Scrivo per dimenticare i giorni. Giorni come questi
Scrivo per dimenticare i giorni. Giorni come questi. Dimenticare.
Te ne vai. Resti.
Ho gia dimenticato i giorni, ieri. Domani forse lo ricordo bene. Scrivo
per non dimenticare i giorni. Giorni come questi. Tramonti come questi.
Tramonti che spalancano le porte alla notte. Oggi.
Tramonti e notti portano verso il giorno, verso il sole. La Pioggia.
Scrivo per dimenticare ieri che diventa oggi e che non ritorna domani.
Scrivo. Per leggere di me. Per me stesso lo stesso io di prima. Ieri.
Scrivo per dimenticare i giorni. Ma i giorni non si dimenticano di me.
Giorni come questi, d’estate, d’Agosto. Dimenticare. Resti. Te ne vai.
Scrivo per ricordare di dimenticare. Ricordare.
Scrivo per dimenticare i giorni. Giorni come questi. Dimenticare.
Te ne vai. Resti.
Ho gia dimenticato i giorni, ieri. Domani forse lo ricordo bene. Scrivo
per non dimenticare i giorni. Giorni come questi. Tramonti come questi.
Tramonti che spalancano le porte alla notte. Oggi.
Tramonti e notti portano verso il giorno, verso il sole. La Pioggia.
Scrivo per dimenticare ieri che diventa oggi e che non ritorna domani.
Scrivo. Per leggere di me. Per me stesso lo stesso io di prima. Ieri.
Scrivo per dimenticare i giorni. Ma i giorni non si dimenticano di me.
Giorni come questi, d’estate, d’Agosto. Dimenticare. Resti. Te ne vai.
Scrivo per ricordare di dimenticare. Ricordare.
3 commenti
Resterei eternamente qui con te.
Non smetterei di fissarti:
sei la donna ideale,
fornita di ottimi attributi,
sorriso accattivante,
parole suadenti;
solo sentir il tuo tono di voce,
il core intraprende una lunga corsa
senza sosta.
peccato o fortuna:
due vite non marceranno mai insieme.
Due pianeti non potranno mai avvicinarsi.
Compartimenti stagni,
impossibilitati a comunicare.
E' nellanatura dell'uomo;
il carattere non si confonde con un altro,
l'egoismo non cede minimamente il suo potere.
Se dona ricchezza,
prima o poi la rivuole indietro.
Non smetterei di fissarti:
sei la donna ideale,
fornita di ottimi attributi,
sorriso accattivante,
parole suadenti;
solo sentir il tuo tono di voce,
il core intraprende una lunga corsa
senza sosta.
peccato o fortuna:
due vite non marceranno mai insieme.
Due pianeti non potranno mai avvicinarsi.
Compartimenti stagni,
impossibilitati a comunicare.
E' nellanatura dell'uomo;
il carattere non si confonde con un altro,
l'egoismo non cede minimamente il suo potere.
Se dona ricchezza,
prima o poi la rivuole indietro.
In stanze acute
dagli ibridi colori
dove il sole non colora né indora,
mi ritrovai a dover trasmigrare
nell'incognita del divenire.
Rimuginai a lungo
sull'altare sacrificale che mi toccò
sotto quelle alte cuspidi
di solenni e gelide cattedrali
che non rimbalzarono mai per l'aere
l'eco del mio sentire
né l'eco del mio dolore.
Nel tempo coatto
della mia permanenza
un eremo solitario portai sulle spalle
che non riuscisti mai a raggiungere
chiuso nell'indifferenza
e nella dimenticanza d'un cuore frantumato
fra macerie gettato
lasciato lì a marcire nell'incuria del vento
e nell'oblio del tempo.
Forse temi…... cosa temi?
Che possa cedere il tuo vento,
l’aquilone perda quota,
e si schiantino i colori.
e si schiantino i colori.
Che il filo si aggrovigli
senza trovarne più l’inizio…
senza trovarne più l’inizio…
…temi, che cessi il tuo respiro,
e si stanchi la tua corsa;
Che il cuore ti tradisca, e non ti riconosca,
che non s’innamorino più gli occhi
e non sia più giovane lo sguardo .
