Ho trovato
una vecchia lettera,
il foglio ingiallito
la mano ferma
in una grafia
priva di fama.
Non ho letto
la vecchia lettera
il foglio ingiallito
portava intrisi
sussulti d'animo
persi ormai nel tempo.
Ho appallottolato
la vecchia lettera
foglio ingiallito e spiegazzato
mi ha accompagnato
in lungo in largo
mentre ho girato.
Ho girato,
calpestato foglie cadute,
ho calcato ponti,
resistito al vento
quello delle 18:00,
il vento del New Hampishire.
Ho scalto colli,
solcato di sguardi
finestre
di cascine abbandonate.
Ho girato,
sono andato avanti
son tornato indietro
spostandomi in ogni direzione
ho girato,
con una vecchia lettera,
gialla e spiegazzata,
stretta nel pugno,
ho girato e rigirato,
non ho visto un cazzo,
un cazzo di speciale.
una vecchia lettera,
il foglio ingiallito
la mano ferma
in una grafia
priva di fama.
Non ho letto
la vecchia lettera
il foglio ingiallito
portava intrisi
sussulti d'animo
persi ormai nel tempo.
Ho appallottolato
la vecchia lettera
foglio ingiallito e spiegazzato
mi ha accompagnato
in lungo in largo
mentre ho girato.
Ho girato,
calpestato foglie cadute,
ho calcato ponti,
resistito al vento
quello delle 18:00,
il vento del New Hampishire.
Ho scalto colli,
solcato di sguardi
finestre
di cascine abbandonate.
Ho girato,
sono andato avanti
son tornato indietro
spostandomi in ogni direzione
ho girato,
con una vecchia lettera,
gialla e spiegazzata,
stretta nel pugno,
ho girato e rigirato,
non ho visto un cazzo,
un cazzo di speciale.
5 commenti
Notti pullulano sul fiume,
serene notti, mirabili colori e
frastagliate coste a riposar sul letto.
Ombre a diradar fra stanca bruma,
sprazzi di lilla a colorar prato e
margherite a macular tappeto,
eco a ripeter parole,
vocio a raccoglier grido d'amore.
Uva maturata al sole,
baccelli di speranza colmi di buon vino
incanto fluviale di mistica visione.
Non v'è fiume a diveder camino a
piedi scalzi attraversar stagnanti acque.
“Speranza”
Pervader mente e corpo.
Battiti di cuore a ritmo cubano,
anima incandescente in lieve volo.
Cos'avesse a che fare con me
la bianchissima luna,
versata come una noce di nuvola
nell'azzurro - non so. Ma sotto
nel bruno lago prigioniero di Peschiera
altri compagni non sapevano,
pesci spezzati, pane secco,
per conto mio pensavo fosse l'occhio
di un narvalo colossale
puntato su Cuba.

Semplici, facili,
mi rasserenano,
mi aiutano ad affrontare
la giornata.
Un bacio un’emozione
sorprendente mi assale,
è cosi che si allontana
la tristezza.
Accendendo
il cuore,
è cosi che riconosco
il tuo profumo.
Credevo di averlo perso, invece
mi accorgo di averlo ritrovato,
in un giorno
particolare.
Dove con due parole
inizia la giornata.
mi rasserenano,
mi aiutano ad affrontare
la giornata.
Un bacio un’emozione
sorprendente mi assale,
è cosi che si allontana
la tristezza.
Accendendo
il cuore,
è cosi che riconosco
il tuo profumo.
Credevo di averlo perso, invece
mi accorgo di averlo ritrovato,
in un giorno
particolare.
Dove con due parole
inizia la giornata.
Ho un ciliegio
nel giardino
irritato da un quarto di luna.
Un lamento graffiato
da un'inquietudine di foglie ingiallite
inginocchiate e arrugginite
senza attese e
incerte della sorte.
Non sanno
che niente più è come prima
quando il canto delle cicale
le venerava al sole.
In un crescendo di pulsioni
ora inseguono il vento
danzano e annusano radici.
Iniziano a morire
quando nasce una poesia.
