E meno male che ce sei tu
sinnò sarei già in mano a Belzebù.
Da che me svejio a quanno er giorno more
riempi la mi vita de calore.
Mutanne e maglia so appena stirate,
a colazione co ‘e fette biscottate,
me metti in mano a borza co l’affari mia
me baci e sono pronto pe annare via !
Poi torno a mezzogiorno pe pranzà,
manicaretti me ce fai trovà,
me conti quanto hai lavorato
oggi hai dovuto fa puro er bucato !
I’ t’accarezzo e me sento fiero
tanta felicità nun me pare vero.
Torno al lavoro pe poi rientrà
a sera e tu sei sempre la.
A notte poi è sempre speciale
nun poggio a testa sopra der guanciale,
me fai sentì davero….’nanimale
a fa l’amor co te è sensuale !
Ormai sono vent’anni de sta storia,
armeno fino a quanno c’ho memoria,
che m’è venuta voja de cagnà,
fare pazzie, cagnà mentalità.
Esse moderni, so ancora ‘ngiovinotto,
provà co ‘nartra in fonno sotto sotto,
te amo tanto, tanto da ‘mpazzì
che voi che sia ‘na vorta…pe capì.
“Amò, nun farlo” me rispose lei
“Che sopportarlo proprio nun potrei
vedè che dai a ‘nartra la sostanza
der poco che te porti sotto a panza.
Stai tranquillo che c’ho pensato io,
l’ho fatto già tre vorte co tu zio,
du vorte col lattaro ma si sa
che certamente qui ritornerà.
‘Na vorta co er nostro affittuario
‘nartra co Romoletto nell’armadio,
insomma me so data un pò da fa
perché nun te dovessi da preoccupà.
‘O vedi, amò, che penso sempre a te ?
De più da me che cosa vuoi ottenè,
siediti comodo e prenditi ‘n caffè.
sinnò sarei già in mano a Belzebù.
Da che me svejio a quanno er giorno more
riempi la mi vita de calore.
Mutanne e maglia so appena stirate,
a colazione co ‘e fette biscottate,
me metti in mano a borza co l’affari mia
me baci e sono pronto pe annare via !
Poi torno a mezzogiorno pe pranzà,
manicaretti me ce fai trovà,
me conti quanto hai lavorato
oggi hai dovuto fa puro er bucato !
I’ t’accarezzo e me sento fiero
tanta felicità nun me pare vero.
Torno al lavoro pe poi rientrà
a sera e tu sei sempre la.
A notte poi è sempre speciale
nun poggio a testa sopra der guanciale,
me fai sentì davero….’nanimale
a fa l’amor co te è sensuale !
Ormai sono vent’anni de sta storia,
armeno fino a quanno c’ho memoria,
che m’è venuta voja de cagnà,
fare pazzie, cagnà mentalità.
Esse moderni, so ancora ‘ngiovinotto,
provà co ‘nartra in fonno sotto sotto,
te amo tanto, tanto da ‘mpazzì
che voi che sia ‘na vorta…pe capì.
“Amò, nun farlo” me rispose lei
“Che sopportarlo proprio nun potrei
vedè che dai a ‘nartra la sostanza
der poco che te porti sotto a panza.
Stai tranquillo che c’ho pensato io,
l’ho fatto già tre vorte co tu zio,
du vorte col lattaro ma si sa
che certamente qui ritornerà.
‘Na vorta co er nostro affittuario
‘nartra co Romoletto nell’armadio,
insomma me so data un pò da fa
perché nun te dovessi da preoccupà.
‘O vedi, amò, che penso sempre a te ?
De più da me che cosa vuoi ottenè,
siediti comodo e prenditi ‘n caffè.
4 commenti
Anime riflesse
in un lago d'emozioni
dove gli alberi si specchiano
in tutta la loro magnificenza
nell'acqua azzurra in lieve movimento
riflettendo i loro splendidi colori
in cui le ninfee galleggiano dolcemente
chiedendo il bacio al sole loro amante.
Riverberi di luce fanno capolino
attraverso gl'interstizi delle piante
irradiando fiammelle e sfere di colore.
Flora e fauna in connessione
vivono armoniosamente la loro stagione.
Una mattinata d'incanto
su queste onde
che mi dondolano come bimba in una culla.
