Ovunque ti cerco,
gli occhi scrutano stanchi
nelle strade ch'esploro
ma il tuo cammino
non ha tracciato orme
e la mia speranza
diviene sempre più vana
nei giorni che si srotolano
e si accavallano silenti e tristi...
Sento sempre più la voce del dolore
e dell'angoscia che non sia più tu
il mio presente agognato
lungo quel percorso che non feci.
La notte mi ritrovo sola
in una spirale di pensieri
che intristiscono il mio io.
Né luna e né stelle
effondono luce da incamerare
per il mio povero cuore
spinato di silenzi e di solitudine
che come pulcino abbandonato ed affamato
non ha più la forza di pigolare.
15 commenti

La storia?
I nostri avi!
I nostri avi?
Il nostro sangue!
Il nostro sangue?
La nostra vita!
La nostra vita?
Il nostro patire!
Il nostro patire?
Il nostro sacrificio!
Il nostro sacrificio?
Il nostro realizzare!
Il nostro realizzare?
Il nostro orgoglio!
Il nostro orgoglio?
Il nostro felice!
Il nostro felice?
Il nostro esultare!
Il nostro esultare?
La nostra bandiera!
La nostra bandiera?
Il nostro sventolare!
La storia?
Uno sventolare,
un’unica bandiera,
per un unico popolo!
La storia?
Solo fratelli,
sempre fratelli,
nell’oggi,
nel domani!
La storia?
Una fede espansa,
per un universo giubilante,
nell’infinità quotidiana,
nell’infinità Divina.
La storia?
L’aurea firma del nostro cammino.
La storia?
L’estate giocosa del nostro esistere?
Mi accompagna così
questa stella,
la mia amica
non nasconde mai
nulla.
Mi accompagna ogni notte
e se spengo la luce
ed io dormo
lei è sveglia
e mi veglia.
La mia stella...
Di lei posso solo fidarmi
non mi gira le spalle,
mi aiuta nei momenti
un pò bui,
quando non riesco più a pregare
perché la mia mente
ha troppo da fare.
La mia stella
è così,
sta nel centro del cielo
e un pò a destra
del mio cuore.
Mia compagna da una vita
nei silenzi e nei risvegli
dei miei sogni...
non nasconde mai
nulla.
Mi accompagna ogni notte
e se spengo la luce
ed io dormo
lei è sveglia
e mi veglia.
La mia stella...
Di lei posso solo fidarmi
non mi gira le spalle,
mi aiuta nei momenti
un pò bui,
quando non riesco più a pregare
perché la mia mente
ha troppo da fare.
La mia stella
è così,
sta nel centro del cielo
e un pò a destra
del mio cuore.
Mia compagna da una vita
nei silenzi e nei risvegli
dei miei sogni...
Un prisma e l’arcobaleno
nel cielo liquido e trasparente
di un mattino sfuggente.
Sono note speziate di liquore
d’annata, languori del destino
calici d’ambrosia e sapori
rarefatti di letti disfatti
la sveglia dannata del postino.
C’è il cuore che batte e la corsa
a perdifiato, il tempo della follia
e il denaro speso con allegria
il disagio, l’eclissi e la morsa
del potere, il cielo infinito
e la morte, un coro scolpito
un brivido freddo nelle ossa.
Schizzi e colori chiazzano il cielo
tu pensi sia amore e sorridi
io ci vedo una mucca e quindi
sto zitto, alla fine scegli il velo
da sposa, dici, è il mio dono per te.
Non te la prendere se ho deciso
così, scelgo di fare buon viso
a cattivo gioco e metto su il caffè.
L’uomo che brucia non è un trucco
è solo una fotografia a colori
già mi manchi, ti vedo, sei li fuori
ma è come se fossi assente, il succo
è questo ed è un vero peccato
che debba finire così, proprio
sul lato oscuro della luna, sono sobrio
non ricordo molto, ma qui ci sono stato.
nel cielo liquido e trasparente
di un mattino sfuggente.
Sono note speziate di liquore
d’annata, languori del destino
calici d’ambrosia e sapori
rarefatti di letti disfatti
la sveglia dannata del postino.
C’è il cuore che batte e la corsa
a perdifiato, il tempo della follia
e il denaro speso con allegria
il disagio, l’eclissi e la morsa
del potere, il cielo infinito
e la morte, un coro scolpito
un brivido freddo nelle ossa.
