Sentieri d’anni e di passati memori
brulichio leggiadro di spanto eco
su pe’ i dintorni gravi del colle meco
odor di stirpe,di re,di mali demoni.
Mura messe a opra d’erculee forze
sullo stipato colle di lontano guardo
immagino echi gravi e risa d’azzardo
su pe’ la pietraia colma d’assurda morte,
corron intrepide leggende e sangue
d’impetuose lotte fin all’imbrunire
e sparsi guerrier vissuti sol per morire
or nella cupa ombra in lamenti esangue.
Un vanto beffardo corre sulla sorte ai vinti,
ceneri intorno e nenie di lamentoso canto
scricchiolano gli alberi e fanno banda al pianto
alla notte accerchiata di fuochi e cupi dipinti.
Ecco,ancor la morte ha dato orgoglio al vincitore
che or bivacca in crudi odori e insanguinati sassi
e racconta fatti battendo il ferro sui duri massi
e ubriaco crolla al suono del suo tanto ardore.
Gli occhi tremanti di orrori vissuti
sterminio di genti dall’alba al tramonto
sentiti gridi e acuti tormenti di scontro
nelle grigie facce senza amori,senza aiuti.
Non è cambiato il tempo dei funesti perigli,
è cambiato il ferro,il carro,il cavallo
rimasta è la mente con nuovo vassallo
addobbate,marmoree le tombe, di fiori,di gigli.
brulichio leggiadro di spanto eco
su pe’ i dintorni gravi del colle meco
odor di stirpe,di re,di mali demoni.
Mura messe a opra d’erculee forze
sullo stipato colle di lontano guardo
immagino echi gravi e risa d’azzardo
su pe’ la pietraia colma d’assurda morte,
corron intrepide leggende e sangue
d’impetuose lotte fin all’imbrunire
e sparsi guerrier vissuti sol per morire
or nella cupa ombra in lamenti esangue.
Un vanto beffardo corre sulla sorte ai vinti,
ceneri intorno e nenie di lamentoso canto
scricchiolano gli alberi e fanno banda al pianto
alla notte accerchiata di fuochi e cupi dipinti.
Ecco,ancor la morte ha dato orgoglio al vincitore
che or bivacca in crudi odori e insanguinati sassi
e racconta fatti battendo il ferro sui duri massi
e ubriaco crolla al suono del suo tanto ardore.
Gli occhi tremanti di orrori vissuti
sterminio di genti dall’alba al tramonto
sentiti gridi e acuti tormenti di scontro
nelle grigie facce senza amori,senza aiuti.
Non è cambiato il tempo dei funesti perigli,
è cambiato il ferro,il carro,il cavallo
rimasta è la mente con nuovo vassallo
addobbate,marmoree le tombe, di fiori,di gigli.

Commenti
Molto bravo! Ciao...