La mia anima è attratta da questa magnificenza
irradiata nell'incanto di queste rive
appese alla pace e al silenzio:
solo frange di vento
scompigliano lievemente i capelli,
fremito dolce sulla pelle.
Tu al mio fianco mio amato
ad accarezzarmi il viso silenziosamente,
parla per noi l'incanto di questi momenti...
Chiamatemi visionario,
sono il sicario
di questa frivola realtà,
il mandante è la fantasia
con cui vorrei fuggire via
lontano da qui,
da tutto e da tutti,
isolarmi,
rifugiarmi
in questo fantastico universo
dove non esistono limiti,
non si presentano ostacoli,
vi sono percorsi dai liberi transiti,
si assiste a meravigliosi spettacoli,
è un viaggio di sola andata
dove non si paga il biglietto,
è una visita prenotata
senza attendere in sala d'aspetto
Chiamatemi visionario
perché amo questo cosmo immaginario,
per entrarci basta poco
è sufficiente alzare il sipario,
alla fine è tutto un gioco
Chiamatemi visionario,
perché ho gli occhi del Sognatore,
subisco questa anestesia indolore,
ogni cosa riprende colore
e intorno a me tutto appare migliore
Il mondo sarà bello in quanto vario,
ma io ne sono contrario
e preferisco il mio,
perché è grazie ad esso
che mi viene concesso
di restare in equilibrio
in questo terreno sconnesso
sono il sicario
di questa frivola realtà,
il mandante è la fantasia
con cui vorrei fuggire via
lontano da qui,
da tutto e da tutti,
isolarmi,
rifugiarmi
in questo fantastico universo
dove non esistono limiti,
non si presentano ostacoli,
vi sono percorsi dai liberi transiti,
si assiste a meravigliosi spettacoli,
è un viaggio di sola andata
dove non si paga il biglietto,
è una visita prenotata
senza attendere in sala d'aspetto
Chiamatemi visionario
perché amo questo cosmo immaginario,
per entrarci basta poco
è sufficiente alzare il sipario,
alla fine è tutto un gioco
Chiamatemi visionario,
perché ho gli occhi del Sognatore,
subisco questa anestesia indolore,
ogni cosa riprende colore
e intorno a me tutto appare migliore
Il mondo sarà bello in quanto vario,
ma io ne sono contrario
e preferisco il mio,
perché è grazie ad esso
che mi viene concesso
di restare in equilibrio
in questo terreno sconnesso
In molti a soffrire l'arsura
falgellante spiagge arroventate.
Soldati della 207 divisione costiera:
caricate i pezzi
e sino all'ultimo proiettile
sparate!
la battigia pullula di nemici in kaki,
con i ferri piazzati ai denti;
rapporto di forze:uno contro venti.
Non fatevi frodare
dall'orrore
o soldati;
resistete e copritevi d'onore;
il nemico è temibilee astuto;
da esperto mentitore
si professa il liberatore;
viene con squadriglie di bombardieri
a "freddare"
gli scolaretti chini sui banchi.
Uccide il colono impegnato sui campi.
Una giostra a Grosseto insanguinata
mitragliata a volo radente.
Il ghigno di Satana
a lungo sguazza
esa essere suadente.
I soldati della 207 divisione
hanno serratoi ranghi
Sul grigioverde non si posano
le fauci degli avvoltoi
I militi marciano e combattono
nel firmamento dei vincitori
falgellante spiagge arroventate.
Soldati della 207 divisione costiera:
caricate i pezzi
e sino all'ultimo proiettile
sparate!
la battigia pullula di nemici in kaki,
con i ferri piazzati ai denti;
rapporto di forze:uno contro venti.
Non fatevi frodare
dall'orrore
o soldati;
resistete e copritevi d'onore;
il nemico è temibilee astuto;
da esperto mentitore
si professa il liberatore;
viene con squadriglie di bombardieri
a "freddare"
gli scolaretti chini sui banchi.
Uccide il colono impegnato sui campi.
Una giostra a Grosseto insanguinata
mitragliata a volo radente.
Il ghigno di Satana
a lungo sguazza
esa essere suadente.
I soldati della 207 divisione
hanno serratoi ranghi
Sul grigioverde non si posano
le fauci degli avvoltoi
I militi marciano e combattono
nel firmamento dei vincitori
Certo, il pensiero m’asseconda,
m’inonda a volte e mi costringe,
ma poi mi vince, m’inginocchia.
