Il silenzio conversava,

s’imperlava d’un breve temporale,

raggomitolava calligrafia di giglio,

cipria silvestre d’un palpito solare.


Un plenilunio febbricitava d’emozioni,

scampoli di luce naufragavano solitari

come orologi di cuore accartocciati

fra sbadigli d’aurora scarmigliati

ed il cielo è ora passeggiata stellare,

scalza bocca aranciata d’estate

fra briciole roventi di crepuscoli autunnali.
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Profilo Autore: rosa dei venti  

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Succede che mi chino dai tramonti in Giugno
quando nei tuoi occhi di garofano fioriscono
petali di luce,
e più in là papaveri solitari ondeggiano
sotto le dita di glicine del vento
e il mio cuore sanguina come una vergine.

Passeggio con calma e spiccioli in tasca,
la sera spande la rosa sui miei vestiti che odorano di strade
e succede che sono stanco di me stesso,
delle parole,
della poesia che cerco come un piccolo Majakovskji
quando l'aria calda come sangue mi spinge in certi angoli,
in vicoli profumati con caffè e cipolle,
presso mura stonacate di case umide dove stanno
orribili volti di cera intagliati sulle porte,
dentiere lasciate a macerare in un bicchiere,
fermacapelli abbandonati su lavatrici stanche,
ombrelli nudi come ombelichi, fiori morti sulle gonne delle donne
e balconi con biancheria stesa su fili di ferro.

Io non voglio che un giardino in cui piantare una radice,
una bottiglia per serbare l'anima
perchè anche il mare può starsene in una conchiglia
e la terra nuda nel palmo della mano
ma l'uomo è più alto del cielo e più profondo dello spazio
e può se vuole sentire lacrime di farfalla
quando lo splendore è accovacciato sulla terra umida
come un bambino nascosto sotto al tavolo.

Lasciatemi piangere il tempo ora,
ricucire anello per anello le mie vene in un fiume di spighe azzurre
e datemi l'acqua e il fuoco,
la lotta e la resa,
il Sole avvolto in fasce tra le braccia della Luna
e datemi un bacio con labbra piene d'amore.
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Profilo Autore: Antonio  

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A
volte
eroico,
altre volte
un po' meno,
io
sono
comunque
solo uno che sogna
vecchi sogni già sognati:
come i fallimenti delle illusioni
e i fantasmi che tengono svegli.
Tu invece sei triste, accigliato,
atterrito dalla tua stessa
inutile sofferenza;
e io mai farò
quel che
scrivo
per
te.
Un uomo
vecchio e cieco
non la cerca, ma piange,
quando pensa a casa sua.



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Profilo Autore: Charlie  

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                                                                           Camminando sull'umida terra
                                                                            adornata a festa,

                                                                             nella penombra del bosco,
                                                                             contemplo:

                                                                             le foglie,
                                                                              coccolate dal sole,
                                                                              mostrano fiere
                                                                             le vesti sfolgoranti

                                                                              e sembrano mani
                                                                             che cullate dal vento,

                                                                             dondolano "unite"
                                                                             nell'aria autunnale.

                                                                              Stupita,m'appare improvviso,
                                                                              un piccolo cuore variopinto.

                                                                              E' il cuore del Mondo
                                                                              stampato nell'immensita'.

                                                                              E mentre gli arbusti
                                                                               intrecciano storie fatate di cavalieri,

                                                                              mi adagio sul manto festoso.

                                                                               La quiete del bosco,
                                                                              sublime dimora
                                                                               dell'anima mia,

                                                                               risveglia i ricordi.

                                                                               Fluttuano leggiadri i pensieri..

                                                                                ed una piccola foglia dorata
                                                                               accarezza la mia memoria.
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Profilo Autore: Annamaria Latini  

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Sarà che mi sento al sicuro

nel mio cubo di altari

che gusto a distanza

le arpe e i corni

dove bacche rosse

facevano da sogno al cinghiale -

ancora pochi giorni di attesa

e i pettirossi saranno liberi

di cadere dolci

con ossa di foglia,

con la stessa anima simmetrica

delle mie pareti.





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Profilo Autore: Alberto Automa  

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Sotto nuvole perlacee,
fumanti umidità sospese
  e imponenti migrazioni.

Di ciò che sembrava amore,
la cicatrice è forte…
…curata in acini da bere.

Dell’eterno inganno
  è prostrata malinconia,
   con raffiche aguzze come freccia.

 Un  sottile veleno,
     per il calvario vano, del battuto cuore.

ore.
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Profilo Autore: Hera  

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Svejateve signori che leggete

‘e poesie mie senza pretese,

‘o so che, a vorte, faccio addormentà

anche chi c’ha na granne volontà.

Ma io so questo ,solo ‘ntentativo

co sti strambotti d’esse riflessivo,

pe farlo uso solo ironia

si nun riesce , nun è corpa mia.

Che poi so pure tanto presuntuoso

mejo sarebbe restare silenzioso.

Ma quanno a fregola de scrive me prenne,

è come ‘n foco, ‘n ardere perenne.

