Un poeta che mangia
come dieci fiori,
l'ho visto credete
girare lentamente la corolla
sono stato lì immobile a guardarlo
tutta era un'alba,
voleva fermarsi
togliersi a morsi i lacci d'oro -
sospirava come le lampade
mille anelli dal frammento patetico.
Fucili, missili,carri armati
سلام
lepri in amore,
s’impennano sulle zampe posteriori
e si scazzottano,
s’abbracciano come pugili stanchi,
si rotolano nei fossi,
perse nel delirio della fregola.
Amoreggiano, corrono
nel vento affettuoso,
come in una danza scaramantica.
sarà che mancano sempre le voglie,
sarà una zanzara a portarti al progresso,
ma intanto il vento vede la cartaccia e la coglie.
Tutto questo ignorare un fiume malato,
tutti gli esperimenti bucando l'acqua in vena,
sarà che non ricordi dove sei cresciuto,
sarà che non pensi se ne vale la pena.
Sarà che per tuo nonno non era importante,
sarà che si fidava delle parole della natura,
non indagò oltre come fece altra gente;
l'altra gente che ne ha fatto spazzatura.
Sarà che questo treno preso da un abbaglio
non c'ha più visto inciampando sulle rotaie;
sarà che era un pretesto per trovare il meglio,
sarà per questo che noi viviamo di topaie.
Sarà che tuo nonno pensava a luci spente,
sarà che sapeva che chi corteggia il fuoco
alla lunga non sa più essere un amante,
sarà che alla fine per sbottare gli basta poco.
più ti guardo
e più non ho fame,
la mia pancia riflessa
sembra un budino
ma dietro lo specchio
c’è uno stecchino.
Bulimia letteraria
per saziare
la mia voglia culinaria
lo so, forse non dovrei ironizzare
ma liberandomi
mi è tornata la fame.
Mangio ergo sum
E ti fermi un attimo a guardare la tua vita
e sai che è quella adesso è quella
e se non puoi farci nulla per cambiarla non ti resta che viverla
e ti fermi un attimo e ti rendi conto che non ci sono soluzioni
adesso non ci sono soluzioni
e se non puoi farci nulla per trovarne una non ti resta che accettare la situazione.
e ti scende una lacrima e capisci che disperarsi non porta a nulla
se non a disperarsi di più.
tanto vale viverla con consapevolezza che adesso è cosi
e che amareggiarsi non porta a nulla .
e ti fermi ancora un attimo lasciando passare quel pensiero negativo.
con nella testa e nel cuore una sola cosa da fare ...fare un bel respiro profondo e proseguire sorridendo comunque...adesso.
Laghi, laghi, perché vi amo tanto
fosse per il colore sarebbe semplice,
forse perché chi viene a voi
lo fa per stare più solo.
Laghi, laghi, prima che la donna arrivi
e si metta a stirare
ho pochi minuti per voi,
per voi che siete me -
una volta siamo saliti a provare
quant'è instabile la terra.
.jpg)
fronteggiare sbagli
che poi esploderanno
rinfacciandoti atteggiamenti dei quali
vorresti farne a meno
e scomparire per sempre in quei luoghi
dignitosi nel pentimento di un'anima sola
raggomitolata soffrendo, col fiato sospeso
di una insopportabile calura. Che tristezza
serrare gli occhi e le orecchie
e non avere più, la forza di parlare
l’aria ti muove
desiderando e peccando
sul velluto blu
hai preso mazzi di sogni
li hai regalati
alle delizie della vita
danzando sul velluto blu
in gioco di profumi
tra cerchi d’amore
hai raccolto pezzi
di anima e corpo
danzando sul velluto blu
l’aria ti muove
desiderando e peccando
sul velluto blu
dentro il fiume d’oro
ti sei tuffato
per potere bagnare
anche il seme
hai ascoltato
le parole dei fiori
crescendo dentro te
ed amando gli altri
danzando sul velluto blu
l’aria ti muove
desiderando e peccando
sul velluto blu
la regina del palco.
Notte di inizio estate
notte di stelle.
Vola come un’onda gigante
giri ti avviti.
Voli sulle note di quella musica
che tanto ami.
Notte di danze sotto una pioggia
di stelle luminose.
Vola non fermarti
danza come le stelle.
Una fra tutte
brilla più delle altre.
E’ li per te ti sorride
ti applaude.
Vola ballerina
balla per la tua stella.


Scoppio di vita
devastato
il mio corpo grida
“si sono salvo”.
L’universale
diviene semplice,
l’energia
contenuta e riversata.
Ballo, canto,
rido e gioisco.
Realizzo, intraprendo e creo
nessuno mi può nulla
tanta
è la sintonia con l’essenza
ma basta spegnere la luce,
il medioevo è tornato.
O divina luce
abbaglia
i miei occhi,
disseta il mio cuore,
fà che da quest’alba
nasca
un’angelico sole.
si distende
su una sintassi tortuosa,
vene ipotattiche recise
da cui sgorgano rime
e punti interrogativi.
La sua semantica è opaca
nel teatro del mondo
e spesso viene confuso
con l’esistere.
Il verbo vivere
non sopporta l’imperativo
e si culla nel futuro
agrappandosi al passato.
Il verbo vivere
è anche un po’ morire,
perdersi
per poi ritrovarsi
percorrendo a piedi
tre puntini di sospensione...
con fascetta lineare color zucca
catalogata numero 050959L
- avevo già arrotolato il materasso con i nostri fiori
sulla rete del letto,
maledizione,
ma ci sono cascato di nuovo.
In realtà aspettavo con ansia
un'altra tua carezza
lungo la spalla.
Le altalene le dondolava il vento,
il bar vuoto. Non una risata.
E noi?
Noi che eravamo a non esistere,
a guardare in basso,
a definirci come un intruglio di dati.
Noi con le dita troppo occupate
per passarle fra i capelli di qualcuno.
Pazzo il pendolare che parla con la sua voce,
guardato con stupore dai silenziosi passeggeri.
Autocelebranti senza un sorriso fatto con la bocca,
aspettando la notifica e fissando il display.
Mi piace, non mi piace,
aspettando una dannata approvazione
buttata lì come un'occhiata fugace.
Troppi pianeti, ciascuno abitato
da una sola persona.
E il sistema? Con quel suo sole
di cui nessuno si è accorto.