Temi l’insonnia, e le ossessioni,
l’avversità del corpo,
il dramma e l’uragano,
e del tradimento il suo gran pianto.
.
Forse dimentichi, la passione
della luce che ti portò alla vita,
della luce che ti portò alla vita,
che ti diede in sogno, ed operò il miracolo?
Temi, che si rimpicciolisca tutto
e cada solo cenere vagante.
È forte smarrimento!
Così l’amore, mosse le sue ciglia,
baciò la fronte e quel sudore;
baciò la fronte e quel sudore;
poi si volse ad attizzare il fuoco,
aggiustò la legna, e fu gran fiamma.
Chiese a bassa voce: ti riscalda?
Fù incendio..
Fù incendio..
...di dimenticanza e gioia nuova!


Mi ritrovai a camminare
nel letto di un fiume
prosciugato dalla siccità.
pietre sconnesse
e ghiaia impediscono
ai piedi di andare avanti.
Il sole girava intorno a me
sola...è fuori dal mondo
quello che ho sempre sognato.
E cammino...cammino...
Un misterioso silenzio mi avvolge
le cime delle montagne sono troppo lontane
e abbagliate dal sole.
Fuori dal mondo
Il tramonto si avvicina
resterò qua...raggomitotala su me stessa
aspetterò l'alba.
Una pace irreale mi avvolge
penetra dentro di me
facendomi dimenticare la sofferenza.
Una musica
magica
mi sveglia.
Intorno a me danzano fate ed elfi
allora è vero
non faccio parte del mondo.

Giorno di conviviale gioia e allegria,
festa d'estate tra le ore cocenti
di Agostino sol leone.
Mettete a dimora
nel cassetto più remoto dell'anima
le angosciose pene
e trasformate in musica
le parole del cuore.
Buon ferragosto
seduti in riva al mare
tra le onde frizzanti e gli schizzi perlati
a respirar la brezza.
Buon ferragosto
tra la montana frescura
lungo il letto di un rigagnolo d'acqua
che gioca a nascondersi
tra pioppi e lecci.
Buon ferragosto
supini col naso in su
a puntare lo sguardo
verso lo sfarfallio delle foglie
a ricamare perle dorate coi raggi.
Buon ferragosto
s'incontrano gli amici
sulle allegre tavolate
il gusto si accende
e tra brindisi e rime
s'intrecciano legami.
Buon ferragosto
Parole d'amore e di prece
a Colei che Assunta
oggi visita il cielo.
festa d'estate tra le ore cocenti
di Agostino sol leone.
Mettete a dimora
nel cassetto più remoto dell'anima
le angosciose pene
e trasformate in musica
le parole del cuore.
Buon ferragosto
seduti in riva al mare
tra le onde frizzanti e gli schizzi perlati
a respirar la brezza.
Buon ferragosto
tra la montana frescura
lungo il letto di un rigagnolo d'acqua
che gioca a nascondersi
tra pioppi e lecci.
Buon ferragosto
supini col naso in su
a puntare lo sguardo
verso lo sfarfallio delle foglie
a ricamare perle dorate coi raggi.
Buon ferragosto
s'incontrano gli amici
sulle allegre tavolate
il gusto si accende
e tra brindisi e rime
s'intrecciano legami.
Buon ferragosto
Parole d'amore e di prece
a Colei che Assunta
oggi visita il cielo.
Un sogno
essere qui
in questa sera dal tempo fermo
di meringhe sulle case
che sul molo
dormono
la figura nostra
questa dolcezza
che ristagna
tra anima e pelle
dove il sole, tutto il giorno
ha scavato ancora pietre
nel pulsare del mare
Se tu tornassi dalla prateria celeste,
avresti tanto da raccontarmi;
contemplerei,estasiato,il volto della mitezza;
spegnerei
il fuoco appassionato del furore;
intrappolato tra il Demonio e Dio.
