Nel mondo
nella vita di tutti i giorni
un po di coerenza
aiuterebbe l'anima.
La coscienza
si alleggerirebbe.
Le belle parole
riempiono la bocca tanto
da far sembrare più colti.
Ma chi alto vuole volare
precipita a terra.
Allora meglio
non aver fatto le scuole.
La vendetta è un piatto
da servire freddo
A chi
predica bene...
ma...razzola male.
nella vita di tutti i giorni
un po di coerenza
aiuterebbe l'anima.
La coscienza
si alleggerirebbe.
Le belle parole
riempiono la bocca tanto
da far sembrare più colti.
Ma chi alto vuole volare
precipita a terra.
Allora meglio
non aver fatto le scuole.
La vendetta è un piatto
da servire freddo
A chi
predica bene...
ma...razzola male.
12 commenti
BUONGIORNO AGOSTO!
L’alba di un nuovo mese
oggi luminosa promessa
di un tempo che passa ma torna.
La solitudine perde il pungiglione,
la tela acquista nuovi colori
al gusto fruttato d’estate,
nuove fragranze sapore di orti.
Buongiorno Agosto!
Abbracci d’argento e oro
sulla cresta del mare,
alita la brezza e a volte incalza,
i gabbiani in volo planano piano
e le calde onde regalano gocce,
graditi spruzzi alle giocose
e libere anime.
Buongiorno Agosto!
Ritorno d’amici tra accese serate
la luna dea bianca rigenera
le membra,
le arse guance dal sole rovente
e freschi i respiri sotto un tetto di stelle.
Incalza la Festa,
una lacrima s’incaglia tra le ciglia
e forte brucia,
gli occhi serrati abbracciano l’amore,
anche nei tuoi persi nel tempo.
Buongiorno Agosto!
Il mio saluto per Te.


Verso spiriti nuovi, più forti e sicuri,
devono tender le speranze
Oscurare, presto questo medioevo,
l’orrenda, millenaria mentalità
che non sà costruire strade.
Verso nuovi condottieri
dobbiam tendere lo sguardo
per preparare grandi rischi
e totali tentativi di nuova disciplina
contro ogni gratuita violenza
o altra forma di regresso e offesa.
E’ sicuro…certo!
Verso spiriti liberi e sinceri
deve tendere il pensiero,
capace di scrutare ogni orizzonte
e tutte le poetiche altitudini.
Assolutamente! E inesorabilmente!
Tendere, le nostre mani
verso nuove mani libere e creatrici,
che creino volontà
contro “l’assurdità dei molti".
Assurda forma... ultima, di questa storia,
col suo pericolo tremendo
di giungere e fallire
nella più misera sozzura…
La terra è stanca… reclama nuovo senso,
un nuovo Uomo!


Il gene dell’imperfezione
e il cromosoma della mortalità
l’eternità è nella replica
all’infinito dell’imprecisione.
Il male ci alberga, un’occasione
può bastare per fregare un’amica
o fare la guerra a una nazione.
Siamo sconfitti in partenza
abbiamo conoscenze limitate
ci è ignoto il senso e lo scopo
conosciamo il prima ma il dopo
è fuori dai nostri radar daccapo.
L’amore è uno schermo, il topo
ha perso l’orientamento, l’estate
è durata poco, c’è buio nella stanza.
La vacanza della coscienza ancora
non si è interrotta, c’è un dio che urla
e un altro che perdona a orari sfalsati.
Nani che si credono giganti, acrobati
del nulla, da qualche parte siamo stati
e altrove andremo, per scoprirci feriti
e impotenti. Il dramma è una burla
l’amore un carnevale, il cielo scolora.
Il poeta si è fatto una canna, può pensare
e scrivere di quando era più vecchio
e idiota. La parola è ricamata, ha gusto
per le metafore, fuori è buio pesto
ma dentro ha acceso i riflettori. Questo
è ciò che conta, l’anima non ha un posto
alla corte dei potenti, lo specchio
rimanda immagini del passato. Le più amare.
e il cromosoma della mortalità
l’eternità è nella replica
all’infinito dell’imprecisione.
Il male ci alberga, un’occasione
può bastare per fregare un’amica
o fare la guerra a una nazione.
Siamo sconfitti in partenza
abbiamo conoscenze limitate
ci è ignoto il senso e lo scopo
conosciamo il prima ma il dopo
è fuori dai nostri radar daccapo.
L’amore è uno schermo, il topo
ha perso l’orientamento, l’estate
è durata poco, c’è buio nella stanza.
La vacanza della coscienza ancora
non si è interrotta, c’è un dio che urla
e un altro che perdona a orari sfalsati.
Nani che si credono giganti, acrobati
del nulla, da qualche parte siamo stati
e altrove andremo, per scoprirci feriti
e impotenti. Il dramma è una burla
l’amore un carnevale, il cielo scolora.
