Non geme
il sole
morendo
si inabissa
in silenzio
senza lottare.
Le sue lacrime
d' oro
sul mare
il suo sangue
su orli
di nuvole.
Nel cielo
blu e viola
sconfinati voli
ma neppure
un canto
di gabbiani.
Il vento
aspetta
la prima stella
immobile
e acquattato
dietro la collina.
Solo il battito
impercettibile
dei nostri cuori
nell' evanescente
bisbiglio
della risacca.
6 commenti
Davanti al garage numero 10 i òci
se fan oggi come de vetro, sarà
che come le finestre sto chiuso sempre
a non pensare a niente, se non a una voce udita
in sogno:
avanti - mi diceva - che il posto c'è,
ma io vedea soltanto il vuoto della vita,
l'ombra delle veroniche tornate in Francia.
ma io vedea soltanto il vuoto della vita,
l'ombra delle veroniche tornate in Francia.
Siamo cresciuti lontani,
incapaci di evadere
dalla spossatezza
del quartiere,
sedotti soltanto
dal facile abbrivio
del treno che parte,
e dalla lenta deriva
dell’incoscienza
infantile.
Tu,
piccola,
rattrappita
in un gomito
della Moscova;
io, ingarbugliato
nelle fitte maglie
del Gropiusstadt,
a sette anni luce
dagli affollati
convogli
della
Sibirjak.
Avvelenati
dal ghiaccio
di una distesa
di terra esausta,
capace soltanto
a crogiolarsi
nel sonno.
Io,
però,
alla fine
sono riuscito
a trovarlo il tuo
bisogno d’amore,
per perfezionare
col mio pensiero
il malinconico
e anonimo
quadro
di un fiume
che precipitava
incontro al deserto.
È andata proprio così,
e abbiamo visto troppo,
tu e io, nei nostri percorsi
fra i buriati della steppa
di quella grande terra
da tempo assopita,
e il quasi nulla
delle nostre
essenziali
speranze.
Eccoli qui
i miei ricordi,
quei bei tempi
in cui il futuro
era un sogno,
e la distanza
era quanto
sapevamo
lasciarci
dietro
alle
spalle.
O Luna,
solitaria te ne stai lì,
nascosta tra le sfumature del buio,
non ti mostri a questa notte che tace
e, stanca di cercar sentieri
che non hanno mete,
ti specchi nella tua solitudine.
Io,
tra le nebbie del mio tempo
vado a cercar rifugio oltre gli orizzonti del silenzio,
ove poter ricamare giorni di un'indelebile presenza:
questa solitudne
che appartiene al mio essere triste e malinconico.
Nelle sue stanze me ne sto seduta
ad intrecciar fili di sogni e speranze,
a slegar grovigli di tristezza,
di paure e di incertezze.
Vivo di essa per colmare i miei vuoti,
camminare sulle spiagge del mio pensare
e trovare la chiave
che spalanchi la porta
all'equilibrio del mio vivere.
Un'altra notte è scesa
e tu sei lì, Luna,
in quell'angolo di cielo,
piena del tuo riflesso
a rispecchiar quella solitudine
che solo l'anima di un poeta
sa far diventar poesia.
solitaria te ne stai lì,
nascosta tra le sfumature del buio,
non ti mostri a questa notte che tace
e, stanca di cercar sentieri
che non hanno mete,
ti specchi nella tua solitudine.
Io,
tra le nebbie del mio tempo
vado a cercar rifugio oltre gli orizzonti del silenzio,
ove poter ricamare giorni di un'indelebile presenza:
questa solitudne
che appartiene al mio essere triste e malinconico.
Nelle sue stanze me ne sto seduta
ad intrecciar fili di sogni e speranze,
a slegar grovigli di tristezza,
di paure e di incertezze.
Vivo di essa per colmare i miei vuoti,
camminare sulle spiagge del mio pensare
e trovare la chiave
che spalanchi la porta
all'equilibrio del mio vivere.
Un'altra notte è scesa
e tu sei lì, Luna,
in quell'angolo di cielo,
piena del tuo riflesso
a rispecchiar quella solitudine
che solo l'anima di un poeta
sa far diventar poesia.
Ho visto nei tuoi occhi onde impetuose
che forma prendono in gocce rapite al mare,
dal profondo emergono inondandoti di dolore .
Sgorgano scorrendo sul viso innocente,
quasi impalpabili le morbide guance accarezzano.
Cristalline prigioni di una amara vicenda
annegata in un pianto colmo di tenerezza.
che forma prendono in gocce rapite al mare,
dal profondo emergono inondandoti di dolore .
Sgorgano scorrendo sul viso innocente,
quasi impalpabili le morbide guance accarezzano.
