Era con i fiori
la mia camicia migliore.
Avevo lunghi capelli
orecchini e collane
strani cappelli
e occhiali da sole
che portavo anche di notte.
Con gli occhi arrossati
abitavamo nel fumo
degli abitacoli,
le siringhe erano spade.
Ho vissuto anni sbagliati
ho visto ragazzi morire.
E' andata cosi,
indietro non è dato tornare.
Ti aiuterò,
ma non farmi l'errore;
affronta la tua giovinezza
senza paura.
Senza rimpianti
sarà poi la tua vita.
1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: Carlo Marconcini  

Questo autore ha pubblicato 121 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Spoglia le parole
d'ogni significato,
annacqua il tuo ego,
non è debolezza
quando sei
sull'orlo dell'offesa.

La virulenza della foga
verrà sedata
dalla ragione,
onde modulare
il terremoto
dell'aggressività.
1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: Sergio Camellini  

Questo autore ha pubblicato 51 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Non è l’averti vicino,

il respirarti accanto,

 né il  toccarti

che  mi toglie la ragione.

Non è baciarti

 che tanto mi fa impazzire

o il sentre i brividi

per le tue carezze.

… E’ il percepirti dentro,

l’averti nell’anima,

quel vivere felice,

il sentire che…

… Ti amo!…

1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: Giò  

Questo autore ha pubblicato 269 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Oh!  mio pianto,
                            sulle dure ghiaie dell’ irto colle
                            ombreggi.
                            della tua intonata solitudine,
                            rimembri,
                            tra l’ ulivo e la roccia
                            un’ implacabile destino che brucia
                            un bene d’ offerto e mancato.
                            E tu, tiepida innocenza,
                            che corri spensierata e gaia,
                            di Te, il mio pianto corre,
                            rimpiange e annega nell’ aère
                            che a poco a poco s’ imbruna
                            e poi tace.

                            La  mia vita, nulla dell' infinito
                            non ode più richiami d’ amore,
                            silente tra silenti pensieri
                            mmobile. esterrefatta si chiude.
                            rintocca tintinnii di misera sorte.
                            E un sospiro or toglie all'animo l'amore
                            che di mio,
                            copriva cieli d’ oltre confine
                            e un canto come d’ antico
                            su quei sassi di cento storie
                            sibila,
                            in un’ eco lontana e poi passa.

                           Tu, che al viso mio sfuggivi
                           con l’ eco della valle, col pianto dell’ amore;
                           solo al mio sogno sorridi,
                           sperdendo nel viale silenzioso
                           le brevi parole delle tue rosee labbra.
1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: Adriano Trestini  

Questo autore ha pubblicato 86 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Quando finisce un amore, macigni sono le parole che l’accompagnano. Tutto quello che si era creduto, vissuto, sognato giace nel cestino della carta straccia e dei ricordi. Invecchia rapidamente, marcisce come merce deteriorabile. Eppure, di quando in quando, riemerge nei pensieri e riprende il suo aspetto brillante, originario. Quello dei giorni teneri, dei giorni felici. I giorni dell’amore e della vita. Quando finisce un amore non può, non deve finire l’intensità delle emozioni che ci ha fatto vivere, sognare, illudendoci, magari. Resta sempre relegato in un vissuto momentaneo, ma pur sempre amore è. Quando finisce un amore, finisce solo l’involucro che lo custodisce, la sua essenza rimane, pronta a rinfocolare nuove emozioni, nuovi amori, nuovi baci e mille tenerezze, geneticamente tramandate da esperienze precedenti.
1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: Bronson  

Questo autore ha pubblicato 295 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Soddisfatta

in uno specchio guardavi riflessi

l’immagine esile e

il viso, come frutto appena colto.

Gioventù e bellezza

Giocavano con te

e in loro compagnia

iniziavi la meravigliosa avventura della vita.

Partivi, la grinta di un treno in corsa.

Come sarebbe stato il tuo viaggio,

lungo, breve, facile, tortuoso.

Non c’era tempo per riflettere

tutto sembrava facile e bello.

Come nelle favole,

fiori, farfalle e follie,

facevano da sfondo al tuo passaggio.

Quante lune…

Quante stagioni…

Quante fresche sere d’estate…

Quanti eventi...

E’ fortuna vivere!

E’ miracolo la vita!

Il viaggio prosegue…

Il paesaggio tutto intorno,

come d’incanto muta.

Persino il più i teneri fiori di campo

son ora petali di un’unica meravigliosa rosa

dal profumo inebriante,

le farfalle, bianche colombe

dalle ali aperte all’amore e

alle mille esigenze di ogni dì

e le follie si mutano in

libertà e sobrietà

da offrire ai pargoli.

Ti rispecchi e come allora

ti rivedi nella figura,

lo sguardo e la luce dei tuoi occhi

riflettono bensì i pensieri e l’esperienza.

