dove m'aggiravo con labbra astronome
a disegnare costellazioni senza nome,
e lo humour con cui i tuoi seni diseguali
facevano a gara a cercare le mie mani
per farsi scolpire in nuove, plastiche forme.
Ho amato di te le tue vigorose cosce ardenti
che s'addolcivano nella curva dei glutei arroganti,
e l'aura odorosa che esalava dalle morbide pieghe
dell'antro malcelato sotto il boschivo colle
a cui anelavano i miei istinti impetuosi.
Ho amato di te l'abbandono fiducioso
con cui mi lasciavi entrare nella tua casa segreta
offrendomi cibi divini e ambrosie spumeggianti,
fra canti e soliloqui con cui accompagnavi
la mia libagione frenetica e golosa.
Ho amato di te le tue mani veloci e sapienti,
con cui curavi il mio arredo di preziosi beni
e la gioia delle tue labbra che s'abbeveravano
alla svettante fonte, mai avara di nettari sontuosi
a tracciare geroglifici sul tessuto rosato del tuo grembo.
Ho amato di te il tuo corpo steso di fianco al mio
a sopire i respiri accelerati e le stille di sudore
e il bacio di complicità che ci scambiavamo,
mentre le nostre mani esauste posavano lievi
sulla semisfera delle nostre natiche impudiche.
dalle mie finestre
vedo improvvisamente filtrare.
Scruta i miei intricati pensieri,
nutre una fede
che sembra a volte vacillare.
Una sigaretta dopo l'altra
si consuma rapidamente:
nuvole di fumo lambiscono quel fascio,
lo avvolgono in una spirale
dove i piu' contraddittori sentimenti
si scambiano colpi proibiti.
Ma la sorgente di luce
e' incorruttibile:
cortina fumogena assai densa
si disperde in pochi secondi
e lo spirito esulta
confortato nella contrizione,
rallegrandosi nella sofferenza.
Ami senza dirlo
segretamente
ripeti che non è vero
che è solo un'impressione
scoprendo dopo
di non esserti sbagliata
e vorresti lo stesso negarlo
impostando un'altra verità
per comodità, continuare
la medesima vita, anche se
quella vecchia non la sopporti più
volendo fuggire, e non farti
ritrovare, con il solito umore
che distrugge l'esistenza
Portami ancora quei parassiti della segale cornuta,
infestata dagli alcaloidi della Claviceps purpurea,
e finalmente lo spazio che c’è fra un’idea e l’azione
sarà spazzato dalla violenza del mio gene guerriero.
I circuiti temporali e le mappe neurali della coscienza
si aggiusteranno al comando del signor Benjamin Libet;
e come questa nuova aggressività si sarà fatta strada,
la tua felicità sarà leggibile sulle mie povere iridi drogate.
Tu, riscoperta strega, mi chiederai di rinunciare a Dio
e intreccerai nodi, e tesserai il destino degli uomini.
Io, soggiogato dal tuo intruglio di funghi e d’Ergot,
sarò per te gufo, corvo, civetta, topo, rana o gatto.
Ma durerà poco, solo il tempo sfuggente di un sogno,
perché ho in cuore l’assenza del desiderio di uccidere;
e la mia Ahiṃsā, la non violenza, vinceranno ancora.
Su tutto, anche sul destino che tu avevi pensato per me.
quella cucina
e le tue mani troppo grandi
per i miei pantaloncini bianchi.
Ricordo perfettamente
l’assenza costante dei miei
come ora
l’assenza costante di un dio.
Ricordo un aquilone
che un giorno rompesti
ad un mio basta.
Ora sono io quell’aquilone
ed a terra non metto più piede.
Volo sempre alto
e da giù di me
vedono solo un filo.
Non mi facesti mai male
se non alla mia anima,
- altri non hanno questa fortuna! -
ma io ora sono ancora qui
e tu? Dove sei ora?
Soffiava il vento:
Cadeva una foglia.
Intanto la pioggia cancellava
le frasi d’amore scritte nel cielo.
Sbatteva forte quella finestra
tutta la notte rimasta aperta.
I fogli del diario,
tutti tuoi scritti
volavano via in balia del vento.
Ora e mattino
fa molto freddo
non ti ricordi com’eri ieri
perché il tuo cuore
è sempre più triste…
Da Sotto al piumone
rannicchiato al caldo
udivo stamane il sibilare del vento
sui rami alti dell’acacia
e il rumore potente
delle onde.