Il poeta si è fatto una canna, può pensare
e scrivere di quando era più vecchio
e idiota. La parola è ricamata, ha gusto
per le metafore, fuori è buio pesto
ma dentro ha acceso i riflettori. Questo
è ciò che conta, l’anima non ha un posto
alla corte dei potenti, lo specchio
rimanda immagini del passato. Le più amare.
In questa giornata estiva
il mio cammino
è incorniciato di splendida luce.
La spiaggia è un incanto
che m'estasia e m'esalta
facendo scaturire dolci fantasie,
sarà la luce splendente
e la magnificenza della natura
fra cielo e mare stagliati
dall'immensa luce solare
ch'esalta la linea dell'orizzonte
dove filano vele come farfalle
solcando le onde che increspano lievemente
il loro blu intenso.
Mi tuffo come un fiore
desideroso d'acqua
nell'onda avvolgente e spumeggiante
cercando il suo abbraccio fresco
di feconda e protettiva madre
che mi dà gioia.
La nenia della risacca
accende antichi ricordi...
osservo i gabbiani nel loro instancabile volo,
invidio la loro libertà di movimento
non condizionato da barriere
nel loro librarsi nell'aria.
Mi distendo a briglie sciolte sulla sabbia
tra le dita del vento lieve
mentre la brezza scartoccia pensieri
a due passi dal cuore...
e mi chiedo:
- arriverai tu - cavaliere dei miei sogni
a chiamarmi amore?

il mio cammino
è incorniciato di splendida luce.
La spiaggia è un incanto
che m'estasia e m'esalta
facendo scaturire dolci fantasie,
sarà la luce splendente
e la magnificenza della natura
fra cielo e mare stagliati
dall'immensa luce solare
ch'esalta la linea dell'orizzonte
dove filano vele come farfalle
solcando le onde che increspano lievemente
il loro blu intenso.
Mi tuffo come un fiore
desideroso d'acqua
nell'onda avvolgente e spumeggiante
cercando il suo abbraccio fresco
di feconda e protettiva madre
che mi dà gioia.
La nenia della risacca
accende antichi ricordi...
osservo i gabbiani nel loro instancabile volo,
invidio la loro libertà di movimento
non condizionato da barriere
nel loro librarsi nell'aria.
Mi distendo a briglie sciolte sulla sabbia
tra le dita del vento lieve
mentre la brezza scartoccia pensieri
a due passi dal cuore...
e mi chiedo:
- arriverai tu - cavaliere dei miei sogni
a chiamarmi amore?
Credo nella bellezza
di un giorno di sole.
Per godere di un sorriso
o di una parola.
Credo che dopo aver atteso
tutto il giorno.
Arriverà
la notte.
Sotto un cielo
di stelle luminose.
Vivo nel presente giorno per giorno
ma spero nel futuro.
Fra tempeste
e giorni di calura.
Aspetto la gioia di un abbraccio
che trasformi la vita in amore eterno.
Inerte come un oggetto.
Smarrita la voglia di diletto.
Mi tocca seguire,
con occhi pesti e semichiusi,
la tua dipartita.
Mi guardi e sorridi;
pregusti il riposo
nella Comunione dei Santi.
Mi perdo nel tuo volto;
reclino il capo angustiato;
vivo il ricordo di parole
che avrei voluto dire;
poesie che ti ho nascosto.
Versi che non avrò mai
il coraggio di scrivere;
chissà,sarai stanca
di vane parole.
Chiacchiericci insistenti,
misti a pettegolezzo
che si addice al volgo.
Ciarle che muoiono
nello spazio di un mattino.
Arido versa il mio giardino
Smarrita la voglia di diletto.
Mi tocca seguire,
con occhi pesti e semichiusi,
la tua dipartita.
Mi guardi e sorridi;
pregusti il riposo
nella Comunione dei Santi.
Mi perdo nel tuo volto;
reclino il capo angustiato;
vivo il ricordo di parole
che avrei voluto dire;
poesie che ti ho nascosto.
Versi che non avrò mai
il coraggio di scrivere;
chissà,sarai stanca
di vane parole.
Chiacchiericci insistenti,
misti a pettegolezzo
che si addice al volgo.
Ciarle che muoiono
nello spazio di un mattino.
Arido versa il mio giardino
Nella fessura di mare, nello spicchio
di vita che ci resta, nell'angolo d'ombra
che abbiamo custodito, come può entrarci
l'amore che ci ha rapito e poi sfinito?
Dovremo sorvolare a ritroso il tempo vecchio
per tornare al punto in cui un vento di gocce,
un tuono, un lampo folgorante, uno scroscio
di pioggia, ci ha rinchiuso in uno specchio.
Atterreremo in un arido futuro di sentimenti,
di cui già scorgiamo i profili scuri, gli stenti
di luce, gli orizzonti muti, i fuochi fatui,
portandoci negli occhi i caldi umori dell'estate.
