Della pena dell’uomo scrivevi ,
ed era bel tempo!
Ti faceva male
l’indomabile precarietà,
     lo scorrere veloce di ogni punto fermo.
 Dolce e stanco dicevi,
  che il tuo orto era perduto.
  Mi chiamavi obliata isola,
 tu, custode taciturno
  di dolore e solitudine...
 ... erano sfinite le tue onde!
…L’ebbrezza del dolore
ti riconduceva a mattinate di ardua gloria
dove i nostri destini s’incontravano.
Ricordi?

La morte?
 Sarai tu, dicesti,
  ad annunciarmi al cuore dei poeti.
E sentì bene, io, il tuo squillo,
  ma  domandai tempo,
   presi troppo tempo!
TUtto ora  è compiuto,
l’ angoscia, la colpa,  
 il tuo silenzio…
   la mia anima che vegeta nello stordimento:
 il bene che ho perduto!
Prego gli angeli, tutti,
affinchè preparino  ghirlande profumate
sulla luce della tua  nuova strada…
…Perdona la mia assenza!


La Morte di Marat
auotre: David
opera he dedico al grande Adraino Trestini....ciao Adriano!
 



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Profilo Autore: Hera  

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Cessa il vento,
si disvelano atmosfere
colme di luce
in visioni armoniche.

Anche l'inchiostro
diviene materia azzurra
d'incredibile bellezza
atta ad innalzare ostelli
di pace serenità ed amore
rischiarati da dorati soli
e da aulici fregi.

Ed io, coesa
nel loro sfolgorante chiarore
con il cuore colmo
d'emozione e di gioia
m'affido
a questo splendido ordito...
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Profilo Autore: Grace D  

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Il giorno impallidisce il firmamento

dai bordi di una notte malandata,

il sole sembra tendersi a rilento

sul passo della luna sconsacrata.




La voce tua rimbalza da un pensiero

all'altro fino in fondo alle radici

dell'anima, dei sogni più felici

da cui nascesti all'ombra del mistero.




E penso che sei tu la mia Poesia

più bella, quella scritta sopra un velo

di cielo per tenermi compagnia

nei versi del suo più prezioso assolo.




E penso che sei tu la meraviglia

di questa vita stanca di vagare

nei giorni che si affogano nel mare

del tempo...sei l'aurora che mi abbaglia.
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Profilo Autore: perlanera  

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Toccami con le mani della vita,
con quel che resta di un semplice sorriso.

Toccami,
vorrei sentir sulla mia pelle la speranza,
quel nubifragio di sensazioni uniche che mi regalano piaceri.

Toccami, ora.
Domani potrebbe esser già tardi.
domani potrei essere semplicemente un sogno.

E tu,
invece,
il mio passato.
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Profilo Autore: Centrone Stefano  

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Buon giorno a tutti voi, signori miei,

Circasso è il nick che mi rappresenta,

giammai felice io sopporterei

che tale nome il core vi spaventa.

Son pacioccone, allegro, tenerone,

di ironia faccio uso assai.

Sarà che sono un grande, buon terrone

scrivo, verseggio e non mi fermo mai.

Solo che quando uso sta boccaccia

mi piace dire quello che ho in testa,

dico qualsiasi cosa che mi piaccia,

purch’ essa sia una cosa onesta.

Se sbaglio chiedo scusa e non m’arresta

cercare di capir dove sbagliai

per scatenare questa gran tempesta,

se la diritta via abbandonai.

Parlo italiano, romano e calabrese,

a volte penso d’essere uno spasso.

Verità cerco, quelle disattese

dileggiar spero… almeno…se non scasso !

Ridete allor di frasi fraintese,

che addolcisco col solito bon ton

Per chiarimenti io non bado a spese

In fondo sono io…sono Bronson.
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Profilo Autore: Bronson  

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Vorresti volare
nello spazio,
urlare la sofferenza,
ma decidi di volare
sui tuoi tacchi a spillo.

Vorresti odiare
questa vita,
ma ti ritrovi ad amarla,
per i pochi attimi
che ti regala di felicità.

Solo per
guardare
quegli
occhi azzurri
innocenti.

Che si preparano
ad affrontare
questa vita orribile,
in un mondo
che non sai cosa sarà il domani.

Giri le spalle
sui tuoi tacchi a spillo
e vai via,
come una
piccola stella senza luce.
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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

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Il solitario aveva un appartamento di dieci stanze


al penultimo piano del grattacielo più alto

con vista sull’infinito e uno yacht ancorato

al porto da usare quando il mare era agitato.