Schizzi e colori chiazzano il cielo
tu pensi sia amore e sorridi
io ci vedo una mucca e quindi
sto zitto, alla fine scegli il velo
da sposa, dici, è il mio dono per te.
Non te la prendere se ho deciso
così, scelgo di fare buon viso
a cattivo gioco e metto su il caffè.
L’uomo che brucia non è un trucco
è solo una fotografia a colori
già mi manchi, ti vedo, sei li fuori
ma è come se fossi assente, il succo
è questo ed è un vero peccato
che debba finire così, proprio
sul lato oscuro della luna, sono sobrio
non ricordo molto, ma qui ci sono stato.
Fin da piccolo ho cercato un sogno,
una piccola speranza, quella speranza di diventar l'uomo che sono.
E quel sogno, una volta trovato,
l'ho tenuto stretto al mio petto facendolo mio.
Forse, è grazie a quel sogno
se oggi riesco a commuovermi e piangere.
Se oggi riesco a distinguere la mia vita fra le altre.
Se oggi riesco ad amare come si ama realmente.
Se oggi riesco a trovare il coraggio di perdonare e perdonarmi.
Forse, è grazie a quel sogno
se, osservando il cielo, riesco ancora a distinguere i colori dell'arcobaleno.
una piccola speranza, quella speranza di diventar l'uomo che sono.
E quel sogno, una volta trovato,
l'ho tenuto stretto al mio petto facendolo mio.
Forse, è grazie a quel sogno
se oggi riesco a commuovermi e piangere.
Se oggi riesco a distinguere la mia vita fra le altre.
Se oggi riesco ad amare come si ama realmente.
Se oggi riesco a trovare il coraggio di perdonare e perdonarmi.
Forse, è grazie a quel sogno
se, osservando il cielo, riesco ancora a distinguere i colori dell'arcobaleno.
chi sono, cosa vogliono, che complottano
stiamo attraversando dei pericoli
attenzione agli ostacoli
lentamente vogliono ucciderci
ma non ci abbatteranno
non ci avranno
voglio un mondo piu' civile
dove i sogni vivono di vita propria
voglio un mondo piu' gentile
dove il colore sostituisce una scoria
ho paura che la direzione sia sbagliata
dobbiamo cantare la stessa canzone
qualunque sia la nostra religione
la nostra religione
chi sono cosa vogliono da dove vengono
uccidono e non ti avvertono
dobbiamo sconfiggerli subito ora
non piu' lacrime
non piu' dolore
solo respiri felici
non piu' dolore
solo anime colorate
che si godono le giornate
senza paura e ansia
chi sono cosa vogliono e cosa vogliono ottenere
noi vogliamo solo il bene
solo il bene
stiamo attraversando dei pericoli
attenzione agli ostacoli
lentamente vogliono ucciderci
ma non ci abbatteranno
non ci avranno
voglio un mondo piu' civile
dove i sogni vivono di vita propria
voglio un mondo piu' gentile
dove il colore sostituisce una scoria
ho paura che la direzione sia sbagliata
dobbiamo cantare la stessa canzone
qualunque sia la nostra religione
la nostra religione
chi sono cosa vogliono da dove vengono
uccidono e non ti avvertono
dobbiamo sconfiggerli subito ora
non piu' lacrime
non piu' dolore
solo respiri felici
non piu' dolore
solo anime colorate
che si godono le giornate
senza paura e ansia
chi sono cosa vogliono e cosa vogliono ottenere
noi vogliamo solo il bene
solo il bene
Come siete ora voi, pensieri miei
un po’ scritti, un po’ dipinti.
Com’è cambiato presto il passo!
Com’è cambiato presto il volto!
Siete… seri, e anche noiosi!
Conosco cento gialli, cento rossi, cento bruni,
e cento altre sfumature ancora.
Ma non riesco a indovinare né imitare
la tonalità radiosa, il puro scintillio,
il bianco e fresco ardore
di quella breve gioventù,
senza mai pensieri...
senza mai pensieri...
...Senza mai falliti sentimenti,
senza idee avvizzite o anche appassite,
senza, solo voi, pensieri miei…
…soli, a farmi compagnia!

Sei il mio buio che si frantuma
in voli alti di rondini la sera
mare che compone l'armonia
con la sua soave melodia
accompagnando l'onda d'ogni pensiero.
Portami con te nelle profondità
dei tuoi gesti illuminati,
innalzami in intimi voli
tra gl'inesplorati varchi del tempo
che siano eterna brezza
essenza del tuo io d'immagini gioiose
che illuminino le mie ombre
attraverso corolle di vivida luce.
