alcun riferimento
guardo in basso
solo specchi
in cui mi rifletto
immagine sola
e distorta
mi siedo stanco
e ripercorro le mie stagioni
fotogramma dopo fotogramma
tutto scorre
fermi immagini pesanti
segnano il volto
e rigano il cuore
peccato e speranza
si accompagnano
in questo viaggio
al centro di me stesso
danzante sulla sabbia
partorisci visioni
con parole psichedeliche
liberi tuoi demoni
abbattendo
ridicole pecore
incravattate ai loro sermoni
dal tuo iride promana
multicolore sogno
di stregoni pazzi
e percezioni ancestrali
mentre la musica
accende fuochi dell’inconscio
tua tomba ride di vita
oltre le porte
della cenere esistente.
delle poesie che ho scritto
le ho sparse dentro casa
negli armadi e nei cassetti
le ho sparse nella mente
e nella rete dei perdenti.
Ho scritto fiumi di parole
travolto dagli eventi
e da una sindrome comune
di poeti falliti e deficienti.
Quante volte mi son detto
adesso basta, adesso smetto
raccolgo le migliori
e chiamo un editore
pubblico un bel libro
della rabbia e del dolore.
Rovisto nelle tasche
nelle agende e negli appunti
ma puntualmente ci ripenso
e poi mi chiedo : che sto facendo?
Queste non sono poesie
sono vomito, sono cazzate
sono pugnalate che mi sono inflitto
cercando la mia estate.
E così continuo nella rete
a disperdere pensieri
come fossero cimeli
di opere letterarie
e invece è il mio sangue
che scorre indisturbato
per la gioia del vampiro
che si nutre ed è appagato.
Vorrei trovarti
nelle frasi stonate
dei miei pensieri.
Amarti con la morbidezza
del sentir mio e… porgerti
il meglio di me.
Scivolare noi nell'unione
fino l'apice
del goder sublime.
E poi ancora…ancora…
assaporare il dono
nel donare la vita!
Ed io…
Ed ho cercato il modo
Per correre con te…lo stesso tempo
E sono passato troppo spesso
Dalla ragione al torto
Ma pur di averti addosso
Accettavo il compromesso
Ed ho cercato l’amore, in ogni posto
L’ho trovato nella tua vita
Nella tua faccia dolce…pulita
Ed io che ero un discreto cacciatore
Con un solo, maledetto, colpo da sparare
Per non vederti …andare
Ho colpito…il mio... di cuore
Ed ho cercato di essere migliore
Di non confondere, l’avere con l’amore
E sono cresciuto, tanto bello
Sul tuo magnifico.. balcone
Ma non rispondevo più al mio nome
Non c’era più il sole…ma solo pioggia… che piove
Ed io che ero un discreto cacciatore
Con un solo, maledetto, colpo da sparare
Per non vederti …andare
Ho colpito…il mio... di cuore
galoppano nella mente calpestandola
con zoccoli duri e pesanti
come una prateria dall'erba appassita
cavalli imbizzarriti dalla rabbia
dal dolore di fronte
alla sensazione di impotenza
di nullità quando ci si confronta
coi misteri dell'universo
Il cuore lacerato
vecchio straccio sporco
senza più emozioni razionali
uno tsunami di paura
di solitudine e amore
quell'amore mancante
di abbracci di carezze
di cui il corpo ancora prova desiderio
se pur l'anima ne è colma
Queste dimostrazioni fisiche
d'affetto sono rimangono impresse
nella carne, sulla pelle
come fotografia su carta lucida
Che sarà di me se dovessi
andar via ?
Che sarà di me oltre te ?
Vivrò per raccontarti
per rendere valore ai tuoi giorni
all'uomo che sei eri e sarai
Racconterò aneddoti di vita
vissuti insieme
ti amerò come sempre
e … piangerò …
si piangerò per ripulire dalle scorie
di questi eterni momenti
di attesa e di angoscia
e liberamente continuare il viaggio
sola ma con le tue orme a fianco
ombra che mai mi abbandonerà
ogni istante di vita la mente girovaga
inflaccidita;
tentativo costante di liberarsi di un non so,
intercalante e serenita' artefatta;
purificazione celata dietro sofferenza quotidiana,
la solitudine convive con un mostro
generatore di un vizio.
In modo elegante e discreto
Incontrandoci spesso in ufficio
Cercavamo come un capriccio
D’eludere sguardo e cospetto
A pelle e senza discorsi
Regnava quell’antipatia
Che come una rea malattia
Stroncava i nostri percorsi.
Fin quando una notte con tatto
Mi viene a trovare nel sogno
Per farmi, che un po’ mi vergogno
Nel dire che cosa mi ha fatto.
Mi sono radioso svegliato
Recandomi presto al lavoro
E vedo per prima il tesoro
Appena nel sogno lasciato
Mi guarda, sorride,- buongiorno-
Mi dice splendente e ammiccante,
Ch’è come se per un istante
facesse dal sogno ritorno.
Che bella giornata-rispondo-
Buongiorno mia bella signora
Se accetta un caffè lei mi onora
Mi fa il più felice del mondo.
-D’accordo fra un po’ ci vediamo-
Risponde. L’ufficio sfavilla,
Con l’anima mia che scintilla
Pensando che sciocchi che siamo.
scherzosa ma non troppo.
Una penombra grigia
pesa sulle cose
e ne assorbe i contorni.
Non voglio accendere la luce,
non voglio squarciare l’oscurità
che aiuta a non vedere
il nulla che mi circonda.
(Certo, ho il tuo amore,
la gioia di vivere,
il desiderio grande,insolubile,
di te, la gioia di pensarti,
di sapere che esisti davvero.)
Ma tutto mi manca,
tutto è nulla,
quando sento
che non stai pensando a me.
guardo la mia immagine
e vedo ogni cicatrice dell'anima
e mi trascinano lontano i pensieri
su ogni minuzioso istante
in cui lame taglienti e fredde
hanno reciso legami apparentemente stabili
liquefatti in acquitrini fangosi
Imparerò
imparerò ancora
a non inseguire le emozioni
ma a viverle e lasciarle andare
quando giungeranno alla fine del percorso
a cadere ferita
rialzandomi
dopo aver disinfettato le ferite
con lacrime amare e sudore
a tamponare il dolore
e ad anestetizzare ancora il cuore
imparerò
ancora e ancora
dai miei errori
a farne di nuovi
e ad uscirne stropicciata
ad andare ancora avanti
verso quell'orizzonte che pare lontano
ma è ad un passo dal presente
a trovare le giuste parole
da tramutare poi in versi
e a comporre sublime poesia
Imparerò
a volare con le ali rammendate
in questa vita
che tutto insegna a capire
coi fatti
ciò che non si riesce
a vedere con gli occhi
il cuore era secco...
arido
da troppo tempo
non sentivo più
quelle pulsazioni
quella tachicardia
quasi il cuore scoppiava
amare....
l’emozione più bella
che si possa provare
non controllo più
le mie reazioni
io che ho sempre
tutto sotto controllo
adesso non ragiono più
non sono più padrona
delle mie emozioni
è vero l’amore fa impazzire.