Cristalline prigioni di una amara vicenda
annegata in un pianto colmo di tenerezza.
Svegliarsi al mattino, magari in ritardo, ora che è estate e recarsi, ancora con gli occhi chiusi verso il tuo bar preferito per fare colazione seguendo il profumo di cornetti, brioches o fagottini vari, ripieni di marmellata, cioccolata, crema o altre golosità. Affondare o affogare nelle centinaia di gusti dei vari gelati. Riuscire ad aprire il primo occhio solo sotto l’influenza del primo, buon caffè mattutino. Recarsi al lavoro, per chi è costretto ancora ad andarci solo per trasferire pratiche sul tavolo di quelle ancora da esaminare. Un salto a mare giusto per lavarsi dal sudore imperante in ufficio. Tornare a casa con poca voglia di pranzare, per il caldo opprimente. E poi, il riposino pomeridiano, la bibita fresca al risveglio, l’organizzazione della serata, la cena e infine la solita notte folle di musica, avventure, amenità fin quando la luna si scolora. Routine. Se vogliamo, in questo momento, piacevole routine, in cui crediamo di trovar ristoro anche per quella invernale che ci ha accompagnato pesantemente fino a qui.
Noia, soltanto noia, dico io. Tutti escamotages che si inventano per rendere la vita varia, gioiosa ed ogni giorno, ogni ora, ogni minuto meno tediosa. E invece esiste qualcosa, una terapia, uno stato mentale, una panacea dello stato di insofferenza e della monotonia che ci spingono a compiere azioni ripetitive, alla lunga monotone. L’amore. Esso è l’unico stato in cui mai potrà succedere che la noia subentri. E’ vario anche nell’intensità con cui si propone. E’ diverso negli aspetti e nelle prospettive. E’ ingannevole, mutevole ed avvilente, a volte. E’ seducente, soporifero o esaltante, altre volte. E’ avvolgente, smaniante ed implosivo. E tanto tanto altro. Insomma, l’amore è.
Noia, soltanto noia, dico io. Tutti escamotages che si inventano per rendere la vita varia, gioiosa ed ogni giorno, ogni ora, ogni minuto meno tediosa. E invece esiste qualcosa, una terapia, uno stato mentale, una panacea dello stato di insofferenza e della monotonia che ci spingono a compiere azioni ripetitive, alla lunga monotone. L’amore. Esso è l’unico stato in cui mai potrà succedere che la noia subentri. E’ vario anche nell’intensità con cui si propone. E’ diverso negli aspetti e nelle prospettive. E’ ingannevole, mutevole ed avvilente, a volte. E’ seducente, soporifero o esaltante, altre volte. E’ avvolgente, smaniante ed implosivo. E tanto tanto altro. Insomma, l’amore è.
Certe notti
li vedi scorrere cosi
chiudendo gli occhi
ed è li
che la stanza
è un ritrovarsi,
un abbandono,
un silenzio raccolto.
Se tu
mi chiedessi
di che colore è il buio
ti risponderei
infinito...
E' nell'infinito
che mi riconosco,
lì sostano
i miei pensieri,
nascono le mie stagioni,
aspettando il sole.
li vedi scorrere cosi
chiudendo gli occhi
ed è li
che la stanza
è un ritrovarsi,
un abbandono,
un silenzio raccolto.
Se tu
mi chiedessi
di che colore è il buio
ti risponderei
infinito...
E' nell'infinito
che mi riconosco,
lì sostano
i miei pensieri,
nascono le mie stagioni,
aspettando il sole.
Forse è quel tempo breve
che muore e non mi riconosce
o uno schizzo di schiuma
in occhi storti
Forse è l’alba di una fine annunciata
o il salto su una gamba
per oltrepassare il confine
Forse è il niente
sulle gote arrossate
o l’illusione di una spina d’argento
smarrita in un campo di margherite
Forse è l’incenso di mille vite
o il sospiro abortito
sulla strada delle tristezze
Forse è la voce di Dio
tra maschere e marionette
o la fuga dal mare che travolge le attese
Forse è il buio di una notte persa
l’intermittenza che non ha risposte
o il taglio netto della giugulare
tra il sogno e il dubbio
di un volo spartano
Forse è il suono di ricordi stonati
mano di madre e gioco di bimbo
o forse sono io ad essere folle
nel vedere le ombre di una luna ribelle
che si decompone
tra le mie trasparenze
offuscate da parole inventate
che muore e non mi riconosce
o uno schizzo di schiuma
in occhi storti
Forse è l’alba di una fine annunciata
o il salto su una gamba
per oltrepassare il confine
Forse è il niente
sulle gote arrossate
o l’illusione di una spina d’argento
smarrita in un campo di margherite
Forse è l’incenso di mille vite
o il sospiro abortito
sulla strada delle tristezze
Forse è la voce di Dio
tra maschere e marionette
o la fuga dal mare che travolge le attese
Forse è il buio di una notte persa
l’intermittenza che non ha risposte
o il taglio netto della giugulare
tra il sogno e il dubbio
di un volo spartano
Forse è il suono di ricordi stonati
mano di madre e gioco di bimbo
o forse sono io ad essere folle
nel vedere le ombre di una luna ribelle
che si decompone
tra le mie trasparenze
offuscate da parole inventate
Scodinzolavi per gioco al cosmo ignoto
digrignando tra i denti il dono del sacrificio
nell'illusione di poterlo riportare
in miraggio di riconoscenza.
