in fondo a corridoi africani
sabbiosi
distese senza ventagli
il sole insegna
il giorno egiziano sarà per altri mesi
Le notti sono una fessura
i lapilli coprono i respiri
l'aria corrente
bizzarra come sempre
manca nel sollievo
Luglio
piramidi abitate
da corpi nudi affaticati
per alcuni, ultimi ripari
dalle tende carnevalesche
dai balconi di natura secca
senza rimedi
senza ristoro
La terra folgorata
inspira gradi da liquefarsi
segnano il catrame poche scarpe, alcune ruote
flettono esausti i muscoli
il loro direttore
lanciando occhiate ai cambi di luce sulle case
di rabdomanti improvvisati
Offuscati dalle stelle
da eleganti superfici
atomi di sorrisi
languono in un bozzolo
eccellenti frantumi
di quell'amore universale
che non c'è
se non in un anfratto
lontano dai rapaci
che a mo' di carezze
sfiorano risvegli
(imperfetti nell'essere, in un ritmo ostinato)
E' un raggio di sole che oggi
da pensiero alle mie parole
e mi abbandona a ricordare
i giochi spensierati,
i riccioli dorati
di quando eri bambina.
Come fosse un attimo ...
in un attimo ti sento cosi.
Se ti guardo adesso
hai la voce del mare quando è silenzio e
accarezza la luna.
Se ti guardo adesso
sei un granello di stella
nel crepuscolo della sera.
E sono qui a regalarti un fiore
a te che indossi la tela della Primavera
e tutti i suoi profumi.
Il giorno marezza i tuoi occhi
di albe e di tramonti ,
raccolta in tutte le stagioni
hai la tenerezza dei silenzi
e in un petalo rosso
la mia anima e la mia poesia.
Buon Compleanno Martina....
(Dedica ad un'amica per il suo diciottesimo compleanno)
uomo sparuto
dagli occhi grandi
sull'ignoto aperti.
In una piccola borsa
porti con te
un grande dolore
Ti lasci dietro
il tuo mondo che brucia
Le tue radici
cosí scoperte
cercano adesso
una patria nuova
Azzardi un viaggio
della speranza
atteso che il cuore
ti batte ancora
Arrivi stanco
cosí, da lontano
lasciando per strada
orme di pianto
Ricordi preziosi
che serbi per sempre
t'aiuteranno nel divenire
nei giorni fitti
dei mesi e degli anni
che non vedrai
tua madre imbiancare
che non vedrai
tuo padre morire
che seguirai
un filo di ragione
per darti infine la pace
ed essere l'esule
che non avresti mai
nel tuo specchio
voluto vedere
respiri di musicisti...
Intensità!
Straordinario, difficilissimo...
Ogni singolo suono
un'emozione diversa,
un diverso modo di suonarlo
per avere il tocco giusto.
Il tocco giusto?
Niente deve essere lasciato via,
non come il vento che scorre trascurando ogni cosa...
Mente e orecchie sempre attente... Sempre.
I sensi si sviluppano,
ma pensare in contemporanea
alle note, al tocco, al tuo respiro, alla velocità
ci vuole una sensibilità straordinaria.
Tenere conto di tutti questi elementi
mentre si ha la paura spaventosa
di sbagliare, di essere giudicati...
Fa venir voglia di scappare da questa strada...
Ma ormai è tardi!
Bisogna concludere, andare avanti...
Faticare, lasciar cadere gocce di sudore
Prima o poi suonare si odierà fino alla morte.
ho colto l'eco della memoria
dimenticata
lì gemente nei libri del liceo
oppure mascherata
d'incomprensibile lingua.
E' muto il pensiero
che entra nell'anima
quasi ad imbavagliarla di sensazioni,
e la poesia privata
non urlata
quasi si scioglie sul corpo
di brividi personali l'avvolge
ed il sogno si stacca dalla mente
in spirito di consolazione.
IL suono del mondo
esala al celeste l'armonia anonima
della cinica incomprensione
ed all'azzurro aggrapparsi
m'appare fantasmatico rimedio,
allora mi ritrovo qui
bastardo d'incognita origine
a chiedere alla poesia esistente
un rifugio d'anima vibrante
che contagi il diapason dell'essere mio
d'armonie perdute nel pozzo del silenzio.
