Analogie tra le parole
che mi lascian tremolare,
si fa forte il tuo odore
ed é aspro il ricordare,
il tocco della tua pelle
un bacio sul mio collo,
mi elevi al cielo e accompagno le stelle
e sono pronto a perder l'orgoglio.
Io non ti amo
ma ti ho sempre amato,
e ora che sei così lontano
guardo indietro
e ti rivoglio.
che mi lascian tremolare,
si fa forte il tuo odore
ed é aspro il ricordare,
il tocco della tua pelle
un bacio sul mio collo,
mi elevi al cielo e accompagno le stelle
e sono pronto a perder l'orgoglio.
Io non ti amo
ma ti ho sempre amato,
e ora che sei così lontano
guardo indietro
e ti rivoglio.
6 commenti

Il viver nostro
cinico, rude, freddo.
Corso venèfico!
Al Ciel nessuno sguardo.
Non sogna un dì “magno”!
*****
La poesia, accenti metrici del Tanka (1-4-6), è nata scorrendo un aforisma del celebre Eugene Gladstone O’Neill, drammaturgo statunitense del 1900 e Premio Nobel per la letteratura conferitogli nel 1936 con la seguente motivazione: “per la forza, l’onestà e le emozioni profondamente sentite dei sui lavori drammatici che incarnano un concetto originale di tragedia”:
“Le nostre vite sono semplicemente tetri intervalli nella televisione del Padre Nostro”.
Il crepuscolo accompagna l'alba,
salutando la giornata.
Un angelo accompagna
i tuoi giorni, le tue notti.
Apparentemente
senza senso.
Ma tutto
ha un senso.
Tutto ha un perchè
un motivo.
Anche se ai nostri occhi
è invisibile.
Tutto scorre...
Gli occhi vogliono
stare al buio.
Nella speranza di riaprirsi
con il sole e la luce.
DEDICA AD UN CARISSIMO AMICO IN UN MOMENTO DI DIFFICOLTA', CIAO PAOLO.
salutando la giornata.
Un angelo accompagna
i tuoi giorni, le tue notti.
Apparentemente
senza senso.
Ma tutto
ha un senso.
Tutto ha un perchè
un motivo.
Anche se ai nostri occhi
è invisibile.
Tutto scorre...
Gli occhi vogliono
stare al buio.
Nella speranza di riaprirsi
con il sole e la luce.
DEDICA AD UN CARISSIMO AMICO IN UN MOMENTO DI DIFFICOLTA', CIAO PAOLO.
Siamo tutti quanti in fondo qua
perché è qui che ci troviamo
e cercando, cercando vive il mondo
solo adesso amico me ne rendo conto
c’è chi sta cercando la sua strada
chi l’ha cambiata 100 volte già
chi cerca tra mille occhi la sua metà
ognuno con l’idea del “comunque vada”
Buscando…buscando
è per questo che siamo al mondo
Buscando…buscando
solo adesso amico me ne rendo conto
C’è chi prende il primo aereo e vola via
chi chiude gli occhi e sogna una vita diversa
chi ama stare sempre in compagnia
chi per pensare troppo a se stesso l’ha persa
Chi ha amato una sola persona
chi ne ha amati 100 ma adesso è sola
chi per aver sofferto troppo non perdona
e chi in una storia nuova si consola
Buscando…buscando
è per questo che siamo al mondo
Buscando…buscando
solo adesso amico me ne rendo conto
Chi cerca un figlio, chi un lavoro
chi un modo per restare a galla
chi un posto al sole, chi una statua d’oro
chi un riparo dove dormire, una stalla
chi una vita migliore, una casa più grande
chi un rimedio al dolore, chi due nuove gambe
chi un cielo di stelle, chi insegue l’aurora
chi un motivo per cercare ancora
Buscando…buscando
è per questo che siamo al mondo
Buscando…buscando
solo adesso amico me ne rendo conto
perché è qui che ci troviamo
e cercando, cercando vive il mondo
solo adesso amico me ne rendo conto
c’è chi sta cercando la sua strada
chi l’ha cambiata 100 volte già
chi cerca tra mille occhi la sua metà
ognuno con l’idea del “comunque vada”
Buscando…buscando
è per questo che siamo al mondo
Buscando…buscando
solo adesso amico me ne rendo conto
C’è chi prende il primo aereo e vola via
chi chiude gli occhi e sogna una vita diversa
chi ama stare sempre in compagnia
chi per pensare troppo a se stesso l’ha persa
Chi ha amato una sola persona
chi ne ha amati 100 ma adesso è sola
chi per aver sofferto troppo non perdona
e chi in una storia nuova si consola
Buscando…buscando
è per questo che siamo al mondo
Buscando…buscando
solo adesso amico me ne rendo conto
Chi cerca un figlio, chi un lavoro
chi un modo per restare a galla
chi un posto al sole, chi una statua d’oro
chi un riparo dove dormire, una stalla
chi una vita migliore, una casa più grande
chi un rimedio al dolore, chi due nuove gambe
chi un cielo di stelle, chi insegue l’aurora
chi un motivo per cercare ancora
Buscando…buscando
è per questo che siamo al mondo
Buscando…buscando
solo adesso amico me ne rendo conto
Te voglio bene assai.