L’ingresso era vietato alle donne con lo smalto

agli scrittori in pensione e alle maestranze.



L’ultima amante aveva fatto le valigie di notte

tre lustri fa, portandosi dietro due limoni

un pacco di sigarette e un camion di azioni

della Apple. Ora poteva ascoltarla nelle canzoni

stralunate che incideva insieme ai barboni

del quartiere e a delle amiche strafatte.



Nel tempo libero lui giocava a scacchi e di norma

perdeva, era il movimento del cavallo

che non gli andava giù. Un tempo aveva provato

a ingaggiare un cane ammaestrato

per farselo spiegare, era stato uno sballo

ma non era durato più di un giro di karma.



Il sesso non era più un problema da quando

aveva acquistato un’azienda in perdita

che produceva film porno per ciechi

con tanto di sottotitoli per i dialoghi.

L’attrice di punta gli aveva fatto visita

e s’era sfilata le mutande gemendo.



Era uscito di casa per consultare la cartomante

del circo in fondo al parco, aveva una stella

in fronte, i denti cariati e una figlia pigra

che segnava il tempo con una clessidra.

Poi lui aveva deciso di farsi saltare le cervella

dopo avere venduto all’asta un diamante.



Il colpo andato a vuoto non lo aveva sorpreso

la pistola era caricata a salve per cautela

era una messinscena a favore del fato.

Quella sera stessa qualcuno aveva suonato

alla porta per errore, una donna con una mela

in mano, un sorriso leale e col volto disteso.



Non l’aveva mandata via, l’aveva fatta entrare

si sentiva solo e il mare non era più il rifugio

dal temporale. Giocarono a scacchi e perse

ancora, lei aveva il raffreddore e la tosse

ma gli sembrò sincera. Non mangiava formaggio

si fermò la sera, la luce stava per tornare.
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Profilo Autore: mybackpages  

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Pensieri neri... una volta

Pensieri neri... prima dalla svolta.

 

Desideri di vivacità mi pervadono

Echi cupi si diradano

E lasciano il posto all'evasione...

...lontana ritorna l'emozione

 

Pensieri neri… in passato

pensieri neri... ho dimenticato

 

E di nuovo apro una finestra sul cielo

E di nuovo ti riamo davvero

Grazie di avermi atteso dolce tesoro

Mi ero perso nel buio ma adesso volo.

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Profilo Autore: simone corrieri  

Questo autore ha pubblicato 70 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Solo quel municipio di mattoni

nel pomeriggio impiovato

io col gomito poggiato

sul balcone


Che meraviglia vivere


Un ombrello azzurro

si specchia dove appena

è passato un venditore

per fare la mia testa penzoloni

di filante zucchero



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Profilo Autore: Alberto Automa  

Questo autore ha pubblicato 1011 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Seduta
guardo  lassù 
forse ti vedo
 accanto ad una stella.

Ti sei arreso
e sei in viaggio
 una piccola  lacrima
 bagna la terra.

Poi   appari 
 
sull'erba 
delle tue montagne 
chiuso  nelle virgole di ogni tuo verso . 

Ricorderai
i rumori dell’ Estate
i tramonti
la pioggia
il tempo e 
le nostre risate.

Mentre vai

muto è il paesaggio
muti sono  i pensieri
dove dormono le nuvole.

Oggi pieno di te 
è il  silenzio del cielo.

                                                                                                             Ciao Adriano 

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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

Questo autore ha pubblicato 966 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Je veux trop de choses
immédiatement,
voilà parce que
je ne suis jamais content

Je rêve une vie different,
pleine de succès
et avec beaucoup de joies,
ainsi tout serait parfait

Je suis éternellement
insatisfait,
je cherche toujours un virage complet,
un changement
radical,
mais je ne peux pas l'obtenir
donc je me sens mal

Je poursuis objectifs impossibles,
destinations inaccessibles
et territoires inexpugnables

Malgré mon engagement
et mes efforts,
je trébuche sur les mêmes utopies,
dans un labyrinthe sans sorties
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Profilo Autore: LyricAle  

Questo autore ha pubblicato 30 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Fatto rivissuto nel tempo, la Festa,
Missione di Gesù, racconto teologico
da Luca descritto nel Libro,
reso vivo e reale da simboli
e tradizionali gesti.

