Un intenso
silenzio 
è la tua anima
la tua parola
 il tuo volto
paurosa è
la tua assenza 
di rumori!
Solo silenzio,
silenzio e vuoto!

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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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Scruto nell’orizzonte
tra valli imbevute di ombre,
un manto di nuvole
 
che all’imbrunir raccolgono
con il calore di terra fertile
i miei pensieri
 
che come uccelli migratori
portano con se
via, in luoghi sperduti,
le mie lacrime.
 
Assolto tra braccia
cadute nei rovi
di ansie credute mie
mi tuonan paure
 
 
mentre, ancora,
lo sguardo profondo
si dissolve nei colori autunnali
e i miei occhi
si spengono creduti
morti.
 
Lascio accingere il corpo
in una pozza
 
di un’estate
che muore,
e in me
 
non morirà mai.
 
Una poesia lasciata nel cassetto

 
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Profilo Autore: Enzo Agostini*   Socio ordinario del Club Poetico dal 21-03-2011

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Binomio
d’esistenza!


Folgorato
dal partorir del tempo

mi ritrovai
per le vie
dell’umana esperistenza!


Demetra
che in concessione
mi dasti la via,

su un ponte
staziona il pensier mio,

unione immortale
tra gli avi

ed il batter del mio petto!

Aggravato dal tempo,
pesante appare
il carrozzone metamorfico

che l’architettura
dell’umano pensiero
trasporta!


Ma
il crepuscolo
dell’ ecumenica architettura

lascia lo spazio
alla maschera di questo tempo

che si rispecchia
avidamente in se stessa,

confondendo
accademiche e  graffianti
critiche!


Avviso importante
di un percorso

sì umano ed impicciato,
ma liberato
da pangea confusione!


Non illuderti
essere umano!


Che natura
non ti brama,

ma lo sposalizio
dei tuoi avi,

nel confondersi
dei tuoi gesti,

altro non darà
che un gesto di vita!

Vivila.

 
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Profilo Autore: Simone Doria  

Questo autore ha pubblicato 25 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
E’ tempo rubato sequenza  muta vena
sanguinante silenzio inondato di distesa
natura pescosa di fiumi colmata sera
soffice seta farneticante cielo assolto
amante cavo di cuore lucidato a lutto
allucinata quiete in mondo sofferto
indifferente buio, inverno dal nulla fecondo
riempito di morte,  piccole gemme in tondo
mai fiorite, congelate verità senza ascolto
rigonfie d’escrementi e menzogne a specchio.
Gli ultimi, bimbi ricurvi su giocattoli rotti.
Oltre sempre oltre, di corsa
più veloce senza sosta
la storia non aspetta a raccolta l’insorto
col rischio di capire , ascoltato il sapiente
sentito il dolore accolto intimamente.
Ma io? Io chi sono? Gettai l’odio all’oscuro dono.
“Fiore di bordo lungo la navata del mondo” rispose
“strappato groppo dondolante storpio
nulla nel nulla ,  guasto irrisolto
intriso istante d’insulto”.

 
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Profilo Autore: Rosaria Chiariello  

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Artista: Mario Mammoliti, " LA MONTAGNA SACRA " - olio su masonite - cm. 70x90. Una dedica a questa meravigliosa Opera. Grazie!

E fu sacro ogni passo 
che toccò quella terra
Sotto la radice dello scheletro
granelli frastagliati solcavano la carne
ma non fermarono il passo
così lento e calmante
E fu sacro ogni passo
che portò alla cima 
dove incontrò 
il vero senso della vita. 
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Profilo Autore: Ambra PILTI  

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Nella valle di San Sostene
concerti di fronde
impazzano
alle orecchie!
 
Ponente
maestro d’orchestra
alterna sonori silenzi
a folate di note.
 
Come musici
 i ruvoli intonano le ghiande,
suonano
i noci cavi mutili rami
in sottofondi di ruscelli
dalle incerte acque!
 
Agita
il maestro la sua bacchetta
che tutto il teatro
in piè si desta.
 
