Sveglie mattutine
ormai tutte uguali, tutte identiche.
La mano
fra i capelli.
Gli occhi osservano
il cielo ormai estraneo.
Continuo a pensare
a sognare...
Una figura
si delinea fra le nuvole.
Vorrei afferrarla
ma è irraggiungibile.
Attendo
che tutto torni come prima.
Tornerà ad essere luminoso
quel cielo che non riconosco più.
Si riaprirà
e sarà ancora il paradiso.
To vojo dì tutto d’un fiato,
s’o voi sapè de te io so ‘ncantato.
L’ho detto senza usà alcuna rima
solo perché t’arivi ‘n poco prima.
Sei come la rosa che tajo tutt’e matine
e metto in acqua insieme alle sue spine,
co la speranza de vedè schiude
la sua bellezza che mai non mi delude.
Lei è er profumo che avvorge ogni ambiente
e s’alloca ner naso impertinentemente.
Tanto che ormai fa parte de mia esistenza
ar punto che non posso farne senza.
Er guaio e che dar naso sale su,
se ‘ncolla nella mente sempre più
e nun me fa ormai ragionare,
me avvorge fino a famme innamorare.
De lei me so talmente invaghito
che se me pungo co la spina er dito
invece che gridare dar dolore
le chiedo de damme solo un po’ d’amore.
Nun mo negare mai quer sentimento,
vivo d’amor e morirò contento,
sol quando tu me lo regalerai
e, nel mio cuor, infine fiorirai.
T’ho dato un nome, inciso e cesellato
de pietre preziose inanellato,
breve e coniato in tal guisa
che possa dire in fretta, cara....
Di spade trafiggo
il mio cuore esangue
che più non batta
e per te più non soffra.
Di pietra lo chiudo
in freddo sepolcro
che più non cerchi
il tuo sguardo distratto.
Di oscuri specchi
tappezzo il mio mondo
che più non veda
me stessa riflessa.
Di sale cospargo
la nuda terra
che più non sia
la terra promessa.
Di lacrime macero
questa povera carta
che muta accoglie
tutto il dolore.
lento come il tiepido scivolante vespro
ti sistemi appiccicandoti come un sigillo
sul cementizio piatto scranno
senza badare ove mettere piedi o testa.
Baci la superficie avidamente
con zampette francobollate sulla presa
ingannando le newtoniane forze
invertite nel sottosopra
che tu solo hai deciso.
La luce attira le prede e te
che velocissimo smorzi il ronzio petulante
di falene e zanzare ignare
nel silente agguato teso all'ombra
artificiale
d'una stasi crepuscolare.
IL tuo corpo tatuato sul grigio dell'intonaco
con lui sembra involontario sposarsi
condividendo il movimento del colore
che lento segue il silenzio della notte.
All'alba,
l'aurora veloce ti sfratta
dalla gabbia del vivere in attesa
verso una fessura nera tra le tegole
dove dormirai sognando la sera seguente
mentre mi pento della mia scelleratezza
d'averti finora schifato per apparente bruttezza.
Adatto le mie forme, l’adagio tra gli scogli
nell’ora di un’ assonnata spiaggia.
… Sto!...
Chiudo gli occhi, sospiro, mi rilasso.
Sento un’eco, un vocìo, lo sciacquio
nella piccola scogliera, il frinìo di una cicala.
Al tocco, il remo, l’acqua increspa lieve,
poi la lascia mormorare…
Apro gli occhi, al brontolìo, guardo il mare,
è come velo al lieve maestrale.
… Luccichìo di diamanti!...
Catturano, le ciglia, il volo di un gabbiano,
libero, leggero e io sospiro, mi rilasso!...
… Gioca l’ombra sulla spiaggia saltellando qua e là,
lascia ancora poche gocce di quel sole
sulla pelle tutt’ambrata.
… E chiudo gli occhi, sospiro, mi rilasso!...
Profuma l’aria, tutta, d’estate!
Tocco, sfioro rocce piccole, calde tra le dita,
di salsedine appiccicose, come miele
ma è odore di verdi alghe e nell’aria
profumo di mare e di mille perle di sale.
… Penso: “Fortunati noi, gente di mare”.
Poi, sorrido, sospiro, chiudo gli occhi, mi rilasso!...
Rimango nuvola di notte
sospesa sul mare
a specchiarmi soffice come una piuma bianca
increspata , senz'ombra, senza vento,
in attesa di uno sguardo di luna.
Poi la brezza pian piano mi allontana
e penso al tuo volo che amerò come un gabbiano
che ama il mare d'inverno.
L’haiku è stato forgiato leggendo un celebre aforisma dello scrittore e aforista francese Sébastien-Roch Nicolas de Chamfort vissuto nel 1700:
“Un uomo senza principi è anche d’ordinario un uomo senza carattere. Se, infatti, fosse dotato di carattere, avrebbe certamente sentito il bisogno di imporsi delle norme di vita”
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Nel nulla scorre
il tuo mattino al sole.
Gocce soltanto!











