Al di là del mare
del cielo
aldilà delle stelle
della vita
nacque la terra il sole
il tramonto...
Ti chiedo: salvami,
sono un grande peccatore,
ho voltato più volte le spalle
sputandoci sopra
alle meraviglie del mondo.
Ho fatto guerre
distrutto popoli... culture,
causando sciagure... morte.
Adesso cosa rimane?
Immenso pentimento:
ormai è tardi,
non c'è ritorno...
9 commenti
Vicino al tuo amore
silenziosamente mi siederò
accarezzerò l’estate
che corre nei tuoi occhi
bacerò il profumo
che sgorga dalla tua pelle
vicino al mare
ti spoglierò di ogni dubbio
stringerò il tuo sorriso
sempre colorato
con la luna al mio fianco
ti guarderò
ti spoglierò di ogni dolore
ti spoglierò di ogni timore
ti spoglierò di vecchie parole
e lascerò che il vento
le porti con sé
ti spoglierò delle tue paure
ti spoglierò di stagioni passate
ti spoglierò di sguardi ormai appassiti
e lascerò che il tempo
li porti lontano
silenziosamente mi siederò
accarezzerò l’estate
che corre nei tuoi occhi
bacerò il profumo
che sgorga dalla tua pelle
vicino al mare
ti spoglierò di ogni dubbio
stringerò il tuo sorriso
sempre colorato
con la luna al mio fianco
ti guarderò
ti spoglierò di ogni dolore
ti spoglierò di ogni timore
ti spoglierò di vecchie parole
e lascerò che il vento
le porti con sé
ti spoglierò delle tue paure
ti spoglierò di stagioni passate
ti spoglierò di sguardi ormai appassiti
e lascerò che il tempo
li porti lontano
Fra i calcinacci del mattino
fiammiferi di fieno son le deserte strade,
seta di luce ghiacciata quei prati di nebbia,
oceano d’ombre intirizzite dal silenzio
son scheggia di brina alberata fra spogli viali.
Zampilli stropicciati dal blu son le lenzuola,
cartoline di gigli danzanti partoriti sulle terrazze
come scrivanie di muri d’autunno imbrattate
fra tegole brune come fragole d’aprile sbocciate.
Un lamento di stelle è cicatrice d’una panchina,
foglia sconsolata è cinguettio d’un mosaico di vento,
una vecchia finestra schiude briciole di vernice
fra macerie di baci conversati nella notte addormentati.
fiammiferi di fieno son le deserte strade,
seta di luce ghiacciata quei prati di nebbia,
oceano d’ombre intirizzite dal silenzio
son scheggia di brina alberata fra spogli viali.
Zampilli stropicciati dal blu son le lenzuola,
cartoline di gigli danzanti partoriti sulle terrazze
come scrivanie di muri d’autunno imbrattate
fra tegole brune come fragole d’aprile sbocciate.
Un lamento di stelle è cicatrice d’una panchina,
foglia sconsolata è cinguettio d’un mosaico di vento,
una vecchia finestra schiude briciole di vernice
fra macerie di baci conversati nella notte addormentati.
Langue l'essere trasportato fuori
non si riconosce in libertà d'idee
e sbatte i pensieri ai piedi.
Li immagina salpare in alto mare
mentre grida loro "Con volontà"
Peccato che sia sabbia mobile la realtà
il passeggio dal vocio stridulo
senza proporzione di protesta.
Ed io le ali le abbia ripiegate già
acconsentendo a tener per mano
il mio silenzio a passo di destino.
E che sarà mai, quante proteste
pe ‘n po’ de spry a rinsavir le teste.
In fonno quanto costa nun lo diciamo
a noi quanno lo spruzziamo !
Sentite a me, nun ve meravijate,
l’occhi nun sono i vostri, ‘nce provate,
sono sostanze preselezionate,
bruceno appena, so sofisticate.
Ma sono d’importanza assai vitale,
cacceno via la voja de fa male
de quelli che vengheno da laggiù,
‘ndo ce sta guera e morte e nulla più.
Noi stamo bene e nun ce ne curiamo,
l’occhi nun sono li nostri, ce ne freghiamo.
Sono sicuro che, nel loro ardire,
si ce volessero, invero, aggredire,
nun userebbero spry sì superato
ma quello ar peperoncin de Soverato
(che va in artra parte applicato).
Forse ce renderemmo conto
che questo nun significa n’affronto,
ma solo ‘n gesto de granne umanità
a chi de noi ‘n vanto se ne fa !
pe ‘n po’ de spry a rinsavir le teste.
In fonno quanto costa nun lo diciamo
a noi quanno lo spruzziamo !
Sentite a me, nun ve meravijate,
l’occhi nun sono i vostri, ‘nce provate,
sono sostanze preselezionate,
bruceno appena, so sofisticate.
Ma sono d’importanza assai vitale,
cacceno via la voja de fa male
de quelli che vengheno da laggiù,
‘ndo ce sta guera e morte e nulla più.
