Sogno fenici ardenti
nel cielo notturno
ali tempestate di stelle in fiamme
alla vigilia di un'esplosione nucleare
lo splendore dell'oro più fine
sulle piume incendiate
la luce di mille soli
dentro i loro occhi
a perforare il firmamento
come punte di diamante
gli artigli di diaspro rosso
a graffiare la volta celeste
Sogno fenici ardenti
nel cielo notturno
distruzione e resurrezione continua
come il cerchio infinito dell'Ouroboros
Serpi e draghi danzanti
nel disegno universale
mi salutano le creature cosmiche
celate a chi non sa vedere
ma superbamente brillanti
per chi scruta nello spazio profondo
con le iridi illuminate di un bambino
avide di forme oltre il vuoto
solo apparente
nel cielo notturno
ali tempestate di stelle in fiamme
alla vigilia di un'esplosione nucleare
lo splendore dell'oro più fine
sulle piume incendiate
la luce di mille soli
dentro i loro occhi
a perforare il firmamento
come punte di diamante
gli artigli di diaspro rosso
a graffiare la volta celeste
Sogno fenici ardenti
nel cielo notturno
distruzione e resurrezione continua
come il cerchio infinito dell'Ouroboros
Serpi e draghi danzanti
nel disegno universale
mi salutano le creature cosmiche
celate a chi non sa vedere
ma superbamente brillanti
per chi scruta nello spazio profondo
con le iridi illuminate di un bambino
avide di forme oltre il vuoto
solo apparente
13 commenti
Notte metropolitana
Cala la sera,
rapidamente,
più presto adesso,
e fa già freddo,
non più come prima ,
notte di città,
notte metropolitana;
i gatti si rifugiano sotto
le macchine,
si sente freddo,
i ventilatori non servono
più o quasi,
notte gelida,
fresca,
che sa d’autunno,
di vendemmia e di mosto;
la bella stagione è finita ormai,
più o meno,
si raccoglie la legna,
ci si prepara,
all’inverno.
Cala la sera,
rapidamente,
più presto adesso,
e fa già freddo,
non più come prima ,
notte di città,
notte metropolitana;
i gatti si rifugiano sotto
le macchine,
si sente freddo,
i ventilatori non servono
più o quasi,
notte gelida,
fresca,
che sa d’autunno,
di vendemmia e di mosto;
la bella stagione è finita ormai,
più o meno,
si raccoglie la legna,
ci si prepara,
all’inverno.
Mai il pensiero
s'è donato tutto
a quel vero lutto
per i miliardi che non han lasciato il segno
forse solo i nomi
incavati su lastre di pietra
alcuni sulla croce di legno
facce volti corpi
impossibili da vedere
mancati in quel segno da lasciare
Mai il pensiero
è ritornato sul suo passato
a quell'esistere che è stato
cenere diventato
In qualche preghiera
già stanca dopo giorni
sparita
una qualsiasi sera
Sono stati figli
figli di figli
gradini fino alla cima
fondamenta di quelli partiti
consegnando l'esempio
la sua dima
A questo son serviti
seppur nudi poveri avviliti
han scritto analfabeti
libri interi più dei poeti
La sola presenza è servita
aiutando completando
senza giudizio, senza quando, senza ricordo
ma di questi tutti
il mondo è stato presto
ingordo.
s'è donato tutto
a quel vero lutto
per i miliardi che non han lasciato il segno
forse solo i nomi
incavati su lastre di pietra
alcuni sulla croce di legno
facce volti corpi
impossibili da vedere
mancati in quel segno da lasciare
Mai il pensiero
è ritornato sul suo passato
a quell'esistere che è stato
cenere diventato
In qualche preghiera
già stanca dopo giorni
sparita
una qualsiasi sera
Sono stati figli
figli di figli
gradini fino alla cima
fondamenta di quelli partiti
consegnando l'esempio
la sua dima
A questo son serviti
seppur nudi poveri avviliti
han scritto analfabeti
libri interi più dei poeti
La sola presenza è servita
aiutando completando
senza giudizio, senza quando, senza ricordo
ma di questi tutti
il mondo è stato presto
ingordo.