Ed allorquando la temperatura
tragica inarrestabile s'impennava
fondendo i canini affamati sensi
nell'ultimo pasto bollente liofilizzato
hai guardato un'ultima volta le stelle
rubando la luce che tutta ti amava
mentre rispedivi sulla terra il buio del dubbio
che oscuro guaiva inconsolato
in ricordo d'un ultimo latrato.
digrignando tra i denti il dono del sacrificio
nell'illusione di poterlo riportare
in miraggio di riconoscenza.
Ed allorquando la temperatura
tragica inarrestabile s'impennava
fondendo i canini affamati sensi
nell'ultimo pasto bollente liofilizzato
hai guardato un'ultima volta le stelle
rubando la luce che tutta ti amava
mentre rispedivi sulla terra il buio del dubbio
che oscuro guaiva inconsolato
in ricordo d'un ultimo latrato.
Eccomi,
sono finalmente
arrivato.
Non potete immaginare
quanto dolore
abbia lasciato
su questa via.
Ho portato con me
un ultimo sorriso
un po' di speranza
quel che resta dei sogni.
Ma qui
non ho trovato nessuno,
solo fantasmi ad aspettare.
I colori e l' amore
che mi spronavano ad andare
sono scomparsi
si sono persi nel tempo.
Tra poco
i primi raggi di luna
vinceranno il giorno
e già scorgo in penombra
altri spettri ingannevoli
a tendermi la mano.
In un battito di ciglia ripasso la mia vita.
Un pugno s'apre a corolla e dal quel palmo salto giù,
zoppa e ferita.
Il manto di stelle è sempre lì,
le conto una ad una e c'è pure la luna.
Sono lì puntuali come sempre.
Io disertai l'appuntamento,
per troppo tempo chiusa nel nero della notte,
in quel pugno chiuso.
Rattopperò le ferite coll'azzurro del mare,
il sale le asciugherà nei giorni che verranno.
A fatica salirò sul tetto di una casa
e accanto a un gatto che mi farà le fusa,
io con quelle stelle diventerò amica.
Il silenzio della notte
il sonno
non arriva.
Emozioni si alternano
i pensieri volano
nel cielo ricoperto di nuvole.
Una
lunga
notte.
Le nuvole si diradano
spunta
una tenue luce.
Si illumina
ma subito dopo
si spegne
Dando vita
ad un gioco
di colori.
Figure si muovono
nel cielo
come un puzzle.
Un brivido
di freddo
mi attraversa il corpo.
il sonno
non arriva.
Emozioni si alternano
i pensieri volano
nel cielo ricoperto di nuvole.
Una
lunga
notte.
Le nuvole si diradano
spunta
una tenue luce.
Si illumina
ma subito dopo
si spegne
Dando vita
ad un gioco
di colori.
Figure si muovono
nel cielo
come un puzzle.
Un brivido
di freddo
mi attraversa il corpo.
Perché mi rodi,
mi confondi,
mi dividi?
Perché esisti?
Sei un tarlo nei miei pensieri!
Sei l'insicurezza!
Sei l'incertezza!
Perché sei concreto,
tangibile,
ma indecifrabile?
Tu mi opprimi!
Sei la paura,
il tormento!
Sei un fiume d'attraversare
senza il suo guado!
Sei un muro invalicabile!
Sei dentro me,
nel mio essere
e prepotentemente ti specchi
nel mio volere!
Perché insisti?
Perché sei la mia più sottile consapevolezza?
mi confondi,
mi dividi?
Perché esisti?
Sei un tarlo nei miei pensieri!
Sei l'insicurezza!
Sei l'incertezza!
Perché sei concreto,
tangibile,
ma indecifrabile?
Tu mi opprimi!
Sei la paura,
il tormento!
Sei un fiume d'attraversare
senza il suo guado!
Sei un muro invalicabile!
Sei dentro me,
nel mio essere
e prepotentemente ti specchi
nel mio volere!
Perché insisti?
Perché sei la mia più sottile consapevolezza?