Noi stamo bene e nun ce ne curiamo,
l’occhi nun sono li nostri, ce ne freghiamo.
Sono sicuro che, nel loro ardire,
si ce volessero, invero, aggredire,
nun userebbero spry sì superato
ma quello ar peperoncin de Soverato
(che va in artra parte applicato).
Forse ce renderemmo conto
che questo nun significa n’affronto,
ma solo ‘n gesto de granne umanità
a chi de noi ‘n vanto se ne fa !
Un teatro
ballerini che danzano leggeri come nuvole
i passi di lei, gocce di miele,
l'incedere di lui,
forme che lentamente
paiono scolpirsi in roccia,
a rievocar leggende antiche e miti di fulgenti eroi;
impalpabili tulle sfilano in onirici intrecci di zucchero filato,
l'oro dei costumi è la luce ingannevole dei nostri cuori,
ora ingentiliti, ora rallegrati da questa profusione di musiche e colori.
In questo istante si fa davvero
teatro nel teatro;
la passione colpevole di due amanrti si dispiega tra parole confuse e ardenti
che paiono anch'esse danzare di un ritmo voluttuoso e incessante,
dove non più confine tra delirio ed estasi vi sarà
se non nel culmine dell'appagamento e dell'abbandono
solo allora il sipario,
a spettacolo concluso
si chiuderà.
ballerini che danzano leggeri come nuvole
i passi di lei, gocce di miele,
l'incedere di lui,
forme che lentamente
paiono scolpirsi in roccia,
a rievocar leggende antiche e miti di fulgenti eroi;
impalpabili tulle sfilano in onirici intrecci di zucchero filato,
l'oro dei costumi è la luce ingannevole dei nostri cuori,
ora ingentiliti, ora rallegrati da questa profusione di musiche e colori.
In questo istante si fa davvero
teatro nel teatro;
la passione colpevole di due amanrti si dispiega tra parole confuse e ardenti
che paiono anch'esse danzare di un ritmo voluttuoso e incessante,
dove non più confine tra delirio ed estasi vi sarà
se non nel culmine dell'appagamento e dell'abbandono
solo allora il sipario,
a spettacolo concluso
si chiuderà.
Anni vissuti quasi di nascosto
in punta di piedi
negando la mia presenza
brutto anatroccolo in un mondo di cigni
Poi sei arrivato tu,
la tua voglia di vivere,
la tua esuberanza,
il sole splendeva anche per me ora
ed ero bellissima ….
Scoprirmi attraverso te,
godere la vita
sotto l'azzurro del cielo di giorno
assaporare la bellezza delle stelle la sera
Riconoscere i profumi dei fiori
ad occhi chiusi o accarezzandone i petali,
vestirsi del sapore del mare
fondendomi nelle sue onde perfette
Ho afferrato l'amore a piene mani, il tuo,
ricambiandolo con slancio
perchè attraverso di te
scoprivo il meglio di me
Piccoli gesti, un sorriso,
uno sguardo traduceva mille parole
nel silenzio più intenso
Un fiore del giardino
adagiato sul cuscino
la colazione a letto la domenica
e ridere … ridere fino alle lacrime,
piangere di commozione
Tutto ciò lo devo a te ….
ed ora, se anche più non sei con me
porto dentro la ricchezza accumulata
in questi lunghi velocissimi anni,
vivi in me e con me
perchè ho scoperto nel tempo
grazie a te … il meglio di me ….
La felicità?
Forse …dovremmo imparare
a divenir geniali,
decisi a diventare.
Ad essere!
Forse …
...con rabbia paranoica,
forse con selvaggia volontà
con estrema autenticità.
Geniali, si!
…Capaci ,
di creare l’iconografia
di creare l’iconografia
della nostra anima,
di recuperare
fantasia disinibita
e dirompente.
Geniali …
per abbracciare
la nostra personale missione;
per saper procedere
in percorso omogeneo
di sana follia.
di sana follia.
Genialità, è...
... mente ambiziosa.
Per darci salvezza!
Sognare,
senza che
che i sogni
diventino obiettivi;
che i sogni
diventino obiettivi;
I sogni sono fatti per essere sognati!
Meglio percorrer
obiettivi reali di un sogno…
seguire
la stella che è in noi:
capaci di cercare,
di amare, sbagliare,
correggerci,
perdonarci e perdonare.
Rinnovarci e rinnovare.
Forse…
… diventar ideali genitori di noi stessi.
Per amarci!
Per trovare
e saper abbracciar
il proprio intimo destino.
il proprio intimo destino.
Lode quindi,
alla somma sacralità dell’l’Io.
Penso… A Zarathustra!


Come solitario respiro
Concavo nel pensiero.
Attraverso orizzonti
Nel mistero sublime,
Come il bacio e l'albero
Sconosciuti, riflettono
L'amore nell'istinto
Ondeggiare.
Il senso del non senso
Si lascia trasportare
Nel pensare cerebrale
Sotto forma di amore
Dove il giusto sognare
Diventa un altro piacere
Come il sesso all'incontario.
