Sei bella, fai proprio ar caso mio,
dissi, prima che a giovinezza me dicesse addio.
Ma alcune cose dovevano accadè
prima che questo capitasse a me.
Dovevi prima accogerte de me,
nun fu difficile, de omini ne faccio armeno tre !
Poi me dovevi fare un bel soriso,
in modo che io avessi condiviso
che c’era tutta l’attrazione
per questa nostra nuova posizione.
Ma tu ridevi proprio a crepapelle
come se te grattassero le ascelle.
Me dovevi fare avvicinà,
prennemme e mani, nun pe cosà
ma pe sentì sotto le mie dita
che sei pe me tutta la mi vita !
Nun fu possibile, però
avevi li parenti un po’ retrò.
Come fare pe fasse amare
in una condizione si particolare ?
E intanto tu ridevi sempre più
a ogni parola che buttavo giù.
Finché ‘n amico assai formale
Me diede ‘na notizia assai ferale :
‘Nce sta co a testa a donna che piace a te.
sa solo ride, nun domannà perché.
Volevo innamoramme e fui distolto
giurai de riprennemme er maltolto
che ‘ndò la trovi una come lei
che se ne frega de l’affari miei?
A lei le basta una battutina
pe ride da sera a la matina.
Che le voi quelle co li piagnistei,
che li problemi sono tutti suoi
che poi diventano tutti quanti miei
da trascinatte dietro con i buoi !
Volevo innammoramme d’una donna…
ma co a matta ogni conto torna !
dissi, prima che a giovinezza me dicesse addio.
Ma alcune cose dovevano accadè
prima che questo capitasse a me.
Dovevi prima accogerte de me,
nun fu difficile, de omini ne faccio armeno tre !
Poi me dovevi fare un bel soriso,
in modo che io avessi condiviso
che c’era tutta l’attrazione
per questa nostra nuova posizione.
Ma tu ridevi proprio a crepapelle
come se te grattassero le ascelle.
Me dovevi fare avvicinà,
prennemme e mani, nun pe cosà
ma pe sentì sotto le mie dita
che sei pe me tutta la mi vita !
Nun fu possibile, però
avevi li parenti un po’ retrò.
Come fare pe fasse amare
in una condizione si particolare ?
E intanto tu ridevi sempre più
a ogni parola che buttavo giù.
Finché ‘n amico assai formale
Me diede ‘na notizia assai ferale :
‘Nce sta co a testa a donna che piace a te.
sa solo ride, nun domannà perché.
Volevo innamoramme e fui distolto
giurai de riprennemme er maltolto
che ‘ndò la trovi una come lei
che se ne frega de l’affari miei?
A lei le basta una battutina
pe ride da sera a la matina.
Che le voi quelle co li piagnistei,
che li problemi sono tutti suoi
che poi diventano tutti quanti miei
da trascinatte dietro con i buoi !
Volevo innammoramme d’una donna…
ma co a matta ogni conto torna !
6 commenti
Woodstock pacifismo libertà e tante illusioni
Sembrano ieri,i favolosi anni 60,
anni gravi,
fervidi e fertili di grandi cambiamenti,
anni esagerati,
eccitanti,
con tanta volgia di cambiare e di vivere,
una vita diversa,più libera,
fuori dagli schemi del sistema costituito;
questo è stato il grande randez vous.
Il raduno musicale e non solo,
un grande ritrovo,
una manifestazione ,
un evento hippy e dei figli dei fiori,
unico nel suo genere,
i giorni di musica e di libertà di Woodstock,
esistono molti documentari ele immagini,
di quei giorni;
un tempo la rai 3 li metteva in onda,
a fuori orario,
o in quei programmi nostalgici
e retrò,
dove si ricordano i vecchi tempi,
e al vita com’era una volta.
A Woodstoock si diedero convegno un po’ tutti qaunti,
musicisti,
cantanti,
figli dei fiori,
casinisti,
anarchici,
e quant’altro;
Adesso Woodstock è solo un ricordo pieno di nostalgia,
l’hanno rifatto negli anno 80,
ma non aveva più niente,
della maglia di allora.
Sembrano ieri,i favolosi anni 60,
anni gravi,
fervidi e fertili di grandi cambiamenti,
anni esagerati,
eccitanti,
con tanta volgia di cambiare e di vivere,
una vita diversa,più libera,
fuori dagli schemi del sistema costituito;
questo è stato il grande randez vous.
