Mi accosto al tuo sorriso
con cipiglio austero
seguendo un sentiero a coda di gatto,
le morbide verità
accatastate in fondo alla notte.
Confusi tratti somatici
e residui anatomici
protratte oltre ogni sguardo.
Della mia faticosa presenza
oltre le tue siepi
non troverai che timide orme,
orme notturne di bipede-
con cipiglio austero
seguendo un sentiero a coda di gatto,
le morbide verità
accatastate in fondo alla notte.
Confusi tratti somatici
e residui anatomici
protratte oltre ogni sguardo.
Della mia faticosa presenza
oltre le tue siepi
non troverai che timide orme,
orme notturne di bipede-
4 commenti
Rossa come la terra
che brucia alla sera,
nella ultima ora.
Fuoco
dall'intenso calore,
nel mio cuore.
Luce di vita.
Esplode dentro
in battiti,
che rendono ansanti
il respiro.
Nuda allo specchio.
La tua immagine riflessa.
Sfioro i seni
nei suoi contorni,
in queste mani che corrono,
senza sosta.
Un bacio,
un sospiro
nel crepuscolo,
ed e' notte
che brucia alla sera,
nella ultima ora.
Fuoco
dall'intenso calore,
nel mio cuore.
Luce di vita.
Esplode dentro
in battiti,
che rendono ansanti
il respiro.
Nuda allo specchio.
La tua immagine riflessa.
Sfioro i seni
nei suoi contorni,
in queste mani che corrono,
senza sosta.
Un bacio,
un sospiro
nel crepuscolo,
ed e' notte
Al Club dei petardi
(sto traducendo dal francese un poeta ginevrino sconosciuto)
profondità spetta, o sincerità di dolore
sentimenti che ci scambiamo sotto le volte
nel foyer lampadario nerovelato
per Madame Léonie
che s'addormentò lamentevolmente
il terzo mercoledì del 27 novembre
dall'amore circonfusa della famigliola sua di ballerine.
Ma su quest'altro lato del foglio se preferite
conduco a spasso per mano
le considerazioni tattiche del Real Madrid.
(sto traducendo dal francese un poeta ginevrino sconosciuto)
profondità spetta, o sincerità di dolore
sentimenti che ci scambiamo sotto le volte
nel foyer lampadario nerovelato
per Madame Léonie
che s'addormentò lamentevolmente
il terzo mercoledì del 27 novembre
dall'amore circonfusa della famigliola sua di ballerine.
Ma su quest'altro lato del foglio se preferite
conduco a spasso per mano
le considerazioni tattiche del Real Madrid.
L'orizzonte sguarnito
messo con le spalle al muro
L'essere pronti per qualcosa di immediato
che non si sa cosa sia
Che per la maggior parte fossero balle
pensavo davvero di saperlo
a forza di storie
e per la volontà di non venire fregato
Squarci di grigio friabile
come forfora scambiata per dolcificante
Una delle lezioni più dure
è che ti fanno sudare l'azzurro
e alla fine ti dicono che non è estate
messo con le spalle al muro
L'essere pronti per qualcosa di immediato
che non si sa cosa sia
Che per la maggior parte fossero balle
pensavo davvero di saperlo
a forza di storie
e per la volontà di non venire fregato
Squarci di grigio friabile
come forfora scambiata per dolcificante
Una delle lezioni più dure
è che ti fanno sudare l'azzurro
e alla fine ti dicono che non è estate
Paesaggio camprestre
Amo questo lembo di terra,
dove cresce il tarassaco a tappeto,
dove lieto il mio spirito erra
tra gli alberi del fecondo frutteto.
Qui, l'ulivo, l'arancio ed il limone
col mandorlo, il nespolo e il susino
vivono i lor profumi in comunione
col noce, col pino e il biancospino,
col pero, col melo e il melograno,
col fico, col gelso ed il castano,
col carrubo, col pesco e con l'alloro,
che insieme alle palme io tanto adoro.
Sito ameno, dove il vento spira
dolce come le corde di una lira
tra gli eucaliptus che lievemente muove,
le cui foglie sono i ventagli dell'estate
che, fischiando sottovoce arie nuove,
rendono meno afose le giornate
ed effondono nell'aere puro e sano
della resina viscosa il forte aroma.
Qui, festosi cinguettano stanziali
gli uccelli dalle variopinte ali
e dai gorgheggi di diversa croma,
che Vega rincorre sempre invano.
