dolce e soave come una preghiera,
e instilla nell’animo
romantici germi di vita.
Disseta il viandante
attraverso il cavo della mano.
Incoraggia la vita come l’amore
scacciando disperazione e inquietudini recondite.
Scroscia per confondere le grida
che si spandono acute all’orizzonte.
E veglia silenziosa in fondo alla valle
mormorando parole di conforto
all’umile pellegrino
nel solco di una mulattiera
bianca e polverosa.
sulla mia strada,
a volte, l’ho guardata indifferente
mentre mi passava di fronte,
senza una parola.
Ma tutte le volte
che mi è passata vicino
come un uragano, sbattendomi alle rocce
togliendomi anche il fiato
l’avrei uccisa
con le mie stesse mani,
ma come si può uccidere la morte
se è già morte?
sei arrivato
tutti ti desiderano
ti vogliono.
Non puoi
baciare tutti
un pò per volta,
li accontenterai.
Qualche volta ci sei
per poco tempo
altre non vai mai via
sei sempre presente.
Fai stancare
sudare
a volte arrossire, con la tua presenza
ma non per la vergogna.
Si diventa neri....
ma non di rabbia
sei amato da tutti,
hai un colore unico.
Sei il compagno,
l’amico,
l’amante,
che tutti vorrebbero avere.
Effimero momento
struggente ricordo
che dalla falce sullo stretto
mi insegue con spada rosso sangue
e avida sete di mantide religiosa.
L'anima mia come la polvere
dal vento viene mossa e rimossa
e quiete non trova.
Due anni del viver mio,
come sacra offerta sull'ara,
ho dato in mani nemiche.
Come sole che illumina
e vento che sostiene le ali
m'incamminai in un'avventura d'ipocrisia,
nutrita di calcoli e lucrosi interessi
di un viver mondano.
Io,
puro sentimento d'amore
come sterco di vacca ho concimato un albero già morto.
Super uomo,
vestito della leontè d'Eracle,
sempre e per sempre,
vietato mi fu esser mortale anche un sol giorno.
Ora,
per l'umana mia natura,
intrisa d'amari dolori e mistici pensieri,
come pazzo, schizofrenico visionario
son stato reclutato.
Gettato via,
mozzicone di sigaretta ormai spenta.
Giurai a te, padre mio
che donna non avrei più amato,
ma per illusoria convinzione lo spezzai
per unirmi in matrimonio di morte.
Come farò?
Sindrome d'abbandono mi scava dentro
svuotando tutto l'essere mio.
In ogni dove la lacrima solca il viso,
in abbracci di nuovi amori
che odorano d'ellena terra.
Mio dio, in te il viver mio s'abbandona
riscaldami ho freddo,
coccolami ho pianto,
avvolgimi in un lenzuolo candido d'amore
che in terra è pietra rara e preziosissima.
Quando gli occhi miei
smetteranno d'esser immissario di un lago di dolore e disperazione?
Ora basta! Spirito santo mi vibra dentro,
energia che mi risana e all'orecchio mio sussurra
"alzati alzati"
impugna la spada di luce,
d'acqua pura lavati
affinchè l'anima tua
d'illusione sporca, si trasfiguri,
in luce che illumini tutti!
Tutti coloro che al viver mio s'affiancheranno.
Io soldato dell'amore, malgrado ampie ferite,
continuo la via di un sogno
che non voglio abbandonare.

e ringrazietela per questo regalo
sei negli occhi del mare,
ma qual'è davvero
il tuo colore?
M'addormento e sei nero
come la pece,
poi di un rosa timido,
turchese ed arancio
silenziosamente
svegli il creato,
con l'azzurro ti capovolgi
nelle sue acque e
sotto il caldo dorato dei monti
addolcisci il corso dei fiumi...
Infine come un pittore
di viola e porpora
avvolgi la sera,
abbandonandola
nella notte piu buia e
trapuntata di stelle!
Ti vengo a cercare nel cuore
nel sogno bambino
e rinasco in un pomeriggio
da solo
sono gocce di rugiada
le tue lacrime
ora sei la foglia impermeabile
al sogno
ma sei ancora luce e colore
in un pomeriggio che si spegne
e sai che là, fuori
il mondo è inerme
nel suo cosmico oblio
ti vengo a cercare nel cuore
nel sogno bambino
c’è ancora una lacrima
la riconosco…sono io
Case addormentate
silenzio ovattato.
Il mondo coperto di nero
chiuso
oltre la porta.
La natura colorata di nulla.
Nel silente scenario affiorano
ombre vaganti, smarrite.
Vie deserte, palpiti di cuori
annaspano in barlumi di luce.
Tantissimi mattini risorgeranno
stringendo nella morsa il cuore.
Disegno un cuore nell'aria
il deserto attorno circonda la terra.
Disegno un cuore nell'aria di bitume.
Disegno la speranza , per non morire
ma il loro nuovo colore si può dire non abbia cambiato
il pensiero principale che volevano comunicare,
caduta
bianco e nero
la diva che aspetta il ritorno
delle barche di Gandria
degli angolini di frittata
per il cittadino più illustre e la cittadina
- sono stata a passeggiare al cimitero -
con un cesto annunciato da cappucci di fresie giallo canarino
e dai luppoli selvatici.

Notte di maggio
nel cuore stasera
mentre di fuori
non è più primavera.
Un vento violento
spazza via tutto,
pure le rose
che erano appena sbocciate.
Rosa di maggio
dove sei andata,
con questo vento
ti sei sgretolata.
Eri il bel fiore
del mio giardino,
d’inebriante profumo
esaltavi il mio cuore.
Ora la notte
é un pianto di stelle
lo sanno che ormai
senza te
i giorni non saranno
più belli…
che con umiltà porti
il peso degli anni tuoi
senza mai un lamento,
e la tenerezza
che mi avvolge mi riempie di gioia
quando ti guardo
piccola e fragile come un cristallo
delicata come una farfalla,
e nel tuo sguardo
velato di malinconia
vedo l’amore immenso
che scorre come un fiume
dal tuo cuore al mio.












