Che tu sia speranza in lacrime sbocciata
lieve folata d’estasi alla bocca dell’anima
attesa, ove lo specchiarsi sorseggia infinita tenerezza
ingoiata nel ventre della terra allieva d’innocenza.
Dove sono ora le parole accolte di follia cara
che s’allungano ombre nella notte della mente
ai piedi del sonno ormai privo di sogno?
Fragili schegge di manieri le poesie
edificano torrioni d’emozioni nutrite d’isolamento.
E di lassù, chimera, il dolore invoca solerte
uno ad uno i singhiozzi complici di memoria
nell’urlo insonne di questa culla d’agonia.
Scrivo sui giorni il cupio melmoso che arranca
mancanza di cielo, ceduta la fragilità alla solitudine,
come bandiera bianca che saluta dolce
al contatto con la menzogna benevola del tempo
e reclama appartenenza all’amore reo confesso,
con così tanta urgenza che frustra l’auriga, il destino.
lieve folata d’estasi alla bocca dell’anima
attesa, ove lo specchiarsi sorseggia infinita tenerezza
ingoiata nel ventre della terra allieva d’innocenza.
Dove sono ora le parole accolte di follia cara
che s’allungano ombre nella notte della mente
ai piedi del sonno ormai privo di sogno?
Fragili schegge di manieri le poesie
edificano torrioni d’emozioni nutrite d’isolamento.
E di lassù, chimera, il dolore invoca solerte
uno ad uno i singhiozzi complici di memoria
nell’urlo insonne di questa culla d’agonia.
Scrivo sui giorni il cupio melmoso che arranca
mancanza di cielo, ceduta la fragilità alla solitudine,
come bandiera bianca che saluta dolce
al contatto con la menzogna benevola del tempo
e reclama appartenenza all’amore reo confesso,
con così tanta urgenza che frustra l’auriga, il destino.

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