Coltivo sogni, mire, ispirazioni,
canto anche illusioni e fantasie,
ma non son poeta.
Non bastano ideali ed emozioni,
sincerità, paesaggi, sentimento,
non ho metodo, tecnica, talento,
non ho concreta la preparazione.
Manco d’eloquio, stile, conoscenza,
la scienza del ritmo difetta.
Passo dal lento al meditativo,
dallo spezzato a quello martellante,
dal danzante al veloce.
Sia pur contento, sono dispersivo.
Dopo un quinario scrivo un ottonario,
confondo la sistole con la diastole,
la rima alternata con la baciata ,
scambio sestine con le terzine.
Proprio per questo non sono poeta,
ne un esteta che scrive poesie,
pertanto v’invito a non legger le mie.
m’inonda a volte e mi costringe,
ma poi mi vince, m’inginocchia.
Coltivo sogni, mire, ispirazioni,
canto anche illusioni e fantasie,
ma non son poeta.
Non bastano ideali ed emozioni,
sincerità, paesaggi, sentimento,
non ho metodo, tecnica, talento,
non ho concreta la preparazione.
Manco d’eloquio, stile, conoscenza,
la scienza del ritmo difetta.
Passo dal lento al meditativo,
dallo spezzato a quello martellante,
dal danzante al veloce.
Sia pur contento, sono dispersivo.
Dopo un quinario scrivo un ottonario,
confondo la sistole con la diastole,
la rima alternata con la baciata ,
scambio sestine con le terzine.
Proprio per questo non sono poeta,
ne un esteta che scrive poesie,
pertanto v’invito a non legger le mie.
Solo dopo la tempesta
il cielo chiaro
s’ apre agli uliveti
e timidi i raggi
orlano d’oro le pietre.
L’aria graffia d’erba
le narici
sulle terrazze umide
s’ affollano le voci .
I colori accesi mutano le vie
e il mio colle sazio
della Domenica
della Domenica
ora splende d’armonia .
Raccolgo una nuvola
ha il sentore del mare
vanitosa sposa che si specchia e si perde
nel pensiero
nel pensiero
di un percorso d' occhi.
Ha il volo di un aquilone
la lacrima di una madre
scivola
come scivola il tramonto
in pace
come scivola il tramonto
in pace
nella memoria sosta
cullata dalle stelle.
E i due cedettero!
Il fuoco e l’acqua, invasero ogni cosa:
errarono, gioirono , lottarono,
trovarono il verbo per potersi raccontare
origine ed eternità.
Credettero di aver vissuto ogni sentimento,
di essere stati oltre ogni orizzonte;
toccarono l’ infinito ignoto
bevvero l’amore l’un dell’altro,
assaggiarono sorsi d’oceano.
Vissero così tanto,
da sentirsi vuoti …quasi sospesi;
il viaggio fù un transito d’amore,
e l’uno fù nelle viscere dell’altro.
Si alterò il tempo
che accellerò il battito del sangue
e una forma pura e bella
sorse dall’estasi e l’incendio:
che accellerò il battito del sangue
e una forma pura e bella
sorse dall’estasi e l’incendio:
L'Ardenza fervida... di una promessa muta!
Invecchia la parola,
sdrucciola su levigate pagine di vita
al capolinea tracciato da quell’arcobaleno
vissuto in quegli attimi e con un soffio dileguato.
Tramonta la luce
nelle notti aperte nei svuotati cassetti,
tra sgombrati aleggi di panorama offuscato,
tra gli steli di fiori appassiti… al vento liberati.
Enigmatici disegni,
linee tracciate con matita spuntata
tra le mani il nulla, scandaglio del niente
rosicante desiderio sulla soglia del perdono.
Invecchia la parola
nelle ombre a passeggio in vuote stanze,
pulsa frenetica l’ira del chiedere
tra i pensieri che fuggono alla evidenza
nell’ultimo osare d’un finale zittire.
Davanti agli occhi il buio,
l’insolito silenzio a circondare la speranza
nel lascito di battito ansante… del tempo finito
per quel finale viaggio di povera esistenza
Sembrerà sempre bella
e sarà sempre eterna.
Bella è l'acqua della fontana
con le sue felci, Naiadi e Tritoni.
Amena è anche quella della Musa,
dove la luna si specchia nella notte,
mentre io canto
nella mia mente versi.