Nun so specializzato nell’amore,

niente a che fa nemmeno cor dolore,

l’acquarelli nun sono c…asi miei,

ad un filosofo nun ricorrerei.

Scrivo così, tanto p’esternà

quello che ho dentro e me fa pensà.

Ve faccio ride perché ho una capoccia

più dura de ‘na granne roccia,

più l’utilizzo e più fa sembrà

‘na barzelletta tutto er mio pensà.

Roba de poco conto er mio  “poetare”

‘n po’ svampito e da interpretare.

Quello che mi farebbe imbestialire

è sapere di fare assopire

qualsiasi mio granne estimatore

si c’è quarcuno…si quarche lettore.

Perché, vedete, io a poesia

a ‘ntendo semplice, senza ipocrisia.

S’a scrivo bella te poi divertì,

s’a scrivo brutta nun te poi addormì!
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Profilo Autore: Bronson  

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Sulle tue corde tese
arpeggio la sinfonia
calda e impetuosa
che dalle mie dita attendi
rallento nel solfeggio ipnotico
delle mie mani
sul tuo corpo
giocando cambi di ritmo
e le mie labbra
accennano melodie proibite
sul tuo pentagramma segreto
incantando i tuoi sensi
pienamente sedotti
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Profilo Autore: Sabyr  

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Come il cielo 
respiro i giorni e le notti 
e conto i giorni e le notti 
mentre piove 
esce il sole
soffia il vento 
e due foglie un pò arrossate 
mi parlano di Autunno.


Come il cielo 
danzo contando le nuvole 
e ascolto cento mille voci 
odori e rumori
che assordano ed intrecciano il mio tempo.

Tu ... Tu sosti contando le ore 
addormenti gli occhi su cotone e lino bianco 
fiori di lillà e quadretti colorati.

Nel silenzio delle bianche pareti 
e senza troppi pianti 
mi dici che come un temporale 
 passerà…

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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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stattene ad ascoltare ragni 
immaginari sulle tue spalle 
spaventato dalle tue unghie 
stattene a galla 
nel sangue di ieri 
che diventa corpuscolo 
di nervi 
stattene 
oh vecchia anima 
a far l amore con i fantasmi 
ad eccitarti con i tuoi morti 
a sorridere di resti 
a far compagnia a questi corvi 
stattene 
solo con la morte 
che si beve a galloni 
quella che arde i corpi 
degli ormai senza cuori 
stattene 
a scrivere scenette di romanzi 
per la vergara all angolo 
della tua stanza ormai infiamme 
dopo quell ultimo vero bacio
dopo le stelle che tramontano 
con l ultimo treno 
stattene
ad aspettare albe inutili 
piovose e cieche ai tuoi occhi 
di povero angelo senza ali 
ne corpo ne corraggio 
ne morte. pronto alla fine 
stattene 
vecchio idiota a chiacchierare 
con le tante 
sguattere che attraversano i tuoi polsi 
il tuo polso sinistro freme 
il tuo cuore pero' geme 
e stattene 
a farlo piangere 
tanto non ci hai mai capito niente.
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Profilo Autore: Kahl  

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Distese di grano

ardono come aquiloni di stelle.


Sfavilla il brusio della sera

intarsiando i miei capelli

d’un calice sfibrato di vino d’agosto

e temporalesca poesia di primavera.


Nevica un firmamento di luce

nell’ampolla recisa del cuore,

tavolozze di sole son zagare di rose.


Inciprio segmenti d’universo,

annodo farfalle alle arpe del vento. 
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Profilo Autore: rosa dei venti  

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Voglio morire
tra le braccia dell’amore,
tra i sospiri che mi alitano
accanto e addosso.

Voglio ammalarmi di vita e
sprofondare negli abbracci
che ho vestito di tenerezza,
cullato con gioia e condiviso
con i dolori.

… E morrà il mio corpo ma, libera,
l’anima migrerà nel ricordo che
scorrerà sui semi che interro.

… Lupa che ulula alla luna,
ogni notte…
Voglio morire al canto di cicale,
ad un primo bacio del sole
e sulla spuma di mare.

Inabissarmi come sirena
per cambiar lido
ma lì lasciar la mia orma.

E su quelle ali di gabbiano
lascerò la mia voglia di sognare,
che sia di me l’emblema più forte.
… Morirò, tra le braccia della vita…
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Profilo Autore: Giò  

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Vedo i tuoi occhi e parte dei tuoi capelli.

Tu no.

Tu mi vedi bene.

Sposti gli occhi dalla strada allo specchietto.

Ti piaccio.

Lo sento.

E quando punti gli occhi nello specchietto trovi i mei.

Sguardi.

Sarebbe bello sentire la tua voce

Sapere come ti chiami.

Sarebbe bello aprirti il mio cuore

Sorriderci

Vederti giocare con i capelli mentre parliamo.

Parlarti di questa mattina,

parlarti dei miei sogni,

di me da bambino

e delle mie fantasie inconfessabili.

E ascoltarti.

Raccontarsi ad uno sconosciuto come se ci si conoscesse da sempre.