Segui Santa Lucia
attraversando il bosco,
ogni pensiero fosco.
la vista porta via.
Si srotolano i campi
sotto un cielo di pesca,
l'animo si rinfresca
pioggia di gioia e lampi.
gli ulivi al dì di festa
di gemme son adorni
e aspettan che ritorni
la contadina lesta
che con sapienza antica,
in questa forte terra,
quell'oro verde afferra
e paga ogni fatica
attraversando il bosco,
ogni pensiero fosco.
la vista porta via.
Si srotolano i campi
sotto un cielo di pesca,
l'animo si rinfresca
pioggia di gioia e lampi.
gli ulivi al dì di festa
di gemme son adorni
e aspettan che ritorni
la contadina lesta
che con sapienza antica,
in questa forte terra,
quell'oro verde afferra
e paga ogni fatica
Al riparo
dal sole rosso
di alcun paese incantato,
posso comunque leggerli
(nella penombra della
mia moltitudine)
i consunti cliché
del cuor gentile.
Ma la parola
è perduta,
e i rami
del
nocciolo
e del suo caprifoglio
ormai sono pensieri tristi,
emanazioni di nero.
È piccola cosa
l'umanità,
a volte
un inganno
altre un oltraggio,
e per il prode cavaliere
che erra per la corte,
è persino materia
britannica.
Io invece
vorrei
che
fosse
amore
oltre la morte,
e che dal tavolo
si guardasse
al mondo
che
langue:
ma non dentro,
fuori dal cerchio.
Come ti trasformo l’amore in una vignetta
lo disse un talento di passaggio in una città
ribelle all’ordine di un signore della guerra.
L’uomo in accappatoio e ciabatte al ballo
dell’ordine degli avvocati rischiò il collo
anche quando si presentò in una serra
con la moglie fedifraga del podestà
del posto e due scimmie sexy in bicicletta.
La ragazza coi capelli rossi aveva un sorriso
diverso per ogni cliente. Rispettoso
col boia ufficiale del quartiere, di sfida
col poliziotto che le sfilava le calze
a ritmo di dance, svampito con le pazze
incantatrici di serpenti con la spada,
beffardo con l’amante del marito geloso
di una collega con l’orecchino al naso.
Nessuno ricorda il giorno che il talento
di passaggio in città incontrò la ragazza
coi capelli rossi al vernissage di una mostra
sul surrealismo. Ci sono le registrazioni
però a dimostrare che le vere ragioni
di quell’aggressione con una pietra
saranno sempre un mistero. Era una pazza
disse il giardiniere anziano del convento.
Al processo non si presentò nessuno.
Anche giudice designato marcò visita
dichiarando di non essere nel pieno
possesso delle facoltà mentali. Aveva
fatto l’amore con l’imputata quando era
sotto protezione di un boss nano
della polvere bianca. La stella cometa
era in ritardo, tutti l’aspettarono invano.
Ricordo ancora quando per la prima volta vidi il tuo viso
ed era splendente,era unico e raffinato nelle sue spezzature,
ascoltavo la voce di un angelo che filtrava da un innocente sorriso.
E mi innamorai subito delle tue ombre,
i colori del tuo cuore fiorivano dentro le mie arterie,
e fu subito primavera in quel freddo ottobre;
cominciai quindi a cercarti di nascosto con ogni polpastrello,
tu,che forse cosi mi hai amato,trovando la mia mano ne accoglievi la presa
e io lì comunciai a sentire il tuo amore come un fardello.
Con ogni giorno ero sempre più vicino,
ed iniziai cosi a vagare dentro di te
sicuro del mio cammino,
ma la notte è lunga se ami qualcuno,
qualcuno che non sarà mai tuo
e cosi ora sono solo nebbia tra le sigarette e le nuvole di fumo.
ed era splendente,era unico e raffinato nelle sue spezzature,
ascoltavo la voce di un angelo che filtrava da un innocente sorriso.