Belli son anche i ruscelletti,
rotolantisi tra le rocce
verdi e bianche.
Pura e fresca è l'acqua di fonte,
che scorre limpida
tra le intricate fratte
e il verdeggiante muschio.
L'acqua del lago
é come uno sguardo di fanciulla,
calmo,
specchio veridico e profondo.
Bello é anche lo stagno
che l'edera riflette
e qualche volta
il sorriso d'un antico marmo.
Incantevoli son anche le pozzanghere,
che nei giorni d'inverno
alla nebbia sembrano sorridere
illuminate
dall'argenteo chiarore della luna.
Ogni scusa è buona per rimandare
il cane con la scoliosi
e il pappagallo con la cervicale
la terza comunione dei bambini
il matrimonio di certi cugini
che più non vedi. Per Natale
paillettes e lustrini per i curiosi
e il disco preferito da ascoltare.
E’ un dannato minuetto
a me piace il rock duro, le chitarre
distorte e i bassi nello stomaco
qui sta cadendo l’intonaco
e pure le mura hanno l’eco
il tuo alfabeto è sinfonico
il mio è col codice a barre.
Ormai questo amore mi va stretto.
E’ ora di lasciarci, l’ho detto
non puoi rispondi, siamo amanti
a singhiozzo e con lo sconto
ma senza il bollino rosso del supermercato.
Poi c’è il nonno che è quasi andato
ha un piede nella fossa ed è stato
a Lourdes l’altro giorno. Con due badanti
niente male con la quinta di reggipetto.
Ha il singhiozzo pure il sipario
un giorno è giù e l’altro è alzato
la luna è storta ma c’è il sole a picco
l’estate è arrivata e le spiagge
sono affollate. L’amore ci sfugge
il venditore di cianfrusaglie è ricco
ha il conto alle Cayman, ma è nato
a Mussomeli e non ha il dromedario.
Mi hai fatto il malocchio, una megera
ha confermato. Pensavo fosse amore
invece era solo un intruglio di erbe selvagge.
Gina mi era svenuta davanti
e io ero fuggito, perché in tanti
mi stavano guardando, la legge
era stata avvertita, c’era già odore
di bruciato. Giuro, non mi sono fatto una pera.
il cane con la scoliosi
e il pappagallo con la cervicale
la terza comunione dei bambini
il matrimonio di certi cugini
che più non vedi. Per Natale
paillettes e lustrini per i curiosi
e il disco preferito da ascoltare.
E’ un dannato minuetto
a me piace il rock duro, le chitarre
distorte e i bassi nello stomaco
qui sta cadendo l’intonaco
e pure le mura hanno l’eco
il tuo alfabeto è sinfonico
il mio è col codice a barre.
Ormai questo amore mi va stretto.
E’ ora di lasciarci, l’ho detto
non puoi rispondi, siamo amanti
a singhiozzo e con lo sconto
ma senza il bollino rosso del supermercato.
Poi c’è il nonno che è quasi andato
ha un piede nella fossa ed è stato
a Lourdes l’altro giorno. Con due badanti
niente male con la quinta di reggipetto.
Ha il singhiozzo pure il sipario
un giorno è giù e l’altro è alzato
la luna è storta ma c’è il sole a picco
l’estate è arrivata e le spiagge
sono affollate. L’amore ci sfugge
il venditore di cianfrusaglie è ricco
ha il conto alle Cayman, ma è nato
a Mussomeli e non ha il dromedario.
Mi hai fatto il malocchio, una megera
ha confermato. Pensavo fosse amore
invece era solo un intruglio di erbe selvagge.
Gina mi era svenuta davanti
e io ero fuggito, perché in tanti
mi stavano guardando, la legge
era stata avvertita, c’era già odore
di bruciato. Giuro, non mi sono fatto una pera.
