Ah…. Se il tempo fosse
Come posso ora tornare indietro
Cosa ne sarà di questo mio sentimento
Sì,canterò questo mio sogno
sento il richiamo dell’anima,
eterna compagna,
a render vividi
celate emozioni.
Occhi lontani
catturano infuocate albe.
Mani colme pronte a dare
maturi frutti
e leste accarezzano
un volto, icona di solitudine
e di profonda tristezza.
Braccia stringono
il desiderio più nobile,
bello, buono, amabile.
Cuore, che dal suo ritmo stanco,
si desta, sussulta, va,
viaggia, vola su variopinto aquilone
spinto da aliti e brezze.
La mente spazza via,
come le foglie l’autunno,
ricordi velati di tristi rimpianti
e come edera aggrappata
al suo sostegno,
difende gli attimi di giubilo.
Vuota di me
sento il richiamo tuo oh Poesia
colmare la mente e chetare l’animo
simile a sorgente d’acqua,
tu plachi la mia arsura.
Da quanno m’hai lassato in testa frulla,
ma a te c’ancora sei la mia bella
credo che proprio te ce vada a palla.
Accordi teneri e languide parole
che te dicevo quanno er sole more.
Volevo vive sortanto accanto a te
e mò me trovo seduto sur…bidet.
Tu m’hai lassato perché ti ho tradita,
co ‘na gatta che poi ho sterminata,
pe fa “n’esperienza de vita”,
me trovo a mia ormai sdrumata.
Te chiesi scusa, ma la tua virtù
se fece scrupoli de poca serietà.
La tua sentenza infine fu
de nun accordarme ‘na possibilità.
Allora uso questa canzuncella
pe aprì ‘na piccola finestrella,
pe ditte che il miglior pregio dell’omo
è sapè usare l’arma der perdono.
Si la vorrai ascortare attentamente,
potrai capir che t’amo immensamente.
Se non la voi cantà farà lo stesso,
n’omo come me è solo un cesso !
Roccia a scolpir volti d'altri tempi,
musa ispiratrice e
pensieri a rotear al centro della terra..
Anima, vestir di luce chiara e
cuore a scioglier sangue umano.
Tempo andato..
Roccia scalfita, goccia d'acqua a far buca,
frastagliate coste a diromper sul mare e
gabbiano gridar dolore in dolore e
sorvolare mare.
Povera anima a sputar sudore
mani impolverate e piedi nudi.
Buco nero e vortice di vento a
succhiar nettare di ape,
freddo a intirizzir ossa e
fievol sospiro a
soffocar parole buone..
Roccia, sasso a cader dal monte.
Roccia sgretolata fin divenir polvere..
come astrali vibrisse d' orizzonte,
gherigli d' abete s' inerpicavano
per l' argenteria del cielo a dicembre,
muta lavagna fiorita d' emozioni.
Un raggio di neve abbozzato
è zucchero d' inverno immacolato,
fantasiosa glassa spettinata d' universo
tra grattacieli e rami imbionditi dal gelo
immortalati in tele di petali di comete.
Come giovane guerriera indaffarata
dalle cicatrici d' un solstizio d' amore,
l' argenteria del cielo a dicembre
accarezzava un prato di comignoli
assonnato dal dolce risveglio dei sogni.
Quando scese
il fuoco dell’inferno
tra questi viali
e su queste anime
capimmo
che il cielo si era squarciato
e precipitarono
gli angeli dal loro ozio celeste.
Quando le armi
sibilarono
il loro carico di morte
nel silenzio irreale,
capimmo che il purgatorio
era colmo di preghiere inutili
e fredde come quegli attimi
eterni, interminabili
oltre ogni umana ragione.
Il pianto sommesso
di madri, fratelli e vedove
rese cieco questo Dio
che l’uomo vorrebbe
a sua immagine e somiglianza.
Non ti fare alcuna immagine, disse,
e l’uomo lo contraddisse subito
così Dio divenne ateo,
e cancellò il suo nome
da ogni libro rivelato
per far sì che lo cercassimo nuovamente
nel luogo assurdo dove si era nascosto.
Vecchio e glorioso castello
Sopra quel colle tra i fiori di Marzo,
L' erba te cresciuta sopra il tuo petto,
Hai la chiesetta dal tetto di pietra
Entro il tuo cuore di anni pesanti,
la fabbrica al di là
del piazzale.
Il silenzio è interrotto
dai fari di alcuni veicoli
che escono dalla rotonda
davanti allo stabilimento
dove lavoro.
E' vero,
scrivo così poco di noi,
ma lo sai che sei
dentro di me
e qui sempre starai,
che mai perderò
le parole
e neppure il ricordo;
noi due
sulla spiaggia abbracciati
dentro il buio
della nostra
prima sera.
Lo conserverò
fino a che posso,
fino alla fine.
dico voglio!
Uscire dal tunnel
della paura
e riprendere
per mano
la vita:
abbracciare un sogno.
Voglio,
dico voglio!