E mi innamorai subito delle tue ombre,
i colori del tuo cuore fiorivano dentro le mie arterie,
e fu subito primavera in quel freddo ottobre;
cominciai quindi a cercarti di nascosto con ogni polpastrello,
tu,che forse cosi mi hai amato,trovando la mia mano ne accoglievi la presa
e io lì comunciai a sentire il tuo amore come un fardello.
Con ogni giorno ero sempre più vicino,
ed iniziai cosi a vagare dentro di te
sicuro del mio cammino,
ma la notte è lunga se ami qualcuno,
qualcuno che non sarà mai tuo
e cosi ora sono solo nebbia tra le sigarette e le nuvole di fumo.
Mercanti d’alba
son quegli occhi innamorati,
virgole di grano e di vino,
aquiloni nell’azzurro del mattino.
Mi guardi, stupito,
ed io son ora un campo rifiorito,
fragile bacio d’autunno sfinito.
M’abbracci,
come arcobaleno fra le nevi
ed io son ora poesia e desideri,
mercante d’alba e luce di ieri.
son quegli occhi innamorati,
virgole di grano e di vino,
aquiloni nell’azzurro del mattino.
Mi guardi, stupito,
ed io son ora un campo rifiorito,
fragile bacio d’autunno sfinito.
M’abbracci,
come arcobaleno fra le nevi
ed io son ora poesia e desideri,
mercante d’alba e luce di ieri.
Ecco cos'è il profumo
della tua pelle per me
incenso sul mio braciere
il mio fuoco nel vento
del tuo respiro convulso
può solo divampare
al calore rosso del tuo corpo
risponde la lingua scarlatta
della fiamma nel fumo bollente
Ecco cosa sei per me
legna ardente e polvere di sandalo
incenso sul mio braciere
e l'essenza ora brucia
in spire e volute azzurre
scioglie le nostre membra
nell'estasi che tutto consuma
della tua pelle per me
incenso sul mio braciere
il mio fuoco nel vento
del tuo respiro convulso
può solo divampare
al calore rosso del tuo corpo
risponde la lingua scarlatta
della fiamma nel fumo bollente
Ecco cosa sei per me
legna ardente e polvere di sandalo
incenso sul mio braciere
e l'essenza ora brucia
in spire e volute azzurre
scioglie le nostre membra
nell'estasi che tutto consuma
Che ne sa il mondo di noi
Io e te ,
amore lo sai,
questo sporco mondo
è quello che è,
e a volte fa
un po’ paura,
noi che restiamo in città,
e la vita è tutta un avventura incasinata,
che vuoi farci,
ma ci sei tu e io,
noi due che proviamo qualcosa,
che stiamo bene,
noi due e il
mondo che cosa ne sa,
cosa ne capisce,
un cavolo,
la gente
non c’entrano,
non sanno un cacchio,
che vadano in malora,
ci siamo io e te,
e poi,
chi lo sa,
un mondo lontano,
che non sa niente di noi.
Io e te ,
amore lo sai,
questo sporco mondo
è quello che è,
e a volte fa
un po’ paura,
noi che restiamo in città,
e la vita è tutta un avventura incasinata,
che vuoi farci,
ma ci sei tu e io,
noi due che proviamo qualcosa,
che stiamo bene,
noi due e il
mondo che cosa ne sa,
cosa ne capisce,
un cavolo,
la gente
non c’entrano,
non sanno un cacchio,
che vadano in malora,
ci siamo io e te,
e poi,
chi lo sa,
un mondo lontano,
che non sa niente di noi.
Stanotte assaporo
quell'ebbrezza impaziente
onda sinuosa
su piaceri d'intesa
che stuzzica il cuore
ed irretisce i sensi.
Ricama sapori di brezza leggera
o d'intenso vento
che abbraccia
e regala sinfonie
in fusione d'anime
disinibendo remore
elargendo suadenti carezze
fruscio di baci
e cascate di foglie
adagiate sullo scrigno del cuore.
Allacciami i fianchi
dico piano...
portami nella tua serra d'esotiche piante
e inondami di odorosi umori...
La sofferenza
fortifica e fa combattere.
Prendo a pugni in faccia
il dolore
mentre la rabbia scorre a fiumi.
Per vendicarsi
dei ricordi che tagliano la pelle
il passato ancora vivo.
