
Il viver nostro
cinico, rude, freddo.
Corso venèfico!
Al Ciel nessuno sguardo.
Non sogna un dì “magno”!
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La poesia, accenti metrici del Tanka (1-4-6), è nata scorrendo un aforisma del celebre Eugene Gladstone O’Neill, drammaturgo statunitense del 1900 e Premio Nobel per la letteratura conferitogli nel 1936 con la seguente motivazione: “per la forza, l’onestà e le emozioni profondamente sentite dei sui lavori drammatici che incarnano un concetto originale di tragedia”:
“Le nostre vite sono semplicemente tetri intervalli nella televisione del Padre Nostro”.

Commenti
Stefania Balsamo - Il tran tran delle nostre vite, inghiottite nella spirale della quotidianità, ci rende cinici, freddi ed insensibili a quelli che sono i bisogni degli altri. In una parola, "indifferenti" ... presi come siamo dalle nostre personali preoccupazioni, non ci accorgiamo dei bisogni degli altri. Tutto ciò, ammorba ed avvelena la nostra esistenza, tanto che non riusciamo più a volgere lo sguardo verso il cielo per immaginare un'esistenza più grande ... accontentandoci di fatto della mediocrità.
Che dire, Rocco?
Ho molto sentito queste tue parole, che mi hanno offerto, ancora una volta, un valido spunto su cui riflettere!
Come sempre con pochi incisivi versi, hai espresso una grande verità. Grazie per aver condiviso con noi, anche questa volta un tuo pensiero. Ti auguro una splendida giornata.