una pioggia minuta,
querula,
bavosa.
Una pioggia tiepida,
ristoratrice,
generosa,
tra folate di vento anabatico
che frusciano leggere
la gramigna della Carrafella.
D’un tratto il bagliore intenso di un lampo
solca le sfere alte del cielo
e rimbomba nel vallone di Santa Maria.
Seguono altri lampi
e l’aria si fa improvvisamente nera.
Il temporale flagella la campagna
e rode i sentieri.
Tremano gli alberi.
E la massa d’acqua
cade e muggisce.
Energica, superba,
risoluta nel suo fragore
la pioggia riversa sulla collina
la sua tempra satanica.
Dopo il diluvio
un momento di strana solitudine,
quasi di pace e di silenzio.
Nebbie fumanti corrono per la valle
come briganti in assalto.
Salgono dal borgo,
scavalcando i promontori
come schiume bianche
e si buttano verso le falde
del monte Crocella.
E la terra evapora
dai meandri impantanati
come linfa ubertosa
da un anfratto umiliato.
Poi la brezza soffia greve
sulla pioggia bigia
e tormenta l’argilla
gonfiandola di polvere e d’ira.
Nelle forre scompaiono i torrentelli d’acqua,
succhiati dai campi riarsi,
e finiscono all’inferno
a spegnere il fuoco del diavolo.
E i maggesi asciugano
come cenci al sole.
..ti riempirei di poesie
..le scriverei sui tuoi capelli
...tra le tue labbra
...sulla tua pelle morbida che avvolge i seni
...tra le tue gambe...
.le tue caviglie... punti esclamativi....
...ma poi scapperei...lo sai...
non esiste cella che somigli alle tue mani
...e non esiste cielo che io non possa rivedere
…dopo i tuoi occhi....
se l'amor si veste delle tue carni...io mangerò
…ma non per esserne sazio…
…no…
all’intonaco
che si sbriciola sulla mia testa
a questo mondo di cartapesta
a questo cuore
che si sfalda nella tempesta.
Devo insistere
tenermi integro
non cascare nelle trappole
di sogni ruffiani
e affogare nelle pozzanghere
di strade senza itinerari.
Devo resistere
alla notte del sipario
a compiacenze e ammiccamenti
di puttane che cantano l’amore
angeli vestiti d’avvocati
e alle insidie delle litanie nel cielo.
Devo resistere
a tutto questo ed anche a me stesso
mentre mi sporgo
m’inganno e m’attempo
nel precipizio di una misteriosa sera.
nella sera
leggeri quasi aerei sospesi fra cielo e cielo
come i sogni
una danza, li porta lontano.
La linea azzurra dell'orizzonte
sembra indicar loro la via.
I miei piedi affondati nella sabbia
lo sguardo perduto .
Riflessi dorati nell'ora del tramonto
trasformate in briciole laggiù
dove il mare fa l'occhiolino alla luna.
Ricordi riversano il loro peso
sulla sabbia in una brevità protratta
senza voci.
Io giramondo e vagabonda
vorrei vivere come mi va e godere
come voi , la libertà .
Gabbiani, perchè non mi portate
con voi, fendendo l’infinito, questa sera?
vita affannosa
di raggi di polvere
ma adesso è notte
tutto è silenzio
ma se ascolti ancora un po'
un'anima urla
costole larghe
come sbarre in prigione
il cuore evade
ha perso il sole
e rimane il terrore
di non vederti
serotonina
sto aspettando che agisca
con sogni buoni
pare ogni cosa che vorrei
ogni cosa che
questa ragnatela di momenti
imprigiona
Come mistero
pare il mio primo pensiero
irraggiungibile
come soffio
d’acre sapore
Irraggiungibile
il primo
fertile desiderio
che con decisione
si dimena in me
Fuggevole
l’idea che possa
essere diverso
Irraggiungibile
risposta
mi vestirò di azzurro,
indaco blu del cielo o del mare
e un cappello bianco di seta
con un fiore rosso al centro
si farà notare quando per il centro
inizierò a passeggiare!
Mi siederò sulla panchina in piazza
ad osservare il viavai dei passanti,
ascolterò i rumori e le belle parole degli amanti,
mi sazierò dei loro baci .
