Scruto nell’orizzonte
tra valli imbevute di ombre,
un manto di nuvole
che all’imbrunir raccolgono
con il calore di terra fertile
i miei pensieri
che come uccelli migratori
portano con se
via, in luoghi sperduti,
le mie lacrime.
Assolto tra braccia
cadute nei rovi
di ansie credute mie
mi tuonan paure
mentre, ancora,
lo sguardo profondo
si dissolve nei colori autunnali
e i miei occhi
si spengono creduti
morti.
Lascio accingere il corpo
in una pozza
di un’estate
che muore,
e in me
non morirà mai.
Una poesia lasciata nel cassetto
tra valli imbevute di ombre,
un manto di nuvole
che all’imbrunir raccolgono
con il calore di terra fertile
i miei pensieri
che come uccelli migratori
portano con se
via, in luoghi sperduti,
le mie lacrime.
Assolto tra braccia
cadute nei rovi
di ansie credute mie
mi tuonan paure
mentre, ancora,
lo sguardo profondo
si dissolve nei colori autunnali
e i miei occhi
si spengono creduti
morti.
Lascio accingere il corpo
in una pozza
di un’estate
che muore,
e in me
non morirà mai.
Una poesia lasciata nel cassetto

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