Sentire la tua voce,
dolcezza di donna meravigliosa;
il tempo,immobile,fermo
al tuo gentil passaggio
in un’aureola di profumo,
di dolce e di sì grande amore.

Ah…. Se il tempo fosse
di beniamino amico,
e il possente vento fermi gli anni
e diventi fiaba di castelli e fate
e divenga il tutto incanto
questo mio sogno,
che di sognar mi uccide.

Come posso ora tornare indietro
e dir a me stesso di morir d’amore;
se tu sapessi il pianto
e silenzio di questa ingrata vita,
e il Fato che di contrario spinge
una mia passione di bellezza e incanto.

Cosa ne sarà di questo mio sentimento
ai futuri anni,in quella strettoia
che appassisce la vita,dove il ricordo
è ombroso e di tiepida luce.
Ora sì,in questo infinito di pensieri svariati
ove il cantare d’amore riempie tutto il mio spazio,
ove la felicità è immagine di una rara beltà.

Sì,canterò questo mio sogno
ai venti,alla Luna,alle lontane Galassie
e scriverò il tuo nome sulla scia di una Cometa.
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Profilo Autore: Adriano Trestini  

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Vuota di me,

sento il richiamo dell’anima,

eterna compagna,

a render vividi

celate emozioni.

Occhi lontani

catturano infuocate albe.

Mani colme pronte a dare

maturi frutti

e leste accarezzano

un volto, icona di solitudine

e di profonda tristezza.

Braccia stringono

il desiderio più nobile,

bello, buono, amabile.

Cuore, che dal suo ritmo stanco,

si desta, sussulta, va,

viaggia, vola su variopinto aquilone

spinto da aliti e brezze.

La mente spazza via,

come le foglie l’autunno,

ricordi velati di tristi rimpianti

e come edera aggrappata

al suo sostegno,

difende gli attimi di giubilo.

Vuota di me

sento il richiamo tuo oh Poesia

colmare la mente e chetare l’animo

simile a sorgente d’acqua,

tu plachi la mia arsura.
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Profilo Autore: Cosetta Taverniti  

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Te vojo dedicà sta canzuncella.

Da quanno m’hai lassato in testa frulla,

ma a te c’ancora sei la mia bella

credo che proprio te ce vada a palla.

Accordi teneri e languide parole

che te dicevo quanno er sole more.

Volevo vive sortanto accanto a te

e mò me trovo seduto sur…bidet.

Tu m’hai lassato perché ti ho tradita,

co ‘na gatta che poi ho sterminata,

pe fa “n’esperienza de vita”,

me trovo a mia  ormai sdrumata.

Te chiesi scusa, ma la tua virtù

se fece scrupoli de poca serietà.

La tua sentenza infine fu

de nun accordarme ‘na possibilità.

Allora uso questa canzuncella

pe aprì ‘na piccola finestrella,

pe ditte che il miglior pregio dell’omo

è sapè usare l’arma der perdono.

Si la vorrai ascortare attentamente,

potrai capir che t’amo immensamente.

Se non la voi cantà farà lo stesso,

n’omo come me è solo un cesso !


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Profilo Autore: Bronson  

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Roccia a scolpir volti d'altri tempi,

musa ispiratrice e

pensieri a rotear al centro della terra..

Anima, vestir di luce chiara e

cuore a scioglier sangue umano.

Tempo andato..

Roccia scalfita, goccia d'acqua a far buca,

frastagliate coste a diromper sul mare e

gabbiano gridar dolore in dolore e

sorvolare mare.

Povera anima a sputar sudore

mani impolverate e piedi nudi.

Buco nero e vortice di vento a

succhiar nettare di ape,

freddo a intirizzir ossa e

fievol sospiro a

soffocar parole buone..

Roccia, sasso a cader dal monte.

Roccia sgretolata fin divenir polvere..





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Profilo Autore: Adele Vincenti  

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Tra baci di mandorle lunari,

come astrali vibrisse d' orizzonte,

gherigli d' abete s' inerpicavano

per l' argenteria del cielo a dicembre,

muta lavagna fiorita d' emozioni.


Un raggio di neve abbozzato

è zucchero d' inverno immacolato,

fantasiosa glassa spettinata d' universo

tra grattacieli e rami imbionditi dal gelo

immortalati in tele di petali di comete.


Come giovane guerriera indaffarata

dalle cicatrici d' un solstizio d' amore,

l' argenteria del cielo a dicembre

accarezzava un prato di comignoli

assonnato dal dolce risveglio dei sogni.

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Profilo Autore: rosa dei venti  

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Quando scese
il fuoco dell’inferno
tra questi viali
e su queste anime

capimmo
che il cielo si era squarciato
e precipitarono
gli angeli dal loro ozio celeste.


