Hai fatto di tutto per non potermi incontrare, oggi,
avevi già tutto previsto,
il n'y a rien de plus à ajouter
le scope al cimitero sgraziate
in un angolo fiorito
rivolte coi ramacci spenti all'insù,
non sono bastate
c'era un sole fastidioso
che mi ha fatto chiudere subito gli occhi.

"Ancora mi chiedi
se c'è silenzio
oltre gli scogli;
se c'è dell'universo
il giudizio sospeso
là dove si posano
le rondini a morire.
Io altro non so
se non che loro
son le piume nostre.
Di quel silenzio,
di quel giaciglio
di suprema assenza,
so solo che è quello
il rifugio dei poeti."
coi suoi consigli metafisici
da riderci fino a rompere il gambo della sedia
Il più pernicioso degli sbadigli
che irrompe in un ricordo
e tutti i ricordati lo guardano male
Umbratili colline nascoste e ritirate fuori
dallo spettacolo a cui assistono gli amici
che senza fiato pretendono soliloqui sull'aria
Recalcitra il cavallo e lo sai il perché
Lo porti in una direzione che non gradisce
non gliene frega niente di moralizzare sulla schiavitù
gli basta l'ordine decente di non far partire il siluro
tanto la Russia la farà fuori lo stesso
inciampando goffamente sul pulsante
e sarà come aver vinto alla lotteria dei ricchi
Foglie secche schiacciate dai passi
si alzano dal suolo
in un mosaico leggero
Dimenticare non è possibile, senza recidere
Impietose incognite
come brutti scherzi
Cade la memoria
su certi momenti
come un sasso dal ponte
Rapidamente s’increspano gli occhi
Rovinosamente si bagna
il giorno
dolci ricordi
riaffiorano nella mente
non sono stanchi
hanno solo lottato
con il mondo
adesso camminano
con le parole del cuore.
Ricordi che non pesano
ma sanno coprire
il tuo giorno
di un sapore indelebile
che non si disperde
con il tenpo che scorre
ma presenti ti cullano
li dove nasce il sole.
ali spezzate di pensieri
inascoltati singhiozzi
vortici esplosi alle pendici
teneramente sanguinanti
ferite di tempi morti
ricamando merletti all’amore
perdono biondo, azzurro volo
in riva diletta vita.
Onde calde commosse di netto
ancora sola la speranza
ancora sola la pietà
a fiotti nella dimenticanza
rese nude dall'insolenza
latte di solitudini parole.
Invisibilità.
che velocemente plissettavi
brillante a quei raggi in sorrisi gettati
ed è li che la rubavi
Profumo di salsedine
di calore e di passione
goccioline che levigavano il corpo
li inerte proteso all’ignoto
Passi leggeri senza orme
tra granelli e il cielo
in muta attesa
pronta a non negarsi
E fu così che la ritrovai
nel tuo plissè blu mare
non la volli indietro
te la regalai
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in una coppa.
Quando all'improvviso
il muso sbatti contro un muro
invisibile e insormontabile,
obbligandoti a cambiare il tuo cammino
teletrasportato nel labirinto di Teseo,
non c'è Arianna però con il suo filo
Ti senti perso, ed il fiato del Minotauro
avverti forte quasi sul collo,
è metafora di paura, sensazione di
sentirsi in trappola senza via d'uscita
Sognare perchè?
Visto che i sogni intrappolati vengono
nelle nuvolette dei fumetti,
pagina dopo pagina spariscono
scritte con l'inchiostro simpatico
che divertente non è, nasconde
alla vista dell'anima la serenità del sognare
Se verso il cielo li lanci le stelle si spengono
infrangendoli in mille pezzi
Ma una voce nella mente ripete
come un mantra, “non rinunciare a vivere mai”
“non rinunciare a vivere mai”
una mano invisibile docilmente
verso l'alto ti spinge,
dal cielo azzurro uno spettacolo meraviglioso …
Rinunciare a tutto questo?
scegli devi tra il buio e la luce
La luce calda è suadente, come un amante
trabocca amore, continui a sperare, a sognare
perchè all'amore non si rinuncia mai
note arruginite su corde stanche
mai arrese
suonano chitarre
insieme ai gentili lamenti
di un treno mistico infinito
attraverso la pianura
annaffiata da un sole rosso
e tu poeta appassito
ritrovi
l'anima dei giorni gloriosi
affacciandoti
al paesaggio in movimento
pianura di idee e cuori che battono
speranze dissetano
strofe che sgorgano
Prende quel treno
il poeta
va verso un orizzonte
là dove non cala la notte
ed il tempo non opprime
l'anima si riscalda, si incendia
smuove il furore
di parole represse
inutilmente
sa imperi caduti
al sussurar di un verso
al passar d'una stella
sfuggente
iridescente
immanente
poesia.
sono come
questo fiume...non temo la solitudine,
non temo le stagioni,
il cielo mi accompagna
e le stelle
cullano il mio
scorrere placato...
E quando egli
grigio di pioggia
agita il mio percorso,
guardami senza timore,
perchè poi le mie acque
torneranno ad essere
tranquille e silenziose.
Lo senti il fiume??? Immagine vera del fiume "Grizzo" di Montepaone
cerco l'essenza
della mia primavera
e s'illuminano come d'incanto
gli occhi e la pena
in questo giorno di Maggio
dove avverto l'assenza
d'amore e coraggio
e la presenza
della mano di madre
che possa alleviare
questo continuo vagare
nell'atmosfera celeste
d'odori sempre più lievi.
Bollicine blu
vedono i miei occhi!
Acqua
chimica che avvolge il corpo,
alla volta celeste
l’ultimo sguardo,
estremo bacio del sole
e vai!
Oltrepasso la linea blu
immergendomi in me stesso
profondo abisso
del blu umano!
Come pesce
batte il petto
infiltrato meccanico
in questo Marte terrestre!
Vago indotto e quieto
in questo immenso grembo,
fin quando
la meccanica del respiro,
cordone ombelicale tra i mondi,
termina il nutrimento
e vai!
Oltrepasso la linea blu
alla volta celeste
risplende il viso
son rifiorito!












