Tele di ragno a nascondere il sole
l’invasione biblica delle cavallette
e la dura, dura pioggia che cadrà.
C’è sempre un incubo nelle nostre menti
un futuro temuto di tragedie e tormenti.
Poi magari non succede niente, sarà
quel che sarà. I peccati, le malefatte
saranno puniti. Sì, nel mare c’è il sale.
Angela dipinge sorrisi e saluta tutti
Tristano cerca Isotta, dicono che è partita
è in giro per l’Afghanistan in cerca di pace
ma non è una monaca di clausura. Il gigante
ha i piedi di burro, dopo ogni caduta
si rialza più lentamente. La cicuta
nessuno più la usa da quando un amante
l’ha offerta alla sua sposa, ora lui tace
e da una lapide ne piange la dipartita
la pittrice sfuma i colori, i piatti sono rotti.
Francesco aveva appeso al chiodo la penna
e l’inchiostro, poi un rigurgito d’ispirazione
l’ha condotto alle corte degli smemorati.
C’è Emi che arranca in salita, il fiato
non le basta, l’ha sprecato con quello svitato
dai lineamenti mediorientali. I sogni colorati
sono sfiorati da ombre lievi e dalla finzione
d’amore. Il mattone che fu ora è una colonna.
l’invasione biblica delle cavallette
e la dura, dura pioggia che cadrà.
C’è sempre un incubo nelle nostre menti
un futuro temuto di tragedie e tormenti.
Poi magari non succede niente, sarà
quel che sarà. I peccati, le malefatte
saranno puniti. Sì, nel mare c’è il sale.
Angela dipinge sorrisi e saluta tutti
Tristano cerca Isotta, dicono che è partita
è in giro per l’Afghanistan in cerca di pace
ma non è una monaca di clausura. Il gigante
ha i piedi di burro, dopo ogni caduta
si rialza più lentamente. La cicuta
nessuno più la usa da quando un amante
l’ha offerta alla sua sposa, ora lui tace
e da una lapide ne piange la dipartita
la pittrice sfuma i colori, i piatti sono rotti.
Francesco aveva appeso al chiodo la penna
e l’inchiostro, poi un rigurgito d’ispirazione
l’ha condotto alle corte degli smemorati.
C’è Emi che arranca in salita, il fiato
non le basta, l’ha sprecato con quello svitato
dai lineamenti mediorientali. I sogni colorati
sono sfiorati da ombre lievi e dalla finzione
d’amore. Il mattone che fu ora è una colonna.

Commenti
la realtà dei personaggi che hai inserito nella tua coloratissima poesia.............. ......Un piacere immenso, ogni mattina poterti leggere............. ...............Salut i..... Hera.
Adoro leggere tutti questi riferimenti perché poi infondo ci si trova tutto quello che si va cercando, io per esempio ci ho trovato l'instancabile e perversa voglia e bisogno di lottare sempre in favore della Verità Piteglio quando, come Francesco, si decide di posarmi la penna.
Bravissimo