Ti voglio tanto bene, amore mio.
Te lo dico con una semplice carezza,
o con una semplice canzone.
E' facile per me amarti,
ma è altrettanto straziante perderti.
Perderti tra le note di una canzone,
tra le lacrime che ogni giorno mi accompagnano
nel mio lungo cammino.
Te voglio bene assai.
Ti voglio tanto bene, amore mio.
Tanto che ti regalerei l'eternità,
pur di vederti ogni giorno,
pur d'amarti ogni giorno.
E' una canzone che dedico al grande Enrico Caruso, tenore italiano, è una canzone che dedico a mia moglie e a tutti quelli che hanno un cuore vero.
BUONA VITA A TUTTI e buona poesia.
Ti voglio tanto bene, amore mio.
Te lo dico con una semplice carezza,
o con una semplice canzone.
E' facile per me amarti,
ma è altrettanto straziante perderti.
Perderti tra le note di una canzone,
tra le lacrime che ogni giorno mi accompagnano
nel mio lungo cammino.
Te voglio bene assai.
Ti voglio tanto bene, amore mio.
Tanto che ti regalerei l'eternità,
pur di vederti ogni giorno,
pur d'amarti ogni giorno.
E' una canzone che dedico al grande Enrico Caruso, tenore italiano, è una canzone che dedico a mia moglie e a tutti quelli che hanno un cuore vero.
BUONA VITA A TUTTI e buona poesia.
Comprerei una carezza,
segmento d’un pentagramma di primavera,
isola alluvionale del pensiero trasfusionale,
cuore innevato del baricentro esistenziale.
Comprerei una carezza,
caseggiato barattato d’autostrade del dolore,
grammatica ribosomica d’un solstizio d’assenza,
lacrima d’un vestale equinozio di sfrattata indifferenza.
segmento d’un pentagramma di primavera,
isola alluvionale del pensiero trasfusionale,
cuore innevato del baricentro esistenziale.
Comprerei una carezza,
caseggiato barattato d’autostrade del dolore,
grammatica ribosomica d’un solstizio d’assenza,
lacrima d’un vestale equinozio di sfrattata indifferenza.
Vibranti sintonie a colorar cielo,
misture di pensieri in vagante beatitudine,
aria felice a coronar cuore.
Volo a tesser trama serena,
fulgida poesia in vibrazione di parole..
Oh! Anima in profusion di
bianco candore,
margherite a tatuar prati,
allegorie e, sottil enfasi di piacere,
carismatica fusione, gioia in sentor di vita.
Farfalla a inneggiar cielo,
lieve, piuma colorata e,
di fiore in fiore sparger amore.
Farfalla, anima variopinta,
beata meraviglia in
alternanza di battiti d'ali,
occhi a bearsi di natural beltà,
vivaci mutamenti e senso d'abbandono.
Con te “ VOLO.”
Sulle ali di un vecchi autunno
ha dipinto occhi castani
e capelli chiari
terzo dolce sorriso
in pochi anni
cavalcando nuove stagioni
ha piano piano
scontornato immagine leale
in cammino verso il mondo
e attraverso nuove strade
passando da semplici
numeri e lettere
ha costruito grandi momenti
tenendo sempre accanto
la fantasia della giovinezza
ed ora che a quello stesso autunno
ad anni di distanza
è stato capace di regalare
nuova linfa nuova vita
a quel bambino
continua il viaggio
di quel bambino
che mai si è fermato
e mai fermerà
il suo cammino
ha dipinto occhi castani
e capelli chiari
terzo dolce sorriso
in pochi anni
cavalcando nuove stagioni
ha piano piano
scontornato immagine leale
in cammino verso il mondo
e attraverso nuove strade
passando da semplici
numeri e lettere
ha costruito grandi momenti
tenendo sempre accanto
la fantasia della giovinezza
ed ora che a quello stesso autunno
ad anni di distanza
è stato capace di regalare
nuova linfa nuova vita
a quel bambino
continua il viaggio
di quel bambino
che mai si è fermato
e mai fermerà
il suo cammino
La fila di punti graffe lungo la ferita
assomiglia al dorso di un dinosauro
affondato nelle sabbie mobili.