Conquistando il cielo
amando nuvole ed illusioni
amando quel ciliegio
e i suoi ricami del cuore.
Conquistando il cielo
amando nuvole ed illusioni
amando quel ciliegio
e i suoi ricami del cuore.

Mi sorrideranno anche le fogne
e da dentro quella specie di barba
che ricopre il volto della città.
Tornerà la bionda
che bionda più non è
con le sue valigie un po' più pesanti
perché ci rimane dentro quel che è successo.
Nello scricchiolio dei platani
batteranno i loro passi
i soliti bidelli dalla facile risata;
la fila sarà più insolita
e davanti la prepotenza di uno scivolino.
Il buio riporterà la pallina
e chi mi ha già salvato una volta
verrà a dirmi
che solo la prima era gratis.
e da dentro quella specie di barba
che ricopre il volto della città.
Tornerà la bionda
che bionda più non è
con le sue valigie un po' più pesanti
perché ci rimane dentro quel che è successo.
Nello scricchiolio dei platani
batteranno i loro passi
i soliti bidelli dalla facile risata;
la fila sarà più insolita
e davanti la prepotenza di uno scivolino.
Il buio riporterà la pallina
e chi mi ha già salvato una volta
verrà a dirmi
che solo la prima era gratis.
Nata,
tra l' olmi e poggi leggiadri
tu,
esule vita, t' investi di costumi in pianti,
il tuo mondo ricade sempre alla morte.
Là, tra le foglie rossastre del male che viene,
sopra i tetti dei colli in taciturno sguardo
s' alza e scende l' occhio in panorama e pensa.
Tramonto sì bello fra le cime dei monti:
e poi tu, Vento di volgare, sfasci l' opra
spingendo nubi oltre la scena
e come sangue il grande re tinge il sipario.
Notti di forme sinistre, demoniacali, spinte;
da strepitii incresciosi,
ombre rugginose muovon passo felino
sibilano gemiti d' oltre tomba.
Triste anima che t' assorbi pensieri di trepido esistente,
volgi al bene restante
il tuo passato di legionar d' amore.
Non porto pensieri d' amore, ma contro;
svalico sopra l' ombre del digiuno notturno,
vado nel mio andare sempre misero e con addii;
vedo soltanto un tremolio costante
che abbandona tra le rive e i margini fiocchi di vita;
e scendo allor, nelle libertà di primitive estati
ove il suono di un legno dava gioia, dava amore.
Ora tracce di lutto dipingono l' aère del duemila,
ripassano sguardi di barbari moderni nell' odio,
s' abbondano orde di riscatti in vita di vile;
e di certo scendi da mani gentili
onde l' amore in culla
dava al tuo mondo la libertà di essere vita-
e ora spargi sogni terrori,
ricami su tessuti il tuo volto di peccato
ma non troverai la pace,
camminerai sempre viottoli di anime sante.
E tutte le idee di questi toccati idealismi
sui figli del trono umano
avanzano,
giungono separate dal tempo sopra file di plebe,
cantano fedi ingiuste,
s' incorona nelle menti del misero uomo
dittature di sangue all' obbedienza;
dipingono sopra cattoliche città i loro moti divismi
stampano nell' aria fuliggine a colori diversi,
arde in brontolio la fiamma di esistere
e non esiliata arroventa la vita.
Notti con tanti lumi toccano la triste mia vita
che di tanta rabbia brilla il cuore,
il pensiero fuso!!
nervi di spasmo traggono incroci di pensieri solenni:
si colpiranno questi colori che tragicano
perendo libertà nei banali uomini
dando avelli senza fiori, senza riposo consolato.
Lo scrosciar s' impone sui degradati ignoti;
tinnula sui torreggiati intorno
il suono che prende il volto e la natura,
gravemente s' afferma un' alito sospinto d' impetuosità
e l' etere della grandiosità umana
in danno s' investe,
si colora dell' ultimo guardo e dell' ora.
Un giorno di nemmeno l' età s' annuncia ai profeti,
nulla del nostro vasto si poteva chiamare amore;
scheletriti intonati agli arsi sassi
dipingevano il d' intorno in defunti quadri ambrati, chiusi;
la grande vita del passionale uomo
bianca ed estesa sugli erbosi asfalti
fra l' orde del raggiante sole
ricamava ordini nel suo mondo di morte.