Loro che hanno l’auto blu
e la vorrebbero grigio metallizzato
per dare meno nell’occhio.
Loro che sono rappresentanti
del popolo senza essere
mai stati votati da nessuno.
Loro che scambiano i congiuntivi
con un’infiammazione dell’occhio.
Loro che usano il parrucchino
come casco protettivo
quando sono in moto.
Loro che hanno come marito
un esperto fumatore di sigari
dello studio ovale.
Loro che sono stati delle spie
prima di diventare condottieri
della nazione.
Loro che prendono le mazzette
per entrare nei titoli di testa
del telegiornale delle venti.
Loro che se stai più sereno
ci pensa il boia
a farti venire il mal di testa.
Loro che non hanno ancora inventato
il clientelismo virtuale
ma ci stanno lavorando.
Noi che abbiamo sempre
un amico di un amico da accontentare
Il giorno delle elezioni.
Noi che al referendum votiamo ni
perché non abbiamo deciso
da che parte stare.
Noi che conoscere un assessore
può essere sempre utile
ma conoscerne due è meglio.
Noi che per chiedere la raccomandazione
non andiamo all’ufficio postale
ma da chi di dovere.
Noi che l’unica pagina strappata
del vocabolario è quella
con scritta la parola “tasse”.
Noi che teniamo famiglia
quando c'è d’avere coraggio
e ce ne scordiamo per tutto il resto.
Noi che abbiamo gli stessi difetti
di chi ci rappresenta
ma pensiamo di essere migliori.
Noi che abbiamo un piacere
da chiedere ma mai
un favore da fare.
Noi che non votiamo
perché sono tutti ladri
e perché non ci danno il permesso
di lasciare i domiciliari.
Loro e noi in questo teatro della vita
qualcosa ci è sfuggito di mano
e non ci stiamo chiedendo il perché.
e la vorrebbero grigio metallizzato
per dare meno nell’occhio.
Loro che sono rappresentanti
del popolo senza essere
mai stati votati da nessuno.
Loro che scambiano i congiuntivi
con un’infiammazione dell’occhio.
Loro che usano il parrucchino
come casco protettivo
quando sono in moto.
Loro che hanno come marito
un esperto fumatore di sigari
dello studio ovale.
Loro che sono stati delle spie
prima di diventare condottieri
della nazione.
Loro che prendono le mazzette
per entrare nei titoli di testa
del telegiornale delle venti.
Loro che se stai più sereno
ci pensa il boia
a farti venire il mal di testa.
Loro che non hanno ancora inventato
il clientelismo virtuale
ma ci stanno lavorando.
Noi che abbiamo sempre
un amico di un amico da accontentare
Il giorno delle elezioni.
Noi che al referendum votiamo ni
perché non abbiamo deciso
da che parte stare.
Noi che conoscere un assessore
può essere sempre utile
ma conoscerne due è meglio.
Noi che per chiedere la raccomandazione
non andiamo all’ufficio postale
ma da chi di dovere.
Noi che l’unica pagina strappata
del vocabolario è quella
con scritta la parola “tasse”.
Noi che teniamo famiglia
quando c'è d’avere coraggio
e ce ne scordiamo per tutto il resto.
Noi che abbiamo gli stessi difetti
di chi ci rappresenta
ma pensiamo di essere migliori.
Noi che abbiamo un piacere
da chiedere ma mai
un favore da fare.
Noi che non votiamo
perché sono tutti ladri
e perché non ci danno il permesso
di lasciare i domiciliari.
Loro e noi in questo teatro della vita
qualcosa ci è sfuggito di mano
e non ci stiamo chiedendo il perché.
Dal tuo nuovo mondo
ripenserai al mare e ai monti su esso a picco.
Risentirai il profumo degli aranci in fiore,
delle cose semplici
e a bocca chiusa tutto gusterai.
Riascolterai giunger chiari
i mille suoni della natura
e ti ritroverai seduto lì
in compagnia nella fresca sera
tra vicoli accesi da mille rumori.
Batte forte il cuore
la Terra chiama,
nonostante l’ospedale inefficiente
e le obsolete strade e ferrovie,
nonostante il tempo
si sia fermato chissà quando.
La Terra chiama e
tu non pensi a nulla
solo a tornare al tuo paese
che ti abbraccia, così piccolo
ma ai tuoi occhi immensamente bello.