La protesi al ginocchio manda segnali dolenti,
s'annoia, vuole attivarsi,
sentirsi partecipe dei miei passi,
delle direzioni da intraprendere.
Mi sono reso conto che
sono smontabile, riparabile,
che il corpo è solo un insieme di pezzi
che si consumano inesorabilmente
ai comandi della mente.
Nasce allora la speranza
che forse anche il cuore possa ripararsi,
che il crudele morso che gli desti
possa trovare una toppa durevole
fissata con cento punti di seta
a disegnare una sottile cicatrice,
eterno ricordo della tua passione
antropofaga.
assomiglia al dorso di un dinosauro
affondato nelle sabbie mobili.
La protesi al ginocchio manda segnali dolenti,
s'annoia, vuole attivarsi,
sentirsi partecipe dei miei passi,
delle direzioni da intraprendere.
Mi sono reso conto che
sono smontabile, riparabile,
che il corpo è solo un insieme di pezzi
che si consumano inesorabilmente
ai comandi della mente.
Nasce allora la speranza
che forse anche il cuore possa ripararsi,
che il crudele morso che gli desti
possa trovare una toppa durevole
fissata con cento punti di seta
a disegnare una sottile cicatrice,
eterno ricordo della tua passione
antropofaga.
« Trovarono tra tutte quelle orribili carcasse due scheletri, uno dei quali abbracciava singolarmente l'altro. Uno di quegli scheletri, che era quello di una donna, era ancora coperto di qualche lembo di una veste di una stoffa che era stata bianca. L'altro, abbracciava stretto questo, era lo scheletro di un uomo. Notarono che aveva la colonna vertebrale deviata, la testa incassata tra le scapole e una gamba più corta dell'altra. Quando fecero per staccarlo dallo scheletro che abbracciava, cadde in polvere. » Cit. Notre-Dame de Paris (Victor Hugo)
Io
ti amo
da sempre,
persino da prima
che mi portassi da bere,
persino quando il mio stupor
non era sonno profondo
e di già irreversibile,
ma era soltanto
un deforme
e piccolo
sogno.
E
così
ti amo
anche oggi
che sono lo sposo
che torna ad essere
un pugno di polvere:
la soave materia
di una vita
che si fa
eterna
e che
non
potrà
mai più
separare
ciò che Dio
ha voluto
unire-
Me sto a morì dar ride
m’hai fatto scompisciare,
hai la battuta pronta,
sai bene cazzeggiare.
Co te nun ce s’annoia,
‘n te viè la paranoia,
basta statte a sentì
pe fatte divertì.
Dicheno che così inizia
er gioco dell’amore,
un po’ de bonumore
e er core cederà !
Che so tutte le storie
d’amore contrastato
dar pianto ognor condito,
dar duolo inusitato ?
Er cielo nottetempo,
‘a luna se se arza,
‘e stelle, er mare immenso,
me par tutt’una farsa !
E puro ‘a poesia…
a vorte te ‘ncupisce
se piena de dolor
me pare a stelle e strisce !
Che amore è allegria,
voja d’esse felici,
nun mette radici
inder l’opacità !
Pe questo tu me piaci
quanno che me fai ride,
sono parol vivaci,
che con l’amor non stride.
m’hai fatto scompisciare,
hai la battuta pronta,
sai bene cazzeggiare.
Co te nun ce s’annoia,
‘n te viè la paranoia,
basta statte a sentì
pe fatte divertì.
Dicheno che così inizia
er gioco dell’amore,
un po’ de bonumore
e er core cederà !
Che so tutte le storie
d’amore contrastato
dar pianto ognor condito,
dar duolo inusitato ?
Er cielo nottetempo,
‘a luna se se arza,
‘e stelle, er mare immenso,
me par tutt’una farsa !
E puro ‘a poesia…
a vorte te ‘ncupisce
se piena de dolor
me pare a stelle e strisce !
Che amore è allegria,
voja d’esse felici,
nun mette radici
inder l’opacità !