Mentre capisci
che la vittoria
si conquista con l'amore.
fortifica e fa combattere.
Prendo a pugni in faccia
il dolore
mentre la rabbia scorre a fiumi.
Per vendicarsi
dei ricordi che tagliano la pelle
il passato ancora vivo.
Mentre capisci
che la vittoria
si conquista con l'amore.
Fremo al pensiero che un dì non sarò più vivo;
quando non potrò più vedere le persone care che tanto amo;
il sole, la luna e le stelle, scaglie di luce che passano tra ramo e ramo;
l’azzurro cielo quando d’inverno di nuvole ne è privo.
Allo sciame di pensieri nel fiume dell’indifferenza,
che travolgono il mio sorriso che non è più lieto.
Fremo quando sento il mio cuore stanco e irrequieto
e rimembro quando un dì credevo nell’onnipotenza.
Fremo quando sento il volo delle mie paure,
che penetrano le mie carni come lance acuminate;
alle mie aspirazioni che non sono più pure o sono dimenticate;
a tutte le mie speranze che si sono dileguate o più oscure.
Fremo all’amor terreno che non avrò mai più;
ai baci teneri e soavi di una donna e d’un bambino;
ai gioiosi abbracci, ai sorrisi e al piacere d’averli qui vicino,
che donano alla vita la gioia, la bellezza e la virtù;
Gioisco, però, alla speranza d’un amor supremo e ameno,
che a tutte le creature di questo mondo dia luce e serenità;
penso ad una vita eterna per tutta questa addolorata umanità,
laddove il cielo sia eternamente limpido e sereno.
quando non potrò più vedere le persone care che tanto amo;
il sole, la luna e le stelle, scaglie di luce che passano tra ramo e ramo;
l’azzurro cielo quando d’inverno di nuvole ne è privo.
Allo sciame di pensieri nel fiume dell’indifferenza,
che travolgono il mio sorriso che non è più lieto.
Fremo quando sento il mio cuore stanco e irrequieto
e rimembro quando un dì credevo nell’onnipotenza.
Fremo quando sento il volo delle mie paure,
che penetrano le mie carni come lance acuminate;
alle mie aspirazioni che non sono più pure o sono dimenticate;
a tutte le mie speranze che si sono dileguate o più oscure.
Fremo all’amor terreno che non avrò mai più;
ai baci teneri e soavi di una donna e d’un bambino;
ai gioiosi abbracci, ai sorrisi e al piacere d’averli qui vicino,
che donano alla vita la gioia, la bellezza e la virtù;
Gioisco, però, alla speranza d’un amor supremo e ameno,
che a tutte le creature di questo mondo dia luce e serenità;
penso ad una vita eterna per tutta questa addolorata umanità,
laddove il cielo sia eternamente limpido e sereno.
Vive l'erba tra le basiliche e la trincea
e il filo azzurrino a turno si macchia d'agnello
o di fucile. Passano i labirinti
delle umane impronte - le mie
soltanto additano al loro confronto
la piega verso l'alto
di un'assetata gerbèra.

Fissati su un solo punto di vista
Non riusciamo a capire cosa sentano gli altri,
Come in un film senza regista
Non riusciamo a ruotare le telecamere dai pensieri nostri.
Perché non mi dai ragione?
Perché non mi ascolti?
Perché sei arrabbiato ora?
Perché pare io stia facendo solo confusione?
Schiavi di un orgoglio testardo
In una discussione creiamo conflitti senza bandiere
e chi non segue il nostro stendardo
Non merita le nostre preghiere,
Ma solo maledizioni e offese sincere.
Non riusciamo a capire cosa sentano gli altri,
Come in un film senza regista
Non riusciamo a ruotare le telecamere dai pensieri nostri.
Perché non mi dai ragione?
Perché non mi ascolti?
Perché sei arrabbiato ora?
Perché pare io stia facendo solo confusione?
Schiavi di un orgoglio testardo
In una discussione creiamo conflitti senza bandiere
e chi non segue il nostro stendardo
Non merita le nostre preghiere,
Ma solo maledizioni e offese sincere.