Essere consapevole
che il sereno
non sia solo
una previsione
atmosferica:
vivere l'arcobaleno.
Voglio,
dico voglio!
Che l'infinito verbo
dire
si tramuti
nell'infinito verbo
fare:
per amore.
ancor meno pensarci, eppure
questo amore non fantastica più.
Persi,
in sentieri di rovi,
cogliamo solo spine
di rose ormai appassite.
Le orme sono state trafugate,
un’onda le cancellerà
porterà via ogni odore di noi.
… Tutto svanisce…
Si disseminano
in un cielo grigio
sogni e desideri, spariscono
come fumo di comignoli
che lascia respiri un po’ anneriti.
Lanterne colorate rollano col vento,
seguono mete disegnate, son piene di voglie
ma non sono più le nostre.
… Si spengono
una ad una
tutte le stelle…
ritrova una rondine il suo nido).
Ti ho sfiorato il cuore
cosi tante volte
che ormai vesti
le mie stagioni di tiepida carezza.
Complice la notte
il nostro bacio
ha il profumo vellutato delle rose
i tuoi occhi verdi sul mio viso
sono papaveri rossi e spighe intrecciate
labbra golose rubano le stelle
onde travolgono abitudini
sono fiori che sbocciano ricami
nelle fragranze di lillà
mossi silenti , incanti,
brividi.
Amore mio
ti respiro
mi respiri
mi guardi
ti guardo.
I nostri sguardi sono promesse
che palpitano e stringono il petto
gonfio d'Inverno .
Tu del mio Inverno
sei il focolare
lo scoppiettio di anima e di cuore.
E mi sciolgo
come neve al sole
e cerco un nascondiglio
per vivere
per viverti .

Scende sera, si allungano le ombre.
Lì, alla finestra, silenziosi pensieri danzano alla luna.
La notte non ha colori tra le grigie nuvole.
Solo gocce d’acqua scivolano giù dai vetri,
iridescenti perle, al fievole bagliore lunare.
Occhi lucidi, non trovano prospettiva
tra sguardi assenti.
Il cuore non cessa il suo forte pulsare,
respingendo il sonno e i suoi sogni.
Assordante e fastidioso, paradossale,
il silenzio circostante.
Si accendono i ricordi,
scatti di immagini mai catturate,
di vita spensierata, serena, vissuta.
Gesti e calde carezze, allegra infanzia.
Nostalgica aria di Natale,
suoni, addobbi e doni.
Viavai di tanta gente indaffarata.
Serate calde d’estate
allietate d’amichevole compagnia.
Bensì pur acri rimorsi,
sbagli e incompiuti gesti, carezze,
momenti e sorrisi in nessun attimo offerti.
Gote umide di lacrime mai terse.
Dove si celano ora gioie ed emozioni?
Dove la lieta vita?
Oh voi, non lasciate ancora brillare quest’anima,
come stella sola, tra le nere nuvole.
Silenti fategli compagnia,
nutritela col calore, pari a fuoco
vivo pur celato dalla cenere.
Quando poi la Casta Diva,
al sole cocente, l’alto trono cederà,
allora, essa guardare persa, potrà i vostri occhi
e all’aurora vi abbraccerà per sempre.
Miasmi putridi, di una normale esistenza, volta ormai al suo termine
e già in consunzione.
Son recrudescenze di sentimenti desiderati, mai pronunciati,
parole inespresse, giochi proibiti, ignoti,
esalazioni di desideri coatti, mai realizzati.
Ora son possibili!!!
Allo svanir di una vita orfana,
inaspettatamente figlie
della casualità...
...Così per il tramite dei sensi, la vita nel suo aspetto multiforme,
mi è precipitata addosso, nello spirito.
Ne ho sentito lo scuotimento in tutto il corpo,
come fosse trasformato dalla genesi dell'idea amorosa.
Ovunque ormai vedo sorgenti di poesia...
... finanche gli elementi primordiali,
partecipano tutti,
portando soavi profumi giovanili,
leggiadre ebbrezze che sfiorano la pelle,
esalazioni di erotiche essenze
che riaprono speranze ormai perdute.
Mi chiedo, se davvero non si stia realizzando
l'antica, l'innata , l'insita idea di bellezza...
poichè tutto si riscalda, si attenua, si rimargina...
...Amore o follia? Follia o amore?
_ Cosa dici? Forse che non abbiam più nessun ritegno?
Ma l'amore è un sentimento inoppugnabile...
E' necessità!
e come tutte le vicnde celestiali,
non è da esaminare!
Guarda i nostri occhi, le labbra:
son grandi, dilatati, dal gran travaglio emozionale
che imponente ci attaversa.
Non senti... siam di nuovo vivi!!!
Che farai? che dirai?
Mi prenderai per mano?
_ Si, ti accoglierò nella pazzia arrembante di menti sconvolte,
rapite, sognanti,
per scrivere una pagina di speciale follia.
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Scritta a quattromani con la collaborazione di Bronson.