Quando le armi
sibilarono
il loro carico di morte
nel silenzio irreale,

capimmo che il purgatorio
era colmo di preghiere inutili
e fredde come quegli attimi
eterni, interminabili
oltre ogni umana ragione.

Il pianto sommesso
di madri, fratelli e vedove
rese cieco questo Dio
che l’uomo vorrebbe
a sua immagine e somiglianza.

Non ti fare alcuna immagine, disse,
e l’uomo lo contraddisse subito
così Dio divenne ateo,
e cancellò il suo nome
da ogni libro rivelato
per far sì che lo cercassimo nuovamente
nel luogo assurdo dove si era nascosto.

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Profilo Autore: paolo di cristofaro  

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                       Vecchio e glorioso castello
                       che porti nell' aria odore d' antico,
                       s' innalza ancora il tuo inviolato mantello
                       sull' alta torre d' edera sparsa.

                       Sopra quel colle tra i fiori di Marzo,
                       fra il cielo azzurro e il sole dorato,
                       il tuo cuore ancor è di nobil sfarzo
                       la pioggia e gli anni non l' han cambiato.

                       L' erba te cresciuta sopra il tuo petto,
                       la gente ti guarda si leva il cappello,
                       mentre una campana a colpi di vento
                       risuona entro i muri di marmo e di vetro.

                       Hai la chiesetta dal tetto di pietra
                       dove tu hai visto la gente pregare,
                       pregare ed amare quella croce intetra
                       in tempo di pace o di guerra che fù.

                       Entro il tuo cuore di anni pesanti,
                       entro la voce che solleva il tuo spirito
                       c' è scritto un biglietto per noi folgoranti,
                       un biglietto di pace e d' amore antico.


                                            
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Profilo Autore: Adriano Trestini  

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Mi illumina
la fabbrica al di là
del piazzale.
Il silenzio è interrotto
dai fari di alcuni veicoli
che escono dalla rotonda
davanti allo stabilimento
dove lavoro.
E' vero,
scrivo così poco di noi,
ma lo sai che sei
dentro di me
e qui sempre starai,
che mai perderò
le parole
e neppure il ricordo;
noi due
sulla spiaggia abbracciati
dentro il buio
della nostra
prima sera.
Lo conserverò
fino a che posso,
fino alla fine.
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Profilo Autore: Carlo Marconcini  

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Avrei voluto i versi tuoi,
quelli del poeta!

Scagliati come frecce addosso
spalmati come cioccolata nera.

T'avrei dipinto allora,
stelle sopra il letto
e regalato ore d'albe rosse.

Avrei voluto i versi tuoi, 
quelli del poeta!

Da assaporare piano,
come fragole di bosco.
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Profilo Autore: elisa  

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Voglio,
dico voglio!
Uscire dal tunnel
della paura
e riprendere
per mano
la vita:
abbracciare un sogno.

Voglio,
dico voglio!
Essere consapevole
che il sereno
non sia solo
una previsione
atmosferica:
vivere l'arcobaleno.

Voglio,
dico voglio!
Che l'infinito verbo
dire
si tramuti
nell'infinito verbo
fare:
per amore.



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Profilo Autore: Sergio Camellini  

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Vorrei poter non dirlo
ancor meno pensarci, eppure
questo amore non fantastica più.

Persi,
in sentieri di rovi,
cogliamo solo spine
di rose ormai appassite.

Le orme sono state trafugate,
un’onda le cancellerà
porterà via ogni odore di noi.

… Tutto svanisce…

Si disseminano
in un cielo grigio
sogni e desideri, spariscono
come fumo di comignoli
che lascia respiri un po’ anneriti.

Lanterne colorate rollano col vento,
seguono mete disegnate, son piene di voglie
ma non sono più le nostre.

… Si spengono
    una ad una
      tutte le stelle…

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Profilo Autore: Giò  

Questo autore ha pubblicato 269 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
 
(Un alito di primavera
ritrova una rondine il suo nido).


Ti ho sfiorato il cuore
cosi tante volte
che ormai vesti
le mie stagioni di tiepida carezza.

Complice la notte
il nostro bacio
ha il profumo vellutato delle rose
i tuoi occhi verdi sul mio viso
sono papaveri rossi e spighe intrecciate  
labbra golose  rubano le stelle
onde  travolgono abitudini
sono fiori che sbocciano ricami
nelle fragranze di lillà
mossi silenti , incanti, 
  brividi. 

Amore mio
ti respiro
mi respiri
mi guardi
ti guardo. 

