Spesso

guardo il vuoto

che annuncia il non esistere

e mi sento perso

in un gioco

dall’infinito senza uscita.

A volte

penso che le stelle

siano solo un richiamo

e il temporale

grida

fin troppo conosciuti

che lacerano l’anima e il momento.

Spesso

la paura mi veste

mi stritola come un pitone

è diviene

cosi semplice il passaggio

dal respiro al non respiro

e finalmente

le lacrime

finiscono d’irrorare

l’abbandono dagli occhi.

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Profilo Autore: CALOGERO PETTINEO  

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Commenti  

Rocco Michele LETTINI
+1 # Rocco Michele LETTINI 13-07-2015 05:03
Una doverosa sequela intrisa d'un vissuto che stenta,,, sopportando... Rassegnazione? Non credo!
alsemer
+1 # alsemer 13-07-2015 10:09
Bellissima
Arcangelo Galante
# Arcangelo Galante 20-02-2016 19:13
Commovente testo introspettivo nel quale, caro Calogero, hai saputo ben descrivere quell'angoscia derivante dalla mancanza dell'inascoltato bisogno dell'anima, che soffre. A volte, diviene liberatorio piangere, ma qualora ci si trovasse senza più lacrime, significherebbe aver conosciuto la vera profondità del dolore.

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