E non importa come andrà
basta tornare, basta esserci
lì dove di piccole cose
si può viver felici
ma con tanta semplicità
anche morire.
Basta rivedere quei ridenti
e assopiti borghi d’anime spoglie
ma con in cuore tanta voglia
di sperare ancora
che l’età dell’oro da lì
un giorno dovrà passare.
Lì dove ogni estate si rinnova la gioia
e cresce l’emozione
per La Festa secolare
tramandata dai padri
e dove si trova la forza di sperare
che il risveglio d’agosto
possa tramutarsi in realtà
per l’anno intero
nella Terra che chiama.


Quanno t’ho preso eri ‘na farfalla,
tu me dicesti si a Caracalla,
poi nun parlasti più, te stavi muta
ed io pensai che fossi contenta.
Se semo fidanzati ed io ho pagato
perché magnavi solo cioccolato.
Tutte ‘e dorcezze che trovavi in giro
te le magnavi con un gran sospiro.
Io te guardavo e me pareva che
nulla è più dorce se nun penso a te.
Cor tempo poi ce semo maritati
e in mezzo ‘a la folla d’invitati
a muso duro come un alieno
gridasti “Amò, devi magnà de meno !”.
‘Nce feci caso, nun era l’occasione
p’avè la prima granne discussione.
Sarà stanca la mia poverina
lei se strafoca e a me fa ‘a romanzina ?
Come cambiò da allora a vita mia!
prima magnavemo solo cioccolate,
ora solo calci, pugni e bastonate !
De giorno me parea de sta ‘ntrincea,
de notte puro co la contraerea,
tu a comannare ed io ad obbedì,
‘a chiami amore questa roba qui ?
‘O zucchero che avevi più de tante
è diventato un dorcificante.
Mò nun sei più l’anima gemella,
sei diventata una….Marescialla !
tu me dicesti si a Caracalla,
poi nun parlasti più, te stavi muta
ed io pensai che fossi contenta.
Se semo fidanzati ed io ho pagato
perché magnavi solo cioccolato.
Tutte ‘e dorcezze che trovavi in giro
te le magnavi con un gran sospiro.
Io te guardavo e me pareva che
nulla è più dorce se nun penso a te.
Cor tempo poi ce semo maritati
e in mezzo ‘a la folla d’invitati
a muso duro come un alieno
gridasti “Amò, devi magnà de meno !”.
‘Nce feci caso, nun era l’occasione
p’avè la prima granne discussione.
Sarà stanca la mia poverina
lei se strafoca e a me fa ‘a romanzina ?
Come cambiò da allora a vita mia!
prima magnavemo solo cioccolate,
ora solo calci, pugni e bastonate !
De giorno me parea de sta ‘ntrincea,
de notte puro co la contraerea,
tu a comannare ed io ad obbedì,
‘a chiami amore questa roba qui ?
‘O zucchero che avevi più de tante
è diventato un dorcificante.
Mò nun sei più l’anima gemella,
sei diventata una….Marescialla !
Arriva
Come pioggia improvvisa,
La senti
Ti tocca
Il corpo si inquieta
La mente si oscura
L'umore peggiora.
Sei cieco
fermo e
Bloccato.
rincorrono torbidi pensieri .
Un silenzio rimbomba.
Vedi solo una luce
È quel varco Pesante,
Che sa di per sempre.
È Un cappio Stringente,
Che acquieta pensieri
Che calma Paure
E come foglia in autunno
Sei pronto a volare
Ti vedi planare
su manto angoscioso.
Scende una lacrima pesante
Ti vedi perduto
Che peso la vita
Che peso il silenzio
Intorno a quell'uomo vigliacco,
Che ama la vita.
Come pioggia improvvisa,
La senti
Ti tocca
Il corpo si inquieta
La mente si oscura
L'umore peggiora.
Sei cieco
fermo e
Bloccato.
rincorrono torbidi pensieri .
Un silenzio rimbomba.
Vedi solo una luce
È quel varco Pesante,
Che sa di per sempre.
È Un cappio Stringente,
Che acquieta pensieri
Che calma Paure
E come foglia in autunno
Sei pronto a volare
Ti vedi planare
su manto angoscioso.
Scende una lacrima pesante
Ti vedi perduto
Che peso la vita
Che peso il silenzio
Intorno a quell'uomo vigliacco,
Che ama la vita.