Avrei dormito ancora un po’…
Una sberla alla sveglia
che come al solito
suona sempre quando
non dovrebbe
è una vecchia perpetua
che per forza vuol renderti
partecipe della prima Messa.
Tiro su la tapparella
con coraggio,
anche l’ultima foglia
ha abbandonato l’albero del paradiso.
Una piccola capinera
si posa per un attimo
e poi scappa.
Il mare incazzato
non sa scegliere nemmeno
oggi
il colore del suo vestito!!!
Questo amore
questo amore, ci ha rubato tutto
ora do le spalle, al nostro letto
e se mi giro vedo, ancora, il tuo corpo nudo
ed il mio steso... sul tuo bianco petto
non ci ha dato scampo ne umile progetto
da poter portare all'esame come adatto
a durare tanto da avere una casa un tetto
un balcone, un giardino...un piccolo orto
... questo amore... è morto
questo amore... distratto
questo amore... nato maledetto
questo amore per cui avrei... dato tutto
ci ha costretti l'uno contro l'altro
ha nascosto, perso e poi ritrovato
solo per il gusto del rinfaccio dell'accaduto
questo amore, in fondo, ci ha tradito
ci ha appeso come panni al sole
bagnati dalle frasi dolci e dalle liete parole
e ci ha lasciato asciugare dal dolore
per portarci poi a riposare in qualche cassetto
... chissà dove...
scolpita nelle mani
e la tua dolcezza
velata sulle labbra ,
avrà la mia ombra
nascosta in fondo agli occhi
e i tuoi colori
sui riflessi della pelle ,
avrà la mia condanna
di non cercar mai vittoria
e la tua rassegnazione
a non saperti mai arrendere ,
avrà calda nelle vene
la certezza che siamo stati
e il freddo nelle viscere
del dubbio che sarà .
Avrà da noi
quel che da altri
abbiamo avuto ,
il resto dell'esistere
glielo pianterà il mondo
nel profondo della carne ,
poi altro non saremo
che fertile terra
al suo germogliare .
in una giornata fredda
piovosa
l’ultimo saluto
il cuore di moltissime persone
disperato
triste
emozioni altalenanti
il volto segnato
dalle tante lacrime
non ci sei più
difficile accettarlo
non si è mai pronti
ad un addio
non si è mai
preparati
all'ultimo saluto
arrivato cosi
in una giornata
fredda e piovosa
nella disperazione più totale.
Ho navigato con te in un universo parallelo
tu portavi una maschera d’oro e di brillanti
mi hai costruito una culla
ma non per amarmi con il cuore
E’ colpa mia
se ho creduto in un’utopia
ammaliata dalle tue soavi parole studiate a tavolino
avresti voluto partire dalla mia anima per arrivare al mio corpo
E’ colpa mia
se ora il dolore è troppo forte
se non ho voluto capire le contraddizioni
di parole fotocopiate da un amore parallelo
E’ colpa mia
Se abbraccio con tenerezza la mia ingenuità
Se ti credevo un uomo diverso
Se le lacrime hanno doppio peso
il peso del mio sprovveduto amore
del tuo sonno
dove scavo la vita
in un altro sondaggio.
Qualunque verità
sia stata la nostra notte
era silenzio e passione
nell’amore mai nato,
nel posto dei nostri rifugi
dove i corpi delicatamente
erano vestiti del vuoto
dell’anima,senza respiro.
Sto cercando il pensiero
nella sofferenza integrata
nel fascinoso mistero
del sogno rovesciato
sotto terra amara
coltivata a sangue e promesse
nei sentieri calpestati
da amori mai nati
nella passione cercata
trovata nell’aria disastrosa
dove sguardi rapivano sguardi
e profumi lontani sprizzavano
l’allegria come un pagliaccio
di corte,dove regnava
la malasorte.
E ora tutto l’amore
che cerco
è nell’inchiostro
di un mio ricordo.
L.C.
Emozionata eri li
quel cappello ti donava
ti guardavi tra studenti
come te, che oramai
non erano più
Guardavate il futuro
immerso fra pensieri
nel desiderio di nuovi
risvegli, fotografandovi
nelle voci che trapelavano
in cuori emozionati
anch'io, che atteso
questo tuo giorno con tanto
fervore, e tantissima speranza
Ancora tanti complimenti cara nipotina per la tua laurea. Grazie.....un abbraccio










