che cosa ti fa felice?
il cibo o le bevande?
sapienza o melodie?
sentieri o le vie?
pellicule o i libri?
il Plutone o i virtibri?
le Messe? predicazioni?
o altre belle azioni?
le belle poesie? la musica? o le danze?
il pollo? il porco? il manzo?
la cena o un pranzo?
i baci o gli abbracci?
lo sport o una caccia?
la tua truccata faccia?
le mantre o la pace?
o, forse, gli uomini? donne?
gli alberi o i fiori?
gli odi o gli amori?
le belle antiche colonne,
le nonne, che hanno sonno?
che tipi? di quale zona?
Mi manca quando l'acqua obbedisce all'improvviso
e forma le sue stanze di cristallo.
Mi manca lo scheletro del paesaggio,
il suo dondolo, la sua camminata;
Mi mancano le parole che si congelano
non appena pronunciate,
che rimangono inviolate come zanzare nell'ambra.
E mi manca la condensa dei sospiri,
l'euforia delle città bianche
che qualcuno tinge con l'anima.
Mi manca l'odore di canfora delle sciarpe,
il tuo avvicinarti come se allora
non fossi fatto di marmo.
Mi manca l'eccitante presagio di neve,
il gatto che si gonfia sul divano,
il solito fraintendimento del crisantemo.
Mi manca quel silenzio disinnescato,
la macchia di cioccolata calda sul naso,
il legno che fa una fine più nobile.
E se mi manchi non è per il summer blues
o per questo orribile coro delle cicale
o per chi parte o per chi ha finito qualcosa
o per chi trova o per questi campi evanescenti.
Mi manchi, Inverno, per quella tua vergogna ingiustificata
che si ritrova sulle facce dei bambini fidanzati
e sui maglioni sformati di chi realizza che c'è ancora spazio
La pioggia continua a cadere
sui nostri sospiri,
cornici di suoni
a questi istanti
di abbracci intrecciati
nella realtà di un sogno.
Anime che si cercano
nel giardino dei sensi.
Parole
che lasciano il posto
a silenzi d'intenti,
a dolci baci
dal sapore di miele e cannella.
"E tu, Alba,
testimone
di questa notte d'incanto:
non svegliarmi!
Lasciami sognare ancora
in questi ultimi attimi
dal profumo avvolgente
dell'Aurora".
oggi si fa annunciare,
ieri non l'avrei mai detto.
il giorno che sono nato
in mente ho custodito
e mai me ne son privato.
Frattaglie di doti antiche
ben bene lucidate,
ricordi di voci amiche
aspirazioni alate.
Morale, educazione, in grande quantità,
giustizia ed onestà in grande evidenza,
perché di queste qua
non potessi farne senza.
Ma, tra esse, una mi stupì
avea forma diversa,
e subito m’incuriosì
parea colà dispersa.
Volò dalle mie mani
leggera e impertinente
con volo di gabbiani
uscì dalla mia mente.
Sul petto si posò
guardandomi felice
al mio stupor chiosò :
“il posto mi si addice !”
Sono l’Amore vero
quello che un di darai
a profusione, spero
se t’innamorerai.
Non farne uso estremo,
spendimi se vorrai,
sono unico e supremo
se tu mi apprezzerai.
Donarmi è adempimento
a cui non puoi sottrarti
pena inaridimento
di me tu puoi fidarti.
Lascia che sia sol io
che muova i passi tuoi.
Non darmi mai l’addio
se vivere tu vuoi.
Dentro due occhi belli
in essi affogherò,
Né scatole, né orpelli,
nel cor soggiornerò.
Il muro sul quale i Poeti hanno scritto
screpolature inusuali
e schiene bianche distese
sul letto al chiaro di luna
mi rapiscono
ed io nel silenzio per lei
piango
ridendo piango
sarà via all'alba
tornerà da lui
in cima al vento e alla neve
e qui
il mare con me
piangerà
ridendo piangerà
e i muri sapranno di aromi amari
per poterli ricordare
ed il mio andare sarà confuso
confusione
di tanto in tanto
piango
ridendo piango...
Accendo il mie cielo
nelle anticamere delle attese,
dei volti appesi come vecchi cimeli,
delle speranze in fuga.
Accendo una notte
che sembraca indifferente
al tuo richiamo,
alle tue labbra
che hanno il gusto dell'oceano primordiale
da cui prese forma la vita.
Percorro il labirinto
delle domande senza risposta,
tra le nebbi e i fumi
di rabbie mai sedate,
ma non mi perderò,
ora che ho acceso il mio cielo
sulle ali di una farfalla
che mi guiderà verso
un piccolo paradiso
e su di esso volerò silenzioso
nella mia notte.
Quattro preghiere
che al mattino avrò dimenticato
Un addio alla luce
che al risveglio mi dirà buongiorno
Un abbraccio alla morte
sperando vada a dormire
quando sarò desto
Un membro esausto
che al mattino sarà dritto
per tutt"altri motivi
BUONANOTTE AMOR MIO
Potessi rinascere,
donna ancora mi vorrei.
Assaporare i tuoi occhi affascinati
dall’incedere sensuale,
da quell’essere femmina
anche solo nello sguardo, col sorriso.
Godere dei tuoi abbracci,
regalarti ogni piacere,
ogni bacio, ad ogni sguardo.
Portarti con carezze al di là dei confini del male
donarti con l’amore un mondo nuovo.
Accogliere semi e cullarli, offrirli alla luce
e a te: mio pegno d’amore.
Inondarti di profumo, ubriacarti di tenerezza,
elevare all’ennesima potenza
il tuo sguardo di maschio.
… E poi sentirmi nell’anima tua!
Potessi rinascere
Donna tua saprei essere ancor…
quando lascerò per sempre
questa terra
gettate al vento le mie ceneri
nessun sepolcro
per l'essenza d'un poeta.
Libera nel vento
danzerò al ritmo d'antiche
melodie fondendomi
con l'Universo in un
amplesso perenne.
Mercenari e politicanti
figli di scrofa
non avrete la mia anima.
La morte non mi coglierà
vuota
è solo un fatto scientifico
quel che m'accade
giammai, sepolto il mio spirito
libero e vagabondo