In lotta aperta
per accaparrarsi quel che resta
di un mistero chiamato anima;
grande alma benedetta:
hai il dono della compassione
di una coorte di genti.
Se tu tornassi
laveresti una fetida carcassa
che non sa perdonare
Di questo si tratta:
il decidersi per Dio
o perdere se stesso.
avresti tanto da raccontarmi;
contemplerei,estasiato,il volto della mitezza;
spegnerei
il fuoco appassionato del furore;
intrappolato tra il Demonio e Dio.
In lotta aperta
per accaparrarsi quel che resta
di un mistero chiamato anima;
grande alma benedetta:
hai il dono della compassione
di una coorte di genti.
Se tu tornassi
laveresti una fetida carcassa
che non sa perdonare
Di questo si tratta:
il decidersi per Dio
o perdere se stesso.
E lunghe notti insonni a colorare
il tempo rivoltato dal mistero
nel mentre si dilatano le ore
e il buio ingigantisce l'ombra al nero.
Dal suolo oltre le stelle fino in fondo
ai passi solitari dei pensieri
attraversando il tempo fino a quando
l'aurora sfiora i sogni che respiri.
Infine ti ritrovi tra le ciglia
del dormiveglia un battito di luce
fugace come il lampo che ti abbaglia
lo sguardo sotto un cielo senza voce.
il tempo rivoltato dal mistero
nel mentre si dilatano le ore
e il buio ingigantisce l'ombra al nero.
Dal suolo oltre le stelle fino in fondo
ai passi solitari dei pensieri
attraversando il tempo fino a quando
l'aurora sfiora i sogni che respiri.
Infine ti ritrovi tra le ciglia
del dormiveglia un battito di luce
fugace come il lampo che ti abbaglia
lo sguardo sotto un cielo senza voce.
Le case che di giorno sono appese al sole
con un filo d’acciaio trasparente
sono abitate da iguane verticali
e serpenti con laurea in arti figurative.
Le donne degli anziani sono più schive
all’ingresso della baia degli squali
i pappagalli hanno lingua tagliente
e penne appuntite solo a Natale.
La foresta di turbine eoliche è fitta
l’affollano soldati con armatura leggera
e ragazze disposte a mostrare le gambe
dalla carrozza quando il vento rinforza.
Ci vanno dive del cinema in vacanza
tigri in pensione e scimmie strambe
in cerca di un po’ di tregua la sera
dal corteggiamento insistente di una gatta.
Le stelle stanno a guardare un film dell’orrore
così si sono messe oggi d’accordo
in un referendum on line. Il potere è dei folli
e il sapere dei venditori di zucchero filato
c’è stato un tempo in cui un capo di Stato
con la gobba, ha scalato sette colli
ma è finito a incontrare in un fiordo
un tipo con corona falsa e voce da tenore.
Chi ha un cuore faccia un passo avanti
chi invece ne ha due, ne ceda uno al parente
di un coccodrillo. Chi piange può passare la mano
stavolta ha sbagliato canzone, il testo è una burla
tra sfigati al camposanto. C’è Munch che urla
ha perso un bottone del cappello, ma è sano
qualcuno nel fondo del teatro ha un dente
dolorante, tutti ridono, piangono solo gli amanti.
Nella stanza dell’anima, i bei ricordi,
riaffiora la luce del tempo passato,
tutto è un gaio rimembro, volteggiato
lo sbirciare gli anfratti più reconditi.
Il ponte dei sospiri menziona
di quel dì dolci carezze con ardore,
di quel chiarore a invadere il cuore,
di quella mano stretta a quell’ora.
Felice incontro,
gli occhi non avevano altro sguardo,
le bocche erano a sussurrare flebili parole
e nel fruscio di calma sera,
l’amor invase… amando.
Un momento segnato nella storia
nell’album donato al futuro
per quei voli mai smarriti
d’un legame solido come una roccia
che nulla la potrà scalfire.