Come discoli pargoli
gli uccelli
da una vetta all’altra
sfidano le note,
di mitiche creature
che l’orbe terracqueo
i natali diede.

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Profilo Autore: Simone Doria  

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Salgo sul treno
che mi porta via via
ed ancora più in là
dove l'equilibrio manca

dietro le mie mani
viso ormai segnato
manca pure il fiato
per poi ripartire

passo sopra il cielo
che non è più mio
volo senza ali
dove l'aria è più leggera

sotto le mie impronte
sentiero in labirinto
nessuna lucidità
per uscire

ho bisogno di questo viaggio
per sapere chi sono
per ricordare
e ridisegnare

ho bisogno di questo viaggio
per capire dove sono
per annullare
e poi creare


 
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Profilo Autore: Giuseppe Casazza  

Questo autore ha pubblicato 425 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Raccolgo le tue parole                         
come se dovessi bere
 
come gocce in un bicchiere
 
Ascolto le tue parole                         
come per lavarmi
 
come per svegliarmi
con gocce fredde sulla pelle
 
Prendo le tue parole                           
per pulire le mie parole
 
e travasarle
come gocce nel mio cuore
 
Vedo le tue parole                            
catene pendenti
 
come gocce eloquenti
scendere dagli occhi
 
Cerco le tue parole                                  
come se non ci fosse il tempo
come gocce per guarire
 
come unguento
 

 
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Profilo Autore: Valerio Foglia*   Sostenitore del Club Poetico dal 28-02-2024

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Ha impronte secolari
di canti e di risate,
di contadini questo mio ponte!

E oggi deserto da qui  osservo
 le soffici nuvole bianche 
incastonate nel cielo azzurro
sulle casette appiccicate!

Nell'ombra degli ippocastani
balzano le cinciallegre e i fringuelli,
il sole fiancheggia i sentieri
di arbusti e rovi
punteggiano le gialle ginestre i campi assolati  e 
ripide sono le discese verso
le libellule sul  fiume,
dove si abbeverano le volpi,
dove aggrappate  stanno
le lucertole ai muri ammuffiti, 
dove il verde è cangiante,
con un turbinio d'ali,
di farfalle, di gruccioni, di falchi, 
nel  percorso limpido 
di  pietre
 di  ciottoli 
e di vita!





                                                          " Ponte e ciucciu " di Montepaone 
 
 
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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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Ai tempi in cui le sirene ti compravano le catene
e le guerre stellari provocavano esodi in massa
da Tiffany e PhotoArt agli alimentari
le chimere sovraffolavano le galere.
A questo punto il microchip della scimmia da dopoguerra contaminata
la condusse a sperdersi ove il fuscello resisteva al Sahara globale.
Io riflettevo che pagare l'Australia
era un abuso di migrazione per la rondine da fotogramma
e il gabbiano da discarica.
 
Se non ti sai perdere dal solco di culo di sedia
al supermercato meno scontato
potrai sempre vincere 3 turista per sempre
e giocare all'InterRail, tra Instagram, Amsterdam
e una sigaretta fumata a sfumare l'alba
 
