Spesso
guardo il vuoto
che annuncia il non esistere
e mi sento perso
in un gioco
dall’infinito senza uscita.
A volte
penso che le stelle
siano solo un richiamo
e il temporale
grida
fin troppo conosciuti
che lacerano l’anima e il momento.
Spesso
la paura mi veste
mi stritola come un pitone
è diviene
cosi semplice il passaggio
dal respiro al non respiro
e finalmente
le lacrime
finiscono d’irrorare
l’abbandono dagli occhi.

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