Se dalla dolce vigna ieri toglievo
come talco di foglia
sporcato di fragola e di bosco,
incenso di luce settembrina,
conversazione di lacrima e di brina.
Son gigli fra eclissi di mare
quei tuoi piccoli occhi di calice,
pergolati d’un diamante stellato,
pane di vespro d’immenso piumato.
La notte è un ricamo di rami d’avorio,
frammenti d’anima giocherellano
fra crini di papaveri inerpicati solitari
ed io disseterò i tuoi orizzonti
fra geometrie lunari di campi e di baci.
degli inverni
la mia pelle è un abito di neve
Brividi di seta arricciata
stille di ghiaccio
sciolte sul petto
e i fiori morti
stuprati dal gelo
nella terra intirizzita
La mia pelle è un abito bianco
il velo candido di una sposa
rimasta pura
Ed attendo il sole gentile
della prossima primavera
per spogliarmi nella luce
dell'amore più caldo
E che ogni passo sia un sorriso
Che per casa tu abbia l’universo
Cancella chi i tuoi sogni ha deriso
Cerca la passione in ogni cosa
Non restare solo in superficie
Come una farfalla in una rosa
Tuffati nel cuore e in quel che dice
E rischia qualche volta poi vedrai
ti sentirai più viva anche se fallirai
E come il sole il giorno dopo in alto splenderai
Più in alto di chi non rischia mai
Tu fuoco e loro già cenere ormai
Fa che il tuo cammino sia diverso
parla con le onde in riva al mare
grida i tuoi pensieri al cielo terso
Non fermarti prima di arrivare
Ama solamente tutto il mondo
Prendi tutto il tempo per capire
Tieni in cassaforte ogni ricordo
Che nelle notti insonni può servire
E svuota le tue tasche fai vedere quel che hai
E come amore brillerai
Dipingi ogni tuo giorno come il mondo fa con gli occhi
E nell’anima lascia che ti tocchi
Nell’anima lascia che ti tocchi
“Dalle parole del poeta, trarremo, inoltre, conforto per la lentezza con cui procedono le nostre conoscenze scientifiche: là dove non possiamo arrivare volando, dobbiamo arrivare zoppicando. E zoppicare, dicono le scritture, non è peccato.”
(Al-Hariri)
Prima
di cadere nel corpo
costruirò, per reminiscenza,
l’avvenire delle nostre illusioni:
come un ponte tra anima e carne.
E ti persuaderò e ti convertirò
alle infinite gradazioni
del pensiero,
alle piccole
percezioni
che fanno
dell’uomo
un grande
uomo.
Ma
anche
se stessi
mentendo,
prolungando
e orientando
le parole
oltre
il bianco
del foglio,
tu lasciami
lo stesso
vacillare
verso
il
mondo
dell’ignoto
e dell’astratto:
là dove l’assoluto
incontra il suo
opposto.
Così
non
ci sarà più
distinzione
tra i disegni
della mente,
le proiezioni
di noi stessi,
e la percezione
del mondo esterno:
forse niente è casuale,
i pensieri sono inquietanti
conversazioni con se stessi,
e vivere è sapere provare
emozioni, delle quali,
forse, non ci si è
mai ritenuti
capaci.
in un fascio di rose rosse,
si, proprio lì
e c’erano tutte…
… Vestiva,
ognuna,
il suo profumo
sull’abito di spine
ed appuntava, sulle foglie,
la spilla verde della speranza.
… Erano tutte lì!...
Parlavano d’amore,
frizzavano
di affetti e di gioia,
ma poi,
orfane non erano di amarezze.
… Sensuale,
un pò addolcita,
quella di oggi,
adornata di delicata sapienza
e di un ingenuo, disarmante,
sognare…
… Ha profumo di donna, ancora,
è dipinta coi sorrisi e grida
“Sfido la vita!”...
… Conservo le mie rose
appassite
ma rosse
come le passioni.
… Fiori un po’ sbiaditi,
gli anni che vanno,
ma serrano l’essenza intensa della vita
e restano stretti stretti,
tutti lì.
… Si,
ci sono tutte,
sono le mie profumate primavere…
tutti attraversati da deserti e desideri,
invisibili spade e cortei di pensieri,
parate militari, bombardamenti aerei.
Ma son quasi infinite le varietà dei fiori,
il cielo cambia e si rinnova melodioso
nei suoni e nei colori. Aneliamo
a un amore sconfinato, sebbene
ciò che meglio conosciamo nel dettaglio
sia il dolore di passare inosservati.
Nel tempo accumuliamo segreti
e baci trattenuti, fino al giorno in cui
vedremo ciò che siamo, e siamo stati.
clessidra del tempo fuori dal tempo
fermami, guardami, sfiorami
sento vibrazioni di memorie future scorrere lungo il mio midollo
attraversano il deserto carovane di sogni e presagi
la misteriosa luce delle dita passa al setaccio carezze
celebriamo il miraggio sillabando i nostri corpi
danziamo con estasi in armoniche ombre
sotto un cielo implacabile mentre il mondo compie ellissi
nell' ampiezza della grazia che si snoda nel sole
suggelliamo la transitorietà del empo in eterno divenire
sarà infinito l' attimo
quando il nostro bacio si bagnerà in aurore e tramonti
nell'oasi del ricordo
oltre le dune dell' ignoto
saremo sempre
tu ed io
Immagino...
