Non mi senti più
mentre ululo al cielo
la mia appucundria:
del tempo fuggito,
dello spazio,
del mare.
Non
vuoi
più guardare
mani che tremano
e occhi che lacrimano;
non puoi più sostenere
i miei sogni infantili,
perché oramai li
hai scambiati
per incubi.
Però io
lo sento tutto
il tuo disprezzo,
e non ce la faccio
a non guardarti
mentre smetti,
poco a poco,
di amarmi.
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Un altro mondo è raggiungibile.
Prima del Titanic le navi
erano più sicure, ora potresti
andarci in astronave pagando
il biglietto a un magnate del petrolio.
L’innocenza è nei colori a olio
le ragazze con le ghirlande sullo sfondo
hanno la pelle ambrata. Vorresti
tornare a casa, forse ieri potevi
oggi non hai le forze. E’ credibile.
In Bretagna la vita era semplice
non come a Parigi, i colori erano smorti
e tu avevi bisogno di più luce.
Cristo era giallo, ma in croce
nei tuoi pensieri non c’era il vento.
La passione una sola, ma il conto
da saldare era salato, ah se una voce
ti avesse detto che in un giorno di pace
alla Bastiglia, persino i galeotti
avrebbero avuto una tua tela nella cornice!
Li chiamano selvaggi ma sono uomini
in cerca di semplicità, la civiltà
ci ha corrotti, le malattie hanno nomi
diversi, più spaventosi, ma è il cuore
dell’uomo a essere finito nel burrone.
L’arte è estrema, è questa convinzione
a muoverci, sangue, ispirazione e furore
poi catarsi. L’età delle rivolte e dei lumi
ha spazzato via il vecchio, la verità
è rimasta nell’ombra, l’arte non è dei sani.
Prima del Titanic le navi
erano più sicure, ora potresti
andarci in astronave pagando
il biglietto a un magnate del petrolio.
L’innocenza è nei colori a olio
le ragazze con le ghirlande sullo sfondo
hanno la pelle ambrata. Vorresti
tornare a casa, forse ieri potevi
oggi non hai le forze. E’ credibile.
In Bretagna la vita era semplice
non come a Parigi, i colori erano smorti
e tu avevi bisogno di più luce.
Cristo era giallo, ma in croce
nei tuoi pensieri non c’era il vento.
La passione una sola, ma il conto
da saldare era salato, ah se una voce
ti avesse detto che in un giorno di pace
alla Bastiglia, persino i galeotti
avrebbero avuto una tua tela nella cornice!
Li chiamano selvaggi ma sono uomini
in cerca di semplicità, la civiltà
ci ha corrotti, le malattie hanno nomi
diversi, più spaventosi, ma è il cuore
dell’uomo a essere finito nel burrone.
L’arte è estrema, è questa convinzione
a muoverci, sangue, ispirazione e furore
poi catarsi. L’età delle rivolte e dei lumi
ha spazzato via il vecchio, la verità
è rimasta nell’ombra, l’arte non è dei sani.
Non sembra, o è, esorbitante
della zia Ellen alta e bionda
l'indiano sole in bocca del viso
in cui cado riacceso -
e si fa esotico fiore
d'una propria gioventù il mio pensiero di poc'anzi
e prendo coraggio e le sorrido
mentre uscita dai bicchieri d'oro di Lucrezio lei
scalza delle sue spiagge e delle sue corniole
geniale parla a un bimbo di uova sode.
La posta è stata altissima ed ho messo
sul piatto della sorte la mia vita
puntando contro il sole e il suo riflesso
sui muri di una strada senza uscita.
Decisi di vedere, di toccare
con mano l'altra mano di un disegno
diabolico, tra il buio ed il bagliore
di un sogno indegno all'ombra delle aurore.
La posta è stata altissima e ho rischiato
il fiato barattando con la sorte
il tempo ed ho battuto chi ha barato
giocando sporco insieme alla mia morte.
sul piatto della sorte la mia vita
puntando contro il sole e il suo riflesso
sui muri di una strada senza uscita.
Decisi di vedere, di toccare
con mano l'altra mano di un disegno
diabolico, tra il buio ed il bagliore
di un sogno indegno all'ombra delle aurore.
La posta è stata altissima e ho rischiato
il fiato barattando con la sorte
il tempo ed ho battuto chi ha barato
giocando sporco insieme alla mia morte.
Dispensatore
di fantasiose promesse mai mantenute.
Un marinaio ha lasciato la sua barca
per confinarsi
sulla ostile terra,
scura e stretta.
Una divisa bianca
manca di candore immacolato.
patetica parata di avventuriero consumato.
La pelle non tirata a lucido
svela un involucro ricoperto di telo,
incancrenito da salsedine.
Tanti porti han tollerato
la sua superbia;
ascoltato mirabili gesta
di omerico eroe.
Un marinaio in ginocchio
incontra l'agonia della terraferma;
ha dimenticato di saper nuotare;
non distingue
la divina stella
protettrice del suo orientamento.