Ora niente è piu chiaro
Scopare o fare l'amore
Innamorarsi d'istinto
O far finta del brivido
Solo nel momento altrui
Ed essere sottomesso
A piaceri carnali come
Solo il cuore sa allontanare.
Come in questo solitario
Respiro, rifletto d'incanto
E nulla trafigge la voglia
Di dirti ti amo.
Lorenzo Calandrella
Concavo nel pensiero.
Attraverso orizzonti
Nel mistero sublime,
Come il bacio e l'albero
Sconosciuti, riflettono
L'amore nell'istinto
Ondeggiare.
Il senso del non senso
Si lascia trasportare
Nel pensare cerebrale
Sotto forma di amore
Dove il giusto sognare
Diventa un altro piacere
Come il sesso all'incontario.
Ora niente è piu chiaro
Scopare o fare l'amore
Innamorarsi d'istinto
O far finta del brivido
Solo nel momento altrui
Ed essere sottomesso
A piaceri carnali come
Solo il cuore sa allontanare.
Come in questo solitario
Respiro, rifletto d'incanto
E nulla trafigge la voglia
Di dirti ti amo.
Lorenzo Calandrella
Mi son perso
nello splendore
del suo viso.
Mi son sciolto
come neve al sole
col calore del suo amore.
Il mio sangue è come
un fiume in piena
che fermare non si può
Dio mio!
Mi sembra di sognare!
Io come faccio a meritare questa donna?
E' un'estasi d'amore
che non mi so spiegare.
Questa donna è la mia luce
che mi aiuta a non disperdermi
nella nebbia del mattino.
Questa donna è il mio angelo custode
che mi accompagna
nel difficile percorso della vita.
Questa donna è...Un'estasi d'amore.
Anche stasera fammi impazzire
Sii severa, fammi morire
Su quel letto stregato di passione
Non lasciarmi mai... senz'amore.
Cara e bella amante mia
L'ultimo brivido
Prima di andare via.
Anche oggi mi arrivi, splendida marea
Sii spietata più di un'odissea
Rinchiudimi nella tua prigione
Ti prego contornala d'amore.
Donna del mio peccato e di poesia
L'ultimo brivido
E poi... gettami via .
Sii severa, fammi morire
Su quel letto stregato di passione
Non lasciarmi mai... senz'amore.
Cara e bella amante mia
L'ultimo brivido
Prima di andare via.
Anche oggi mi arrivi, splendida marea
Sii spietata più di un'odissea
Rinchiudimi nella tua prigione
Ti prego contornala d'amore.
Donna del mio peccato e di poesia
L'ultimo brivido
E poi... gettami via .
Non piangere amore
guarda in silenzio
la luna ch’avvolge
senza far rumore
la notte e la bacia
nelle tenebre
illuminate dal tepore
delle stelle.
Senti com'è dolce
il richiamo del tempo
che culla i pensieri
addormentandoli
nel rimpianto
risvegliati
dal dolore.
Non piangere amore
sono qui sposa
che aspetto te
che torni dal sogno
mentre appoggi il capo
nella luce lunare
e racconti come mai
sei andato via.
Non piangere amore
triste come la rosa
avvizzita
al rimpianto
della sua promessa
d’eterno affresco
di dio
mentre ti vede
chiudere il cuore
morendo.
Non lo vedi
quante parole
potrei cantare
per farti tornare?
L’inutilità obliata
a rincorrere
il nastro lasciato
reciso
E’ qui
che strappa i ricordi
per non morire
il dolore ricucito
in nuova forma
di poesia
che attende
la via di fuga .
Una sola speranza
l’ultima ancora.
L'uomo seduto
alcune sedie più avanti
dice ho lavorato trent'anni.
Intonacavo le case
tutti i muri di questo paese
sono passati dalle mie mani.
Adesso mi mancano gli anni
mi mancano i soldi
il cibo scarseggia.
Qualche giorno lavoro.
Ha sentito il ragazzo
al limite degli anni.
Ho già provato
cento mestieri,
nessuno ti insegna
nessuno ti aiuta.
Poche settimane
a spazzare officine
mettere a posto gli attrezzi
poi via qua di nuovo.
Lo ascolto
mentre la stanza
si riempie di gente,
un viavai di età e di colori.
C'è paura in questo mondo
noi
stiamo andando alla deriva.
alcune sedie più avanti
dice ho lavorato trent'anni.
Intonacavo le case
tutti i muri di questo paese
sono passati dalle mie mani.
Adesso mi mancano gli anni
mi mancano i soldi
il cibo scarseggia.
Qualche giorno lavoro.
Ha sentito il ragazzo
al limite degli anni.
Ho già provato
cento mestieri,
nessuno ti insegna
nessuno ti aiuta.
Poche settimane
a spazzare officine
mettere a posto gli attrezzi
poi via qua di nuovo.
Lo ascolto
mentre la stanza
si riempie di gente,
un viavai di età e di colori.
C'è paura in questo mondo
noi
stiamo andando alla deriva.