Qui è musica il silenzio della notte
sotto il chiarore dell'argentea luna,
qui impera la quiete e non le frotte
dall'alba al vespro, quando l'aere imbruna.
Qui, in questo lembo di terra,
dove oggi il mio spirito erra,
vorrei, silente, per sempre riposare
tra le radici arse e sitibonde,
ch'io spesso con amore dissetai,
affidando ad esse i miei segreti lai
per poi tornare a sorridere e ad amare
anche a chi sovente amore non diffonde.
Amo questo lembo di terra,
dove cresce il tarassaco a tappeto,
dove lieto il mio spirito erra
tra gli alberi del fecondo frutteto.
Qui, l'ulivo, l'arancio ed il limone
col mandorlo, il nespolo e il susino
vivono i lor profumi in comunione
col noce, col pino e il biancospino,
col pero, col melo e il melograno,
col fico, col gelso ed il castano,
col carrubo, col pesco e con l'alloro,
che insieme alle palme io tanto adoro.
Sito ameno, dove il vento spira
dolce come le corde di una lira
tra gli eucaliptus che lievemente muove,
le cui foglie sono i ventagli dell'estate
che, fischiando sottovoce arie nuove,
rendono meno afose le giornate
ed effondono nell'aere puro e sano
della resina viscosa il forte aroma.
Qui, festosi cinguettano stanziali
gli uccelli dalle variopinte ali
e dai gorgheggi di diversa croma,
che Vega rincorre sempre invano.
Qui è musica il silenzio della notte
sotto il chiarore dell'argentea luna,
qui impera la quiete e non le frotte
dall'alba al vespro, quando l'aere imbruna.
Qui, in questo lembo di terra,
dove oggi il mio spirito erra,
vorrei, silente, per sempre riposare
tra le radici arse e sitibonde,
ch'io spesso con amore dissetai,
affidando ad esse i miei segreti lai
per poi tornare a sorridere e ad amare
anche a chi sovente amore non diffonde.
Vicende umane
solcano l’universo,
come l’aratro
d’un destino ammansito,
tra verità e cospirazioni.
Noi temerari,
licenziosi e folli,
ricerchiamo codici sbiaditi
nella vertigine esistenziale
d’una sommessa equità.
Brindisi, auguri e doni,
musica e intrallazzi,
canti, urla e balli,
scolpiti dal guizzo d’una fiammella
e dal vento della memoria.
Sdraiati sui cuscini,
densi di piacere,
affini e liberi,
impasteremo l’aria d’ombre,
tra scomposti abbracci e copule.
E il freddo
aggraverà l’esilio,
la solitudine e la penuria.
Noi testardi e arroganti,
superstiti d’eccidi e d’insanie,
spasimeremo nella compiutezza
di fragili amicizie,
vagheggiando amore e fecondità,
tra brame d’uguaglianza.
Ci saranno altri giorni
e la festa continuerà nei secoli,
tra alberi spogli
e grida dei miseri
nel silenzio delle notti.
solcano l’universo,
come l’aratro
d’un destino ammansito,
tra verità e cospirazioni.
Noi temerari,
licenziosi e folli,
ricerchiamo codici sbiaditi
nella vertigine esistenziale
d’una sommessa equità.
Brindisi, auguri e doni,
musica e intrallazzi,
canti, urla e balli,
scolpiti dal guizzo d’una fiammella
e dal vento della memoria.
Sdraiati sui cuscini,
densi di piacere,
affini e liberi,
impasteremo l’aria d’ombre,
tra scomposti abbracci e copule.
E il freddo
aggraverà l’esilio,
la solitudine e la penuria.
Noi testardi e arroganti,
superstiti d’eccidi e d’insanie,
spasimeremo nella compiutezza
di fragili amicizie,
vagheggiando amore e fecondità,
tra brame d’uguaglianza.
Ci saranno altri giorni
e la festa continuerà nei secoli,
tra alberi spogli
e grida dei miseri
nel silenzio delle notti.
Cuciva per se ogni ricamo
in ogni punto croce c’èra la sua nota ,
indossava l’abito reale …
di casata nobile era la sua stirpe .
E lei avea ( aveva ) tutto !
Tra le sue delicate dita
un cerchietto colorato …
ove conteneva un lenzuolo rosa .
Eran fili di sogno , del prezioso lino
con punta d’ago ,il punto antico ,
col sorriso ansimava e sospirava :
aspettava il suo cavaliere ardimentoso .
Facea ( faceva ) il ricamo a punto quadro
con su scritto :sei la mia vita !
