Se dalla dolce vigna ieri toglievo
a baci le chiome e il dono
e un passo dopo al suolo tiepide le foglie tornavano,
tornarono in bocca a strani fanti
in un suono disarmato
spigoli storti di icosaèdri,
e l'aria ne fu zeppa e tu melodica
me lo rammenti. Nel cielo ora non trovo
confini se non memorie
di entrambe quelle fanciullezze.


Commenti
distorti ed un po' inquietanti che non hanno tracciato né confini né memorie. Bella, un saluto
Grazie