E nel vero aspetto in nutrita angosciosa libertà
troppe doglie s' incarnavano sulle plebi società,
e l' errante faticoso strumento del vivere
bruciava gli attimi dello spanto sudore,
mentre s' alzavano stridenti sorrisi in pause d' ubriaco;
la dittatura del villansozo impero
abbaiata da mastini della sua ombra ora paurosa
sillabavano di sacro errante
preghiere a suo tempo sconosciute.
Avete nel difficile l' età dell' ora ombrosa,
guardate i gigli della caduta umanità,
torrenti del gridoso sangue tornano dagli anni
sopra la vergognosa natura
del vertiginoso piano terrestre
anime scalze tornano dal buio
e voi, or piegati dagli spari vostri
tintinnate d' infantili gridi
con innocenza anziana;
l' amaro volto della fatta vostra paura
vi inserisce dentro arene dello sbranato plebo cristiano.
Il vento tra i roveri nei boschi
sullo sfondo del duemila appassito
comparirà nei testi futuri
come simpatia per un cataclisma voluto
e non sogni, ma ore veniali,
nei sintetici rimbalzi di spari, nelle ghise facce
di rossi episodi.
Questo fu un sogno fatto a 17 anni
e poi scrissi queste parole.
Male,
perché esisti?
Occupi tutto
il nostro orizzonte
visivo,
linee
che s'intersecano
e si confondono
nel grigio livore
del mondo,
impedendoci
di scorgere
la tanto agognata
emozione
del bene,
che poco si vede
e poco si sente
ma c'è,
ascolta il suo
silenzio...
perché esisti?
Occupi tutto
il nostro orizzonte
visivo,
linee
che s'intersecano
e si confondono
nel grigio livore
del mondo,
impedendoci
di scorgere
la tanto agognata
emozione
del bene,
che poco si vede
e poco si sente
ma c'è,
ascolta il suo
silenzio...
Non ti combatterò Poesia
perché sono così!
Non c'è giorno che non ti respiro
e t'amo, come forse
non amerò mai nessuno.
Sono così, vivo e amo!
Gli occhi, le labbra
le voci, gli alberi, il mare,
il piccolo usignolo cantare.
Sei la mia forza, l'energia,
cibo per mente e cuore,
sei la mia differenza.
Continua ad abitarmi dentro,
perché sono così,
ho bisogno d'amare e d'amore!
Vestimi ancora dei versi tuoi,
perché sono fanciulla
che gioca a corda con la luna
e si specchia nel sole,
parla coi grilli e t'accarezza sottovoce.
Non mi redimo, no!
Continuerò a vivere
tra le stelle, le rose
e le note di una canzone.

Ricordi amore
com'era bello quel tempo,
quel tempo in cui
mano nella mano
passeggiavamo
dandoci un bacio
ogni due passi
era come danzare
in una bolla di sapone
Ricordi amore
com'era bello
donarci passione
donarci passione
tra le lenzuola
profumate dal vento
che le aveva asciugate
l'impronta dei nostri corpi
tatuaggio di un amore immortale
Ricordi amore …
il primo incontro,
il primo sguardo
e fu per sempre ….
all'altare le fedi dorate,
il primo vagito
del frutto di noi
e i nostri mille sogni ….
*
Ricordo amore
Ricordo amore
quel maledetto giorno
che rapì la tua voce calda,
dolci parole mi sussurrava
bacio le labbra tue statiche
accarezzo le tua guance
di porcellana
Folle ironia
ti aiuto a vivere
e tu vorresti morire
Ora vivo di ricordi
mentre osservo la tua vita
scorrere al ritmo di un respiratore
la mano più non mi stringi,
e mentre queste parole scrivo
lacrime amare baciano
il mio viso stanco
Da silenziosi intorni
e al fragil pianto
nell’ aria, nel vento
di questa amara vita
volgo la passion d’ amor e di canto
ai mille fiori,
ai mille destini,
or di nessun colore.
or di nessun vanto.