Il raduno musicale e non solo,
un grande ritrovo,
una manifestazione ,
un evento hippy e dei figli dei fiori,
unico nel suo genere,
i giorni di musica e di libertà di Woodstock,
esistono molti documentari ele immagini,
di quei giorni;
un tempo la rai 3 li metteva in onda,
a fuori orario,
o in quei programmi nostalgici
e retrò,
dove si ricordano i vecchi tempi,
e al vita com’era una volta.
A Woodstoock si diedero convegno un po’ tutti qaunti,
musicisti,
cantanti,
figli dei fiori,
casinisti,
anarchici,
e quant’altro;
Adesso Woodstock è solo un ricordo pieno di nostalgia,
l’hanno rifatto negli anno 80,
ma non aveva più niente,
della maglia di allora.
Stavo sotto un ginkgo,
le caviglie affamate
ma non era che niente -
tutto sopporto
se fatto con pace -
diventò giallo a novembre
e fino a dicembre non abitò
che quel colore vetusto -
questa canzone si è fatta una signorinella
mentre la guardo cadere per terra -

tutto sopporto
se fatto con pace -
diventò giallo a novembre
e fino a dicembre non abitò
che quel colore vetusto -
questa canzone si è fatta una signorinella
mentre la guardo cadere per terra -
Sogno o son desto
che non sia da pretesto
ad un fatto maldestro
scoperto
forse troppo presto
La regina bianca è caduta
dal re non più voluta
trovata con l'alfiere
là nella torre
nelle ore nere
L'alfiere è perito
trafitto
trafitto
prima d'aver gioito
Pensavan che
dello scappar a cavallo
si sentisse il rumore
invece i pedoni
eran nascosti
vigili a origliare
Non c'è altro da dire
rimane la stanza
dal pavimento a scacchi
ma mancan gli artisti
non si può andare avanti
Chiedo all'altro colore
se per caso anche fra loro
è morto
è caduto
è scappato
chi solo per il gioco
era stato creato.
Ti ritrovo sul pendio
sotto un cielo splendente.
Come gabbiano
dalle ali mozze anela il mare
capisco con dolore
che la vita è spreco vuoto
senza te.
Non ci saranno più affanni
ed ardori
ma solo fiaccole
che bruceranno i nostri cuori.
I baci dati e ricevuti
non saranno più rivissuti.
Quale sia stato quello estremo
non lo percepii nemmeno.
Guardandoti dritto negli occhi
quel giorno,
incantata tra i fiori in giardino
assaporai la gioia suprema
in quell'auro mattino.
Questo tumulo
che grava sul mio petto
non sarà dimora
del tuo spirito diletto
ma tu vivrai e viaggerai con me
a ricordarmi il nostro inscindibile
e indimenticabile vissuto.
Quanti versi avrò ancora da scrivere
quanti vetri appannati vedranno
autunni adornare il cielo.
Quanti fogli abiteranno i miei occhi
e le vocali scorreranno come pioggia
lasciando fragili impronte
a volte spine confitte
ma io cammino sotto ad un tappeto di nuvole
e ho cento stelle imprigionate nel petto.
Di mare vestirò i miei pensieri
indosseranno ogni tanto un po di malinconia
ma sarò viva , leggiadra e generosa
come il mio ciliegio in fiore .
Pretese e attese avranno germogli
l'estate l'ombra tra il frinio dei grilli
la bruma tra radici e foglie ingiallite
e la neve a coprire ogni cosa.
Verrà poi la sera con un sogno e una carezza
sarà tepore quando dai vetri fuori piove!
Se è notte o ancora giorno non mi accorgo,
vivo lontana già dai teneri anni
e Terra non conosco.
Spalanco le porte al sole
ma il sole l'ho lasciato nella mia Isola,
a essa non appartengo
da sempre emigrata,
dentro invade
ma non mi riconosce.
Nomade son io e senza dimora
anche se di pietra tanto si abbonda.
Scivola la luna, sorriso cela
in terra straniera,
leggere son le ali,
spicco dal tronco il volo,
in quale mondo mi ritrovo?
Isola senza isola,
mare dall'acqua fosca,
fiore senza effluvio,
cielo senza stelle mai vorrei essere.
Intanto il tempo mi brucia
e poi la Terra mi prenderà.
vivo lontana già dai teneri anni
e Terra non conosco.
Spalanco le porte al sole
ma il sole l'ho lasciato nella mia Isola,
a essa non appartengo
da sempre emigrata,
dentro invade
ma non mi riconosce.
Nomade son io e senza dimora
anche se di pietra tanto si abbonda.