La sua ciurma più fedele
nega oradi averlo conosciuto
di fantasiose promesse mai mantenute.
Un marinaio ha lasciato la sua barca
per confinarsi
sulla ostile terra,
scura e stretta.
Una divisa bianca
manca di candore immacolato.
patetica parata di avventuriero consumato.
La pelle non tirata a lucido
svela un involucro ricoperto di telo,
incancrenito da salsedine.
Tanti porti han tollerato
la sua superbia;
ascoltato mirabili gesta
di omerico eroe.
Un marinaio in ginocchio
incontra l'agonia della terraferma;
ha dimenticato di saper nuotare;
non distingue
la divina stella
protettrice del suo orientamento.
La sua ciurma più fedele
nega oradi averlo conosciuto
Scalzi pianeti in equilibrio
fra lucciole di stelle argentate
colorano i ciottoli in riva al mare
ed io son grafite d’orizzonte,
arpa di fragili foglie arrossite,
marzapane lunare fra piume di giunchi.
Le nuvole son faro d’appiglio di cuore
ed io ricordo spremute di petali autunnali,
baci di brina fra spoglie vestaglie di sole,
scalzi pianeti in equilibrio
son zagare d’ambra e luce passionale
fra sagitte di ghiaccio e polvere equatoriale.
fra lucciole di stelle argentate
colorano i ciottoli in riva al mare
ed io son grafite d’orizzonte,
arpa di fragili foglie arrossite,
marzapane lunare fra piume di giunchi.
Le nuvole son faro d’appiglio di cuore
ed io ricordo spremute di petali autunnali,
baci di brina fra spoglie vestaglie di sole,
scalzi pianeti in equilibrio
son zagare d’ambra e luce passionale
fra sagitte di ghiaccio e polvere equatoriale.
Tra nuove rovine, ed eterni ruderi
ogni giorno amo la mia terra,
la sua dura corteccia e le
sue braccia materne.
Le radici di pace dell’ulivo,
forti, nel segreto della terra
e l'esiliato mare.
Vie, fatte di legno e di carbone
vasi rotti e pianti infranti.
Echi remoti, e impervia pace...
Ahi! L’eterna decisione dell’andare!
Che se non fosse per il suo colore,
che verde ardente emana,
e le mille farfalle appese al sole,
il suo profumo d’abbandono,
terra di gioia e di miseria...
...se non fosse!
Se non fosse...
...se non fosse!
Se non fosse...
...Morente, incantevole prodigio che ci assale
per scioglierne le lacrime.


Erano le estati dell'infanzia
ricca di illusioni a venire
in cui non c'era un perchè
le domande erano ombre nel futuro
arrivava il sole
ed il funereo rito scolastico
veniva abbattuto da urla selvagge
e corse a perdifiato
dove crescevano i pini
luno la sabbia di Lignano
mentre il mare benediceva
un piccolo barbaro biondo
invasore di una pineta
che si affacciava
a quelle estati dell'adolescenza
dove i sogni prendevano fuoco
con la voce degli angeli caduti di Seattle
e nuove speranze di luce
venivano immolate e bruciate
nel gran buco nero italiano
sepolte sotto un'autostrada che andava verso il nulla
mentere un'altra andava a sentire
l'odore dei pini di montagna
o il caldo ormonale della sabbia di Maremma
a guardare gli occhi azzurri del Tirreno
che riflettevano visioni
delle figlie celesti di Venere
danzanti sulle onde
costante presenza negli onirici pensieri
di un ragazzo
che guardava
alle estati dell'età adulta
dove i pini sfumano lentamente
nel riflesso del caldo
ed il loro odore svanisce
nell'aria afosa e viziata
di un deserto estivo
nel quale l'eterno presente
mastica l'orizzonte
e le immagini incerte
dei giorni a venire
come miraggi illudono
la vista di un uomo
disilluso.
ricca di illusioni a venire
in cui non c'era un perchè
le domande erano ombre nel futuro
arrivava il sole
ed il funereo rito scolastico
veniva abbattuto da urla selvagge
e corse a perdifiato
dove crescevano i pini
luno la sabbia di Lignano
mentre il mare benediceva
un piccolo barbaro biondo
invasore di una pineta
che si affacciava
a quelle estati dell'adolescenza
dove i sogni prendevano fuoco
con la voce degli angeli caduti di Seattle
e nuove speranze di luce
venivano immolate e bruciate
nel gran buco nero italiano
sepolte sotto un'autostrada che andava verso il nulla
mentere un'altra andava a sentire
l'odore dei pini di montagna
o il caldo ormonale della sabbia di Maremma
a guardare gli occhi azzurri del Tirreno
che riflettevano visioni
delle figlie celesti di Venere
danzanti sulle onde
costante presenza negli onirici pensieri
di un ragazzo
che guardava
alle estati dell'età adulta
dove i pini sfumano lentamente
nel riflesso del caldo
ed il loro odore svanisce
nell'aria afosa e viziata
di un deserto estivo
nel quale l'eterno presente
mastica l'orizzonte
e le immagini incerte
dei giorni a venire
come miraggi illudono
la vista di un uomo
disilluso.