Pe questo tu me piaci
quanno che me fai ride,
sono parol vivaci,
che con l’amor non stride.
Alla linea del monte s’infiora memoria
depone rose a specchio il mare sulla spiaggia
lacera riverenze d’orme distratte
e perde il ricordo di corpi nudi e caldi
dall’incedere stanco sul dorso del vento.
Il mozzo solleva un uomo in ginocchio
sua la carcassa d’ignavia ad ala sul fondo.
E piove pianto la furia al dolore
opaco addio amniotico, narcotico amore .
Lesa deriva di grida, la rabbia s’arrende
nella dimenticanza acconsente l’assenza
dell’altro amato oltre l’alare murato.
Vola il pensiero sull’isola in sogno
piovono incanti al colmo incendiati
alianti filari di cielo viola all’appello.
Un grappolo a te che nel cuore apri l’ombrello
un po’ d’infinito a me che vivo e delirio distillo.
depone rose a specchio il mare sulla spiaggia
lacera riverenze d’orme distratte
e perde il ricordo di corpi nudi e caldi
dall’incedere stanco sul dorso del vento.
Il mozzo solleva un uomo in ginocchio
sua la carcassa d’ignavia ad ala sul fondo.
E piove pianto la furia al dolore
opaco addio amniotico, narcotico amore .
Lesa deriva di grida, la rabbia s’arrende
nella dimenticanza acconsente l’assenza
dell’altro amato oltre l’alare murato.
Vola il pensiero sull’isola in sogno
piovono incanti al colmo incendiati
alianti filari di cielo viola all’appello.
Un grappolo a te che nel cuore apri l’ombrello
un po’ d’infinito a me che vivo e delirio distillo.
Felicità sono le tue mani sul mio corpo,
si muovono frrenetiche e morbide,
felicità la tua bocca immensa e le tua labbra ovunque su di me,
sorridi dolce amante e i tuoi occhi brillano festosi,
finalmente liberi, incoscientemente liberi,
l'amore non ha fine per noi,
anche la mia pelle arde nella tua e gli sguardi complici si perdono nel sogno e nell'estasi.
Finalmente l'unione del corpo si intreccia nell'unione dello spirito,
il tuo profumo mi avvolge e mi inebria, come ambrosia,
ti cerco ancora e ancora, mai sazia del piacere e di te.
Si riaccende la fiamma al suono melodioso della tua voce,
al ritmo del tuo respiro e all'arguzia della tua mente,
ogni tua parola accoglie un mio gemito di piacere e una necessità brutale di ricevere ogni carezza, ogni piacere più audace.
Canto questa meravigliosa giornata figlia del sole, mio gentile amante,
affinchè l'attimo fermarsi possa e indelebilmente ,
il ricordo a noi caro di due anime finalmente libere,
si dipinga nell'estasi di corpi che ora sono una sola carne fremente e terribilmente viva.
si muovono frrenetiche e morbide,
felicità la tua bocca immensa e le tua labbra ovunque su di me,
sorridi dolce amante e i tuoi occhi brillano festosi,
finalmente liberi, incoscientemente liberi,
l'amore non ha fine per noi,
anche la mia pelle arde nella tua e gli sguardi complici si perdono nel sogno e nell'estasi.
Finalmente l'unione del corpo si intreccia nell'unione dello spirito,
il tuo profumo mi avvolge e mi inebria, come ambrosia,
ti cerco ancora e ancora, mai sazia del piacere e di te.
Si riaccende la fiamma al suono melodioso della tua voce,
al ritmo del tuo respiro e all'arguzia della tua mente,
ogni tua parola accoglie un mio gemito di piacere e una necessità brutale di ricevere ogni carezza, ogni piacere più audace.
Canto questa meravigliosa giornata figlia del sole, mio gentile amante,
affinchè l'attimo fermarsi possa e indelebilmente ,
il ricordo a noi caro di due anime finalmente libere,
si dipinga nell'estasi di corpi che ora sono una sola carne fremente e terribilmente viva.
Una mano asciuga
le lacrime che scendono.
Da un pò mi manca il coraggio
di guardare quegli occhi.
Forse per paura
di quello che potrebbero dirmi.
Mi manca il coraggio di affrontare
le paure le difficoltà.
Inaspettatamente
arriva una mano.
Mi asciuga le lacrime
dicendomi.
Sono qua...per aiutarti
per incoraggiarti.
Sussurrandomi...
io camminerò con te.














