N’ce stò e so sincero
lo dico pe davero
a vede sta mattanza
ormai ne ho abbastanza !
Se vestono di nero
In barba al mondo intero,
s’armeno di tutto punto
con nostro disappunto.
Han voja de cagnà l’intera umanità
pe farlo questi qua n’cominceno a sgozzà.
Nun scherzeno pe gnente
Te pijasse n’accidente !
Sono studente, artista o professore
commetti un grande errore,
di tue pretese ignaro
mio caro macellaro.
Che poi, si me vien voja
De beccare te, canaja
Te faccio guera e poi
Vedrai, so cazzi tuoi !
Seduto accanto al fuoco,
penso con angoscia
al lato oscuro
del ciocco lato bianco.
E guardo il ciocco ardente
nel caminetto fumante.
“Prima o poi smetto”
pensa il caminetto.
Pensare al camminamento
sdrucciolo innevato
induce ansia nell’asiatico.
L’ansa asiatica del Gange
trasporta ceneri avite.
Si avvita su sé stesso
il mio pensiero
e salgo con le bianche
spirali di fumo,
su per il camino .
Han tolto
il sorriso
a un bambino.
La luce
del mondo
s’è spenta.
Han tolto
la gioia
a un bambino.
La vita
nel mondo
non ha senso.
Han tolto
l’affetto
a un bambino.
L’animo
al mondo
s’assenta.
Han tolto
la mamma
a un bambino.
Una stilla
sì fredda
s’allarga.
Han tolto
la penna
a un bambino.
Un futuro
non scruto
corretto.
Han tolto
la parola
a un bambino.
Verità
spargeva
il suo fiero.
Han tolto
un bambino.
Han sottratto
un bambino.
Han ucciso
un bambino.
Han calato
un sipario.
Un plauso
non s’alza.
Oscuro.
Un niente… soltanto!
E’ da ieri sera che non ti sento. Fuori nulla è cambiato in questa torrida estate. Il cielo, le stelle, la luna. Ognuna al suo posto a scandire l’inesorabile avanzamento del tempo, la monotona sequenza di fasi e alternanze. Nulla cambia velocemente a causa del tempo. Eppure mi sembra di non sentirti da un anno. Niente di che, un impegno previsto già da qualche tempo, ha interrotto, momentaneamente, un rapporto che è nato e vive tra i cavi del telefono, tra le sue fibre e i suoi meccanismi. Un rapporto che si è fatto più vivo man mano che il tempo passava e rendeva più solida la voglia di incontrarsi su quel mezzo. Noi due. Stanchi figli di un’era digitale nel rigoglio della sua attività. Ripensandoci, a volte mi par di tornare indietro col tempo, quando, l’apparecchio telefonico costituiva l’unico mezzo di comunicazione diretto, arma essenziale per velocizzare il mondo che arrancava, complice di innamorati e amanti. Forse per questo ci siamo affidati a lui. Ma noi non siamo innamorati né amanti, anche se qualcuno dovrebbe spiegarmi che differenza c’è tra due innamorati e due persone che si cercano costantemente, sempre presenti l’uno all’altra, che sognano insieme, ridono delle stesse sciocche cose, si illudono e tornano a sognare, perfino tramite un mezzo…tele-qualcosa. Per noi era importante annullare le distanze che ci separano, essere costruttori dei nostri castelli di sogni ed illusioni. Insomma era indispensabile un tramite per sentirci più vicini, ove mai qualcosa o qualcuno riuscisse a farci sentire lontani. Ed abbiamo pure fatto una scoperta ! Non è necessario parlare. Anche i silenzi, le lacrime a distanza, gli smarrimenti, gli avvilimenti, le gioie, i compiacimenti, l’allegria, possono essere trasmessi avendo come cassa di risonanza la complicità tra persone con lo stesso feeling. Tuttavia, forse un giorno avrò la luna e lei sarà mia per sempre, non sarà per questo una novità ! Lo è già…tu.tu,tu.tu,tu.tu……
Amico di penna
il tuo m'è dolce poetar
ma tristo è il cor tuo...
Volgi lo guardo altrove
in terra v'è ristoro
ancor pria ché la dipartita...
Trovansi qua alme a la tua affini!
Col cor aperto cerca
monda l'occhi tuoi del male
de' lo scuro, de' le triste immagini!
Et apri lo presente al bello...
Attende un segreto sole...
L'ali tue dimèna
d'aquila de' l'alti picchi
tutto il male scrolla
come freddo ghiaccio.
Accingi a l'alto volar
a sovrastar nuvole.
Risplenda allor infine
lo sereno a te
Spesso
guardo il vuoto
che annuncia il non esistere
e mi sento perso
in un gioco
dall’infinito senza uscita.
A volte
penso che le stelle
siano solo un richiamo
e il temporale
grida
fin troppo conosciuti
che lacerano l’anima e il momento.
Spesso
la paura mi veste
mi stritola come un pitone
è diviene
cosi semplice il passaggio
dal respiro al non respiro
e finalmente
le lacrime
finiscono d’irrorare
l’abbandono dagli occhi.
un verso d'inchiostro
picchietta un foglio bianco
perchè mai dimentichi
il vento
della mia anima.
E avrà il sapore fruttato
delle stagioni,
le carezze ruvide delle foglie,
il sorriso semplice del cielo.
Scriverà di te
che sei nel mio silenzio
aurora e poesia.
Danzerà la rugiada
come quel bacio confetto d'orizzonte
umido di mare,
appenderà canti e margherite
e raccoglierà l'amore.
Inciderà a lettere chiareun chiaro tramonto
e sarà la mia pace.
Gente che sopra il pontile
cammina lenta
La sabbia ruota come un vinile
e l'ultima luce si è spenta
Ti avrei voluto regalare
il genio confuso in quella schiuma
Una gazza marina dalle chiazze più chiare
a cui magari cadesse una piuma
Ma canti da solo perché sai cantare
e forse anche l'ombra ti ascolta
così come chi non ti può sentire
in un suono che porta salsedine sciolta
E in mezzo al nulla rientra la deriva
per poi addormentarsi in una gabbia:
ma danza l'aria perché è viva
e trascina in pista anche la sabbia
Dipende dalla luce della sera
l'odore delle strade consumate
i suoni intorno, le voci catturate.
Brividi di oggi, più che ricordo,
percorsi comuni più che eredità,
tratti, strade e rughe più che parole.
Un lampione sotto casa che saluta,
i lesti passi che tornano,
un tavolo anni sessanta,
suoni di cucina.
Vita oltre la nostalgia,
ciò che è stato
è qualcosa che ancora continua
per le scale verso l'ultimo piano.
Come segnalibro provvisorio
per la prossima pagina.
Vorrei bucare il mondo
e precipitare in fretta
sul cielo capovolto
di un'altra stagione,
attraversare oceani di parole
per approdare al lido del silenzio,
riavvolgere la notte
per scrollarmi di dosso
tutte le stelle rimaste sulla pelle,
stelle appuntite
come i miei angoli bui.
Vorrei contrarmi al massimo
come un minuscolo punto
che mette fine a inutili discussioni
o abbracciare tutte le galassie
per ritrovarmi sorriso di luce
in quegli occhi
da sempre amati.