Perché ciò che è stato è quanto basta
per svuotare la notte dalle nubi e dalla nebbia:
siamo petali, non spine di rose, sabbia
di mare che costeggia la vita, ma non l'ingabbia.
di vita che ci resta, nell'angolo d'ombra
che abbiamo custodito, come può entrarci
l'amore che ci ha rapito e poi sfinito?
Dovremo sorvolare a ritroso il tempo vecchio
per tornare al punto in cui un vento di gocce,
un tuono, un lampo folgorante, uno scroscio
di pioggia, ci ha rinchiuso in uno specchio.
Atterreremo in un arido futuro di sentimenti,
di cui già scorgiamo i profili scuri, gli stenti
di luce, gli orizzonti muti, i fuochi fatui,
portandoci negli occhi i caldi umori dell'estate.
Perché ciò che è stato è quanto basta
per svuotare la notte dalle nubi e dalla nebbia:
siamo petali, non spine di rose, sabbia
di mare che costeggia la vita, ma non l'ingabbia.
Non preghi certo, poeta,
perso dentro alla tua pura dannazione:
arcana vetta della verità!
La tua fuga è grazia agilissima,
l’ideale leggerezza;
non v’è altro uomo
tanto delicato, tanto lieve,
capace di esperir la "cosità “
delle più svariate cose.
Il tuo riportare al suolo patrio
tutto ciò, che è lasciato da vedere
al nostro sguardo;
il tuo duro lavoro…del morire,
per reinventare eternità!
Ascolto il canto delle nuvole
ed io son pioggia di perimetro stellare,
corallo di foglia imbronciato dal sole.
Ad una finestra scucita d’orizzonte
s’affaccia un papavero di luce,
ricamo di cuore fra vestaglie di ghiaccio,
l’aria è un reticolo di petali bianchi,
culla il bacio d’un raggio d’aprile
ed un canovaccio d’abete s’argenta,
stropicciando un mosaico di rondini infelici.
ed io son pioggia di perimetro stellare,
corallo di foglia imbronciato dal sole.
Ad una finestra scucita d’orizzonte
s’affaccia un papavero di luce,
ricamo di cuore fra vestaglie di ghiaccio,
l’aria è un reticolo di petali bianchi,
culla il bacio d’un raggio d’aprile
ed un canovaccio d’abete s’argenta,
stropicciando un mosaico di rondini infelici.
Sa di buio e di assenza il tuo respiro
di colpa e stordimento ogni tuo bacio
mi stringi, ti accendo e ti spengo
sul ciglio del dirupo mi prendo il tuo fiato
quando del mio quasi non c'è più traccia.
Sa di foglie in caduta libera il tuo sguardo
di pioggia e nebbia odora la tua pelle
mi avvolgi, ti cingo di rugiada e silenzi
sul filo del rasoio mi nutro del tuo amore
quando del mio non so più cosa fare.
Sa di ombre e di tramonti il tuo profumo
di distacchi e addii ogni tuo gesto
mi respiri, ti distorco suoni e luci
sul sentiero senza sbocco mi frammento
quando già il tempo slega e scuce i nostri cuori.
di colpa e stordimento ogni tuo bacio
mi stringi, ti accendo e ti spengo
sul ciglio del dirupo mi prendo il tuo fiato
quando del mio quasi non c'è più traccia.
Sa di foglie in caduta libera il tuo sguardo
di pioggia e nebbia odora la tua pelle
mi avvolgi, ti cingo di rugiada e silenzi
sul filo del rasoio mi nutro del tuo amore
quando del mio non so più cosa fare.
Sa di ombre e di tramonti il tuo profumo
di distacchi e addii ogni tuo gesto
mi respiri, ti distorco suoni e luci
sul sentiero senza sbocco mi frammento
quando già il tempo slega e scuce i nostri cuori.
Arpa di libeccio
è questo crepuscolo d’amore,
nevica come salsedine di costellazione,
ormeggia un batuffolo di cielo
come corteccia d’arteria di vento,
elica di miele ricamo d’un vecchio veliero.
Ali di cera son quei tralicci rubini,
alitano farfalle scolpite d’arena,
s’incipriano tra fiammiferi di rami,
un bicchiere di cuore sovverte le onde,
l’anima è briciola d’un pergolato di luna,
capriccio silenzioso d'un magico tramonto.
è questo crepuscolo d’amore,
nevica come salsedine di costellazione,
ormeggia un batuffolo di cielo
come corteccia d’arteria di vento,
elica di miele ricamo d’un vecchio veliero.
Ali di cera son quei tralicci rubini,
alitano farfalle scolpite d’arena,
s’incipriano tra fiammiferi di rami,
un bicchiere di cuore sovverte le onde,
l’anima è briciola d’un pergolato di luna,
capriccio silenzioso d'un magico tramonto.