I nostri sguardi sono promesse
che  palpitano e stringono il  petto
gonfio d'Inverno . 

Tu del mio Inverno
sei il focolare
lo scoppiettio di anima e di cuore. 

E mi sciolgo
come neve al sole
e cerco un nascondiglio
per vivere
per viverti .






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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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Scende sera, si allungano le ombre.

Lì, alla finestra, silenziosi pensieri danzano alla luna.

La notte non ha colori tra le grigie nuvole.

Solo gocce d’acqua scivolano giù dai vetri,

iridescenti perle, al fievole bagliore lunare.

Occhi lucidi, non trovano prospettiva

tra sguardi assenti.

Il cuore non cessa il suo forte pulsare,

respingendo il sonno e i suoi sogni.

Assordante e fastidioso, paradossale,

il silenzio circostante.

Si accendono i ricordi,

scatti di immagini mai catturate,

 di vita spensierata, serena, vissuta.

 Gesti e calde carezze, allegra infanzia.

Nostalgica aria di Natale,

suoni, addobbi e doni.

Viavai di tanta gente indaffarata.

Serate calde d’estate

allietate d’amichevole compagnia.

Bensì pur acri rimorsi,

sbagli e incompiuti gesti, carezze,

momenti e sorrisi in nessun attimo offerti.

Gote umide di lacrime mai terse.

Dove si celano ora gioie ed emozioni?

Dove la lieta vita?

Oh voi, non lasciate ancora brillare quest’anima,

come stella sola, tra le nere nuvole.

Silenti fategli compagnia,

nutritela col calore, pari a fuoco

 vivo pur celato dalla cenere.

Quando poi la Casta Diva,

 al sole cocente, l’alto trono cederà,

allora, essa guardare persa, potrà i vostri occhi

e all’aurora vi abbraccerà per sempre.

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Profilo Autore: Cosetta Taverniti  

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Ricordi, l'inverno fu primavera, l'estate autunno,
ombrello di fiori a contornar testa,
diadema d'amore.
Passi ad impronte naturali,
sensualità in parole.
Ricordi?
Cristo; con noi nell'abitacolo dei valori.
Anima or svanisci,
ad apparir mucchio di macerie,
inchiostro a macchiar spirito e
sensazioni a svanir nel cielo...
Ricordi?
Sentimenti, gioie e dolori,
fuochi di paglia ad incendiar cuore.
Cenere ad annebbiar mente e
miscuglio di anime ad aggirar nell'abitacolo morale,
Dove sei anima vagabonda?
Odo sospirar la morte all'angolo della sorte...
Specchio dei valori or offuscato da veleni.
Ricordi anima?
O vuoi dimenticare?
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Profilo Autore: Adele Vincenti  

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Follie che ottundono le menti, in un incipiente incalzar  del tempo.
   Miasmi putridi, di una normale esistenza, volta ormai al suo termine 
e già in consunzione.
  Son recrudescenze di sentimenti desiderati, mai pronunciati,
parole inespresse, giochi proibiti, ignoti,
 esalazioni di desideri coatti, mai realizzati.
Ora son possibili!!!
Allo svanir di una vita orfana,
inaspettatamente  figlie
della casualità...
     ...Così per il tramite dei sensi, la vita nel suo aspetto multiforme,
  mi è precipitata addosso, nello spirito.
Ne ho sentito lo scuotimento in tutto il corpo,
  come fosse trasformato dalla genesi dell'idea amorosa.

   Ovunque ormai vedo sorgenti di poesia...
... finanche gli elementi primordiali,
partecipano tutti,
portando soavi profumi giovanili,
   leggiadre ebbrezze che sfiorano la pelle,
esalazioni di erotiche essenze
che riaprono speranze ormai perdute.

Mi chiedo, se davvero non si stia realizzando
l'antica, l'innata , l'insita idea di bellezza...
    poichè tutto si riscalda, si attenua, si rimargina...

...Amore o follia? Follia o amore?

_ Cosa dici? Forse che non abbiam più nessun ritegno?
Ma l'amore è un sentimento inoppugnabile...
E' necessità!
   e come tutte le vicnde celestiali,
non è da esaminare!

Guarda  i nostri occhi, le labbra:
        son grandi, dilatati, dal gran travaglio emozionale
che imponente ci attaversa.
Non senti... siam di nuovo vivi!!!

Che farai? che dirai?
Mi prenderai per mano?
    _ Si, ti  accoglierò nella pazzia arrembante di menti sconvolte,
rapite, sognanti,
per scrivere una pagina di speciale follia.

__________

Scritta a quattromani con la collaborazione di Bronson.

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Profilo Autore: Hera  

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