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Profilo Autore: Kenji  

Questo autore ha pubblicato 155 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Perché d'ultimo silenzio, odiato,
di finto polso e mendace modo,
temuto e sempiterno e condannato
sei tu'l presunto manto e godo
nell'ore amene in cui t'immergi
e nuoti e imperi i sette mari
del mio finito oceano. Ergi
imperioso eppure a me più cari
tue parvenze e i tuoi bisbigli,
oh eterno martire sul rogo!
Oh Nero, ti veston e i tuoi figli
gratuito ruolo: fatal giogo,
ma che mai ride a "de' pensieri
la culla". Cromo mio innocente
apprezzaro rari e cuor sinceri
il tuo benevolo e potente,
e furon poi colossi enormi
e del firmamento d'alto Nero
perno, ove lungi par che dormi,
ove lungi s'offre il core mero.
E'l vano velo in Nero enorme
ha sue radici ancor più salde
ed esile stel nell'uman orme
e petali secchi in fiamme calde.
Perché dunque? Perché rinnega'l fior
da cui nacque e seminato pria
la terra? Fratello, perché calor
di seme neghi? Un odio fia
sordo al tempo e al suo brusio
ché spiazzi l'occhio al suo potere,
ché'l fior s'affida ad un rao pio,
alto per non sbattere e cadere.
Son pochi, rari, inesistenti,
e tra quest'ipocriti ignoranti,
i lunari gelsomini ardenti
e dell'immortale Nero amanti.
Oh Nero, papà del tempo e più cantor
di sereno e calma e sì radice
garante li due succhi e non dolor
di cui per fama l'omo è vice,
accogli i miei disiri non espressi,
i sogni mai sfiorati e questi verbi
fragranti di pace e di quiete emessi.
Fa' che dei miei fremiti ti serbi,
d'ogni fidato e furtivo e fervido
segreto. Nel silenzio d'ogni notte
sussurrami sospeso'l tuo perfido
ire, sian onde le paur rotte.
Coglimi come'l padre c'ha in suoi vanni
dolce'l sonno de l'innocenza nova
del mondo e dei suoi malati inganni
e sicurtà più lì che altrove trova.
 
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Profilo Autore: Alorian  

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Cariche d'enfasi,
volano lontano le tue parole,
sopra città, monti e aperto mare,
chissà fin dove vogliono arrivare?
Ascolto assorto
il flebile eco che ne rimane,
nulla mi stai dicendo,
solo silenzio e tristezza ora sento.


 
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Profilo Autore: gabriella guerra  

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Nell'aria fresca
del mattino
i gelsomini
aspettano il giorno.
Graffia un raggio di sole
il mare increspato,
lontano un forte tuono
rompe il silenzio...come 
voce di un Dio adirato,  
rimprovera d'inverno
il mese delle rose.
Non sa di terra ma di cielo
questa Domenica.


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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

Questo autore ha pubblicato 966 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Vecchie case brune
incoronano la collina,
fondendosi con il paesaggio
e i toni scuri dei maggesi.
 
Nelle strade la luce meridiana
fruga affettuosamente
le rughe tenebrose del paese
e crea una festa discreta,
domestica,
senza tripudio.
 
Sulle altane e nei ballatoi
le donne lavorano al tombolo
con un sorriso savio
sulle bocche mute.
 
E il merletto fiorisce,
come un sortilegio,
dai fuselli e dalle trine
in un moto aereo e
musicale delle dita.
 
In piazza un gruppo di ragazzi,
con gli occhi fissi
a rappresentarsi mitici misteri.
 
E i pensieri vagano
oltre le nuvole chiare,
caricandosi di tinte verdognole
nei riverberi  del cielo invisibile,
al di là delle colline.
 
 
 
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Profilo Autore: Vincenzo Melino  

Questo autore ha pubblicato 207 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Ma che cazzo di età è quella dei cinquant’anni?
Ritrovarsi all’improvviso
tra l’imbrunire e l’albeggiare
tra l’orizzonte e la terra ferma
tra un miraggio e l’oasi dei sensi
in pensieri folli che trastullano la mente.
Ritrovarsi  a non sapere più volare
mentre  le ali s’agitano da sole
in voli immaginati
e sogni chiusi in un’ampolla
in un corpo sterile
che pian piano sprofonda
nel liquido del sangue
di un amore immaginato
e di un altro che mai più ritorna.
Pensavo
ai miei di cinquant’anni
a qualcosa che ancora dentro vibra
e su quello che cerco d’ancorarmi
e nell’attimo propizio
per isolarmi
dal frastuono del vento
e del bambù
che vuole il mio scalpo e la mia carne
nell’indaco suono di un tamburo
oltre il cielo e l’infinito
nei gomiti scorticati ad aspettare.
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Profilo Autore: Demetrio Amaddeo  

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