Baciata dal sole, carezzata dal vento,
coccolata dalla luna, sono seme nel terreno,
mentre la pioggia mi disseta e nutre.
Punto i piedi e nasco come il giorno dopo la notte.
Assaggio l’erba fresca
e fra ortiche, rovi, rose e fiori profumati vivo...
Sussurro alle fate e bacio aliti di vento,
poi ebbra di luce, mi spengo in mare,
per rinascere in cielo come luminosa stella.
coccolata dalla luna, sono seme nel terreno,
mentre la pioggia mi disseta e nutre.
Punto i piedi e nasco come il giorno dopo la notte.
Assaggio l’erba fresca
e fra ortiche, rovi, rose e fiori profumati vivo...
Sussurro alle fate e bacio aliti di vento,
poi ebbra di luce, mi spengo in mare,
per rinascere in cielo come luminosa stella.
"La frase seguente è vera, la frase precedente è falsa"
Vieni con me,
che oggi ho voglia
di tornare all’età
dello specchio,
di lasciarmi
cadere
sulle
note
struggenti
di un anelito indefinito
che possa dondolarmi
fra la viola do fado
e la tristezza
di fondo.
Che poi
sei tu:
il mio
primo
disumano
impietoso limite.
“La storia racconta di un armaiolo che si vantava della sua lancia indistruttibile e del suo scudo imperforabile. Un uomo lì presente chiese allora cosa sarebbe successo se avesse provato a conficcare la lancia nello scudo. L'armaiolo fu preso alla sprovvista e colpito nell'orgoglio. Il risultato dello scontro fu che entrambi gli arnesi si ruppero.”
Il patto siglato col diavolo
fu suggellato da una stretta di mano
e da un’ustione di terzo grado.
Fu la tentazione forse a prevalere
il denaro, il successo, il potere
l’effimero e il vacuo furono lo snodo.
Cambiò la sua vita in un baleno
c’erano i potenti a sedere al suo tavolo.
L’amore era sesso e il sesso ossessione
l’aquilone era bucato e la giostra rotta
i saggi della montagna erano alla frutta
chi ragionava era rinchiuso in una grotta
o girava nudo in una botte e senza scorta.
La donna col lupo si era nascosta, la porta
era socchiusa, con uno scatto era entrata
poi dalla borsa aveva tirato fuori un bastone.
Non finì bene, con un funerale da organizzare
e fu il suo. Il diavolo lo aspettò alla porta
dell’inferno con quattro facce di feccia
e due kamikaze arrivati in luogo di recente.
Fu l’aria condizionata che gli venne in mente
non si poteva pagando avere una singola con doccia?
I patti erano scaduti, le tigri erano di carta
e le carte truccate. Non c’era più nulla da fare.
fu suggellato da una stretta di mano
e da un’ustione di terzo grado.
Fu la tentazione forse a prevalere
il denaro, il successo, il potere
l’effimero e il vacuo furono lo snodo.
Cambiò la sua vita in un baleno
c’erano i potenti a sedere al suo tavolo.
L’amore era sesso e il sesso ossessione
l’aquilone era bucato e la giostra rotta
i saggi della montagna erano alla frutta
chi ragionava era rinchiuso in una grotta
o girava nudo in una botte e senza scorta.
La donna col lupo si era nascosta, la porta
era socchiusa, con uno scatto era entrata
poi dalla borsa aveva tirato fuori un bastone.
Non finì bene, con un funerale da organizzare
e fu il suo. Il diavolo lo aspettò alla porta
dell’inferno con quattro facce di feccia
e due kamikaze arrivati in luogo di recente.
Fu l’aria condizionata che gli venne in mente
non si poteva pagando avere una singola con doccia?
I patti erano scaduti, le tigri erano di carta
e le carte truccate. Non c’era più nulla da fare.
Fu rintocco di nuvole e caffè,
quell’ultimo bacio
sfiorato dal tempo,
scintilla d’apostrofo sentimentale,
silenzio e confettura di cielo.
La notte s’alberò di stelle,
come rondine vestita d’autunno,
zigomi d’orizzonte fra i viali respirò
ed un calice di pioggia ghiacciata
fu fiammifero di giglio di luce scucito.
quell’ultimo bacio
sfiorato dal tempo,
scintilla d’apostrofo sentimentale,
silenzio e confettura di cielo.
La notte s’alberò di stelle,
come rondine vestita d’autunno,
zigomi d’orizzonte fra i viali respirò
ed un calice di pioggia ghiacciata
fu fiammifero di giglio di luce scucito.
La bellezza dei pianeti
traspare limpida
nella mia veste a fiori
nei tuoi cappelli
aperti al mare
Cantico d’aurora
mentre immagini vanno
di tempi nelle trappole
Un lungo novembre
ala d’ombra sugli affreschi
Sotto la patina ascolto chiare grida
venti interiori usciti dalle baie