Sarebbe bello fermarsi in un motel

In una stanza

Guardarti mentre ti spogli.

Fare la doccia assieme

Corpi sconosciuti che si presentano

Che scivolano coperti di sapone.

La tua bocca

Sfiorarla con le dita

Poi premerle contro con forza

Schiacciandola contro i denti

Asciugarci a vicenda sentire il tuo profumo

I tuoi capelli

Poi rivestirci

Abbiamo fatto l’amore, senza farlo.

Abbiamo FATTO l’amore, prima non c’era

L’abbiamo fatto , costruito, realizzato noi due da sconosciuti.

Bello

Sarebbe bello.

Ma tu giri a destra e io proseguo dritto

Oggi sarà una bella giornata

Quando fai l’amore ti resta addosso

E chi ti sta intorno ne beneficia

Come quelli che lavorano con l’oro

E un po’ di polvere gli resta sui vestiti, sulle mani tra i capelli

E incontrandoli il vento ne trasporta un poco su di te

Oggi è un giorno di sorrisi.

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Profilo Autore: Elvezio  

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Pensiero, che dalla mia segreta anima mi giungi,

lieve come un tacito alito di vento;

come limpida rugiada spilli dalle mie meningi

e che senza alcun suono io ti sento.

Sento il tuo fremito che trapassa la mia mortale mente;

t’espandi nell’etere circostante, immateriale, impalpabile,

misterioso e nessun altro cuor ti sente.

Sol con le parole mie ti rendi all’altri comprensibile.

Un poeta solo a te si rivolge per ascendere alle più alte mete;

egli sente e trasmuta il tuo vibrare, come un violino che suona una sinfonia,

per saziar l’anime che, arse, cercano di lenir, d’arte, la loro sete

e a tutti sa dare amore, gioia, profonde estasi e melanconia.

Poesia, che alle note musicali unisci l’armonia;

limpida fonte dove il verso suona e crea arie nuove,

per l’anima sognante, che và verso la perfetta ed eterna via

e che dell’uomo il ferino sussulto, rimuove.

Tu arricchisci, con essenze pure, lo spirito che punta all’infinito;

crei il vero, il bello, il divino e il giusto,

sintesi di vibrante luce, d’illusione e mito,

e ai nobili cuori dai, consolando, il tuo sublime gusto.

Porti negli animi miseri, sterili e inariditi,

quel palpito che sublima e arricchisce;

ravvivi quegli amor che si sono già spenti o un po’ sopiti;

dai l’impulso a colui che ad alte vette ambisce. 

Tu, o pensiero, al pittor prendi la mano, che il pennello e i colori tiene,

e che sulla tela esprime immagini limpide e supreme;

porti l’umana mente  a studiar, nelle notti serene,

i pianeti, le stelle e l’universo che, infinito, freme.

Anche l’intimo della materia a te si svela,

dove l’atomo scintilla e crea la vita;

e come il marinar solca il mare con la sua vela,

fai solcare i cieli dove l’atmosfera si fa finita. 

Tu, sempre, sai realizzare tutti i sogni più sublimi;

le arcane memorie sai ridestar e sai renderle più vicine,

ebbre di ricordi lieti, mesti o di ruggenti amori primi;

di vittorie, di sconfitte, lieti eventi e soavi paroline.

Ininterrottamente cerchi di sanare il male inaspettato

di una umanità che dolorante si trascina amaramente,

sulla superficie d’un pianeta bello, ma spietato;

sai asciugar le lacrime di questo essere splendido e innocente.

Il vento, poi, ti porta via lontano fino ai più remoti ultimi confini,

come raggi di luce che viaggiano veloci e trasparenti;

l’eco tuo rimbomba in quei lontani liti e li rende più vicini

e, come il suono ritorna, tu ritorni portando le gioie a lenir le lacrime e i tormenti.


Dedicata a Vera Lezzi con tanto affetto.   Luigi
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Profilo Autore: Luigi  

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 Cerchi l’ago in un pagliaio e ci trovi una biscia

che striscia sul cuore, la stalla non è una stella

e il guano è opaco. Ci sono case disabitate

di fronte, stanno cadendo a pezzi, non è stato

un uragano, è il tempo che è passato in fretta.

Qualcuno dice che è stata un’illusione usa e getta

del viandante sulla strada, è un vero peccato

che sia tutto falso. Le statistiche vanno aggiornate

ora c’è una croce in più sul petto, la bidella

ha stregato il marito, ma non la passerà liscia.



Colombo non ha scritto la Traviata, ha scoperto

l’America mentre cercava l’India, ci sarà rimasto

male sulle prime. Può capitare a chi sonda l’ignoto

di sbagliarsi, a volte la prima impressione

può essere errata oppure è proprio l’ultima

a dimostrarsi corretta. Il paziente in coma

si è risvegliato per Natale, c’è stata emozione

e la festa è stata perfetta, poi ha trovato una foto

sul comodino di casa, quella di un posto

sconosciuto e di una donna che l’ha tradito.

 
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Profilo Autore: mybackpages  

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