Sul tuo viso intravedi

una ruga,

segno del trascorrere del tempo.

Quante lune ancora…

Quante stagioni…

Quante fresche sere d’estate…

Quanti eventi…

In compagnia di quelle rughe.

E’ Fortuna vivere…

E’ Miracolo la vita…

Domani, con una ruga in più,

passerai ancora per i sentieri e

col bastone dell’esperienza,

indicherai la via

a chi, come te, per la prima volta

vedrà riflessi

il suo volto e l’immagine

nello specchio della vita.

Per miracolo

i petali di rosa diverranno

perle di saggezza,

le bianche colombe

eleganti gabbiani,

capaci di librarsi

sorvolando ogni confine

 e la libertà,

quella, resterà per sempre,

modello da imitare.

Tu, voltando lo sguardo indietro

ricorderai l’inizio del tuo viaggio

 e rivedrai quello specchio,

 il tuo, dove un dì ti ammirasti giovane,

sorretto da quella mano scarna,

stanca, tremula,

che lo porse a te,

la mano di chi prima di te

aveva visto riflessa

 la sua giovane e tenera figura.

Allora capirai l’eterno cerchio della vita.

Le lune, le stagioni

 e tanto altro,

intanto, eternamente

 passeranno…

1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: Cosetta Taverniti  

Questo autore ha pubblicato 167 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Tutto passa ,

senza fermarsi mai;

tutto se ne và;

il tempo è inesorabile,

e non si cura delle cose umane,

è perfido e crudele,

e non aspetta nessuno;

il tempo passa,

senza che ce ne accorgiamo troppo,

ma gli anni volano veloci,

e ogni cosa lasciata  è persa.

Bisognerebbe avere più tempo,

fermarsi e riflettere,

ponderare  e pensare,ma la vita dell’uomo è breve;

veloce come quella di una farfalla;

bisogna sempre decidere,anche quando si vorrebbe rimandare;

e non sono tanti,gli autobus,

che puoi permetterti di perdere;

ecco perché è importante,

che in questo poco tempo,

ci sia l’amicizia

e la condivisione

con qualcuno,

cercare di amare,

finchè

si può.


1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: stefano medel  

Questo autore ha pubblicato 234 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.



Sole del mattino a

splender ed irrorar aurora ..

Profumi ad inebriar candore.

Fronde di gelsomino e canto di augello,

gracida rana e stagno fa azzurro.

Cuore ad intonar canzone,

arpa divina a suggellar amore.

Bruma a dileguar e

paesaggio a rischiarar visione,

ognuno brama amore.

Giorno a raccontar storia..

Amor s'ode lo scroscio dell'acqua cristallina,

gocce a scandir suono, incider parole e

tonfi a rallentar battito cardiaco.

Giorno a colmar d' avventur le ore,

graffi inflitti, dolore a scorrer nelle vene

divenir fiume in piena.

Visioni in trasparenza prendon forma e

notte a diradar all'orizzonte..







1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: Adele Vincenti  

Questo autore ha pubblicato 109 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Che tu sia speranza in lacrime sbocciata

lieve folata d’estasi alla bocca dell’anima

attesa, ove lo specchiarsi sorseggia infinita tenerezza

ingoiata nel ventre della terra allieva d’innocenza.  

Dove sono ora le parole accolte di follia cara 

che s’allungano ombre nella notte della mente

ai piedi del sonno ormai privo di sogno?

Fragili schegge di manieri le poesie

edificano torrioni d’emozioni nutrite d’isolamento.

E di lassù, chimera, il dolore invoca solerte

uno ad uno i singhiozzi complici di memoria

nell’urlo insonne di questa culla d’agonia.

Scrivo sui giorni il cupio melmoso che arranca

mancanza di cielo, ceduta la fragilità alla solitudine,

come bandiera bianca che saluta dolce

al contatto con la menzogna benevola del tempo

e reclama appartenenza all’amore reo confesso,

con così tanta urgenza che frustra l’auriga, il destino.

1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: Rosaria Chiariello  

Questo autore ha pubblicato 442 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
                                                                                       
                                                                                      Si è consumato il dolore
                                                                       nel silenzio nel accarezzare con spine di rose
                                                                                    per mille anni certi ricordi 
                                                                             non avendo il coraggio di falli svanire
                                                                                           non era un gioco
                                                                  ingannate insultate nel collezionare le belle parole
                                                                          crudi gesti infami padroni su fragili corpi
                                                             di fiori splendidi soffocandole l'anima di crudeltà congelata
                                                                               troncando sogni mete e speranze
                                                                                   su questo tappeto di lacrime 
                                                                                   rosso sangue come una spada
                                                                     sconficcata nel cuore dove c'è rimasto tanto dolore






1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: Eleonora Carullo  

Questo autore ha pubblicato 193 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
No non sono qui per farti piangere