Ecco allora che nel cuore
di una calda notte estiva,
tra suon di campane e sulle note di Mosè,
Gesù Salvatore varca la porta.

Simbolico viaggio di notte
di quel Figlio ormai Grande,
che Gerusalemme attende
e così verso la “grotta” al tempietto s’avvia.

Notte di veglia tra canti e preghiere,
i fedeli anime vigili, similmente ai dottori del tempio,
Gli fan compagnia, 
ed Egli lì “Sapienza in mezzo al popolo”
mentre Maria s’accorge d’aver perso suo Figlio
e con angosciosa pena Lo cerca.

Si sveglia il cielo, l’aurora regala calore e colori
al nuovo giorno di Festa.

La piazza brulica tra mille voci e rumori
e si cerca posto attaccati come tessere di puzzle
ad aspettar l’incontro, il cuore della festa: la Confronta.
Maria rincontra suo Figlio

Finalmente è il momento,
urlano forte le trombe e i botti assordanti
accompagnano Gesù che corre veloce verso la Madre,
anch’Ella corre assieme a Giuseppe
e a poche distanza s’inchinano insieme.

I cuori battono forte, le gambe tremano
e le lacrime scendono assieme al sudore.

E’ questo l’incontro, il saluto, lo stesso d’allora.

Nella Santa Città un abbraccio carnale,
a Pazzano nel barcollar delle Statue,
d’una estrema bellezza a renderlo vero.

Quando poi tutto si placa, Gesù
tra i genitori si pone, parla e rassicura Maria:
“ Perché mi cercavate non sapete che io
devo occuparmi delle cose del Padre mio?”

Ed Ella custodisce in cuor le Sue parole.

Inizia la Sua vita pubblica, la Sua missione,
la processione parte a rappresentar il cammino
di misericordia e pace, tra Miracoli e Parabole.

Il senso vero della Festa.






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Profilo Autore: Cosetta Taverniti  

Questo autore ha pubblicato 167 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Accalorate mani avvolgono morbide carni
delicate labbra candido sospiro alitano
aloni di verità sono lo sguardo a proteggere
con quell’abbraccio che investe il cuore.

Socchiusi occhi rivestono sussurri d’amore
nell’aleggio di parole investite d’affettuosità
tra i gioiosi fremiti d’una vita nascente
a coronare un sogno, un sogno colmo di felicità.

Tra i silenzi sussegue piacevole vibrazione,
tra le braccia a sorreggere con forte emozione
e intiepidiscono l’ignudo corpicino
dallo sbuffo di capelli neri
con la preziosa luce a scaldare lor vicino
il pregnare d’amor materno… l’adorazione.

Tenera carezza, profusa tra gli odori
di dolcezza è il profumato candore,
una grande tela brilla al sol vedente
nel sibilo che riscalda due amori
nel giardino in desiderio di piacevole sensazione
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Profilo Autore: Giovanni Monopoli  

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Di che specie siamo fratelli?
Domanda tremante,
e malsano  timore.
La guerra?
   Ma è già iniziata a dilagar lo spasimo!
L’aria tossisce il suo veleno,
e del bene, la mancata rivolta.
Di che specie siamo fratelli?
Involontaria, imperdonabile.. assuefazione!

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Profilo Autore: Hera  

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La sognatrice di nuovi mondi

stava facendo i conti. La rata del mutuo

l’apparecchio dei denti della figlia

e il matrimonio della cugina

con le scarpe da ballerina.

C’era anche la questione della taglia

a tormentarla. Poi arrivò il saluto

dell’amante, l’ultimo dei tanti.



Capiva da sola che c’era qualcosa

che non andava, il suo cuore

era stretto in una morsa e il corpo

batteva in testa, quel fischio

all’orecchio era il marchio

dell’infelicità. L’anima era un tappo

un cappio opprimente, il dopo

era cominciato, era appassita ogni rosa.



Lo specchio incantato col turbante

diceva che era la più grassa del reame

la bilancia aveva dato il suo responso

quarantadue chili il suo peso.

Il cerchio ormai si era chiuso

l’inizio era la fine, il bacio era un morso

l’amore aveva l’odore del letame

e la velocità dell’acqua stagnante.



I conti quadrarono alla fine

non c’erano più mondi da sognare

l’anima era implosa e ogni nota

ora era a posto. Per l’orecchio

c’era rimedio, un apparecchio

di ultima generazione, la vita

era vuota ma poteva continuare

ora che esponevano i saldi nelle vetrine.
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Profilo Autore: mybackpages  

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