Scivola la luna, sorriso cela
in terra straniera,
leggere son le ali,
spicco dal tronco il volo,
in quale mondo mi ritrovo?
Isola senza isola,
mare dall'acqua fosca,
fiore senza effluvio,
cielo senza stelle mai vorrei essere.
Intanto il tempo mi brucia
e poi la Terra mi prenderà.
Febbricitanti d’aurore spente
son i passi della notte ghiacciata.
Vestita di stelle e silenzi
respirai lacrime di grano
e cipria d’ancestrali pianeti,
merletti d’ombre sui marciapiedi,
gusci di rami screziati di neve.
Ed un costato d’orizzonte ciliegio
sfamò l’abitudine di settembre,
brina d’alfabeto verniciò il giorno d’incanto,
incarcero una lacrima d’immenso:
è parafrasi d’un fior nel vento disperso.
son i passi della notte ghiacciata.
Vestita di stelle e silenzi
respirai lacrime di grano
e cipria d’ancestrali pianeti,
merletti d’ombre sui marciapiedi,
gusci di rami screziati di neve.
Ed un costato d’orizzonte ciliegio
sfamò l’abitudine di settembre,
brina d’alfabeto verniciò il giorno d’incanto,
incarcero una lacrima d’immenso:
è parafrasi d’un fior nel vento disperso.
In cammino, nell’aria mossa dal corpo
con i suoi passi imperfetti,
e i volti,come texture scolpite sulla roccia.
Ci sfugge la bellezza latente…
l’dea muore dentro la pietra,
e cede il cromatismo della vita.
L’inganno ci sfida,
il traffico stordisce i pensieri
e ogni legame perde forza.
Ora oscilla l’illusione magnifica
dell’anima,che non sorpassa
più sè medesima né il destino.
E li occhi?
Non so se è tutto vero quel che vedo;
io non ci credo…e non crederci neanche tu,
se ancora vuoi arrampicarti sui più alti rami.
Cielo e terra dialogano ancora
anche se,i rovi son più fitti
e non passano le voci.
L’allucinazione è frenetica
e la corona ha molte spine…
… ma la luce è vasta, più dell’oscurità!


Doppiamente mamme e papà
a volte pur di più.
Chissà, forse è questo
il segreto di tanto amore.
Quanto desiderio di esserci,
di leggere la gioia
sui volti di quei piccoli,
figli del loro frutto d’amore.
Pronti a tergere le capricciose lacrime,
trasformarsi in compagni di giochi,
planar nell’incantato mondo delle favole,
raccontar storie di vita passata
ed accender loro tanta fantasia.
Quanta disponibilità
per la loro sana crescita
e all’occorrenza
elargir le giuste cure,
pari a teneri germogli.
Amore e ancora amore,
ancor più che ai propri figli.
Nonni angeli,
per loro tutto,
anima, cuore e tempo.
Forse sarà il brusio degli anni
che inesorabilmente passano,
senza chiedere consenso.
Forse il malinconico pensiero
di un fato dispettoso,
il segreto di tanto amore.
Forse sarà la paura
e i pensieri repressi di non esserci,
allorchè quei fiori,
ognuno col suo profumo,
simili a farfalle colorate,
si libreranno in volo
inondando di note olezzanti
il loro mondo.


Immemore
tempio d'amore soave
olocausto di sentimento e ragione
inebria l'occhi profondi
e lei
come domande profonde senza risposta
danza nel mio cuore
flaggellato d'amor sospirante
e d'altari incensati in chiese altrui
oggi è l'autunno del mio andare
ieri sarà l'estate del mio
essere
tempio d'amore soave
olocausto di sentimento e ragione
inebria l'occhi profondi
e lei
come domande profonde senza risposta
danza nel mio cuore
flaggellato d'amor sospirante
e d'altari incensati in chiese altrui
oggi è l'autunno del mio andare
ieri sarà l'estate del mio
essere
Sale un raggio di sole
attraversa la strada repentinamente
ritorna alla scala del cielo blu
tinto da sfera gialla di luce abbagliante
accade che l'ombra appaia pacifica
senza vita senza anima e impalpabile
viene raggiunta all'improvviso
da una scintilla d'arcobaleno
si rianima rapidamente
il particolare dimenticato .
La tua vista per qualcuno
equivale ad una fucilata.
Per altri
ad una grossa risata.
A volte ci sei sempre
altre mai.
A volte sei muta
altre canti e sembri posseduta.
Non si capisce perchè certe volte sei davanti
altre dietro.
Per me sei diventata una barzelletta
per altri un incubo.