Ma solo per dirti che in questo  vivere

Spesso, amaramente, si può perdere

Ciò che avresti voluto per sempre stringere


Quelle guance piene di un sorriso dolce

E quella forza che ricordo anche  in me

accettare la vita, lo so, non sarà sempre semplice

Ma ti aiuterà chi è accanto a te


Contare le lacrime non ti farà scoprire il mare

Affacciarti ad una finestra certamente si

Regalati ogni giorno un po’ di amore

Si può essere sempre più felici di così


La persone alcune volte deludono

Tu prova a non farlo mai

La vita è il più grande dono

E sento che tu questo già lo sai


Non domandarti mai perché non ci sono

Vivendoti e guardandoti capirai

Che contando su di te non sei mai solo

E sento che facendolo  mi apparterrai


Non scrivo così per farti piangere

Ma solo per dirti che ti avrei voluto stringere


Per non lasciarti mai.



1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: tempo di poesia  

Questo autore ha pubblicato 194 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Non riuscirò
a trovare
il modo di unire
tutte queste parole.
Serviva più impegno
avrei dovuto studiare,
leggere ancora.
Oppure
serviva talento
per riuscire a descrivere
nel cielo le pallide lune.
Al contrario
di pallido
vedo solo
gli sguardi
incrociati nelle corsie,
e i temporali
mi ricordano
le bombe che vedo cadere
durante gli intervalli
degli eventi sportivi.
Questa sera è così.
Non ho ricordi da spendere,
mi angoscia il presente,
mi terrorizza il futuro.
Cammino in bilico
sopra la mia depressione.
Ne sono cosciente,
ma accetto la sfida
perchè so
che non sono da solo.
Domani al risveglio
verrrai in mio soccorso.
1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: Carlo Marconcini  

Questo autore ha pubblicato 121 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.


Ora o mai più!



Sempre più sola,


Brancoli nell’abisso


Della disperazione


Che nel silenzio,


Diventa


La tua tomba.


Abbandona


Quell’inferno,


Dove lentamente


Il cuore muore.


Ora o mai più!


Inforca quella


Maledetta porta,


Riprenditi la libertà.


1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: M.G.Fiori  

Questo autore ha pubblicato 43 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
La costellazione d' un tulipano fiorito

emorragiche virgole d' orrore scarcerò

ed una tempestosa punteggiatura criminologica,

arsenale ideologico d' analfabetico rispetto,

come aquiloni sgozzati da una consonanza d' ardori,

incenerì scampoli sartoriali di sguardi inconfessati.


Trapunte eutanasiache d' infangata dignità

vivisezionarono il cuore strangolato del silenzio

assolando gli inguaribili paralleli emozionali

d' uno stormo incattivito di carezze seviziate,

parafrasi sfregiate dalle ecchimosi del dolore.


La costellazione d' un tulipano fiorito,

d' un compleanno di violenze schiaffi rastrellò:

squarci cosmologici ammainati di perduta identità

son colpevole sintassi d' una schiavitù di baci

su un volto assassinato da mutilata felicità.

1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: rosa dei venti  

Questo autore ha pubblicato 1060 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Sentieri d’anni e di passati memori
brulichio leggiadro di spanto eco
su pe’ i dintorni gravi del colle meco
odor di stirpe,di re,di mali demoni.

Mura messe a opra d’erculee forze
sullo stipato colle di lontano guardo
immagino echi gravi e risa d’azzardo
su pe’ la pietraia colma d’assurda morte,

corron intrepide leggende e sangue
d’impetuose lotte fin all’imbrunire
e sparsi guerrier vissuti sol per morire
or nella cupa ombra in lamenti esangue.

Un vanto beffardo corre sulla sorte ai vinti,
ceneri intorno e nenie di lamentoso canto
scricchiolano gli alberi e fanno banda al pianto
alla notte accerchiata di fuochi e cupi dipinti.

Ecco,ancor la morte ha dato orgoglio al vincitore
che or bivacca in crudi odori e insanguinati sassi
e racconta  fatti battendo il ferro sui duri massi
e ubriaco crolla al suono del suo tanto ardore.

Gli occhi tremanti di orrori vissuti
sterminio di genti dall’alba al tramonto
sentiti gridi e acuti tormenti di scontro
nelle grigie facce senza amori,senza aiuti.

Non è cambiato il tempo dei funesti perigli,
è cambiato il ferro,il carro,il cavallo
rimasta è la mente con nuovo vassallo
addobbate,marmoree le tombe, di fiori,di gigli.
1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: Adriano Trestini  

Questo autore ha pubblicato 86 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.
Per maggiori informazioni sui cookie e per gestire le preferenze sui cookie (di prima e/o terza parte) si invitano gli utenti a visitare anche la piattaforma www.youronlinechoices.com. Si ricorda però che la disabilitazione dei cookie di navigazione o quelli funzionali può causare il malfunzionamento del Sito e/o limitare il servizio.