I bei occhi,
le magnifiche guance,
le seducenti e incantevoli labbra
Lei era lì,
davanti a me,
e mi sorrideva
Un sorriso abbagliante,
da mozzare il fiato,
da togliere il respiro
Io la guardavo fisso,
non potevo farne a meno
Il suo viso candido,
circondato da lisci e folti capelli biondi,
era splendido
Portava due orecchini d'oro,
d'oro
come il piacere che provavo nel fissarla
Era bella,
come un fiore che sboccia in primavera
le magnifiche guance,
le seducenti e incantevoli labbra
Lei era lì,
davanti a me,
e mi sorrideva
Un sorriso abbagliante,
da mozzare il fiato,
da togliere il respiro
Io la guardavo fisso,
non potevo farne a meno
Il suo viso candido,
circondato da lisci e folti capelli biondi,
era splendido
Portava due orecchini d'oro,
d'oro
come il piacere che provavo nel fissarla
Era bella,
come un fiore che sboccia in primavera
Passano ripassano passano
paion volare
sgomitano
d'isteria scalfiti
da nevrosi sostenuti
manipolo di sconvolti
nidiata d'affamati
indolenziti dalle velocità
credute giuste
nella direzione di un'orizzonte
senso dell'esistenza
Rifatte
sdoppiate
ingombranti
anime compassate nella sintonia del dire
nemiche giurate oltre le strade
le vie
i suggerimenti del capire
Immobile guardando un semaforo
la coda dell'occhio li coglie
irrispettosi dei colori
attraversare una folla di gambe e braccia
per quel non avere affetti
il loro impegno
per quel non sentir dolori
evitango il loro segno
paion volare
sgomitano
d'isteria scalfiti
da nevrosi sostenuti
manipolo di sconvolti
nidiata d'affamati
indolenziti dalle velocità
credute giuste
nella direzione di un'orizzonte
senso dell'esistenza
Rifatte
sdoppiate
ingombranti
anime compassate nella sintonia del dire
nemiche giurate oltre le strade
le vie
i suggerimenti del capire
Immobile guardando un semaforo
la coda dell'occhio li coglie
irrispettosi dei colori
attraversare una folla di gambe e braccia
per quel non avere affetti
il loro impegno
per quel non sentir dolori
evitango il loro segno
Sei partita col veliero a farfalle
la tua meta è Calcutta, gli elefanti
sono a dieta, c’è già una colletta
sul web per comprare noccioline.
Non ci sono più le ballerine
in città, andavano di fretta
quando sono arrivati i cantanti
di grido, si sono messe a pulire le stalle.
Mi piace il tuo vestito rosso
con i colori di un tramonto infuocato
qualcuno t’indica con un dito
la città da ammirare, tu sei nuda
e di spalle, hai perso la testa per Neruda
le sue poesie su quel sito
ti hanno mostrato la bellezza allo stato
puro. Il tuo amante ride a più non posso.
Ti sono rimasti solo due tozzi di pane
non sai decidere se tenerli per te
o se darli al cane. Il pesce tigre
vaga nell’azzurro, tu non fai il bagno
perché non hai il bikini, il sogno
è finito, sei nuda ma il re
non ha bussato, c’è invece l’oste
a offrirti whisky e marzapane.
L’uovo si sta schiudendo, il male
è su questa terra, le sfumature del cielo
sono brunite, l’angelo abbandona
il paradiso, la salvezza è morta.
Già senti i cingolati alla porta
il cuore è pesante e la voce afona
i fiori non hanno lo stelo
vedi un dirupo, ma ci sono le scale.
la tua meta è Calcutta, gli elefanti
sono a dieta, c’è già una colletta
sul web per comprare noccioline.
Non ci sono più le ballerine
in città, andavano di fretta
quando sono arrivati i cantanti
di grido, si sono messe a pulire le stalle.
Mi piace il tuo vestito rosso
con i colori di un tramonto infuocato
qualcuno t’indica con un dito
la città da ammirare, tu sei nuda
e di spalle, hai perso la testa per Neruda
le sue poesie su quel sito
ti hanno mostrato la bellezza allo stato
puro. Il tuo amante ride a più non posso.
Ti sono rimasti solo due tozzi di pane
non sai decidere se tenerli per te
o se darli al cane. Il pesce tigre
vaga nell’azzurro, tu non fai il bagno
perché non hai il bikini, il sogno
è finito, sei nuda ma il re
non ha bussato, c’è invece l’oste
a offrirti whisky e marzapane.
L’uovo si sta schiudendo, il male
è su questa terra, le sfumature del cielo
sono brunite, l’angelo abbandona
il paradiso, la salvezza è morta.
Già senti i cingolati alla porta
il cuore è pesante e la voce afona
i fiori non hanno lo stelo
vedi un dirupo, ma ci sono le scale.