Le rose e le bianche margherite,
avranno il tempo di tutte le mie giornate!
E quando sarò tanto stanca,
quando della vita ne avrò avuto abbastanza,
vestita d'azzurro indaco
blu del cielo o del mare
ti verrò a cercare!

Caro curioso,
squarcio il cielo dalla Trinacria son sbarcato,
ellenistici impasti trovomi a logicare,
astuto artista di valli zanclee!
Perduto tempo di un ritrovato tesoro
come globuli prolificano sotto il sudato aratro.
Confusione di dei
chiunque voi siate
a noi il responso!
Sacerdoti di sole e profeti del mare
perfetto immaginario di un disegno accademico,
costrutto di ombre lontane
al quale Winckelmann ebbe riparo,
rami bianchi di un sacro carrubo
come fulcro d’Agosto
pioveva sui cocci un' improbabile acqua,
di siculi lavacri
detergente di mani esperte
che storie di uomini
ne fanno narrare
la luce!
Per un sano curiosare
che risposte dà!
Paralisi di cani macchiettati
Autografi con la X sul becco del tesoriere
Nomi scaraventati in guerra a loro insaputa
Nervi riciclati nel bidone sbagliato
e il bidone forse dimenticato nella cassaforte
Figli ammaestrati da verbi atei all'infinito
Ragni che si calano giù come pompieri
Le ossa non possono che snodarsi nel nuovo millennio
con la carne consumata dalle idee dei vegetariani
Baciami adesso che il tempo è fermo
e fuori il silenzio regna improvviso,
baciami sfiorando le labbra vellutate
e poi gustami di un sapore
che non si confonde ma che brucia
di passione sotto questa luna.
Luna d'argento che guarda.
Sorprendimi tra le lenzuola
delicatamente e nel profumo di fragola
lasciami fare,
sarà una danza che farà morire
il paradiso attende e le labbra muoiono
di baci caldi su noi.
dici di amarla,
eppur tu non vedi l'ora di mietere,
i fiori portarle via,
le margherite moriranno sotto la tua falciatrice,
petali di papaveri voleranno nel cielo,
soffioni si spargeranno nell'aria,
ma ella ricrescerà rigogliosa, a ciuffi sprecisi,
ospiterà nuovi colori.
Non si frena la libertà,
non si inibisce la fantasia!
Come non sei riuscito a domare il mio cuore selvaggio,
che dicevi amare tanto,
potevi correre con me su quei campi smeraldo,
ma mi preferivi prigioniera,
ma io amazzone, riparto sulle ali del vento!
E rinasco! Irrazionalmente spettinata!
scende nella gola
strisciando sulla pelle
giù fino al profondo
senza nessun limite
respira e sussurra
desiderio e voluttà
uniti nel colore
e nel profumo
da labbra morbide
accende luce nel cuore
fiato in sospensione
annega ogni cosa
caldo e vibrante
percorre la schiena
brivido sensuale
forte e stretto
non abbandona
tra pendagli d’amore
lucidi come rugiada
sgorga infinito
bacio vellutato
mi riempie le mani
sono impaziente
aspettando domani
Corre la pioggia come lacrime sincere
mentre nel buio passano le sere
Tutt’intorno pioggia impetuosa
come una voce pungente
e fastidiosa
E’ la pioggia di stagione
non voluta ma, da previsione
La pioggia è battente
allaga la vista
si fa insistente
Lascia il cielo la pioggia fredda e sola
per trovare sulla terra
chi con belle parole, la consola
a fare la guardia
forte robusta
anche se invecchiata
sempre bella.
Colpi ne ha presi tanti
le hanno sparato i cannoni
le bombe l'hanno illuminata a giorno.
Tanti soldati sono morti davanti a lei
non si è mai sgretolata
nonostante i colpi che le hanno inferto.
Un bersaglio che ha subito tanti danni
alla struttura.
Non è mai stata abbattuta
è rimasta sempre in piedi.
Anche quando sarà crollata
non lo sarà mai del tutto
resterà sempre in vita.
Le macerie rinascono
saranno di nuovo
mattoni forti
come e più di prima.