A testa bassa cuciva il suo pensiero ;
al suo vero amore le narrava le parole .
Faceva la sartina ed era innamorata !
Era la ricamatrice di fiori accesi ,
ogni petalo lo ricamava sul suo cuore ,
i suoi lavori al mercato li vendeva ;
era la cucitrice dei sogni !
Quella dell'amore .
“Il poeta che indossa la guarnacca del critico rinnega se stesso” Cit.
In un sogno idilliaco
esistono mondi idilliaci,
atti di creazione fantastici
e stati d’animo estemporanei,
non futili, non senza importanza.
La forma di espressione,
la mia poetica e il divenire,
non sono che illusioni infrante:
la realtà che incontra il miraggio,
l’arte per l'arte, il desiderio di fuga
che apre portali immaginari
verso viaggi immaginari.
È questa l’Arcadia,
questa la mia grande
raffinatezza formale,
il mio manierismo.
Così si percepisce estetica
attraverso la mediazione dei sensi,
e con la parola si celebra la comunità:
la condizione umana e non il poeta.
Aldebaran ci guarda,
guarda la terra e i suoi tagliagole,
i pazzi croceuncinati e i Papi guerrieri,
guarda la pire ardenti d'eretici e fattucchiere.
Il grande carro, lucente di morte stelle,
guarda la terra e piange.
Piange il sidereo azzurro gioiello, deturpato e offeso
da questa creatura stolta e geniale ......l'Uomo.
Guardare
la leggerezza dell'anima
che si allontana dal corpo.
Nudo
di pensieri,
libero ,
in questa intensita'.
che si apre dal niente
della felicita'.
Al centro di un mondo diverso
dove l'ingenuita' muore,
per rinascere
ancora piu' pura.
Il tempo si e' fermato
in un'emozione
che il nostro cuore
sapra' custodire,
laddove il tuo
non ci sara' piu'
la leggerezza dell'anima
che si allontana dal corpo.
Nudo
di pensieri,
libero ,
in questa intensita'.
che si apre dal niente
della felicita'.
Al centro di un mondo diverso
dove l'ingenuita' muore,
per rinascere
ancora piu' pura.
Il tempo si e' fermato
in un'emozione
che il nostro cuore
sapra' custodire,
laddove il tuo
non ci sara' piu'
Tracce di te
sul mio corpo.
Il tuo profumo
un marchio impresso a fuoco.
Desideri e voglie
si leggono negli occhi.
Un marchio indelebile
nel cuore.
Disegni tracciati sul corpo
a dissetare le voglie.
Movimenti delicati conquistano
ogni parte del corpo.
Le labbra
invocano sospiri.
Un vortice
di brividi e piaceri.
I pensieri
si annebbiano.
Il desiderio si consuma
come il fuoco nel camino.
Sfiori il viso
emette un suono meraviglioso.
Il suono
dell'amore.
Linguaggio puro e duro
quello della sua provocazione
è che a volte di sicuro
la poesia esce dal culo.
E' questo il caso certo
di qualche letterato inesperto
che vivendo solo una vita teorica
ti vomita sopra poesia retorica.
Per alcuni è solo uno sfogo giovanile
a questi il verso esce dalla bile,
per altri è solo sfoggio d'erudizione
e la loro rima è solo figlio della digestione.
Perciò a volte è vero ciò che dice Amaddeo
cha la poesia non raggiunge il tratto esofageo,
non sembra quindi una cosa così sconcia
spesso, ricordate, si ragiona con la pancia-
quello della sua provocazione
è che a volte di sicuro
la poesia esce dal culo.
E' questo il caso certo
di qualche letterato inesperto
che vivendo solo una vita teorica
ti vomita sopra poesia retorica.
Per alcuni è solo uno sfogo giovanile
a questi il verso esce dalla bile,
per altri è solo sfoggio d'erudizione
e la loro rima è solo figlio della digestione.
Perciò a volte è vero ciò che dice Amaddeo
cha la poesia non raggiunge il tratto esofageo,
non sembra quindi una cosa così sconcia
spesso, ricordate, si ragiona con la pancia-
Il cielo si colora
di lilla, rosa e turchese
colmando il respiro del mare
e abbracciando le case
che ancora dormono lo sguardo
e non ascoltano
il mio foglio piegato .
Ma nessun pensiero ora è pensato!
Quell'inchiostro
scritto di parole sbatte dentro
come una tempesta.
Ma lascio fuori quell' agitazione
e in un giro di nuvole ordinate e chiare ... ...semplicemente scompari.







