Scusame se so confusionario
e de cultura non so beneficiario,
però leggendote devo pur ammette
che sui tuoi scritti, induci a fa riflette.
Parole dorci come poche usi,
mielati sentimenti son profusi,
co quattro rime non incatenate
ce fai sognà le stelle più incantate.
Sei magica come stella polare
che i sogni nostri sai convogliare,
in paradisi magici semo spediti
tra gioie ed emozioni mai sopiti.
Sei puro ‘na magnifica regazza
la cui bellezza in tutto il sito impazza,
vedette è un po’ come inde la notte oscura
irrompe il sole sulla tua figura.
Perdona allora questo menestrello,
così nomato per sembrà più bello,
de sollevà na piccola riflessione
su quel che scrivi e dai in condivisione.
Capisco i quadri ed anche le cornici
su cui si adagiano versi che so unici.
Ora, però, fai uso di cachet,
nun t’abituà, fan male credi a me !
Son già sulle onde
i miei occhi
di quel mare ancora da vedere
per le vacanze
avvolti da un senso di speranza
in letargo
una lieve consapevole difficoltà
mano nella mano con un pensiero
corvo nel riscontro
forse figliol prodigo
forse mai partito
L'attesa logora
le certezze flettono come vele al vento
prua fra i flutti
remi immersi
riemersi
Il telefono è un vigliacco comunicatore
nefasto
freddo senza temperatura
scorrono le frasi mezze verità
scorbutiche risate
senza presenziare
I miei occhi non si fermano
pizzicano l'animo
ormai sveglio
tremante
Al ripassar delle onde
s'immergono trascinati sul fondo
in un silenzioso gorgoglìo
casa e terra straniera
Mare che accarezzi
l'alba di ogni nuovo giorno;
del sole catturi i raggi
ed il suo calore.
Mare che raccogli
lacrime di cielo;
accompagni tempeste
e sospiri di vento.
Sei specchio di vita,
rifletti il tempo:
dipingi d'incanto il tramonto
e rubi alla notte
argentei riflessi di luna.
Inonndi l'anima,
che naufraga approda
su spiagge di libertà,
che insegue sogni
in un volo di gabbiani.
Resto immobile,
in silenzio ascolto la tua voce:
il fluire lento,
continuo andirivieni delle onde,
che si increspano sulle rocce dell'esistenza
e si infrangono sulle rive dei giorni già passati.
Infinitamente immenso
è il mio sentire
quando rubi il mio sguardo
e lo trascini oltre l'orizzonte
dell'immaginario tuo confine;
quando si perde
in questo quadro d'istanti
ed il pensiero s'immerge
in quell' attimo infinito di eternità.
Così arisponnenmo all'Isis
a li milizziani,
si proprio volete
venite puro domani.
Si distruggerete la croce e 'r cuppolone,
vabbè, ce ne faremo na raggione,
e si cce mostrerete er giusto talento,
accomodateve, c'è puro er parlamento.
Ma sì, vivemolo tutto sto cordojo,
nun lasserete mica perde er campidojo?
Già che ce state fate na bella aripulita,
abbruciate sta marmaja e sta malavita,
però, aricordateve, cari giadisti
de lassà 'n pace li pori cristi,
in quanto poi ar sollazzo,
si cercate le donne,
mesà tanto che v'attaccherete ar c...zo.
Il mattino ha, sì, consistenza incerta
anche la casa sta in un tremore di confine
ora che colgo l’avvitamento della luce
intorno ai fotogrammi, alla mente fasciata
-condizionale fuori dal sogno-
se scuoto porte e perdo chiavi
i decori delle pareti -perfino- sono catenacci
sull’idea di evadere
nel gran giardino di smeraldo
Sabbia umida sotto i piedi,
conchiglie taglienti,
jeans arrotolati.
Ho sempre amato
l'alba in riva al mare.
Sin da quel giorno che,
come una sirena,
mi sei apparsa sulla battigia.
Lunghe chiome dorate,
occhi fusi con l'azzurro
del cielo,
un sorriso da far invidia al sole.
Tutto spazzato via,
in un attimo.
Silente avanzo,
lasciando che le onde
mi sfiorino le caviglie,
il ventre,
le labbra.
Silente,
ti raggiungo.
Tu non comprendi, tu non realizzi...
Tu non puoi e non devi capire ciò che io non posso esternare...
Sono passati lentamente migliaia di giorni e chissà quante altre ore
da quando due occhi, all'apparenza semplici,
mi hanno travolto in dimensioni sconfinate...
Un bianco puro e magnetico che mi sorrideva
sovrastato da un verde smeraldo che mi scorgeva,
hanno segnato quel cuore che fremeva,
ma ancora incapace di battere...fino a quell'istante...!
Da allora solo disordine e scompostezza nella mia testa,
non riuscendo mai a comprendere perchè,
ad ogni incrocio importante della mia vita,
io arrivavo e tuttora arrivo perennemente in ritardo...
Il più cruciale di questi sei tu...!
Io sempre troppo indietro, posso solo fantasticare su quell'amore
che sarebbe tanto allegro quanto folle da fare invidia ai migliori poeti...
Ma, che ora e da allora, fa invidia solo a me stesso...
Non sapendo ancora per quanto resisterò,
resto aggrappato a quel poco che mi tiene in vita,
stando bene solo quando mi chiedi: 'Come va?'...
Solo in quel momento sfuggente io sto BENE!...Ma dopo, l'eclissi...
Quando ciò che di più bello mi è stato donato
sta guardando altrove, sta sorridendo chissà dove
e sta accarezzando un viso che il mio non è...!
Sento scorrere sottopelle, nelle vene
arsure di dolori
che non si dissetano,
sfinite angosce che non si placano,
reminiscenze di passate paure
corrugate nelle presenti memorie.
Quando vien la sera,
ho voglia di dimenticare,
di sprofondare nell'oblio!
È allora,
che all'ombra del crepuscolo,
quando la notte si sovrappone al giorno,
tra la penombra di un tramonto
dipingo l'inconscio di coraggio
con parole riflesse
nel silenzio della mente.
E scrivo,
scrivo
in un impulso tumultuoso
verso dopo verso
su vergini fogli
colmi di un nulla,
che aspettano che afferri tra le mani
ritagli d' attimi di me,
che strappi via dalla profusa luce
di un vuoto insaziabile,
un io fragile,
malinconico,
irrequieto
e sottovoce sussurri
l'eco del mio sentire:
pensiero infinito della mia poesia.
Se senti quello che sento io
dimmelo, non tacere
Se provi quello che provo io
dimmelo, non tacere
Se dici quello che dico io
dimmelo, non nasconderti
Per farti capire cosa provo
dovrei togliermi il cuore
e metterlo nel tuo petto
Solo così capiresti
cos'è l'amore
Ma se devi ferirmi
ti prego, taci
Il dolore ha già fatto parte della mia vita