Nell'arancio che il sole dona al cielo
ho raccolto le parole cadute
mentre scartavi il tuo cuore,
le ho riposte nelle mie tasche.
Le tengo li' pronte a spenderle
per i tuoi sogni nascosti.
Ho imbrigliato il tuo sentimento selvaggio
che resistenza non ha posto.
Ci siamo rotolati nell'infinito
fino a sporcarci d'amore.
Persi nell'arancio che il sole dona al cielo
ho raccolto un tuo bacio e lo serbo nelle mie mani.
fiocchi di neve e margherite gialle
su pareti della mente,
come cornici di dipinti
in pennellate d'azzurro,
danze di colorate ombre sotto palpebre chiuse,
ninne nanne tra pezzi di cuore.
Vorrei saper sognare!
Girandola mossa dal vento o nel vento il mulino,
tulipano nell'aria dallo scarlatto profumo,
sorrisi di pagliaccio su grandi occhi stanchi
o pallide mani tese su briciole di felicità.
“Ho solo bisogno di una cipolla, un tozzo di pane e una bottiglia di vino rosso, e troverò sempre qualcuno che me li offre.”
(Kiki de Montparnasse)
Sei incantevole,
sei persino più bella
dell’Hemerocallis di Alice,
della sinistra hegeliana,
dell’inizio primavera,
della giovinezza,
del panta rei.
Sei ammaliante,
e da quando mi ami
sei l’aggettivo primitivo
che si dà al mattino
che sboccia,
sei il pensare
che diventa essere,
la simmetria, l’armonia,
l’ispirazione e la creatività;
la pittura dei Fauves francesi
e quella dei Der Blaue Reiter,
sei la magia dell’avanguardia,
il can-can del Moulin Rouge.
Tu una lacrima
di numero cinque,
“Madame Coco Chanel”,
io l’oggetto d’affezione:
e se rimarremo vicini
saremo quell’attimo
che è irripetibile,
ma che saprà
reinventare
se stesso,
all’infinito.
«Presupponendo l’uomo come uomo e il suo rapporto col mondo come un rapporto umano, potrai scambiare amore solo con amore, fiducia solo con fiducia. Se vuoi godere dell'arte, devi essere un uomo artisticamente educato; se vuoi esercitare qualche influsso sugli altri uomini, devi essere un uomo che agisce sugli altri uomini stimolandoli e sollecitandoli realmente. Ognuno dei tuoi rapporti con l'uomo e la natura dev'essere una manifestazione determinata e corrispondente all'oggetto della tua volontà, della tua vita individuale nella sua realtà. Se tu ami senza suscitare un'amorosa corrispondenza, se il tuo amore come amore non produce una corrispondenza d'amore, se nella tua manifestazione vitale di uomo amante non fai di te stesso un uomo amato, il tuo amore è impotente, è un'infelicità.»
il bianco delle stelle da un senso di speranza,
i pensieri divagano in mezzo alla natura.
La natura non pensa, giace quasi silenziosa.
Le nuvole indecise se sparire o far piovere domani.
L'indomani è sconosciuto.
Domani una carezza...
un bacio...
un abbraccio...
infine la passione.
Vivere lentamente o velocemente?
Chi lo sa...
La vita, un'insieme di forti emozioni.
anarchia assoluta, senza limiti!
mi sento sfortunato.
Sarà colpa del destino
ma somiglio tanto a…Paperino.
Se mi metto a far qualcosa
conseguenze ne ho a iosa.
Quello che ancor deve avvenire
inevitabilmente va a svanire.
Ogni cosa mi va sì tanto male
sia nel privato ma anche nel sociale.
Non c’è proprio nulla che mi attenga
che, ineluttabilmente, pian piano, non si spenga.
Mi sembra d’ essere il bersaglio
di bieco incantesimo da intruglio.
Anche, però, s’ho la corda al collo
mi piego di sicuro ma non mollo !