Le lenzuole di seta
Lo specchio riflette
Asciugo gli occhi e sogno,
La fantasia viaggia
La sposa sull’altare flirtava col fidanzato
in chat, gli scrisse ti amo prima di firmare
l’atto di matrimonio e di postare le foto
della marcia nuziale su Instagram. Lo sposo
vestiva in nero al suo funerale, ma credeva
di essere su scherzi a parte. La vedova
ci provava con tutti, aveva bisogno di riposo
non di un altro amico su Facebook, il letto
l’aveva lasciato sfatto dopo aver fatto l’amore
dieci anni prima. Il sacerdote era un soldato.
Chi gioca col cuore si brucia e chi prende
tutto sul serio è un utile idiota, la ruota
gira al contrario e l’universo è lo specchio
del nulla. La puttana rimorchiata stasera
era una regina in un'altra vita, la moglie
del ragioniere scrive poesie, ha le doglie
ma pensa di essere un bracconiere. La sfera
è perfetta, Giotto è tornato, è un vecchio
che dipinge santini in una strada alla moda
di Roma. Chi dice sempre la verità offende.
“Carpe diem” è il motto di un pescatore
suonato, c’è chi lo condivide in rete
dopo averci pensato una giornata intera.
In Svizzera hanno votato, stavolta il quesito
era in bianco, nessuno conosce il risultato
e tutti possono far festa. C’è un malato
da curare, i parenti imbalsamati hanno dato
carta bianca ai dottori, per questa sera
sarà tutto finito. Non ci sono più le fate
di una volta, ora prendono pure il raffreddore.
Lucio Dalla dall’altra parte della luna
Lucio,nessuno se l’aspettava
E te ne sei andato improvvisamente
In Svizzera,
nel silenzio di un a stanza,
senza clamori,
senza effetto,
in punta di piedi,come hai vissuto,
senza rompere nessuno,
senza seccare ,né infastidire,
Lucio,
Lucio Dalla,
forse il cantautore italiano
più
importante e capace,
il più poetico,
il più originale e abile
a trovare sempre nuove storie,
spunti
e melodie a volte mediterranee,
a volte rockeggianti,
con tematiche
e
storie,care alla gente,
come l’indimenticabile Anno che verrà,
La sesta luna,
Come è profondo il mare,
e il biografico Nuvolari;
e poi ci sono
incredibili storie d’amore
come Anna e Marco e altre;
ora è rimasto un grande vuoto;
ma Lucio è ancora con noi,
con la sua musica.
“Se posso permettermi il lusso del termine, da un punto di vista ideologico sono sicuramente anarchico. Sono uno che pensa di essere abbastanza civile da riuscire a governarsi per conto proprio.”
(Fabrizio De Andrè)
Ho visto il mondo
e ahimè non era niente bello:
le cupe pianure, le colline dei leoni,
l’astuzia, la forza, la proprietà.
Poi ho distolto lo sguardo
dal peso della mente,
ed ho trovato
la fábrica
sin patrónes,
la bandiera nera,
i lavoratori della notte.
Addio mia belle époque,
addio disuguaglianza:
adesso potrò
persino
morire
sul tragitto
per l’orizzonte.
Vi lascerò al mondo
con i ricavi dei miei furti,
gli acciacchi della vecchiaia,
ed un groviglio di pensieri
quale ultimo respiro.
È della mia vita
che ho cercato
di riappropriarmi,
pezzo dopo pezzo,
per come mi era stata
onestamente rubata.
"Ho vissuto un’esperienza piena di avventure e sventure, mi considero soddisfatto del mio destino. Dunque, voglio andarmene senza disperazione, il sorriso sulle labbra e la pace nel cuore. Voi siete troppo giovani per apprezzare il piacere di andarsene in buona salute, facendo un ultimo sberleffo a tutte le malattie che arrivano con la vecchiaia. Ho vissuto. Adesso posso morire. Vi lascio qui due litri di vino rosato. Brindate alla vostra salute."
(Alexandre Jacob)
se ne innamora e,
con carezze d’amante trepidante,
osa un pensiero...
… Tiepidi raggi, baci maliziosi,
in quella umida bocca capricciosa,
e l’annusa, se ne sazia.
Forte richiamo intimo d’amore,
si sparge nell’aria…
… E, un debole vento gioca
con la foglia dell’albero, la stuzzica
e lei non cede, resta all’ombra
e non cade nella rete,
dovrà attendere oltre,
per farla sua.
… Intrecciano i loro voli d’amore
cornacchie dispettose,
insolitamente tenere e
anche bianche nuvole
s’accoppiano in cielo.
… E questo amore a chi, o a cosa,
potrebbe somigliare
se non ad un gelido inverno
che stende le braccia fredde
sui corpi e sul cuore muto e sordo
ad ogni richiamo…
inciso nelle pupille
ricordo lo splendore
dei sorrisi nella viva luce
di un caldo mattino d'amore
Ti ritrovo oggi
iridi come corolle
da cui si staccano petali morti
perfino le lacrime non brillano
opache di sale
fiori appassiti nei tuoi occhi
ed io son stata via
solo il tempo d'una stagione...