Fanciulla,
che rivesti i sogni e i pensieri attorno
e che leggende e fiabe
nascon al fiorir del giorno;
cosa darebbe la mia vita,tutta,
a un Tuo sospir d’ amor profondo.
Cosa darebbe questo mio silenzio
al gentil suono delle Tue labbra rosee
nel dir ti amo e null’ altro poi.
Di mille passati,di un solo presente
l’ amor tutto è un incanto;
solo l’ ombra che mai tarda
invecchia il giorno
e si porta via sogni e amor profondo.
Mi porta via i riccioli
dei Tuoi bei capelli biondi….
mi porta via il sogno di un mio sperato amore,
che come un fiume corre
e or nel mare muore.
Le palpebre di ombretto
color del cielo sfumate,
allungate le ciglia dal rimmel
per rendere lo sguardo più intenso
La bocca di rosa pitturata
nascosto il pallore del viso
con cipria profumata
Ecco la maschera è indossata …
Il sorriso si accende
lampadina di luce artificiale
quando l'amica incontro per strada
“Tutto bene … si non ti preoccupare”
Un caffè insieme, due chiacchiere,
furtivo lo sguardo all'orologio
è tardi devo scappare
La maschera ha funzionato …
Con passo frettoloso
ritorno al mio tendone,
dove abito, clown in pensione,
di far ridere più non son capace
perchè in me più sorriso non c'è
In vestaglia e pantofole
mi sento libera,
nello specchio riflesso un viso sconosciuto
il panno umido cancella il trucco
rimane una lacrima nera
unica traccia di una maschera perfetta …
Ecco sono nuovamente me stessa ….
Le mattine erano chiare.
Le creature striscianti
chiedevano
il permesso di entrare
e noi parlavamo di Rael.
Poi un giorno
la giacca di lana marrone
è rimasta appesa alla sedia.
Credo che Rael
ancora cammini
nei bassifondi,
ma io non ho più ritrovato
negli attimi
quella voglia
di essere vivo.
Le creature striscianti
chiedevano
il permesso di entrare
e noi parlavamo di Rael.
Poi un giorno
la giacca di lana marrone
è rimasta appesa alla sedia.
Credo che Rael
ancora cammini
nei bassifondi,
ma io non ho più ritrovato
negli attimi
quella voglia
di essere vivo.
Demoni ostili - "La città dorme
Nessuno sente quel bambino
Piangere lontano ?
Le urla mi attraversano
S' aggrappano sul muro
E viscide bianche larve
S' infilano nel letto :
La lama invisibile dei ricordi squarciati..
Dov era la Madre ?
Vedo gli occhi nel buio
Silenziosa preghiera
Impotente al dolore..
La casa tace
Cammino fino al bagno
E lungo il sentiero
Incontro qualche spirito
..mi riconosce
..mi aspettava
Mi seduce sfiorandomi
E un ricordo e' gia' pelle
Sua perversa innocenza
Di piaceri concessi..
Espiera' il mio peccato
Questa pena straziante?
Giungerà mai la grazia
Che allontani quel mostro ?
Perdonando e ripulendo
Danzero' col mio fantasma
Perche' anche il Demone più ostile
Può rivelarsi docile.. "
Nessuno sente quel bambino
Piangere lontano ?
Le urla mi attraversano
S' aggrappano sul muro
E viscide bianche larve
S' infilano nel letto :
La lama invisibile dei ricordi squarciati..
Dov era la Madre ?
Vedo gli occhi nel buio
Silenziosa preghiera
Impotente al dolore..
La casa tace
Cammino fino al bagno
E lungo il sentiero
Incontro qualche spirito
..mi riconosce
..mi aspettava
Mi seduce sfiorandomi
E un ricordo e' gia' pelle
Sua perversa innocenza
Di piaceri concessi..
Espiera' il mio peccato
Questa pena straziante?
Giungerà mai la grazia
Che allontani quel mostro ?
Perdonando e ripulendo
Danzero' col mio fantasma
Perche' anche il Demone più ostile
Può rivelarsi docile.. "