L’uomo del banco delle macchinette
Sono io,
sempre dalle macc hinette del caffè,
sono io,
seduto prono
nella poltrona,
mentre la gente passa
trafelata
e
indifferente;
sono io,
che osservo e guardo,
e capisco tante cose,
anche quello che la gente,
non crede;
chi mi vede bene,
chi male,
chi mi saluta,
chi mi disprezza;
male e bene,
negativo e positivo,
cose giuste
altre meno;
il mondo è così,
alcuni non ti vedranno mai,
altri sono amici.
Sono io,
sempre dalle macc hinette del caffè,
sono io,
seduto prono
nella poltrona,
mentre la gente passa
trafelata
e
indifferente;
sono io,
che osservo e guardo,
e capisco tante cose,
anche quello che la gente,
non crede;
chi mi vede bene,
chi male,
chi mi saluta,
chi mi disprezza;
male e bene,
negativo e positivo,
cose giuste
altre meno;
il mondo è così,
alcuni non ti vedranno mai,
altri sono amici.
Per lei scrivo rime molto gentili,
dolci e sottili,
per lei voglio rime leggere come la brezza
che sfiora il mare con tanta finezza,
rime sonanti come le sue urla
e rime scherzose come ogni sua burla,
rime taglienti come lame affilate,
rispecchianti la sua rabbia in certe grigie giornate,
rime pazze come le sue improvvise sfuriate,
rime allegre come i momenti passati insieme,
per lei che è saldamente forte
come una pianta che cresce robusta dal suo seme,
rime calde come le sere d'estate,
felici e spensierate.
dolci e sottili,
per lei voglio rime leggere come la brezza
che sfiora il mare con tanta finezza,
rime sonanti come le sue urla
e rime scherzose come ogni sua burla,
rime taglienti come lame affilate,
rispecchianti la sua rabbia in certe grigie giornate,
rime pazze come le sue improvvise sfuriate,
rime allegre come i momenti passati insieme,
per lei che è saldamente forte
come una pianta che cresce robusta dal suo seme,
rime calde come le sere d'estate,
felici e spensierate.
Magari sbaglio ma mi sento meglio
a starmene in disparte dalla gente
lontana mille miglia con la mente
per inseguirne i voli sopra un foglio.
Mi sembra di poter attraversare
con uno sguardo il cielo, l'universo,
planando sulla stella in cui mi pare
di ritrovarmi in ciò che sembra perso.
Stupori di bambina, una carezza
paterna la Poesia del melograno,
le spighe acerbe, l'alba, la dolcezza
di un sogno che mi lascia i sogni in mano.
Di certo sbaglio, ma è così che voglio
andare svicolando il malaffare
del mondo, immaginando che il suo meglio
è una Poesia che non si può afferrare.
a starmene in disparte dalla gente
lontana mille miglia con la mente
per inseguirne i voli sopra un foglio.
Mi sembra di poter attraversare
con uno sguardo il cielo, l'universo,
planando sulla stella in cui mi pare
di ritrovarmi in ciò che sembra perso.
Stupori di bambina, una carezza
paterna la Poesia del melograno,
le spighe acerbe, l'alba, la dolcezza
di un sogno che mi lascia i sogni in mano.
Di certo sbaglio, ma è così che voglio
andare svicolando il malaffare
del mondo, immaginando che il suo meglio
è una Poesia che non si può afferrare.
Brumoso e liquido il mattino
si rispecchia piangente
sulla terra e sull'acqua del fiume
che scorre lentamente.
Il mio cuore s'offusca
ed è pesante il peso del dolore
che deve trascinare
e nulla di te riesce ad intravedere.
Un altro giorno d'attesa,
di speranza
mentre tutto non torna alla mente
del rigoglio di vita vissuta,
della gioia avvolgente del nostro cammino
che ha smarrito quel sentiero di luce.
Ora nuvole incombono sul mio petto
dedalo d'assenza da cancellare
ma è difficile la via giusta da imboccare.
Ovunque ti cerco
mia alba che risplendi di luce
e m'infiori con i colori dell'aurora,
ma non t'intravedo
nei passi stanchi della sera.









